Cibo e coronavirus: cambiamenti, per ora, epocali…

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Cibo e coronavirus: cambiamenti, per ora, epocali. Finita l’emergenza, almeno in parte, ci sarà un ritorno alla normalità

Quali sono le nuove abitudini e preferenze degli Italiani durante il Covid? Da febbraio a marzo Blogmeter ha raccolto 48,2 milioni di conversazioni e 835,7 milioni di interazioni sul tema. La prima cosa emersa è questa e vale per tutti i nostri lettori, sia che siano aziende o proprietari di locali: mai più senza social!

E, se parliamo di “cibo e coronavirus”, questo dato sarà sempre più esponenziale. Debbono esserne coscienti tutti gli attori del comparto, senza se e senza ma. Tutti i social network, che già da prima del lockdown erano parte integrante nella nostra vita (vi ricordiamo che solo in Italia Facebook ha 37 milioni di iscritti), ricoprono un ruolo fondamentale nella nostra quotidianità sia personale sia di lavoro: mai prima d’ora Facebook, Instagram, Twitter e YouTube sono stati fonte di informazione, strumenti per restare in contatto con clienti, familiari, amici, colleghi. Insomma, il claim che dice “prima relazione poi vendita” risulta sempre più preciso, determinante e veritiero e questa ricerca, se ancora ci fosse stato bisogno, lo dimostra.

Parliamo ora di questa ricerca freschissima (24 aprile 2020 l’ultima rilevazione): è un’incredibile mole di dati, una vera e propria miniera d’oro di rimandi relativi alle nuove abitudini e ai nuovi bisogni e preferenze degli Italiani che è importante analizzare e interpretare correttamente. E cercare di capire dalle conversazioni degli Italiani sui social qualcosa che possa esserci utile. Qui di seguito qualche dato mentre in calce all’articolo potete vedere il link per la ricerca completa.

Dunque, quali sono le nostre nuove abitudini di consumo?

Negli ultimi due mesi, gli Italiani si sono trovati ad affrontare la pandemia da Coronavirus vivendo una situazione totalmente nuova e mai vissuta, costringendoci ad adattarci a nuove abitudini e a scoprire nuove opportunità e attività. I social sono il luogo per eccellenza dove gli Italiani fanno sentire il proprio parere, le proprie emozioni: le conversazioni sul tema Coronavirus giornaliere sono davvero tantissime: 860 mila messagi, in media.

Cibo e coronavirus: trend emergenti: Facebook e Instagram sono le fonti più utilizzate

Food Restart Famelici: cibo e coronavirus covidParlando delle piattaforme in cui avvengono le conversazioni, Facebook è primo, ospitando quasi il 51% delle conversazioni totali. Si va su Facebook prevalentemente per commentare notizie di cronaca o di politica ed esprimere le proprie opinioni. Se, invece, osserviamo l’engagement, la situazione si ribalta: Instagram diventa la prima fonte, seguito da YouTube, che, grazie alle visualizzazioni di video dedicati alle news, ottiene quasi il 30% delle interazioni totali. Analizzando il dettaglio delle fonti che generano il maggior coinvolgimento, troviamo soprattutto pagine Facebook di news nazionali e locali (Fanpage.it, La Repubblica, Tgcom24) e giornalisti (Enrico Mentana), seguiti dalle pagine di leader e partiti politici.

Per veicolare il messaggio “visivo”, la situazione muta: Instagram, è il social preferito, e qui si parla di foto e video per la maggior parte nel mentre della quarantena. Segnaliamo qualche autore emergente su Instagram, e il tema sul podio è l’intrattenimento: oltre ai canali di news, molto attivi, compaiono diversi profili comici, come @tmlplanet, @gliautogol e influencer e social icon come @vallibeatrice e @barbaracarmelitadurso.

Food Restart: le abitudini di acquisto come sono cambiate?

Siamo già scalpitanti per il ritorno con una mole senza pari di problemi da risolvere: il consiglio degli esperti di economia è provare nuove strade senza stravolgere il proprio business ed avere pazienza sino a inizio 20121, con il vacino in mano potrebbe tutto mutare di nuovo.

Comunque il periodo del lockdown ha condotto a un profondo mutamento delle abitudini degli italiani, portandoci a fronteggiare una discontinuità nelle nostre abitudini e a trovare nuove consuetudini con tre trend emergenti. Questi, intanto, sono gli hashtag più menzionati: #andratuttobene, #celafaremo #consegnaadomicilio e tre sono i comportamenti che si sono verificati e si verificano tutt’ora in questa sospensione forzata della nostra identità sociale:

  • Si trovano nuove soluzioni: se prima mi recavo all’Esselunga o all’ortolano, ora la ordino online con consegna a domicilio. É importante fare attenzione in questo caso ad una lettura più attenta e tutta italiana: nelle conversazioni online la consegna a domicilio è un trend fortissimo genera quasi il doppio delle conversazioni rispetto a quelle che riguardano gli acquisti online (98,86 mila vs 46,28 mila) diversamente da molti Paesi esteri.
  • Si sperimenta qualcosa di nuovo: provo a fare la pizza fatta in casa, compro l’occorrente per gli aperitivi casalinghi o mi tingo da sola i capelli di un colore appariscente e questa sarà una delle abitudini che influirà più negativamente sugli affari del comparto alimentare e beverage attraverso la distribuzione.
  • Si sperimentano nuove soluzioni che diventeranno abitudini anche nel futuro, almeno in parte: a) la spesa a casa è talmente comoda che la userò anche quando torneremo ad uscire; oppure ho scoperto che il sapore del pane fatto in casa è talmente buono da farlo sempre da me. La #consegnaadomicilio diventarà nei prossimi mesi una soluzione indispensabile per i ristoratori, negozi di prossimità ed esercizi commerciali costretti a chiudere al pubblico

Ora siamo focalizzati sulla fase 1 e 2: cibo e coronavirus occupano la nostra mente. E’ ovvio come, in questo momento già difficilissimo per le aziende a causa delle problematiche correnti da affrontare, diventa indispensabile per le aziende il mettersi in attento ascolto e monitorare tutte le novità per mettere prontamente sul campo le strategie migliori per creare nuove relazioni ed entrare in sintonia con le “nuove normalità” del Bel Paese.

Cibo e coranavirus, ricerca sentiment italiani: per maggiori dettagli della ricerca, clicca quì

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