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Che cosa fare ad agosto in Italia: 10 idee imperdibili tra viaggi, cibo e cultura

Una guida per scegliere che cosa fare nel mese più caldo dell’anno

Che cosa fare ad agosto? Te lo dice Famelici. Dai ristoranti che devi assolutamente provare al cinema sotto le stelle a Milano. E per chi resta in città che cosa comprare al mercato. Ecco una selezione di programmi per il tempo libero, la cultura e la gastronomia che renderanno l’ondata di caldo un po’ più mite

Aggiornato il 23 agosto 2026

Agosto è il mese perfetto per scoprire un’Italia diversa: tra borghi autentici, esperienze culturali, natura incontaminata e sapori locali da gustare con lentezza. Se ti stai chiedendo cosa fare ad agosto in Italia, ecco 10 idee originali per vivere l’estate lontano dai soliti itinerari turistici. Dalle città d’arte alle mete meno affollate, passando per ristoranti sostenibili e momenti culturali imperdibili: preparati a un viaggio tra bellezza, cibo e cultura.

Che cosa fare ad agosto 2026 in Italia

 

Il protagonista dell’estate 2026: il ventaglio

Per superare l’ondata di caldo torna in auge il ventaglio

Il successo del ventaglio: dalla Nubia ai giorni nosti

Molto prima di diventare un’icona dello street style, il ventaglio è stato un un simbolo di potere, eleganza, maestria artigianale e identità culturale.

L’origine del ventaglio

In genere la sua origine viene ricondotta all’Antico Egitto, ma alcune ricerche collocano la sua pima comparsa nell’antica regione della Nubia – l’attuale Sudan-  per poi approdare alla foce del Nilo.

Fu, però, l’Egitto a trasformare il ventaglio in un emblema di autorità. Nelle rappresentazioni dei faraoni appaiono spesso piume sorrette da alti dignitari di corte. Non venivano usati solo per dare sollievo dal calore o spaventare insetti. Proiettavano anche ombre,rendevano evidenti gerarchie e rendevano visibile il potere. La tomba di Tutankhamon ne evidenzia tutta la rilevanza.

Greci e Romani lo usarono meno, mentre in Oriente il ventaglio continuò a evolversi fino a quando il Giappone perfezionò il ventaglio pieghevole, un’innovazione che i mercanti portoghesifecero conoscere nelle corti europee a partire dal XVI secolo.

La moda parigina se ne impadronì per farlo diventare un importante accessorio, inseparabile da lusso e moda. La Spagna divenne ben presto un’importante produttrice di ventagli artigianali.

Il design del ventaglio

Probabilmente il successo del ventaglio è determinato dalla semplicitò del suo design, Spesso rappresentavano scene mitologiche, paesaggi, ritratti ed episodi storici. La Spagna conserva una delle più grandi collezioni pubbliche d’Europa. La stragrande maggioranza dei ventagli storici si trova nel Palazzo Reale di Madrid: 1.528 copie. Il resto è principalmente conservato nel Palazzo Reale di Aranjuez e nell’Alcázaro Reale di Siviglia.

Il mistertìioso linguaggio del ventaglio

Nel XIX secolo, il ventaglio si consolidò come accessorio inseparabile dell’abbigliamento femminile e nacque intorno ad esso un linguaggio. Una sorta di costruzione romantica, che rese il ventaglio ancora più ricercato.

Dove è il più grande centro di produzione di ventagli

Il più grande centro di produzione di ventagli è a Valencia, in Spagna. La tradizione risale almeno al XV secolo ed è stata particolarmente consolidata nel XVIII secolo, quando Valencia divenne il principale centro produttivo spagnolo e raggiunse prestigio europeo. Lì fu creata la Gilda dei Maestri Artigiani Dilettanti e vi era una Fabbrica Reale di Ventagli. Nel 1861 la provincia disponeva di decine di officine e fabbriche dedicate al settore.

Un libro da leggere in estate con protagonista il cibo

“Storia del pane” di Gabriele Rosso

Chiunque controlli il pane, controlla il mondo, ecco il racconto della storia politica del pane raccitata dal giornalista e ricercatore Gabriele Rosso

Chiunque controlli il pane, controlla il mondo, ecco il racconto della storia politica del pane raccitata dal giornalista e ricercatore Gabriele Rosso. Uno studio sul “cibo più antico e quotidiano della nostra civiltà” capace di creare “più lingua, più intelligenza e più civiltà di qualsiasi altro”. Il testo dimostra come “la storia del pane è la storia dell’Occidente, e chi controlla il pane controlla tutto il resto”. Rosso racconta la storia partendo dall’antichità, studia il rapporto del pane con l’evoluzione dell’agricoltura, lo stretto legame con la religionem, l’economia e lo sviluppo yecnologico. Racconta la scompasa dei forni comuni e l’automatizzazione del capitalismo avanzato.

Estate a Siderno: il fritto d’autore di Vincenzo Fotia tra pizza fritta, doppia cottura e montanarine

Il poker di montanarine di Vincenzo Fotia, quattro interpretazioni del fritto d’autore che celebrano la tradizione partenopea.
Il poker di montanarine di Vincenzo Fotia, quattro interpretazioni del fritto d’autore

L’estate di Vincenzo Fotia, maestro pizzaiolo de L’Artigiano della Pizza di Siderno, in provincia di Reggio Calabria, celebra il gusto e la convivialità attraverso una proposta dedicata al fritto d’autore. Inserita tra le Pizzerie Eccellenti 2026 dalla guida internazionale 50 Top Pizza, la pizzeria porta nel dehors estivo tre grandi protagonisti della tradizione: pizza fritta, pizza in doppia cottura e poker di montanarine, preparati espressi con impasti studiati, materie prime selezionate e grande attenzione alla tecnica. Una proposta che racconta l’identità di Vincenzo Fotia, capace di reinterpretare la tradizione partenopea con uno sguardo contemporaneo e trasformare le sere d’estate a Siderno in un’esperienza di gusto tra ricerca, autenticità e convivialità. 

I Suoni delle Dolomiti 2026: musica, natura e cultura da vivere

paesaggio musica I Suoni delle Dolomiti
il paesaggio non fa da semplice sfondo alla musica: diventa parte della musica stessa.

Che cosa cerchiamo oggi quando andiamo a un festival? Non soltanto musica, ma esperienze da vivere e ricordare. È questa la filosofia de I Suoni delle Dolomiti 2026, il festival musicale che dal 24 agosto al 3 ottobre 2026 porta 18 appuntamenti tra vette, prati, rifugi e sentieri delle Dolomiti trentine. Il cammino verso il concerto, il paesaggio e l’incontro con gli artisti diventano parte integrante dello spettacolo. L’edizione 2026 si apre il 24 agosto a Pian della Nana con i Violoncellisti della Scala e il Coro SOSAT, in un incontro tra la grande tradizione musicale italiana e la cultura corale del Trentino. Un festival da vivere partecipando, dove la montagna non è una semplice scenografia, ma un luogo da abitare, ascoltare e rispettare.

Il gelato al cioccolato di Enrico Rizzi: “Il cioccolato che preferisco? Il Pocelana venezuelano”

Il gelato al cioccolato di Enrico Rizzi
Un risveglio dei sensi attraverso cinque espressioni d’autore: dalla freschezza originaria della polpa di cacao alla purezza assoluta della massa, fino a scoprire l’anima profonda di tre cioccolati fondenti monorigine, in versione gelato.

“Devi assolutamente assaggiare il gelato al cioccolato di Enrico Rizzi. Devi andare assolutamente nel suo laboratorio, ti innamorerai di tutto ciò che scoprirai”. Quando due persone diverse ti danno lo stesso suggerimento con un entusiasmo simile, inizi a pensare che potresti perderti qualcosa se non le ascolti. E così ci vado, o meglio ci ritorno.

In via Gian Giacomo Mora 18, nel centro di Milano, Enrico Rizzi apre spesso al pubblico la sua Fabbrica di Cioccolato. La gente, preso l’appuntamento, suona il campanello, entra, fa domande, chiacchiera con Enrico o cob il suo personale. E soprattutto scopre il magico mondo del cioccolato.

Ecco i miei gusti degustati preferiti

Gelato polpa di cacao (a base acqua)

Un gelato che celebra la mucillagine del cacao, regalando freschezza e aromaticità.

Gelato Fondente Chuao Venezuela 84,2%

Un cioccolato intenso e complesso, caratterizzato da una vibrante freschezza di frutti rossi, che dona vivacità all’assaggio. Le delicate note di miele di castagno ne arricchiscono il cuore con una dolcezza balsamica, mentre il finale segnato da sentori di liquirizia, lascia una sensazione lunga ed elegante.

Che cosa comprare al mercato ad agosto: pere, susine, fichi e tonno

Pesce al mercato
Una bancarella di pesce al mercato

Non tutti vanno in vacanza ad agosto ed ecco allora una piccola guida per gli acquisti al mercato. Agosto è il mese dell’esplosione dei sapori estivi. É il mese della frutta ribfrescante e dolce, adatta per fare macedonie indimenticabili. Partiamo dalla frutta: pere, susine, fichi.

Le pere da acquistare ad agosto

Pere di stagione ad agosto

Pera Coscia

Caratteristiche:

  • Piccola e tondeggiante.
  • Buccia verde-gialla con leggere sfumature rosate.
  • Polpa molto succosa, dolce e profumata.
  • Ideale da consumare fresca.

Pera Williams (Bartlett)

Caratteristiche:

  • Una delle varietà più conosciute.
  • Buccia gialla a completa maturazione.
  • Polpa bianca, morbida e molto succosa.
  • Gusto dolce e aromatico.
  • Ottima da mangiare fresca, ma anche per succhi, marmellate e dolci.

Pera Carmen

Caratteristiche:

  • Forma allungata.
  • Buccia verde con sfumature rosse.
  • Polpa inizialmente croccante, poi più morbida.
  • Sapore delicato e leggermente aromatico.

Pera Guyot

Caratteristiche:

  • Frutto di medie dimensioni.
  • Buccia verde-gialla.
  • Polpa fine, tenera e molto succosa.
  • Sapore dolce con una leggera nota acidula.

Pera Abate Fetel

Caratteristiche:

  • Tipica forma lunga e affusolata.
  • Buccia verde-rugginosa.
  • Polpa bianca, fondente e molto dolce.
  • Tra le pere più apprezzate per aroma e consistenza.
  • La piena stagione si sviluppa nei mesi autunnali.

Attenzione alle ciliegie che trovate su alcuni banchi del mercato: non sono italiane!. Meglio comprrare gli ultimi meloni e angurie.

La verdura da comprare al mercato ad agosto

  • Fagiolini
  • peperoni
  • zucchine
  • cetrioli. 
  • pomodori

Il pesce da acquistare al mercato ad agosto

Sicuramente pesce grasso. Da preferire è il tonno alalunga (o germon) con la sua carne soda e gustosa. Può essere consumato fresco, grigliato, marinato, stufato o cotto con salsa di pomodoro.

Continua poi la stagione delle sardine e dello sgombro, che – ahimé- registrano un prezzo più alto rispetto all’anno scorso.

Che cosa fare ad agosto a Milano: un viaggio tra cibo e cultura

Ad agosto Milano rallenta, ma non si ferma: è il momento perfetto per scoprire luoghi autentici dove gusto e cultura si incontrano

Cinema all’aperto a Milano: ad agosto 2026 dal Castello Sforzesco a Palazzo Reale

Anteo cinema sotto le stelle
Cinema sotto le stelle nel centro di Milano

Dal 1° al 25 agosto 2026 il Castello Sforzesco di Milano si trasforma in una suggestiva arena cinematografica sotto le stelle grazie alla rassegna estiva organizzata da Cineteca Milano. Un appuntamento dedicato agli amanti del grande cinema, con una selezione di film classici, pellicole cult e proiezioni speciali in una delle location più iconiche della città.

L’iniziativa arricchisce il calendario del cinema all’aperto a Milano, offrendo al pubblico serate di spettacolo e cultura tra capolavori della storia del cinema ed eventi dedicati.

A rendere ancora più ricca l’estate cinematografica milanese torna anche AriAnteo, la storica rassegna di cinema all’aperto giunta alla sua 37ª edizione. Da giugno a settembre il programma propone prime visioni, film premiati nei principali festival internazionali, grandi successi e incontri con ospiti speciali.

Per l’estate 2026 sono quattro le arene cinematografiche attive in città:

  • Palazzo Reale, con proiezioni fino al 14 settembre;
  • Fabbrica del Vapore, attiva fino al 27 settembre;
  • Incoronata, con appuntamenti fino al 30 agosto;
  • CityLife, dove il cinema sotto le stelle prosegue fino al 27 settembre.

Tra piazze storiche, cortili e luoghi simbolo di Milano, AriAnteo conferma il suo ruolo di protagonista dell’estate cittadina, portando il cinema fuori dalle sale e creando occasioni di incontro, cultura e intrattenimento all’aperto.

Cucina vegetariana gourmet da Il Lughino a Brera

Carpaccio di zucchine gialle marinate
Carpaccio di zucchine gialle marinate

Nel cuore di Brera, il ristorante vegetariano Il Lughino, che abbiamo recensito, rappresenta una delle novità gastronomiche più interessanti dell’anno. Aperto da marzo 2024, offre un’esperienza culinaria etica e creativa, grazie alla cucina firmata dallo chef Paolo Sanvito. Qui puoi assaggiare oltre 50 varianti di lasagne vegetariane fatte a mano, accompagnate da piatti stagionali che celebrano la tradizione mediterranea con spirito contemporaneo.

Approfitta di una passeggiata culturale tra le vie storiche di Brera e fermati per pranzo o cena al Lughino, aperto tutti i giorni senza interruzione dalle 11:30 alle 23:00. Il menu,che noi abbiamo raccontato come un racconto in tre atti, ti accompagna dalle verdure marinate e i paté di legumi antichi fino a mondeghini vegetariani e millefoglie di melanzane. Non perderti il pane fatto in casa, simbolo della filosofia rustica e autentica del locale, e concludi il pasto con dolci leggeri e vini naturali scelti con cura.

Il Cormorano, perfetto per una cena d’agosto all’insegna della memoria gastronomica italiana

Il Cormorano ristorante di pesce a Milano
Il Cormorano, un ristorante dove la cucina di mare non rincorre le mode

Ad agosto, per chi resta a Milano o per chi è in visita, Il Cormorano è la meta perfetta per gustare autentica cucina di pesce mediterranea. Storico ristorante milanese nato nel 1977, oggi ha due sedi — in zona Isola e in corso Sempione — dove propone piatti iconici, atmosfera familiare e ingredienti di prima qualità. Qui la tradizione incontra la concretezza: crudi di mare con ricci, ostriche e tartare, antipasti cotti e primi intramontabili come gli Spaghetti del Cormorano allo scoglio in crosta. I secondi valorizzano il pescato del giorno e grandi classici come il fritto misto e l’astice alla catalana. Da non perdere la Paella, disponibile in tre varianti, compresa quella all’astice. Un ristorante dove la cucina di mare non rincorre le mode, ma resta fedele al gusto vero.

Cene uniche con protagonista la carne da Il Mannarino

 Un ristorante che nasce dal concetto di “macelleria con cucina”

Il Mannarino a Milano

Dal banco alla griglia, la carne è la vera protagonista de Il Mannarino, una macelleria con cucina tipica del Sud Italia. A cena si sceglie direttamente tra tagli freschi e specialità, accompagnati da antipasti, contorni e un buon calice di Primitivo. A pranzo, la formula business lunch propone piatti bilanciati e gustosi, ideali per la pausa lavorativa. La macelleria online garantisce consegne in tutta Italia, per chi preferisce la comodità di casa.

Il “Mannarino” era il coltello del macellaio e oggi identifica chi con passione guida nella scelta della carne migliore. Il claim “Scelto, tagliato, grigliato” racconta un’esperienza che unisce tradizione e convivialità, come stare a casa. Il Disciplinare de Il Mannarino garantisce qualità e benessere animale, seguendo il modello europeo Farm to Fork.

Il Mannarino ha 8 sedi a Milano. Noi abbiamo cenato nella storica sede di De Angeli e d ecco la nostra recensione. 

Ristorante stellato a Genova 

Il Marin: ristorante stellato con alta cucina di pesce a prezzi accessibili

ristorante il Marin di genova
Piatto dello chef Marco Visciola

Il Marin, ristorante stellato a Genova guidato dallo chef Marco Visciola, offre un’esperienza gastronomica unica nel panorama della cucina ligure contemporanea. Situato nel cuore del capoluogo ligure, Il Marin si distingue per una proposta culinaria d’eccellenza che unisce qualità stellata e prezzi accessibili, rendendo l’alta cucina genovese alla portata di un pubblico più ampio.

Cucina flessibile e sostenibile

La flessibilità del menu è uno dei punti di forza de Il Marin, pensato per adattarsi a diverse esigenze e per fidelizzare i clienti con proposte sempre nuove e stagionali. Questo approccio permette al ristorante di attrarre sia appassionati gourmet sia curiosi alla ricerca di un’esperienza gastronomica di qualità a Genova.

Come mantenere alta qualità e prezzi accessibili?

Marco Visciola riesce a offrire un’eccellente cucina stellata a prezzi contenuti grazie a una strategia ben collaudata:

  • Gestione efficiente dei costi

  • Utilizzo di ingredienti locali e di stagione

  • Team altamente qualificato e motivato

  • Rete di fornitori locali affidabili

  • Organizzazione di eventi e servizi catering mirati

Il pesce azzurro: protagonista della cucina ligure

Il vero protagonista della cucina de Il Marin è il pesce azzurro, spesso considerato “povero” ma ricco di sapore e tradizione. Acciughe, sgombri, sugherelli e interiora marine vengono esaltati con preparazioni che raccontano la forza e l’identità della cucina marinara ligure.

Ferragosto: tra sacro, pagano e tradizione a tavola

Il 15 agosto, oggi dedicato all’Assunzione della Vergine, affonda le sue radici in epoche ben più antiche. Prima ancora della festa religiosa, infatti, era il tempo delle Feriae Augusti — il “riposo di Augusto” — istituite dall’imperatore nel 18 a.C. per celebrare la fine delle fatiche agricole e concedere meritato riposo ai lavoratori. Oggi, Ferragosto è sinonimo di convivialità, di tavole imbandite e sapori che raccontano storie locali. Un’occasione perfetta per riscoprire il legame profondo tra cibo, cultura e tradizione.

Zeroncello®: il limoncello senza alcol firmato Pisoni 1852

Un “liquore non liquore” che guarda al futuro senza dimenticare le radici
Pisoni 2025 - Zeroncello
Zeroncello®, la novità firmata Pisoni 1852

La tendenza di questa stagione sono i cocktail a basso contenuto alcolico o a zero alcol. Un limoncello senza alcol, ma con tutto il profumo e il sapore autentico del Mediterraneo: si chiama Zeroncello® ed è la novità firmata Pisoni 1852, storica distilleria trentina guidata oggi dalla quarta generazione della famiglia.

Prima bevanda analcolica dell’azienda, Zeroncello® nasce per rispondere alla crescente domanda di alternative no alcol, mantenendo però intatta la tradizione: solo ingredienti naturali, nessun aroma artificiale e un processo di infusione che esalta gli oli essenziali del limone italiano. Il nome? Un gioco di parole tra “zero” (alcol) e “limoncello”.

Perfetto freddo a fine pasto o come base per mocktail dal gusto mediterraneo, è disponibile in due formati – 200 ml (8,50 €) e 700 ml (14,50 €) – nello shop aziendale, ristoranti ed enoteche selezionate.

La ricetta del gazpacho dell’Andalusia (versione moderna)

La tradizione spagnola rivisitata

gazpacho
Come-fare il gazpacho dell’Andalusia

Ingredienti

Per 4 persone

  • 1 panino raffermo
  • aceto bianco di qualità
  • 1 cetriolo
  • 1 peperone verde carnoso
  • 1 cipolla grossa dolce
  • dadolini di pane
  • 1 spicchio di aglio
  • olio extra vergine d’olova
  • 1 litro succo di pomodoro (ottenuto da pomodori freschi)
  • 3 uova sode
  • sale
  • pepe

Procedimento

  • Mettere a macerare nell’aceto il pane almeno per 12 ore. Spellare mezzo cetriolo e tagliarlo a tocchetti.
  • Fare la stessa operazione con il peperone e mezza cipolla. Spellare 1 spicchio di aglio. Mettere nella coppa del frullatore la mollica del pane imbevuta nell’aceto, il peperone, il cetriolo, la cipolla, l’aglio e un decilitro di olio.
  • Frullare e versare in un contenitore, aggiungendo il succo del pomodoro fresco e passato nel setaccio almeno 2 volte. Salare e pepare. Conservare in frigo.
  • Al momento del servizio, aggiungere qualche cubetto di ghiaccio.

Per l’accompagnamento

  • Dadolini di pane raffermo soffritti nell’olio (serviti caldi); le uova soda e la cipolla tagliata grossolanamente, il 1/2 cetriolo e il 1/2 peperone a dadini.
  • Disporli in coppette.

Theca, il fine dining che parla toscano (e siciliano) a Pomarance

Theca, un ristorante fine dining in toscana
Theca, un ristorante fine dining che sceglie la via dell’autenticità e della relazione con il territorio

Nel cuore dell’Alta Val di Cecina, a Pomarance (PI), nasce Theca, un ristorante fine dining che sceglie la via dell’autenticità e della relazione con il territorio. L’idea è di Cesare Dell’Omo, che ha riportato la sua passione per l’alta cucina a casa, creando un luogo elegante ma accessibile, immerso nelle colline toscane.

Il ristorante – ricavato da un ex podere ristrutturato con gusto contemporaneo – ospita circa 40 coperti, una cantina a vista con oltre 250 etichette, una saletta per aperitivi gourmet e uno spazio per eventi e degustazioni.

Ai fornelli, lo chef Carmelo Giardina, siciliano, propone una cucina identitaria e coraggiosa che unisce Sicilia e Toscana in piatti come il Raviolo alla norma o il Piccione del Val d’Arno con melanzana e ciliegia.

Theca è anche wine experience, cooking class e chef a domicilio: un progetto che racconta l’alta cucina con semplicità, passione e spirito di comunità.

Un indirizzo da segnare per chi cerca gusto, accoglienza e storie da assaporare nel cuore della Toscana. (credit photo: Theca Restaurant)

Che cosa leggere in agosto

Letture estive: “Le ricette perdute del ristorante Kamogawa”

Le ricette perdute del ristorante Kamogawa
Le ricette perdute del ristorante Kamogawa

L’estate è forse il periodo migliore per deliziarsi con l’affascinante romanzo giapponese “Le ricette perdute del ristorante Kamogawa”, di cui puoi leggere la nostra recensione nella sezione cultura.

In una piccola e nascosta viuzza di Kyoto, lontano dai percorsi turistici e dalle luci sfavillanti, esiste un ristorante che non compare su nessuna guida: il Kamogawa. Non ha un’insegna, né orari fissi. Eppure, chi riesce a trovarlo sa che lì può gustare molto più di un semplice piatto. Può ritrovare un ricordo.

Nel romanzo di Hisashi Kashiwai, Le ricette perdute del ristorante Kamogawa, incontriamo Koishi e suo padre Nagare Kamogawa, ex detective della polizia convertito alla cucina. Insieme gestiscono questo locale fuori dal tempo, ma con una missione unica: ritrovare piatti perduti, quelli che hanno segnato la vita dei clienti e che ora sopravvivono solo nella loro memoria.

Ogni capitolo è una piccola indagine culinaria. I clienti arrivano con pochi indizi — un profumo, una sensazione, il ricordo di una cena d’infanzia — e i Kamogawa, come veri detective del gusto, si mettono al lavoro per ricreare quel piatto esatto, quel sapore che li riporterà indietro nel tempo, tra emozioni e sentimenti dimenticati.

Questo non è solo un libro sul cibo: è una delicata riflessione sulla memoria, la nostalgia e il potere evocativo dei sapori. Ogni ricetta è una chiave per aprire un cassetto nascosto del cuore. E ogni storia è una carezza dell’anima.

Perfetto per chi ama i romanzi lenti e pieni di atmosfera, Le ricette perdute del ristorante Kamogawa è un invito a riscoprire la magia dei sapori che ci hanno resi ciò che siamo.

Cocomero & Friends: cibo, arte e parole contro il genocidio in Palestina

Cocomero & Friends: cibo, arte e parole contro il genocidio in Palestina
Cocomero & Friends: cibo, arte e parole contro il genocidio in Palestina

In un momento storico segnato da un genocidio sistematico a Gaza, il progetto Cocomero si fa voce e sostegno concreto per i civili palestinesi. Nato da un gruppo di foodblogger italiane, il progetto propone due ebook solidali: l’ultimo, “Cocomero & Friends – Ricette e voci per la Palestina”, raccoglie 59 ricette plant-based, 17 articoli e testimonianze e 13 opere artistiche. Il ricavato delle donazioni va direttamente a famiglie palestinesi colpite dai bombardamenti, senza passare da enti intermedi.

Tra gli autori: chef Sami Tamimi, Emiko Davies, Saghar Setareh, e molte firme italiane del food. Ogni contributo è un gesto di resistenza civile, per denunciare l’orrore della guerra e offrire sollievo alle vittime. Info e download su: cocomero.premiate.org.

Leggi Il nido di Catherine Chidgey, dove una gazza parlante racconta la brutalità di una relazione apparentemente normale

Una prospettiva inedita sulla condizione umana attraverso gli occhi di un animale straordinario
Il Nido della scrittrice neozelandese chidgey
Il Nido, un libro sulla brutalità quotidiana che vive nelle relazioni umane

Il nido della neozelandese Catherine Chidgey, pubblicato nel maggio 2025 da Edizioni E/O, è un romanzo che non ti può lasciare indifferente per la sua originalità e la sua capacità di incantare ma allo stesso tempo di fare riflettere sulla condizione umana. La storia è narrata dall’irriverente voce di Tama, una giovane gazza che osserva il mondo umano con acutezza e ironia, svelando quellla violenza che spesso si nasconde tra le mura di una “famiglia normale”. Salvata da Marnie, una donna che vive con il marito violento Rob, Tama diventa una figura centrale nella loro vita, portando con sé una prospettiva unica e una saggezza animale che sfida le convenzioni umane. Il libro esplora temi coma la solitudine, la paura, la maternità, la violenza domestica, le dinamiche di potere interne alla famiglia, la speranza di cambiare le persone e vita. Non solo, è anche una descrizione struggente del rapporto che si instaura con il mondo animale. La scrittura di Chidgey è al contempo poetica e incisiva, capace di alternare momenti di leggerezza a quelli di profonda intensità emotiva. Vi invitiamo alla lettura e vi facciamo una domanda: secondo voi Tama, diminutivo di Tamagotchi, tradisce un rapporto che prevede una cura disinteressata o il bisogno disperato di riempire un vuoto affettivo?

Scopri “Giù nella valle” di Paolo Cognetti, tra natura selvaggia e conflitti familiari

Il libro di Cognetti sulla montagna
Giù nella Valle, il libro di Cognetti

Se sei un appassionato di romanzi ambientati in montagna, con atmosfere cupe e intense dove l’uomo si confronta con la natura e con se stesso, Giù nella valle di Paolo Cognetti, già noto per il romanzo Le otto montagne, è una lettura imperdibile.

Ambientato in una valle alpina remota, Giù nella valle  mescola elementi della narrativa di Jack London con l’intensità emotiva dell’album Nebraska di Bruce Springsteen. I protagonisti sono Alfredo e Luigi, due fratelli cresciuti in una terra dura e silenziosa, segnati da caratteri opposti: Alfredo è inquieto e ombroso, mentre Luigi è forte ma vulnerabile.

La storia prende vita quando Alfredo, dopo sette anni di assenza, torna nella valle per vendere la sua parte della casa di famiglia. Ma la quiete montana viene turbata dal progetto di una stazione sciistica e dalla minaccia di un animale selvatico che terrorizza gli abitanti uccidendo i cani della zona. Una narrazione intensa, dove il conflitto tra progresso e natura, famiglia e solitudine si intreccia in un paesaggio alpino che diventa esso stesso protagonista.

Che cosa bere ad agosto

Margarita, il cocktail estivo per eccellenza

Margarita cocktail estivo
Margarita, un evergreen dell’estate

L’aperitivo non è una moda passeggera, è un rito che affonda le sue radici nelle nostre usanze. È un modo di vivere, di goderne. E se c’è un protagonista indiscusso su terrazze, piazze e tetti quest’estate, è l’evergreem Margarita, di cui ti abbiamo già raccontato tutto. Seducente, sofisticato, mai banale si distingue per la sua freschezza acidula, la sua dolcezza delicata. Viene apprezzato per i suoi ingredienti: tequila, lime fresco e Cointreau , il liquore all’arancia che aggiunge quel tocco laromatico e sofisticato che è proprio del Margarita. É perfetto come cocktail pomeridiano e come aperitivo serale. In genere viene servito in un bicchiere con bordo guarnito di sale e con una fetta di lime, o in una versione ghiacciata.

 

 

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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