Un viaggio in Lunigiana, tra Toscana e Liguria, alla scoperta di cucina povera, riti antichi e festival che celebrano il legame tra cibo e cultura
Un viaggio narrativo nel cuore della terra antica tra Liguria e Toscana, un viaggio che come al solito, ovunque ci si rechi in Italia, ci sorprende con scoperte, gusti e arte come mai avevi immaginato. In Lunigiana, dove trovi torte rustiche, testaroli, panigacci, frittelle di zucchine, marocche di Casola (un pane antico) e la spongata, devi fare i conti con una terra che ha mantenuto in modo ferreo le tradizioni a discapito di ogni tentativo di over tourism ormai endemico sul suolo italico.
Perché la Lunigiana è un viaggio da vivere con tutti i sensi

La Lunigiana, di cui ti abbiamo già descritto un itinerario, non è solo un luogo geografico: è un paesaggio, una terra di confine e di memoria. E soprattutto: il momento del convivio era ed è ancora una narrazione che rispetta però il carattere “aspro e diretto” degli abitanti – non dimentichiamoci che i Romani avevano deportato nel Sannio oltre 40.000 abitanti nel 180 a.c., per sedare le continue rivolte e il loro carattere indomito. La scarsità antica rendeva tutto molto più prezioso. Noi di Famelici amiamo tessere sempre trame tra il cibo, cultura e i territori e questa volta possiamo ben dire che questo rapporto ha radice profonde.
Il teatro delle tradizioni: gesti, silenzi e memoria orale
Nelle case di pietra disseminate tra i borghi della Lunigiana – da Pontremoli a Fivizzano, da Bagnone a Filetto e Mulazzo sino a Filattiera – la cucina era un palcoscenico. Il testo era orale, tramandato da madri a figlie, e conteneva ricette senza dosi, ma con memoria. Le mani erano le attrici, gli odori le didascalie e il focolare il centro dove andava in scena la nutrizione, la dignità, il senso della comunità.
Piatti come i testaroli, gli sgabei, i panigacci, le zuppe di erbe spontanee o la torta d’erbi non erano semplicemente “cibo povero”, ma mezzi per affermare la propria identità, “noi ci siamo”.
Cibo e identità: la cucina lunigianese come racconto di vita

La cucina lunigianese è radicata nella cultura orale: è una drammaturgia senza copione scritto. Il gesto della donna che impasta con l’acqua del torrente o raccoglie l’erba buona sotto la luna è un atto che tuttora si incontra frequentemente, come frequentemente si incontrano persone che hanno abbandonato la vita convulsa delle città per cercare casa nella zona.
Un esempio incredibile della ricchezza della cucina tradizionale italiana è data da una delle decine di versioni della torta d’Erbi: quello originale (si dice nella zona che va tra Villafranca e Pontremoli) è composta da: bietoline, erbe di campo, parmigiano, olio, sale, farina numero 1, acqua.
Turismo esperienziale in Lunigiana: alla riscoperta del passo lento e delle tradizioni
Viaggiare in Lunigiana oggi è come aprire un copione antico e scoprire che è ancora in scena
A passo lento incontriamo i castelli medievali che custodiscono i silenzi della storia, le tracce del passaggio del sommo Dante danno spessore ad angoli inaspettati, la presenza a volte inquietante degli steli risalenti sino a 3000 anni a.c. (sculture in arenaria di figure umane stilizzate) danno una nota di forte mistero al paesaggio, mentre i teatri di paese, spesso piccoli e nascosti, continuano a ospitare compagnie che, tra una commedia dialettale e un evento gastronomico, mantengono viva la voce popolare.
Anche gli eventi di rievocazione storica, i cammini spirituali come la Via Francigena e le feste della civiltà contadina sono viaggi multisensoriali: si cammina, si ascolta, si mangia. Si impara che il cibo è anche geografia e filosofia.
Riscoprire l’essenziale: dal teatro della terra alla scena del futuro

Oggi, in un mondo iperconnesso e frenetico, la vita semplice e a ritmo lento e la cucina povera lunigianese offrono un insegnamento potente. La nostra esperienza è stata corroborata dalla presenza, in una sera di piena e stupenda luna, al Festival La Luna e il Falò.
Festival La Luna e il Falò 2025: quando il cibo diventa spettacolo
Un festival diffuso tra paesaggio, sapori e narrazione performativa.

Siamo andati a questo festival annuale nei giorni centrali del mese di luglio, quando Pontremoli si trasforma in un vero e proprio centro culturale diffuso: il Festival La Luna e il Falò, ideato dal Teatro nelle Foglie, porta nel borgo spettacoli di teatro e circo, laboratori di cucina e momenti conviviali intorno al fiume Magra. Lo chapiteau, un elegante tendone in stile anni ’20, diventa il punto focale degli eventi. Ricordiamo che il Teatro nelle Foglie ha sede a Fivizzano, un borgo medievale in provincia di Massa-Carrara, sempre in Lunigiana
Teatro e tradizioni culinarie italiane autentiche

La seconda edizione del festival pone al centro le tradizioni culinarie locali e il tema della cottura nei testi di ghisa: dai testaroli alla torta d’erbi, passando per la leggendaria Pattona di Agnino. Ecco una sintesi in tre sapori:
- La Pattona di Agnino, a base di farina di castagne, acqua e sale, cotta nelle foglie e farcita con formaggio e miele a chilometro zero, rappresenta il simbolo del patrimonio contadino;
- Un’autentica paella con influenze lunigianesi;
- Torte d’erbi durante il laboratorio “La Cucina delle nonne”.
Borgo, teatro e circo: un racconto visivo ispirato alla memoria

La programmazione teatrale e circense, sia nello chapiteau che all’aperto, è stata intensa e diversificata:
- Interno Notte, di Teatro nelle Foglie: una nuova produzione che unisce circo e teatro d’immagine.
- Al Vento, della compagnia Blucinque: varietà di circo acrobatico replicato in più momenti.
- Gira tutto, tutto gira, della compagnia La Gallina de Metal: spettacolo interattivo per famiglie.
- Retrò, di Agostino Corioni: manipolazione del fuoco in un “piccolo rito notturno” che anticipa l’accensione del falò.
- Tour del Lupo Mannaro e Caccia alle erbe: visite-escursione teatralizzate nel borgo e lungo i sentieri della Lunigiana.
La nostra esperienza è terminata con un grande falò, previsto nella notte di luna piena e accompagnato da laboratori di costruzione del fuoco: un momento che si inserisce perfettamente nella memoria rituale locale. Il falò rappresenta sia la celebrazione collettiva, sia un rito di passaggio, unendo comunità e narrazione performativa.
Le tradizioni culinarie diventano spettacolo, i laboratori si trasformano in narrazioni, si incontrano sorrisi. Questo territorio non ha bisogno di effetti speciali, perché possiede ciò che conta davvero: una verità da raccontare, una cultura da assaporare, particolari da narrare. E il borgo diventa palcoscenico di una cultura in grado di unire passato, presente e futuro.
Il gusto autentico premiato anche dal piccolo schermo

Negli ultimi anni anche la Lunigiana ha guadagnato visibilità grazie a format televisivi come “4 Ristoranti”, che mettono sotto i riflettori locali e specialità tipiche. Durante l’ultima puntata della sesta edizione di “4 Ristoranti”, è stato incoronato come vincitore l’Agriturismo Montagna Verde ad Apella, provincia di Massa Carrara, guidato dallo chef Luca Maffei.
Il giovane chef trentenne ha saputo valorizzare la tradizione locale proponendo testaroli, torte d’erbi, pattona di castagne e altri piatti rustici nella cornice suggestiva di un’antica torre medievale del 1100, restaurata e trasformata in agriturismo.
Questa vittoria ha risuonato come un riconoscimento non solo al talento di uno chef emergente, ma anche alla cucina povera lunigianese, simbolo di radicamento territoriale e di rispetto per le memorie contadine. Un’importante vetrina mediatica che ha contribuito a far conoscere al grande pubblico il cuore genuino della Lunigiana.
Viaggi gastronomici tra Toscana e Liguria: come arrivare in Lunigiana
In auto
Il modo più comodo per raggiungere la Lunigiana è in auto, grazie alla vicinanza dell’autostrada:
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Da Milano (circa 2,5 ore): prendere l’A1 fino a Parma, poi A15 direzione La Spezia, uscite consigliate: Pontremoli, Aulla, Villafranca in Lunigiana.
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Da Firenze (circa 2 ore): A1 fino a Parma, poi A15 direzione La Spezia oppure A11 e poi A12 direzione La Spezia, quindi A15.
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Da Genova (circa 1,5 ore): A12 fino a La Spezia, poi A15 verso Parma.


Hai fatto bene il tuo lavoro! Mi hai invogliato a venire a vedere questi luoghi da te descritti con tanto entusiasmo.
Grazie. Meritano il viaggio!
Grazie. Molto interessante
Grazie a te
Articolo molto utile e ben scritto per fare conoscere le bellezze naturali, artistiche, culinarie e le antiche tradizioni di un territorio affascinante e ricco di storia come la Lunigiana. Un delicato e chiaro avvertimento ai turisti “mordi e fuggi” di stare alla larga da luoghi e persone che non hanno bisogno di visitatori superficiali e frettolosi, incapaci di comprendere la storia di un luogo così speciale. Grazie, Fabrizio
Damiano completamente d’accordo. Famelici combatte nel suo piccolo una battaglia culturale contro chi consuma i territori in nome di un atto di stupido presenzialismo narcisistico Recentemente abbiamo pubblicato una riflessione sull’overtourism e sul viaggio come atto culturale. https://www.famelici.it/culture/viaggio-come-strumento-culturale/ e https://www.famelici.it/culture/cresce-lallarme-overtourism/. Se ti fa piacere, leggili. Grazie
Deve essere stata una bellissima esperienza! Grazie di averla raccontata…
Grazie a te di avere letto e apprezzato l’articolo
Descrizione particolareggiata di un territorio ancora immerso nella magia dei tempi passati tra tradizioni e usanze che invoglia a visitarlo …grazie.
Sono quei territori che non sono sfregiati dall’overtourism e che mantengono una forte identità. Per visitatori curiosi, rispettosi di chi li abita
Cibo,cultura, tradizione. Direi che questo articolo ha fatto centro.
Un applauso a chi con tanto impegno lo racconta in modo chiaro ,piacevole e devo dire che …. in certi punti dell’articolo mi è venuta l’acquolina in bocca, con tutte qulle immagini di ricette sicuramente gustose.
Innamorarsi della Lunigiana è facile, il tempo si è fermato, cosa non scontata, in un mondo dove tutto è veloce, tutto deve essere fatto di corsa .
Grazie
Sapere che l’articolo ha risvegliato emozioni, ricordi e – perché no – anche un po’ di appetito, è la ricompensa più autentica per chi cerca di raccontare un territorio come la Lunigiana, dove il cibo è memoria e la cultura ha il profumo di tante golose ricette. Hai colto perfettamente lo spirito con cui è stato scritto: rallentare, osservare, assaporare. In un tempo che corre, la Lunigiana ci insegna il valore della lentezza, del racconto che nasce attorno a una tavola e si tramanda di generazione in generazione.
Questa lettura mi ha portata in viaggio in questa terra autentica abitata da persone rimaste fedeli alle loro tradizioni e sopratutto trasmettendo il loro amore incondizionato per essa …. ed il desiderio di gustare cibo sapientemente preparato con la loro conoscenza senza tempo e sopratutto realizzati con i prodotti della loro terra ….
È proprio questo lo spirito che cerchiamo di raccontare: un viaggio autentico tra persone, tradizioni e sapori che parlano d’amore per la propria terra. Siamo felici che la lettura ti abbia fatto “assaporare” tutto questo. Speriamo di continuare a portarti con noi in altri luoghi pieni di storie e gusto!
Servizio fantastico dettagliato e completo nei particolari.
Grazie Fabrizio
Orgogliosa di appartenere a questa terra.