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Week end enogastronomico in Val Brembana e Val Seriana: 48 ore tra cibo e cultura

3 mete fresche tra cibo e cultura. Ecco un itinerario per scoprire tutte le meraviglie di questo territorio

Per il viaggiatore curioso alla ricerca di musei singolari e di percorsi gastronomici non banali, Clusone, San Pellegrino e Oltre il Colle sono la risposta. Tra arte e minerali, passando per formaggi e scarpinocc, anche il caldo estivo è più sopportabile. Il nostro week end enogastronomico in Val Brembana e in Val Seriana. Ce lo racconta Raffaella Borea

Afa e canicola: l’estate 2025 non dà tregua e invita alla ricerca di luoghi dove respirare e cercare frescura, concedendosi anche a visite culturali e a pause gourmet di buon livello. A 40 minuti dall’elegante Bergamo, la Valle Seriana e la Valle Brembana accolgono con un perfetto mix di temperature miti, cucina gustosa e luoghi da visitare carichi di fascino.

Week end enogastronomico in Val Brembana e Val Seriana: un itinerario in nome di cibo e cultura

Nel suo reportage, Raffaella Borea ci accompagna in un viaggio alla scoperta delle eccellenze nascoste di queste due valli bergamasche. Si parte da Clusone.

passeggiate a clusone

Come il Museo Arte e Tempo (MAT – www.museoartetempo.it ) di Clusone, la cui ricca collezione di opere donate dalle più importanti famiglie della cittadina montana, già celebre per la “Danza Macabra” di Giacomo Borlone de Buschis, incanta. Ospitato nelle preziose sale affrescate del Palazzo Marinoni Barca, il MAT custodisce non solo dipinti, ma anche disegni, sculture e sbalzi di artisti clusonesi – e non solo – oltre a una rassegna di meccanismi di orologi da torre di ogni epoca.

Un salto al MAT, un piccolo museo che raccoglie opere d’ingegno e di creatività

l Museo Arte e Tempo all’interno del Palazzo Marinoni Barca
Il MAT, il museo di Clusone

Appartenenti alla Collezione Gorla affidata a Clusone dalla Provincia di Bergamo, queste singolari opere di ingegno e creatività fanno quasi da apripista al celebre Orologio Astronomico Fanzago nella piazza del comune di Clusone. Risalente al 1583, firmata da Pietro Fanzago, l’opera è dotata di un meccanismo semplice ma geniale che, in un unico indicatore, segnala ora, mese, giorno, segni zodiacali e fasi lunari. Dopo aver visitato anche l’orologio, tra i pochi della sua epoca ancora integri e funzionante con i pezzi originali, il tempo invita a lasciar spazio al palato e alla degustazione di alcune tipicità.

Che cosa mangiare in Val Seriana e dove degustare gli scarpinocc gourmet

scarpinocc
Gli “scarpinocc”, ravioli dalla caratteristica forma schiacciata “a ali di uccello”

Come gli “scarpinocc”, ravioli dalla caratteristica forma schiacciata “a ali di uccello” con ripieno di magro reso saporito da Grana Padano DOP, pangrattato, uova, latte e spezie. A condire questo piatto tradizionale originario di Parre ci pensano burro nocciola e formaggio grattugiato oppure Burro di Corman e Parmigiano Reggiano 24 mesi.

A proporre questa variante saporita è l’”Osteria Selva” che, guidata dai fratelli Andrea e Nicola Carozzi, dalla solida esperienza nel mondo della ristorazione, è il posto perfetto per immergersi nei sapori. In questa casetta al limitar del bosco, dove tutto è pace, il palato si risveglia grazie a proposte care alla tradizione, tra cui l’immancabile coniglio della domenica bergamasca, e a piatti concreti dove la qualità degli ingredienti è tangibile. Ne danno conferma la guancia brasata lentamente sulla stufa ed accompagnata da un purè alla francese – “nuvola” per leggerezza e “pieno” per gusto – e, tra i dolci, il gelato fiordilatte, rigorosamente hand made.

I formaggi rigorosamente “fatti a mano”

Paganì Antichi Sapori”
“Paganì Antichi Sapori” a Setna

“Fatti a mano” secondo la riconosciuta tradizione casearia bergamasca sono anche i formaggi che si acquistano daPaganì Antichi Sapori” di Serina – piccola azienda famigliare fondata nel 2002 che di stagionature e affinature ha fatto una passione prima che un business – e si assaggiano nell’omonimo spazio gourmet aperto a San Pellegrino, in Val Brembana.

Qui Daniele Cavagna, figlio del fondatore Gianmario, guida alla scoperta del mondo dei caci con una narrativa che abbina gusto e storie, curiosità e dettagli, invitando a sperimentare saporosità inattese. Come quelle delle marmellate o delle gelatine – da provare quella al sambuco – che accompagnano le sue proposte, evocative delle loro origini sin dal nome.

Origini che rappresentano motivo di orgoglio per “Paganì” il cui locale, oltre ad essere un tributo alle eccellenze del territorio, è espressione di una filosofia di vita che fonde una componente più tradizionale, rappresentata da spazi ad hoc dove acquistare formaggi, vini, confetture e miele rigorosamente di produttori locali, con una più moderna e dinamica.  Uno spazio degustazione interno alla “bottega” mette a disposizione circa cinquanta coperti dove sedersi e assaggiare salumi e formaggi, ma anche verdure, presentati in taglieri scenografici.

Lo spettacolare Museo della Miniera e dei Minerali a Zorzone

Museo della Miniera
Museo della Miniera a Zorzone

Prima di riprendere la via della città, ultima tappa di una 48 ore nel segno del “bello” – dai musei ai palazzi d’epoca – e del “buono”, è Zorzone, piccolo paese inerpicato tra le montagne, a due passi da Oltre il Colle. Tra le sue poche case perse tra pinete e prati si trova il “Museo della Miniera e dei Minerali” (via Funivia 101, Zorzone) che, ospitato nei locali dell’ex Scuola Elementare del Paese, venne allestito per ricordare l’attività mineraria, tra le principali di tutto il comune di Oltre il Colle.

Strutturato su 3 piani, lo spazio espositivo fa della sezione dedicata a minerali e fossili il suo focus. “Incastonati” in teche protettive sono 500 reperti locali, 1600 minerali provenienti da tutto il mondo e 450 fossili. Di particolare interesse sono sia minerali locali, sia quelli donati al museo da privati o provenienti da scambi amatoriali come agate e ametiste dal Brasile, rose del deserto della Costa d’Avorio, quarzi della Libia e degli Stati Uniti, linarite del Congo, calamina della Turchia, rose di ferro della Svizzera, ma anche lava dell’Etna e del Vesuvio, salgemma di Sicilia, ocra dell’Elba.

A chiudere la visita è la sezione dedicata alla miniera dove ad accogliere i visitatori sono una grande caricatrice pneumatica su binari di miniera utilizzata per caricare i carrelli di minerale, un vagoncino per il trasporto degli operai, una storica motomeccanica e un esploditore. Una processione di pannelli raccontano, infine, le metodologie del lavoro nella miniera con foto dei luoghi e di chi vi lavorava, lettere, articoli di quotidiani dell’epoca, canti e poesie. Una immersione in un mondo che ha segnato l’economia della Valle sino alla chiusura delle ultime miniere nel 1980.

Un salto nella storia

Cattedrale Vegetale
Cattedrale Vegetale a Oltre il Colle

Un viaggio nella storia che si legge anche in alcuni monumenti di Oltre il Colle, come la Chiesa di San Lorenzo, dall’elegante facciata rinascimentale e affreschi interni di grande pregio artistico, la cappella della Madonna del Buon Consiglio e quella della Madonna delle Vipere e la Cattedrale Vegetale, maestosa opera di Land Art realizzata su progetto di Giuliano Mauri. Per vederla nella sua espressione più potente, con le prime luci del giorno, non resta che pernottare a Oltre il Colle per poi raggiungerla di buon’ora. Il B&B Casa Dolce casa” con le sue tre camere e 2 appartamenti dai nomi floreali offre la soluzione perfetta per un soggiorno relax.

Raffaella Borea

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