Vinitaly 2026 tra vino e arte: l’Inferno di Dante incontra l’intelligenza artificiale

Il Vinitaly 2026 si arricchisce di una novità assoluta: per la prima volta una fiera del vino ospita una vera galleria d’arte contemporanea. Merito di Firriato e del progetto “Culture and Wine”, che trasforma lo stand in uno spazio dove il vino dialoga con arte, letteratura e tecnologia. Dal 12 al 15 aprile i visitatori potranno immergersi nella Firriato Art Gallery, pensata come un moderno mecenatismo culturale.
Protagonista è “Artificial Hell – L’Inferno di Dante visto dall’Intelligenza Artificiale”, progetto dell’artista Riccardo Boccuzzi che reinterpreta la Divina Commedia attraverso scenari visionari generati dall’AI.
Dopo tappe prestigiose come il MAXXI di Roma e il World AI Festival di Cannes, la mostra approda ora nel cuore della cultura enologica. Un’esperienza immersiva e inedita, dove degustazione e immaginario si intrecciano, portando il pubblico in un viaggio tra tradizione vitivinicola e innovazione creativa. Un segnale forte di come il vino possa diventare sempre più veicolo di cultura contemporanea.
Dove bere un aperitivo o mangiare a Milano in aprile
Se ami la cucina orientale non perderti il ristorante Izu a Milano

Un ristorante da non perdere a Milano se ti piace la cucina orientale è il ristorante Izu, inserito nella Guida Michelin 2025. Per esaltare ulteriormente la cucina giapponese e farne conoscere la ricchezza, il ristorante Izu propone piatti della tradizione rivisitati con creatività, avvalendosi anche della contaminazione con altre cucine orientali, oltre che con quella italiana.
Particolarmente apprezzata, è la possibilità di costruire un menu ritagliato sui propri gusti grazie all’attenzione del personale di sala. Il prezzo medio è di 80 euro, bevande escluse Per prenotare, clicca qui.That’s Panaro, un format che propone un’esperienza gastronomica informale e veloce
That’s panaro, un format che propone un’esperienza gastronomica informale e veloce a Milano

Se vuoi conoscere la gastronomia del Cilento e sei a Milano, prova il nuovo locale That’s Panaro n Viale Piave 40 b, a Porta Venezia. Il nome That’s Panaro trae ispirazione dal tradizionale “o’ panaro”, il cesto di vimini calato dai balconi nei vicoli di Napoli, simbolo di una cultura che unisce convivialità, scambio e autenticità. Il format propone un’esperienza gastronomica informale e veloce. Il locale ospita una ventina di coperti interni ed esterni e offre anche delle formule take away e delivery
L’offerta gastronomica di That’s Panaro pensata in collaborazione con Gian Marco Carlo chef del ristorante Principe di Pompei, propone piatti iconici campani che combinano materie prime di alta qualità con un tocco di creatività come: la mozzarella nella Mortella in carrozza (prodotto Slow Food); il panino con soppressata di Gioi (prodotto Slow Food); la cacioricotta di capra del Cilento (prodotto Slow Food); il panino con polpo cotto a bassa temperatura, maionese all’aglio dolce, pomodori semi-dry, salsa al basilico, provola e songino; gli gnocchi alla Sorrentina reinterpretati in chiave gourmet, fonduta di fiordilatte e salsa al basilico; focaccia con pancetta arrotolata, marmellata di fichi bianchi del Cilento, blu di bufala e noci di Sorrento; hummus di ceci di Cicerale (prodotto Slow Food), songino, zeste di limone di Sorrento, crostini alle erbe mediterranee, cipolla rossa marinata e olio evo.
Raboucer, uno dei migliori templi della mixology milanese

L’arrivo della stagione primaverile ci invita a riunirci con gli amici, condividere momenti divertenti e brindare all’arrivo dell’estate. Se sei alla ricerca di un locale con una cocktail list davvero originale, noi ti diciamo dove andare. Raboucer – in Via Gian Giacomo Mora 3 a Milano – ha da poco lanciato una cocktail list che mixa drink e cinema. Il locale, che con un gioco di parole ricorda il cecchio Bar Cuore, fonda il suo successo su due punti di forza: qualità nei drink e attenzione al servizio.
La nuova signature, che si ispira al mondo del cinema, prevede 6 cocktail: Breaking Bad, Hannibal, Memoirs of a Geisha, The Big Lebowski, Apocalypto: pisco e American Beauty. Il nostro preferito? “Hannibal”, whiskey infuso al gorgonzola con bitter alle noci e uno sciroppo alle pere candite a base di gomma arabica.
L’arte di divertirsi e degustare in compagnia in aprile
Sangria e tapas con gli amici da Tasca a Milano

L’essenza della cucina spagnola a Milano la trovi da Tasca, uno spazio gastronomico che mantiene vivo lo spirito delle tradizionali taverne e oisterie iberiche. Il menu offre numerosi piatti realizzati con ingredienti spagnoli. L’ atmosfera informale è ciò che ti colpisce appena varchi l’ingresso. Situato in Corso di Porta Ticinese 14, a pochi passi dalle Colonne di San Lorenzo, offre un menu che va dalle tapas al lomo iberico (lonza stagionata di maiale iberico) fino al jamon serrano e patanegra. Non mancano i formaggi. Assolutamente raccomandato è la cecina de leòn (fesa di manzo salata a secco e affumicata in legno di rovere).
Dove mangiare a Sorrento
Il sapore della cucina partenopea al Zest Restaurant del Grand Hotel La Favorita di Sorrento

Una novità? Il Zest Restaurant del Grand Hotel La Favorita, con ospitalità a 5 stelle nel cuore di Sorrento, presenta il menu primaverile del nuovo chef stellato Domenico Iavarone. Degustarlo sarà un goloso privilegio. Lo chef è già pronto con nuovi menù, diversificando sapori e forme per accompagnare anche l’offerta gastronomica della Terrazza Bellavista del Grand Hotel La Favorita. Tra le specialità la pasta fresca, come le “Tagliatelle con ricci, taccole e menta”. “Colori, profumi e sapori unici accompagneranno i nostri piatti – commenta Domenico Iavarone – completando uno scenario già incantevole che, tra terrazza vista mare, giardino nel limoneto e l’elegante sala interna, rendono il ristorante Zest di Sorrento il luogo perfetto per momenti indimenticabili“.
I ponti del 25 aprile e del Primo Maggio si avvicinano
Pasqua è volata via, si avvicinano i ponti del 25 aprile e del Primo Maggio.Trascorrerli a casa o organizzare una fuga? Ti suggeriamo qualche idea per compilare la tua agenda.
Delizioso appuntamento con l’arte a Clusone

Ad aprile si può organizzare una vacanza in montagna per godere delle bellezze della natura e dell’arte, senza dimenticare la tavola. Dove? A Clusone, in provincia di Bergamo. Oltre all’ importante affresco medievale, la Danza Macabra della Morte, è da ammirare la Torre dell’Orologio, con il celebre orologio astronomico, considerato il simbolo della città. Progettato dal matematico Pietro Fanzago nel 1583, è davvero unico: il cerchio esterno è suddiviso in 24 parti anziché 12 e le lancette girano in senso antiorario. Sono rappresentati anche i segni zodiacali, il giorno, i mesi e le fasi lunari e solari e le ore di luce e di buio.
Non dimenticate poi di entrare nella bottega artigiana “Alleria”, dove il pittore e scultore Angelo Balduzzi vi accoglierà con il sorriso raccontandovi la sua storia e illustrandovi le sue opere. I suoi quadri rappresentono spesso la natura, i paesaggi, ma anche visi o temi sociali come il fenomeno della migrazione. Una rilettura personale, un’interpretazione che equivale ad una rinascita.
Cosa fare nei dintorni di Recco: scoprire la focaccia di Recco IGP e il piccolo porto di Camogli

Che cosa fare nei dintorni di Recco? Un luogo ideale per fare una passeggiata è il piccolo porto di Camogli, una tra le più note località balneari della Liguria. Una località che ha saputo conservare il fascino di un tempo. Barche tradizionali. “gozzi”, carrugi, ecco il fascino del piccolo borgo ligure, il cui piccolo porto turistico è ideale per una gita in famiglia al sapore….iodato. Da Recco è facilmente raggiungibile anche a piedi o in bicicletta.
Camogli si affaccia sul golfo Paradiso, nella riviera ligure di Levante, a due passi da Recco, offre la possibilità di passeggiare lungo il molo, che offre la vista sul piccolo porticciolo. Ma Camogli è anche il Castel Dragone, o Dragonara, una fortezza costruita nel XII secolo per proteggere il borgo. La sua esistenza è ricordata da un torrione di forma quadrata dotato di quattro guardiole.
Un consiglio famelico? Non perdetevi una tappa gastronomica: l’assaggio della focaccia di Recco IGP da degustare in riva al mare. Da qui è possibile anche organizzare una gita in barca per raggiungere l’Abbazia di San Fruttuoso, monastero medievale affacciato sul mare in una baia.
Casa Clàt a Cagliari combina esperienze gastronomiche e arte

Casa Clàt, elegante boutique hotel nel centro di Cagliari, propone per la primavera 2025 nuove installazioni artistiche e un’offerta gastronomica rinnovata. L’antico Palazzo Frau in viale Regina Margherita, una delle vie più vivaci del capoluogo sardo, ha riaperto lo scorso weekend confermandosi un luogo accogliente dove soggiornare, ritrovarsi a tavola o per un drink e godersi le belle giornate nel giardino all’aperto.
A Casa Clàt gli spazi comuni sono piccole gallerie d’arte dove l’ospite può leggere, rilassarsi, conoscere un po’ di Sardegna e della sua cultura. Nelle suite, tutte diverse e sorprendenti, artisti e designer dell’isola si sono lasciati ispirare dal mare e dalle sue meraviglie: coralli, dune e conchiglie sono alcuni degli elementi con cui hanno giocato per creare ambienti dallo spiccato accento creativo.
L’ingresso di Viale Regina Margherita conduce al bar, al ristorante e giù fino al giardino, salotto verde in cui approfittare delle temperature sempre miti del sud Sardegna. Con la primavera i menu di Casa Clàt si rinnovano, offrendo un’esperienza gourmet fresca, ampia e versatile. Al centro il profondo rispetto per il territorio, in particolare per il mare e i suoi frutti che provengono esclusivamente da Nieddittas, azienda simbolo della mitilicoltura di qualità in Sardegna. Lo chef Tonio Sogus esalta il sapore delle materie prime minimizzando manipolazioni ed elaborazioni: il risultato è una cucina semplice, concreta e di sapore che si declina in proposte diverse per ogni momento della giornata.
La Pasqua 2025 si avvicina: che cosa portare in tavola? Quale colomba pasquale e uovo di Pasqua comprare?
La crescia pasquale, la torta di Pasqua delle Marche

A Pasqua, se vuoi vincere facile, scommetti sulla crescia fatta in casa realizzata con la biga e con un impasto tralizzato con il pecorino e il Parmigiano Reggiano DOP grattugiati. La crescia pasquale (o al formaggio) è la torta pasquale tipica della regione delle Marche (e di tutta l’Italia Centrale) che può sostituire il pane in tavola
La ricetta: come fare la crescia pasquale
Ingredienti
Per la biga (da preparare il giorno prima)
- 165 g di farina di grano tenero di tipo 00 o 0 (300 W)
- 75 g di acqua
- 1,60 g di lievito di birra
Per la crescia
- 1000 g di farina media (W 250)
- 150 g di biga
- 50 g di zucchero
- 5 g di pepe nero fresco
- 100 g di strutto
- 50 g di lievito compresso
- 20 g di sale
- 10 g di malto
- 200 g di latte
- 300-380 g di uova intere
- 400 g di pecorino romano grattugiato
- 200 g di Parmigiano reggiano grattugiato DOP
- Dadini di pecorino
Procedimento
Per la biga
- Preparare la biga sciogliendo il lievito nell’acqua e versare il composto poco a poco nella farina.
- Impastate facendo assorbire bene tutto il liquido e ottenendo un impasto omogeneo, per poi riporre in un contenitore stretto e dai bordi alti chiuso ermeticamente.
- Fare riposare a 18-20 °C per 16 ore circa.
Per la crescia
- Unire seguendo l’ordine: la biga, il lievito compresso, il malto, le uova, il latte, lo strutto, lo zucchero, il pepe, il pecorino e il Parmigiano.
- Formare un impasto liscio ed elastico, metterlo in una ciotola e farlo raddoppiare di volume, coprendolo con un telo di plastica.
- Spezzare del peso voluto (da una monoporzione di 60 fino a 500 grammi).
- Farcire con dadini di pecorino stagionato e richiudere formando una palla, mettere in uno stampo rotondo (meglio se si ha l’apposito coccio), far lievitare e cuocere in forno a 180°C secondo il tempo determinato dalla pezzatura (circa 45-60 minuti).
- Dopo aver controllato la cottura, lasciare raffreddare in forno con lo sportello aperto, per avere un raffreddamento lento riducendo l’umidita della camera. Il pane avrà la forma di un fungo.
La Colomba Speciale Granfrutta Pasticceria Filippi

Archiviato il Natale con i suoi dolci da ricorrenza, ci prepariamo a festeggiare la Pasqua con il dolce tradizionale, la colomba. La colomba ci piace, ma ci piace buona. Quale scegliere? Noi suggeriamo le proposte di Pasticceria Filippi, ottime anche da accompagnare all’irrinunciabile caffè a colazione o dopo pranzo.
L’azienda vicentina per Pasqua 2025 propone Colomba Speciale Granfrutta, un concentrato di colori, energia, profumi e sapori naturali, capace di esaltare ogni singolo ingrediente. L’impasto, soffice e altamente digeribile, è arricchito da una raffinata combinazione di morbide scorze di limoni e arance Washington di Sicilia, succose amarene intere denocciolate e pezzetti di albicocche candite prodotte da Agrimontana. Tutta la frutta dopo essere stata raccolta nel giusto momento di maturazione viene candita intera, con un lento processo che dura parecchie settimane. Il risultato è un equilibrio perfetto di sapori e consistenze, pensato per soddisfare anche i palati più esigenti.
La Colomba Granfrutta è realizzata con ingredienti completamente naturali, senza conservanti né aromi artificiali, ed è disponibile nel nostro shop online e nelle migliori gastronomie nei formati da 750g e 1kg, a partire rispettivamente da 29,10 euro e da 35,50 euro.
Quale uovo di Pasqua comprare?
Le Uova Artistiche di Enrico Rizzi

Enrico Rizzi presenta per la Pasqua 2025 una nuova collezione – l’undicesima – declinata in 21 Uova Artistiche, massima espressione della sua creatività. Realizzate artigianalmente a mano una ad una, a base di cioccolato monorigine autoprodotto nella nuova “Fabbrica del Cioccolato”, con fave di cacao d’eccezione.
La nuova collezione – Uova Artistiche – si divide in due categorie: “Le Novità” (12), creazioni realizzate in maniera esclusiva per questo 2025 e “Le Intramontabili” (9), che ogni anno vengono riproposte essendo ormai un simbolo irrinunciabile della collezione.
Tra le novità le Uova di “Non-Cioccolato”, una creazione a base di un ingrediente specifico (Mais
tostato salato, Caffè Colombia Medellin Supremo, Cocco Sri Lanka) che sostituisce le fave di cacao,
lavorato con burro di cacao e zucchero: un’esplosione di sapori!
Ulteriore novità l’Uovo Cabossa, proposto in tre cioccolati Grand Cru, tra le migliori proposte della Fabbrica del Cioccolato. Alcune uova della collezione sono realizzate anche in formato miniatura e formato maxi. Contengono una doppia sorpresa: un piccolo dolce assaggio di dragées e un buono sconto per gli acquisti online e in boutique. Cinque uova contengono un golden ticket per una visita speciale alla Fabbrica del Cioccolato per 2 persone.


