Puoi scegliere la montagna, le città d’arte, gli hotel con vista su panorami mozzafiato e gastronomia capace di raccontare il territorio, o anche le terme che offrono massaggi per (ri)connettersi. Ecco 6 idee per le vacanze di Pasqua e dei ponti di primavera. Puoi chiedere di più?
Conclusasi la stagione fredda, è ora di iniziare a pensare alle vacanze primaverili ed estive. Pasqua e il ponte del primo maggio sono alle porte e sono la prima vera occasione per organizzare un lungo week end o una vera vacanza. Che ne dici di staccare la spina?
Vacanze di Pasqua e dei ponti di primavera 2025: la prima fuga ti aspetta

In questo articolo ti suggeriamo 6 idee in nome di cibo e cultura da segnare in agenda per organizzare le tue prossime vacanze. Sognare fa sempre bene e farlo con vista sul mare della Costiera Amalfitana, in un convento di 800 anni restaurato con un gusto raffinato e moderno, senza perdere elementi storici come i chiostri decorati e una chiesa barocca con altare in marmo e pavimento in maiolica, è davvero stupendo. Parliamo dell’Anantara Convento di Amalfi Grand Hotel, dove soggiornare dopo aver fatto tappa a Napoli, a Portici e ad Ercolano.
Se, invece, ti piace essere a contatto con la natura puoi scegliere un soggiorno nel cuore delle Orobie, a Clusone, o prendere una tisana in un hotel di lusso, il boutique Hotel Aleksander a Rogaska Slatina, in Slovenia. In particolare, a Rogaska Slatina abbiamo visitato le terme tanto amate da re, scrittori e star del cinema alla ricerca di esperienze uniche. Nell’Ottocento furono documentate le proprietà medicinali delle sue sorgenti termali e la loro fama è legata in particolare alle proprietà curative dell’acqua Donat Mg, un’acqua minerale naturalmente ricca di magnesio. Proprio l’acqua rese il luogo una vera e propria attrazione per trascorrere estati di relax e glamour.
Il sogno continua a Rossano Calabro, in una Tenuta sontuosa dove puoi assaporare la cultura dell’olio fin dalla prima colazione, ma la visione onirica continua ad avvolgerci anche in Alto Adige, dove scopriamo il fascino di Chiusa, Barbiano, l’Alpe di Villandro e Velturno. Il nostro viaggio non può che finire in Istria, in un boutique hotel, dalle cui finestre si può godere della vista sul mare o sull’antica città di Parenzo.
Italia- Campania: da Napoli ad Amalfi passando per Ercolano
Una meta per chi ama immergersi nella bellezza, nella storia ma anche scoprire la cultura culinaria partenopea

Un viaggio che offre panorami mozzafiato e tanta cultura è in Campania. Un consiglio? Parti da Napoli e raggiungi Amalfi. I primi passi nel centro storico di Napoli sono indimenticabili: prima di tutto, c’è l’architettura, i monumenti – il Duomo, Piazza del Plebiscito, Palazzo Reale, la Basilica di San Lorenzo Maggiore, la Basilica di San Francesco di Paola – che si susseguono, coinvolgendoti nello stile di vita partenopeo.
Durante il viaggio dedica del tempo anche alla visita della Reggia di Portici e dell’Orto Botanico e successivamente vai ad Ercolano, che, oltre agli scavi, propone la visita di diverse ville settecentesche, conosciute come le Ville del Miglio d’Oro.
L’orto botanico di Portici: una tappa obbligata per ammirare alberi e piante provenienti da tutto il mondo

L’Orto botanico di Portici occupa parte del parco della Reggia, voluta dal re Carlo di Borbone nel 1738. Una testimonianza di architettura dei giardini del 700 con cassoni per le piante, muri di cinta, busti marmorei e fontane e vasche con piante acquatiche. Qui si può festeggiare la primavera ammirando diverse piante provenienti da tutto il mondo.
Villa Campolieto e la mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano”

Tra le ville settecentesche di Ercolano, imperdibile è Villa Campolieto, in Corso Resina. I lavori furono inizialmente affidati a Mario Gioffredo, successivamente sostituito da Luigi Vanvitelli e, dopo la sua morte, dal figlio Carlo. Conosciuta per il grande portico a forma ellittica con vista sul mare e le due enormi rampe di scale ellittiche che conducono al giardino sottostante, conserva all’interno affascinanti affreschi settecenteschi.
Fino al 31 dicembre è visitabile una mostra assai ben curata: “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano”. Il titolo richiama ciò che ci ha tramandato il poeta Orazio che affermava che un pasto completo nell’antica Roma solitamente iniziava con le uova e terminava con la frutta. La mostra sottolinea come il cibo non sia solo nutrimento, ma anche cultura e identità di un popolo.
All’interno sono esposti resti di pane, cereali, legumi, frutti, formaggi carbonizzati, oltre a pentole e vasellame.Tutti reperti che offrono la possibilità di ricostruuire la dieta degli Ercolanesi e del sistema di smaltimento dei rifiuti. Un’esposizione che risulta piacevole anche per la scelta del concept “stanza nella stanza” nel rispetto degli ambienti settecenteschi e per la sua capacità di mettere in relazione il passato con il presente attraverso un dialogo che ci fa comprendere il percorso culturale che ci ha portato ad essere quelli che siamo.
Dormire ad Ercolano in una villa settecentesca

Dove pernottare? Presso Villa Signorini a Ercolano. Una dimora storica nobiliare del ‘700, il cui primo proprietario di cui si ha documentazione è stato Andrés Alfano. Nel 1911 la villa e i terreni vengono acquistati dall’imprenditore Paolo Signorini, da cui la villa prende il nome. La Villa dispone di 42 camere affrescate e di un bellissimo ed accogliente giardino. Da segnalare la ricca e ottima colazione, dove spicca l’offerta dei dolci napoletani.
Finalmente ad Amalfi: soggiornare in un antico convento

Ad Amalfi puoi soggiornare all’Anantara Convento di Amalfi Grand Hotel, costruito su un convento di cappuccini del XIII secolo e situato accanto a una scogliera alta 80 metri. Dispone di 52 camere e suite che conservano le piastrelle originali, i soffitti a volta e le pareti imbiancate a calce.
L’offerta gastronomica è assai ricca, con la possibilità di cenare sia da Dei Cappucinni, dove si servono piatti realizzati con ingredienti freschi coltivati nell’orto del convento, sia da Pizzeria Locanda della Canonica, dove il maestro pizzaiolo Gino Sorbillo presenta otto versioni del grande classico della cucina italiana, la pizza.
Un consiglio “famelico”? Se il tuo soggiorno in Campania si protrae fino al 12 maggio non perderti la seconda tappa della manifestazione Praesentia, che si svolgerà al Museo Provinciale Campano di Capua in provincia di Caserta, con l’evento dedicato alla mozzarella intitolato La Regina Bianca.
Italia – Lombardia: Clusone, la cittadina dipinta tra i monti
A Clusone arriva chi ama la natura, ma anche i percorsi culturali ed enogastronomici.

A 30 chilometri da Bergamo, circondato dai boschi delle Orobie, Clusone, nel cuore della Val Seriana, è nota per la Piazza dell’Orologio, dove batte le ore l’orologio astronomico Fanzago, che ruotando in senso antiorario indica le ore, i mesi, i giorni, la durata del giorno e della notte, i segni dello zodiaco, le fasi lunari e la durata della lunazione e per la “Danza macabra”, realizzata su una parete dell’Oratorio dei Disciplini, di fronte alla Basilica di Santa Maria Assunta. Non manca un museo davvero interessante, il Mat, museo arte e tempo, nelle cui sale, accanto alle tele e alle sculture di artisti locali e nazionali, è esposta una collezione di rarissimi meccanismi di orologi da torre.
Poco distante da Clusone, si può visitare la Casa dell’Orfano fondata nel 1925 da monsignor Giovanni Antonietti, sacerdote e cappellano militare nella Prima guerra mondiale, dove hanno trovato ricovero 20 mila ragazzi.
Dormire a Clusone immersi nella storia e nella buona cucina
La buona cucina è una parte fondamentale dell’Albergo Antica Locanda grazie ad una proposta basata su prodotti locali e tecniche contemporanee

E per dormire Famelici vi consiglia di soggiornare all’Albergo Antica Locanda, un hotel che rimane nella memoria del viaggiatore. Una costruzione del 1600, conosciuta come locanda Servalli, adibita a locanda già sul finire del XVIII secolo. Qui si rifugiavano i viandanti che si trovavano a Clusone. Un albergo che ricorda l’accoglienza degli hotel di montagna e dove si mangia veramente bene.
Slovenia – Rogaska Slatina: un’oasi di relax dove prendersi una pausa

La nascita delle terme di Rogaška Slatina è legata ad una leggenda. Le terme, infatti, sarebbero nate per volere di Pegaso. Secondo la leggenda, la sorgente Roitschocrene fu creata proprio dal cavallo alato della mitologia greca, che, su ordine di Apollo, colpì con lo zoccolo il terreno di Rogaška, aprendo così la sorgente di Roitschocrene. Quando l’acqua cominciò a sgorgare, Apollo pronunciò le famose parole: “Qui, dove ti trovi, c’è la fonte della salute ed il vero potere di Dio. Invece Ippocrene disse, bevi Roitschocrene, la sorgente di Rogaška davanti a te!”.
Gioiello dell’ospitalità slovena, immerso nella natura, il boutique Hotel Aleksander a cinque stelle a Rogaska Slatina è un luogo dove rifugiarsi, dove rimettersi in forma, dove semplicemente prendersi cura di sé. L’hotel dispone di 21 camere e suite di lusso, un centro fitness, un moderno centro SPA e il ristorante Premium Class Donatela. La Spa è uno spazio intimo e accogliente, dove è possibile godersi la piscina prima di un trattamento.

La filosofia dei programmi di benessere dell’Hotel Aleksander si basano su un approccio olistico alla salute, che include una corretta alimentazione, attività fisica, gestione dello stress e tecniche mediche avanzate per attivare le risorse naturali del corpo. Fiore all’occhiello della struttura è il ristorante Donatela, dove l’arte culinaria incontra la scienza della salute e della longevità. In particolare, è prestata grande cura alla ricerca di ingredienti di altissima qualità e freschezza. La maggior parte dei piatti del nostro ristorante viene preparata con il metodo sous-vide che prevede la cottura degli alimenti in speciali sacchetti sottovuoto a temperature basse e controllate con precisione.
Italia- Calabria: Rossano Calabro e la storia della liquirizia e della famiglia Amarelli

Nella fascia orientale della piana di Sibari, si trova Rossano Calabro, comune conosciuto anche come città del Codex, in omaggio al Codice Purpureo, uno dei vangeli più antichi al Mondo inserito nella lista dei beni parimonio UNESCO e custodito nella cittadina calabrese. Ma Rossano Calabro è anche la città della liquerizia. Qui ha sede la più antica fabbrica di liquirizia, la Fabbrica di Liquirizia Amarelli e il Museo della liquirizia Giorgio Amarelli.
Il Museo della liquirizia Giorgio Amarelli

Il Museo della liquirizia Giorgio Amarelli, inaugurato nel 2001, a Rossano è il secondo museo d’impresa più visitato del Paese, richiama amanti della liquerizia dalle più svariate parti del mondo. Il museo è ospitato in un edificio quattrocentesco, ex dimora della famiglia Amarelli. Il percorso ricostruisce la storia della famiglia e della liquirizia attraverso fotografie, utensili agricoli, collezione di abiti antichi, forme di porcellana, stampi in bronzo, vecchi macchinari e scatole che contribuito a rendere famosa la radice della Glycyrrhiza glabra.
Dormire a Rossano Calabro nel lusso neo-rurale

Dove dormire dopo una visita al museo della liquerizia? Presso laTenuta Ciminata Greco, un’imponente dimora storica risalente al XVIII secolo situata a pochi minuti di auto dal centro di Rossano. Posizionato su un’altura che domina il territorio, immerso nella natura, l’antico casale si erge tra uliveti secolari e rigogliosi agrumeti.
La Tenuta Ciminata Greco dispone di 21 camere ristrutturate con cura nel pieno rispetto dell’architettura originale e arredate con elementi e tessuti di pregio. La loro unicità è testimoniata dalla capacità di combinare architettura storica edesign contemporaneo. Ogni dettaglio riflette un’estetica che fonde la tradizione e la macchia conferendo agli spazi un carattere unico e un’anima. È un chiaro esempio di quel lusso rilassato e discreto che va tanto in voga oggi.
Italia – Alto Adige: Chiusa, Barbiano, l’Alpe di Villandro e Velturno

La Valle Isarco, in Alto Adige, è il palcoscenico perfetto per una fuga rigenerante, tra alpeggi soleggiati, vigneti in fiore, borghi pittoreschi e sentieri immersi nella natura.
Qui, tra Chiusa, Barbiano, Velturno e Villandro, ogni passo è un’occasione per esplorare, degustare, passeggiare, respirare e immergersi nella bellezza della natura. A Chiusa, uno dei “Borghi più belli d’Italia” – località situata a una decina di chilometri a sud di Bressanone – il fascino medievale si respira tra le sue viuzze acciottolate, i balconi fioriti e le botteghe artigiane. Il tutto dominato dall’imponente Monastero di Sabiona, arroccato su una rupe e custode di secoli di spiritualità e cultura.
A pochi minuti di macchina c’è Barbiano, dove la primavera regala un’esperienza suggestiva lungo il Sentiero delle Prugne: gli alberi in fiore creano un tunnel profumato che accompagna i visitatori fino alle spettacolari cascate.
Per chi ama l’alta quota, l’Alpe di Villandro offre panorami mozzafiato sulle Dolomiti e la possibilità di seguire il Sentiero del Pino Mugo, che porta a una malga dove viene prodotto l’olio essenziale di questa pianta dalle proprietà benefiche. Sopra Chiusa, c’è poi Velturno, che sorprende con il suo maestoso Castello, incastonato tra più di 3.000 castagni. E per gli amanti delle due ruote, la pista ciclabile della Valle Isarco permette di attraversare il territorio da Brennero a Bolzano, regalando scorci incantevoli tra vigneti e borghi storici.
Dormire in una struttura dove la natura incontra il design
Un esempio di come si può modernizzare un maso senza perdere un briciolo del fascino della tradizione

Non lontano dall’Alpe di Villandro, a 1.200 m di altitudine, il Felder Alpin Lodge è un luogo dove la natura incontra (davvero) il design. Un antico maso altoatesino dell’XI secolo, sapientemente restaurato, è stato trasformato in un suggestivo hideaway di montagna, un rifugio di 180 mq da affittare in gruppo (sei ospiti) per una vacanza all’insegna dell’eco lusso.
All’esterno ci sono mura solide, un tetto in paglia e una vista spettacolare sulle Dolomiti, con 4 ettari di proprietà che comprendono bosco, torrente e prato. All’interno: tappeti annodati a mano provenienti da Marrakech si fondono con la raffinata artigianalità locale, pezzi rustici moderni e antichi dialogano con oggetti della cultura balinese.
A disposizione tre camere matrimoniali, due bagni in pietra naturale con design di Antonio Lupi, una stube originale con boiserie tipica, soggiorno, angolo lounge, cucina in muratura, cantina, sala relax con letto di fieno, sauna finlandese in legno di frassino termotrattato con vista panoramica. Tra i servizi opzionali c’è il concierge privato, lo chef a domicilio, visite a cantine, il corso per imparare a fare la “zangolatura del burro” o il “muas” (ricetta tradizionale contadina a base di farina e latte), escursioni guidate su ghiacciaio, su vie ferrate o in ebike
Croazia – Istria: una vacanza in nome di cibo e cultura
Una Pasqua all’insegna del buon cibo e della cultura in Istria

Pasqua è uno dei momenti migliori per vivere l’autenticità istriana. Dal 18 al 21 aprile, a Parenzo (Poreč), la “Fiera dei prodotti tradizionali istriani” propone una varietà di specialità gastronomiche, musica dal vivo e attività dedicate ai bambini, come la “caccia alle uova”. Imperdibile la degustazione della pinca, il tipico dolce pasquale istriano, soffice e aromatico, tradizionalmente decorato con foglie d’ulivo.
A Cittanova (Novigrad) e Orsera (Vrsar), la festa continua con concerti e animazioni nelle piazze, mentre Fasana (Fažana) invita a una tradizionale colazione pasquale con la pinca, servita direttamente nel porto. Anche Pola (Pula) celebra la Pasqua con degustazioni di vini locali ai Giardini cittadini.
Il Lunedì di Pasquetta regala invece eventi diversi e divertenti: la Rassegna dei Vini a Gallignana (Gračišće), dove per un giorno le strade si trasformano in una osteria a cielo aperto; la rilassante corsa gastronomica Špaleta Run a Dignano (Vodnjan); e ancora la camminata guidata con degustazioni a Marzana (Marčana).
L’Istria e la primavera, il trionfo di colori, sapori e profumi

L’Istria croata in primavera si trasforma in un laboratorio a cielo aperto: prati, boschi e colline offrono ingredienti preziosi e sorprendenti, ideali per ritrovare benessere e gusto lontano dalla frenesia delle città. Tra i protagonisti di questa stagione, spiccano le erbe spontanee e gli asparagi selvatici, ingredienti preziosi della cucina istriana
In particolare, il 26 e 27 aprile, il borgo medievale di Chersano (Kršan), nell’Istria orientale, diventa il centro di questo “laboratorio naturale” ospitando il 14° Festival delle piante spontanee. L’evento permette ai visitatori di avvicinarsi al mondo delle erbe selvatiche con attività pratiche: passeggiate guidate da esperti botanici, workshop di fitoterapia e aromaterapia, dimostrazioni di raccolta e utilizzo in cucina. Non mancano conferenze divulgative e appuntamenti gastronomici per gustare specialità originali e creative a base di erbe appena raccolte.
Sempre il 27 aprile, Castelvenere (Kaštel) celebra la 25ª Sparisada, tradizionale appuntamento dedicato all’asparago selvatico, noto per le sue eccellenti proprietà depurative. Ricchi di vitamine e minerali essenziali, gli asparagi selvatici sono particolarmente apprezzati per le loro virtù diuretiche e disintossicanti. L’evento consiste in una piacevole passeggiata gastronomica, dove i partecipanti possono degustare piatti autentici, accompagnati da vini istriani e dal latte d’asina, bevanda locale dal gusto delicato e dalle proprietà benefiche.
Dormire in un boutique hotel nel cuore di Poreč
Sul porto, il Riviera Hotel, che dispone di 105 camere, è un boutique hotel con vista mare e città vecchia, dove è possibile rilassarsi godendo di un ottimo panorama. É poi a disposizione una barca per visitare l’isola di Sveti Nikola. L’hotel si segnala per ottime colazioni e brunch speciali con champagne. Inoltre il ristorante Spinnaker offre la possibilità di degustare un’ottima cucina contemporanea.

