Che si tratti dell’entroterra della Gallura, di un itinerario sui colli piacentini, di una città ricca di storia come Padova o di una cittadina come Biella con le sue mostre di arte contemporanea, in Italia non mancano mete per vivere le vacanze primaverili
Quando il clima si addolcisce, torna la voglia di viaggiare, ma dove andare per le vacanze di primavera 2024? I problemi da cui sfuggire sono gli ingorghi sulle strade, i ristoranti pieni, le file per visitare mostre e musei. E allora perchè non scoprire località meno note e, dunque, meno affollate? Abbiamo raccolto alcuni suggerimenti, tra questi non mancano destinazioni da condividere anche con bambini e adolescenti.
Vacanze di primavera 2024: dove trascorrerle lontano dalla folla? 7 proposte “fameliche”
Sardegna: dove vi abbiamo già portato ma non si può non tornare (ad Aggius)

Mille motivi ci spingono a riportarvi qui, in Gallura e precisamente ad Aggius. Uno su tutti? Per vivere il piacere e la gioia delle passeggiate, tutte belle, ancor di più l’ultima tracciata da Gallura Turismo, l’associazione di promozione e valorizzazione del nord Sardegna che ha sede a Santa Teresa Gallura. Con una delegazione capitanata da alcuni rappresentanti del direttivo, tra cui Gigi Scarone e Umberto Reimbelli, rispettivamente presidente e vice dell’associazione, Meco Ogno, Laura Cozza, Roberto Rossi e Giacomo Sanna, Gallura Turismo ha voluto ricordare Andrea Altea, amico di Gallura Turismo e assessore al Comune di Aggius, prematuramente scomparso, dedicando a lui un sentiero ad anello che corre sopra il laghetto di Santa Degna.
Questa località deve tanto a lui, in ogni angolo del borgo sembra vederlo, come un simbolo sempre presente, un’icona per questo territorio. Andrea ha fatto molto per Aggius ed è doveroso ricordarlo in ogni modo possibile. Pertanto prendete nota per le prossime vacanze o week end e venite qui, in questo piccolo affascinante borgo di case in pietra che si stende ai piedi della Valle della Luna, magico territorio che abbiamo visitato qualche anno fa con Tutt’a Pedi dell’indimenticato Paolo Carboni (l’associazione ha in programma la tracciatura di un sentiero dedicato anche a lui).
Scegliete il B&b che fa al caso vostro, ad esempio La Vignaredda che sorge nel centro del borgo, oppure se preferite nei dintorni, dotatevi di scarpe da camminata ed un abbigliamento adeguato ma semplice, poichè non si tratta di trekking, bensì di una facile passeggiata, e dedicate il tempo necessario per vivere il Sentiero Andrea Altea.

Una volta terminata questa bella esperienza, andiamo alla scoperta del centro storico con i suoi musei, dal Museo etnografico Meoc al Museo del banditismo, oltre al AAAperto, il Museo di arte contemporanea nel quale vi troverete immersi appena giunti ad Aggius, poichè si sviluppa lungo il paese, tra le strade del borgo. Non perdetevi il piccolo Museo dell’Amore Perduto, e il Museo del Ghirigoro, entrambe ideati da Mario Saragato. Il primo prende ispirazione da una canzone dell’amato Faber che qui vicino, all’Agnata di Tempio Pausania, ha scelto di vivere la sua vita, il secondo dalla pura fantasia del suo inventore!
Fermatevi a bere un bicchiere di cannonau o una fresca Ichnusa in uno dei bar del paese, dove vi verrà facile scambiare qualche chiacchiera con la gente del posto, e poi ripartite per la Valle della Luna, magari alle luci della sera.

Prendetevi tutto il tempo che potete, non fissate appuntamenti, non datevi orari perchè una volta là non sarà facile allontanarvi dal fascino di queste montagne illuminate dai faretti che ne esaltano la bellezza, mentre la luna dona loro mistero e magia!
Poi quando rientrate nel borgo sceglietevi un posto dove cenare e gustare le specialità della tradizione locale, come la la zuppa gallurese o “suppa cuata”.
Emilia e l’Alta (e Altra) val Trebbia: un Appennino che sa di mare!

Qui, su queste alture, ci puoi arrivarci da Piacenza o da Pavia, come anche da Alessandria o da Genova, come fosse il centro del mondo! Si, perchè Zerba e Cerignale, Ottone e Cortebrugnatella sono al centro di quattro regioni: l’Emilia, alla quale appartengono, la Lombardia, il Piemonte e la Liguria!
In una precisa zona di questo territorio, precisamente a Capannette di Pej, puoi rimanere fermo in un preciso punto e con un piede puoi spostarti da una regione all’altra, senza muoverti! Sono peculiarità d pochi luoghi, ma è solo quella più simpatica, perchè un week end o una vacanza qui riserva molte belle sorprese, oltre al piacere della pace più assoluta, del benessere ritrovato.

L’itinerario proposto parte da Brugnello, luogo incantato che sorge su uno sperone a picco sul Trebbia, dove il fiume disegna anse meravigliose e la veduta si perde sulle vette dell’Appennino. Qualche ora per godere della pace di questo borgo “fuori dal tempo” e scendiamo a valle, direzione Cerignale.
All’ingresso ci accoglie l’albergo del Pino. Fino a pochi mesi fa, tra queste cucine, c’era mamma Teresa, ultranovantenne che ogni giorno preparava piatti e spendeva un sorriso per tutti. Ora sono i figli, tra cui Massimo Castelli, ex sindaco e artefice di questa piccola perla dell’alta val Trebbia, a offrire ospitalità a chi arriva su queste alture.
Una passeggiata per il borgo è per scoprire come un minuscolo centro di pochissimi abitanti può diventare meta turistica di valore. Si parte per la successiva tappa e si visita Ottone, dove si fa tappa all’Antico Mulino per degustare bontà della pasticceria e gelateria di un laboratorio “d’alta quota”, voluto e creato da Alessandro Traverso che gestisce con la moglie Patrizia e i figli Davide e Daniel. Nella piazza la sosta è al bar Genova, per una dissetante birra o un buon bicchiere di Ortrugo o di Gutturnio, ma anche per provare la semplice e genuina cucina del ristorante.
La struttura ha anche camere per prolungare la visita di qualche giorno, anche perchè passeggiate e edifici di interesse questo paese, che è confine tra Emilia e Liguria, ne riserva parecchi. Ultima tappa Zerba e la prima sosta è da Claudia, che vive qui, insieme ad altri otto o nove abitanti del paese!
Lei gestisce La S’cianza, una trattoria che merita un viaggio! Si possono degustare le specialità dello chef Paolo, chiacchierare piacevolmente con Claudia e, intanto, perdersi nella veduta che si apre dalla piccola terrazza: un incanto. Poi si va in visita al borgo, un’esplosione di ruralità e di benessere dove respirare a pieni polmoni. Si risale in auto e si sale su su su, fino ai 1500 metri circa di Capannette di Pej e vivere tutte le emozioni dell’alta montagna. Per una sana vacanza rigeneratrice!
Veneto: Padova, la città dello spritz e di tante meraviglie

Non perdetevi il Mercato delle Erbe, dove troverete diverse proposte enogastronomiche. Decine di bancarelle sono protette da Palazzo della Ragione. Tutto intorno, sotto portici coperti, trovano posto innumerevoli e golosi negozi gastronomici che vendono salumi, formaggi, baccalà e pasta fresca.
Nei pressi si trova l’Osteria L’Anfora, dove gustare la cucina tradizionale veneta. Noi abbiamo degustato un piatto di spaghetti con salsiccia e radicchio. Imperdibile il tiramisù. Se amate il pesce andate all’ Enoteca Pino, che propone anche un’ottima selezione di vini naturali e biologici.
Imperdibile, sempre nel centro di Padova, il Ghetto, un dedalo di stradine strette e porticate che si districano da Piazza delle Erbe. La comunità ebraica fu segregata qui dal 1603 fino al 1797, quando il quartiere fu aperto da Napoleone Bonaparte. Da visitare il Museo Ebraco e la Sinagoga. Vivace di giorno e di notte, è pieno di negozi di antiquariato e di moda. Dove mangiare? All’ Osteria Vecchio Stile dei Fabbri.

Sempre nel centro della città, lungo il canale Piovego, trovate i giardini dell’Arena, un parco che vanta un’area romana e la Cappella degli Scrovegni con gli affreschi di Giotto. In zona diversi chioschi con molte proposte da street food.
Oroglio della città è l’Orto Botanico, fondato nel 1545 per coltivare piante medicinali sotto la supervisione dell’università della città. Si tratta del più antico Giardino Botanico ed è Patrimonio Unesco. Ci sono più di 6000 piante esotiche, alberi e fiori. Qui vale la pena fare una visita guidata.
Nei pressi dell’Orto Botanico, si trova la grande Piazza della Valle, una piazza ellittica, circondata da 78 startue di marmo del XVIII secolo. Per tutto l’anno sono ospitati spettacoli, concerti, mercati e fiere artigianali.
Piemonte: Biella, la città dell’arte contemporanea e del buon vino

Biella con la mostra Banksy, Jago,TvBoy e altre storie controcorrente fino al 1°aprile diventa capitale dell’arte contemporanea ribelle. Qui sono esposte novanta opere di Banksy, Jago e TvBoy, Liu Bolin, David LaChapelle, Takashi Murakami, Mr Brainwash, Obey, fino ai noti italiani Angelo Accardi, LAIKA, Marco Lodola, MaPo, Laurina Paperina, PAU, Andrea Ravo Mattoni, Rizek e Giuseppe Veneziano.
Le opere in mostra parlano di vita, morte, ingiustizia sociale, guerre, sofferenze narrate con diversi stili. Se in alcune prevale uno spirito disincantato, in altre vince il tono della denuncia. In tutte il messaggio non è mai banale, è sempre capace di fare riflettere, coinvolgendo spesso anche il sentimento. Di certo gli artisti hanno dato vita ad una rottura con i riferimenti classici del mondo dell’arte, rifiutando di entrare a far parte di un sistema chiuso e autoreferente.

“Quanto è verde!” è la prima cosa che ci viene in mente quando saliamo sui colli biellesi per raggiungere il Castello di Castellengo, risalente al X secolo. In una posizione decisamente unica, si erge ai margini dell’altopiano baraggivo di Candelo, arroccato su una collina dalla quale si domina la pianura in cui scorre il torrente Cervo.
Colline, alberi secolari, cespugli, vigneti sono la cornice di un maniero dove si può anche soggiornare. La Carosera, infatti, è un incantevole Bed & Breakfast di charme. Quattro camere, finemente arredate e con bagno privato, si trovano appena superata la Porta del Moro, antico ingresso del borgo, nell’originario fabbricato settecentesco, un tempo utilizzato per il ricovero delle carrozze, proprio sopra le storiche cantine dell’azienda vitivinicola Centovigne.
Suggerimento: dovete assolutamente provare il Nebbiolo o l’Erbaluce che nascono nelle vigne che crescono su terreni di origine glaciale marina.
Calabria: respirate e riconnettetivi con voi stessi a Capo Vaticano

Impossibile non ritrovare il benessere presso il Capovaticano Resort Thalasso Spa, prima destinazione wellness in tutta la Calabria. La stagione 2024 prende avvio da venerdì 29 marzo in occasione del weekend di Pasqua.
Nella sua posizione unica al centro della Costa degli Dei, sul Mar Tirreno, con vista sul vulcano Stromboli e le isole Eolie, Capovaticano Resort Thalasso Spa è una destinazione che trova i suoi punti di forza nell’offerta benessere della SPA e nella bellezza del suo mare incontaminato e della bianca spiaggia del Tono.
La struttura propone un’esperienza naturale olistica, dove l’ospite respira un’immersione totale nella natura, che abbraccia tutti gli aspetti del soggiorno: l’alimentazione, il movimento, il relax, il sonno.

Cuore dell’esperienza è la SPA del resort, con l’acqua di mare riscaldata che assume un ruolo centrale grazie alle virtù della thalassoterapia, con i vari trattamenti e i programmi thalasso (durata da 2 fino a 7 giorni), i rituali con gli elementi del territorio (gli agrumi e le erbe aromatiche).
L’immersione nella natura passa attraverso i quattro elementi: terra (il promontorio di Capo Vaticano), acqua (il mare), fuoco (il vulcano Stromboli) e aria (i venti che scolpiscono la costa).
Il risveglio dei sensi prosegue in cucina, con i ristoranti Mantineo, Stromboli e Strombolicchio. I ristoranti di Capovaticano Resort Thalasso SPA propongono solo piatti realizzati con prodotti locali, con un’attenzione particolare a ingredienti della tradizione contadina: dai sapori del vicino Monte Poro al ricco patrimonio agro-pastorale della Sila. Grazie all’abilità degli chef, anche una cucina impegnativa e ricca di sapori, come la cucina tradizionale calabrese, diventa leggera e “healthy
Alto Adige: Selva Val Gardena per il detox di primavera

Primavera? Parola d’ordine DETOX quindi, un regime alimentare sano che aiuti il fegato – il primo organo che più risente di tossine e stress – ma anche programmi mirati a drenare, purificare e riattivare tutto l’organismo. A casa o meglio ancora in una accogliente spa di montagna, per raggiungere uno stato di benessere che appaghi anche lo spirito.
All’Hotel Tyrol di Selva di Val Gardena, storica “casa” dallo charme alpino e da sempre punto di riferimento dell’hospitality gardenese, il programma detox della bellissima spa Paravis punta sugli effetti benefici del sale himalayano, il sale più puro del pianeta conosciuto anche come “oro rosa” (può vantare la presenza, all’interno della sua composizione, di ben 84 elementi essenziali per il corpo), per un sorprendente effetto recharge e di depurazione assoluta.

All’Hotel Tyrol si può godere anche di un’ottima cucina e la possibilità di prenotare un tavolo al ristorante stellato Suinsom, dove lo chef Alessandro Martellini, in una una stube del 1700, propone una cucina dove vince un’accurata ricerca sull’ingrediente. La passione dello chef è esaltare quella materia prima che rimanda alla natura, per Alessandro Martellini, la maggiore espressione artistica.
Veneto: il lago di Garda in primavera

Il Cape of Senses propone di valorizzare la riscoperta dei sensi lasciandosi guidare in un percorso-benessere presso la Senses SPA, affacciata sullo splendido giardino di 10.000 m² con olivi secolari del Resort, che si erge sopra il lago. La SPA si sviluppa su due piani per 2.000 m² ed è un luogo energetico.
Uno dei punti di forza della SPA è la splendida vista dall’alto sul Lago di Garda, che è possibile scorgere da qualsiasi area. Il lago ha una capacità di mutamento in base al tempo, ai venti e alla luce del sole e per questo motivo, ogni volta che si scosta una tenda dalla cabina dei trattamenti o ci si sdraia su un lettino delle aree relax, il senso della vista è continuamente incantato.
Una zona Health & Beauty con sette cabine trattamento a disposizione, una Private spa per trattamenti e pacchetti di coppia, un angolo Health Food, curato direttamente dallo Chef di Cape of Senses, una grande SPA Library, oltre a una vasta selezione di trattamenti viso e corpo olistici, sono gli elementi portanti su cui si regge la filosofia della Senses SPA.
Lo SPA Menù parte dalla stimolazione dei sensi: aromaterapia con oli essenziali estratti da piante e fiori selvatici officinali, manualità personalizzate, differenti texture di prodotti, musica studiata appositamente evocata anche da antichi strumenti, differenti tisane.
Monica Viani e Roby Rossi

