Perchè il borgo di Aggius tesse una trama magica (famelicamente consigliata)

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Portatemi ad Aggius: e fatemi una capanna in un bosco di sòveri là sul Tummeu Sotza, ch’io veda il golfo e tutto il lido insino alla Maddalena, ch’io sia svegliato ogni alba dal Gallo di Gallura”. Gabriele D’Annunzio

Aggius è una di quelle mete che devi visitare almeno una volta nella vita. Bandiera arancione del TCI, uno dei posti più stupefacenti della Gallura dell’entroterra, non è solo un borgo che custodisce tradizioni, ma anche un paese che vuole costruire il futuro. Con poco più di un migliaio di abitanti, circondato dalla Valle della Luna, raggiungibile da Olbia o da Sassari in direzione Tempio Pausania, da cui dista pochi chilometri, è una destinazione ideale per le vacanze natalizie.

 

Perchè il borgo di Aggius tesse una trama magica

Perchè il borgo di Aggius tesse una trama magica

Aggius, il borgo risorto per amore

Perchè il borgo di Aggius tesse una trama magica

É attorno ad Aggius che si dipana quella tela che ti avvolge e ti imprigiona con i suoi fili, i suoi colori e la sua bellezza. Ebbene sì, il piccolo borgo offre, oltre ad una flora e ad una fauna sorprendente, il culto del telaio. É stato l’ultimo sogno di una grande artista: Maria Lai, colei che coniò la felice espressione “Essere è tessere”.

Un sogno che ha catturato l’intera popolazione. Un sogno in continuo divenire che crea partecipazione ed euforia. Qui, senza vergognarti, puoi tornare bambino, giocando, in una via del borgo, al gioco della campana (in gallurese lu Jogu di la Pampana).

Perchè il borgo di Aggius tesse una trama magica. Il gioco della campana

Andrea Altea, assessore al Turismo, Commercio e Artigianato, consapevole della necessità di destagionalizzare il turismo, soprattutto per intercettare il turismo straniero ci racconta che “la gente da qui se ne andava prima di questa rinascita, il paese stava vivendo quel triste fenomeno che attanaglia molti piccoli centri, e non solo della Sardegna“.

Circa un ventennio fa si è così iniziata un’opera di riconversione dell’economia, puntando soprattutto sul turismo. Ragionare però di turismo in termini approssimativi e generici è oggi un errore che non si deve compiere. Tanto che oggi non si parla più di turismo, ma di turismi, espressione che stabilisce che sono numerose e diverse le possibilità di creare economia attorno a questo mercato.

Ed Aggius ha correttamente puntato su più turismi, consoni alla sua conformazione geologica, alla sua posizione geografica, alle sue tradizioni, a un un turismo culturale che abbraccia e contiene secoli di storia locale.

Perchè il borgo di Aggius tesse una trama magica

Il lavoro svolto dalle amministrazioni comunali che si sono succedute negli anni hanno portato avanti, senza contrapposizioni sterili di colore e di partito, un progetto di crescita e sviluppo, favorendo la piccola imprenditoria, dall’artigianato all’enogastronomia, dall’escursionismo alla produzione agricola di qualità, puntando sui servizi e sull’arte, mettendo in gioco inventiva e creatività, per portare questo piccolo borgo a diventare un piccolo prezioso contenitore di storia e di cultura, di ambiente e di accoglienza, di enogastronomia dove i prodotti tipici sono portati sulle tavole per essere valorizzati nei piatti della tradizione locale.

Aggius è un esempio di quella politica che fa la differenza, di un pensiero unico per un bene comune, di un fare sistema che è alla base di un progetto che riscopre il passato per guardare al futuro, con la consapevolezza che le carte si giocano nel presente per conquistare il futuro.

Aggius il borgo dei musei

Rimani a bocca aperta quando scopri quanti sono i musei. Ben 4!

  • Il Meoc (il Museo etnografico)
  • il Museo del banditismo
  • AAAperto: il Museo di arte contemporanea
  • Il Museo dell’Amor Perduto, un forte richiamo alla poetica di Fabrizio De André

Senza dimenticare i murales sulle abitazioni ultracentenarie, affacciate in stretti vicoli, dipinti dal famoso street artist Fabio Schirru, conosciuto come Tellas. Quelle che sarebbero saracinesche grigie e scrostate sono diventati dipinti colorati e gioiosi, ribaltando completamente ciò che in origine bello non è, in scorci che diventano, con estrema semplicità, attraenti e rappresentativi dell’arte locale.

Una ragione in più per andare ad Aggius durante le vacanze natalizie: i mercatini di Natale

Perchè il borgo di Aggius tesse una trama magica

Dal 7 dicembre al 6 gennaio, per tutti i week end, Aggius ospita la XII edizione del Mercatino di Natale, un evento realizzato grazie alla collaborazione di tutta la comunità per festeggiare il Natale in nome della tradizione. Tanti eventi, uno per tutti? Il fine settimana del 14 e 15 dicembre che sarà caratterizzato dagli zampognari provenienti dall’Abruzzo.

Che cosa vedere? Presepi, bambole da collezione in stoffa, ceramiche, cornici in legno di mare, gioielli tradizionali sardi, addobbi natalizi, libri, cestini artigianali e spazi dedicati alla cucina e alla gastronomia locale. Senza dimenticare la musica: dai canti natalizi agli zampognari, da gruppi di musica popolare sarda a band emergenti.

Tra i protagonisti l’enogastronomia locale: frittelle, pane gallurese tradizionale, fregola di pesce, vin brulè, seadas,  marmellate, i  dolci piricchitti, pancetta arrosto, salumi, caldarroste, liquori e tanto altro. L’ iniziativa si conclude il 6 gennaio con la premiazione del Concorso Aggius un Presepe.

…ma non puoi lasciare Aggius senza avere visto il  museo del banditismo: una storia di orgoglio e di sangue

Perchè il borgo di Aggius tesse una trama magica: miseo del banditismo

Aggius ha avuto il coraggio di affrontare in termini culturali una delle pagine più sanguinose della Sardegna: il banditismo. Qui si svolse la madre di tutte le faide sarde, che vide opporsi le famiglie dei Vasa e dei Mamia. Il grande protagonista fu Sebastiano Tansu, “lu mutu”(il muto) reso famoso dallo scrittore Enrico Costa nel romanzo Il muto di Gallura, pubblicato nel 1884.

Sebastiano Rassu Addis Tansu, considerato da molti il figlio del diavolo, era sordomuto dalla nascita, per farsi capire si esprimeva a gesti. La morte del fratello Michele lo spinse sulla strada della vendetta. Divenne una leggenda, tanto che la sua morte è avvolta nel mistero visto che il suo cadavere non fu mai trovato.

Al banditismo si sono interessati diversi scrittori sardi. Costa stesso scrisse un’altra opera dedicata al bandito Giovanni Tolu: Giovanni Tolu, storia di un bandito sardo raccontata da lui medesimo, così come Marcello Fois narrò le vicende del bandito di Arzana Samuele Stocchino: Memoria del vuoto.

Secondo le narrazioni e i documenti raccolti dagli storici, la storia del banditismo ruota soprattutto intorno ad un codice d’onore non scritto di origine agro-pastorale. Un fenomeno investito da un’aurea romantica come testimonia un appunto di Antonio Gramsci che lo definì “occasionale e passionale”.

Emilio Lussu offrì una chiave di lettura politica: il banditismo nacque e proliferò per l’assenza dello Stato. In effetti l’apice della violenza, nel 1823, coincise con la pubblicazione per mano di re Vittorio Emanuele dell’ “Editto delle Chiudende”, provvedimento che ridisegnava i confini delle proprietà terriere, favorendo i potenti.

Si autorizzava la privatizzazione della proprietà pubblica. “Qualunque proprietario potrà liberamente chiudere di siepe, o di muro, o vallar di fossa, qualunque suo terreno non soggetto a servitù di pascolo, di passaggio, di fontana, o d’abbeveratoio.” Per i pastori, oltre che un danno economico, un motivo in più per fomentare vendette.

Un altro pezzo di storia di Aggius: il MEOC

Perchè il borgo di Aggius tesse una trama magica. Meoc

Il Meoc, “Museo Etnografico Oliva Carta Cannas”, si trova vicino alla settecentesca chiesa del Rosario. Perchè visitarlo? Si tratta di una raccolta di testimonianze che rappresentano la quotidianità del piccolo borgo gallurese dal 1600 ad oggi.

Un viaggio attraverso i costumi sardi: arredi, oggetti d’uso quotidiano e un percorso attraverso le attività dell’economia domestica e la produzione alimentare. Non solo: sono ricostruiti gli antichi mestieri, dalla lavorazione del sughero e del granito, fino all’opera del fabbro, del calzolaio e del falegname.

Interessante la “Mostra Permanente del Tappeto Aggese”, dove si trovano anche alcune opere di Maria Lai, l’artista che ha fuso arte povera e arte contemporanea. L’arte del tessere fa di Aggius una delle capitali italiane ed europee per la lavorazione dei tappeti.

Botteghe e artigiani, un ponte tra passato e futuro. Dagli antichi tappeti al beachwear made in Gallura

Visitare il laboratorio tessile L’Albero Padre di Gabriella Lutzu è sempre un’emozione! Colori e tessuti disegnano trame che parlano di Gallura e di Sardegna, appesi ai muri di una piccola stanza dove Gabriella lavora incessantemente sul suo fedele telaio, ogni giorno, da… molti anni! La si può raggiungere durante la visita al borgo, in Via Antonio Lepori 8. Un’ulteriore tappa da visitare è senz’altro il centro pilota I.S.O.L.A., una vera e propria isola di artigianato sardo, un laboratorio / esposizione di oggetti provenienti da tutta la Sardegna da scoprire accompagnate da Masina, Stefania e Giovanna decane di questo mondo dell’artigianato tessile che, insieme ad un’altra decina di tessitrici, operano all’interno di questo grande ambente e che potrete trovare lì, sedute sul loro telaio impegnate nella creazione di tappeti e arazzi.

Perchè il borgo di Aggius tesse una trama magica

Da lei, e da chi come lei di artigianato vive, escono giovani ragazze e ragazzi che credono che nell’artigianato possono fondare il loro futuro. E che lo possono esercitare qui, ad Aggius, tra le mura di questo piccolo paese dell’entroterra gallurese. Ed è qui che Maria Laura Bianco produce i suoi gioielli e che Simona Chessa, titolare di Lalanà ha concepito i suoi costumi da bagno che riproducono le trame dei tappeti sardi e dell’iconica pavoncella. Sempre qui, tra le mura di questa tappa immancabile nella visita alla Gallura si può scoprire l’arte del legno di Gian Mario Concas,

Perchè il borgo di Aggius tesse una trama magica

Simona si fa portavoce delle artigiane, esempio dell’imprenditoria femminile sarda, per raccontarci che: ” per noi il tappeto è Aggius, la sua storia. Lo riprendiamo in ogni nostra creazione senza mai modificare i motivi originali. Le sue geometrie sono la nostra identità“.

Può mancare una leggenda? No di certo e il protagonista è il Diavolo

Un tempo, quando il borgo era dilaniato da terribili faide, il Diavolo decise di prendere casa sul Monte della Croce. Nelle notti tempestose appariva rullando su un tamburo di pietra, per lanciare l’anatema: “Aggius mio, verrà un giorno che ti trasporterò via in un turbine“.

Solo una croce posta sulla cima del monte da un missionario dette lo sfratto al Diavolo. Oggi rimane solo il tamburo, che qualcuno giura di sentire suonare ancora nelle notti tempestose.

 Dove dormire ad Aggius?

Alberghi non ce ne sono, ma ci sono diversi B&B, residenze, stazzi, locande. Quasi un albergo diffuso. Mangiare ad Aggius è una meraviglia, il vero km zero. Ma di questo torneremo a parlare presto.

Nulla è finto, costruito come una Disneyland per turisti frettolosi. Gli stessi arredi sono una sedimentazione della storia e dei sentimenti di chi vi ha abitato.

Nel recente press tour organizzato da  Gallura Turismo ci siamo divisi in diverse strutture:

  • B&B Bonaita
  • B&B Maison et Charme
  • B&B Lo Stazzo
  • B&B Li Roti 
  • B&B Li Criasgi
  • B&B La Tasgia
  • B&B da Gianella
  • B&B Li Tre Bicchi
  • B&B Su Foghile
  • Residenza d’Epoca La Vignaredda
  • Locanda Li Manni
  • Lu Palazzeddu
  • Agriturismo Stazzu Coiga
  • Agriturismo Vintura
  • Agriturismo il Muto di Gallura

Aggius non è solo un luogo ma un borgo dove vivere diverse esperienze e dove godere di una mistica visione: il futuro esiste se si crede nella cultura e nei giovani.

Aggius e dintorni

La Valle della Luna

Scarpe comode, zaino in spalle, macchina fotografica a portata di mano, guidati da Paolo Carboni si parte per l’esplorazione della Valle della Luna. Un luogo psichedelico, lunare, attraversato da boschi, corsi d’acqua, fatto di massi di rocce, dove è facile imbattersi in alberi di sughero, corbezzoli, mirti ed eriche. Paolo vi spiegherà l’importanza del sughero nella recente economia gallurese davanti a un tagliere di salumi e un bicchiere di vino.

Per organizzare trekking, escursioni in fuoristrada contatta l’associazione Tutt’a pedi.

fuori porta: visita a Tempio Pausania per scoprire gli abiti in sughero di Anna Grindi

Perchè il borgo di Aggius tesse una trama magica

Un consiglio spassionato per donne che cercano un abito davvero WOW, da sfoggiare a Natale o a Capodanno? Se non ora quando? Chi non vorrebbe un outfit che ti trasforma almeno per una notte in una principessa? Un modo per salvarsi dagli usuranti pranzi di Natale o alle attese di principi azzurri che a Capodanno hanno perso l’orologio! Andate nella vicina Tempio Pausania ed entrate, in via Roma, nell’atelier di Anna Grindi, la stilista che ha trasformato il sughero in un tessuto pregiato. Un tessuto non tessuto pregiato. Scopri di più qui

Roberto Rossi e Monica Viani

Credits Photo: Giorgio Bertuzzi

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