Raccogliere erbe, la nuova frontiera per la conoscenza di un territorio

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Una nuova tendenza ci porta a conoscere le erbe spontanee per scoprire territori e recuperare o creare nuove ricette

Partiamo con una precisazione. Nel titolo parliamo di tendenza, ma in realtà si tratta di una nuova consapevolezza, di una nuova visione, vorremmo dire “illuminante”, per entrare a stretto contatto con la natura e l’ambiente di un territorio. A volte il termine “tendenza” può significare anche “moda”, mai così inopportuno in questo specifico caso.

Vivere un luogo, come lo intendiamo noi di Famelici, significa entrare in contatto con i suoi elementi più naturali, quelli che hanno dato vita ad un luogo, che sono all’origine del tutto. E questo concetto lo abbiamo trovato nel press tour organizzato da Experiencemilia.

Raccogliere erbe

Non solo lo abbiamo trovato, ma lo abbiamo anche toccato con mano, sperimentato e vissuto in prima persona con il momento del foraging.

Ci sembra di vedere ora il tuo sguardo, amico lettore, tra lo stranito e lo spiazzato, ma siamo qui per lo spiegone necessario, per la risposta alla lecita domanda: che cos’è il foraging?

Posto che siamo d’accordo che il termine è affascinante e che la sua traduzione “alimurgia” lo sia leggermente meno, andiamo oltre…

Letteralmente significa scienza che studia l’utilizzo nel cibo selvatico in cucina, soprattutto nei momenti di carestia e povertà. Ci possiamo trovare allineati anche al pensiero che, in questi tempi un po’ tribolati, non capita per caso che questa pratica venga rispolverata, vero? L’avergli attribuito un termine inglese è forse dovuto da questa ingiustificata ondata di esterofilia che ha invaso le nostre case. Qui chiameremo in gioco la nostra amica lettrice Anna Botti che, nella sua arte dialettale, ci spiegherà con un pezzo ed un video che andremo a proporvi, quanto sia invece bello riprendere le nostre più profonde radici, E da lì ripartire.

Dove eravamo rimasti? Mumble mumble… ecco si, al significato del foraging, o meglio, dell’alimurgia. Detto come viene letteralmente spiegato, passiamo al pratico. Nel corso del press tour di Experiencemilia abbiamo chiarito gli aspetti primari di questa pratica che comprende principalmente: ricerca, raccolta, gastronomia e cultura dell’alimentazione con alimenti selvatici.

E nel nostro caso ci trovavamo a calpestare una terra che è luogo ideale per raccogliere erbe spontanee: l’Emilia, ed in particolare i colli piacentini.

Piante, radici, tuberi, fiori, cortecce, frutti. Un’attività, quella dell’alimurgia – o se preferite, del foraging – che ha riportato sotto i riflettori una cucina ingiustamente considerata povera.

Altra domanda che mi sembra arrivare via telepatica: quando andare a caccia di erbe spontanee? La risposta è: non solo in primavera, ma anche in autunno, stagioni che consentono una ricca raccolta. Il consiglio? Scegliete il mattino di un giorno sereno ed asciutto.

Ma per portare la natura in tavola, sicuri che sia buona e soprattutto, commestibile, è necessario conoscerla. Per questo Famelici vi vuole aiutare consigliandovi una dotta… naturale lettura! Il volume si intitola “Andare per erbe” ed è scritto da Erica Pittoni e Valerio Sanfo, edito da Il Punto. Perchè lo consigliamo? Semplice: perchè conosciamo bene Erica, la coautrice, che abbiamo avuto con noi nel press tour e… l’abbiamo testata.

Preparatissima ed appassionata ci ha portato alla scoperta delle erbe, delle loro proprietà, peculiarità, curiosità. Alcune di queste le abbiamo portate nelle cucine dei nostri ristoranti, tappe del press tour, dall’Osteria Zia Valentina all’Agriturismo La Risorgiva a Morfasso, ma anche alla Corte del Gallo e a La Favorita sulla strada del Bagnolo, tra Rivergaro e Ponte dell’Olio, dagli agriturismi La Bëtla a Bettola a Cascina Bosco Gerolo in località Gerolo lungo la strada bassa della Val Trebbia, da Agronauta a Il Gelso in zona Montecanino in Val Luretta, da Bassanine a Boschi Celati (nella foto) a Cattivelli, sull’itinerario del Lungo Po ed altre eccellenze della ristorazione piacentina per sperimentare questa nuova “antica” frontiera. Ed Erica ci ha illuminato con la sua sapienza, tra racconti e leggende che avvolgono questo affascinante mondo, mentre noi eravamo famelicamente impegnati nell’assaggio delle varie specialità by foraging, opssss alimurgia.

Accennando invece al volume “Andare per erbe”, Erica ci ricorda che: “il libro offre i rudimenti fondamentali per avvicinarsi ad una attività che ha regole precise, basandosi appunto sull’alimurgia, la scienza che studia l’utilizzo delle piante selvatiche per l’alimentazione dell’uomo ed ha origini remote… recuperare tali conoscenze è per riappropriarci dei nostri saperi, ma non solo… stiamo maltrattando la nostra terra, il nostro ambiente, in pratica stiamo maltrattando noi stessi, la salute nostra e dei nostri figli e nipoti. La conoscenza di queste antiche abitudini sono un’ancora di salvezza per il futuro, sono un ulteriore modo per non perdere di vista il significato della cura dell’ambiente”.

Riteniamo sia fondamentale, e anche dovuto, apprendere le prime nozioni di riconoscimento, i modi d’utilizzo di prodotti spontanei e le tante regole che dovrebbero in ogni caso regolare la raccolta, al fine di mantenere  la sicurezza personale e preservare l’integrità degli ecosistemi naturali.

Il domani passa anche attraverso il foraging o l’alimurgia, scegliete voi!

Roberto Rossi e Monica Viani

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