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L’abbazia di San Fruttuoso di Camogli: come arrivare e che cosa visitare

Che l’estate sia uno dei periodi ideali per conoscere i luoghi più affascinanti non c’è dubbio. Vi portiamo a San Fruttuoso di Camogli

L’Abbazia di San Fruttuoso di Camogli, un monumento storico e culturale di rilevanza mondiale situato nel cuore della Riviera Ligure, è aperta ai visitatori che possono esplorare il parco, ammirare le magnifiche vedute sul mare e godersi il sole e il mare

San Fruttuoso di Camogli non è né un porto né una località turistica convenzionale. È piuttosto un’insenatura naturale lungo una costa montagnosa, raggiungibile soltanto a piedi o via mare. Nonostante ciò, vanta due notevoli attrazioni: un antico monastero benedettino, ora bene FAI, e la statua del Cristo degli Abissi.

Per Famelici, l’occasione di visitarla è offerta dalla nostra partecipazione alla manifestazione Sapori in Paradiso svoltasi giovedì 11 e venerdì 12 luglio a Recco. Il Consorzio di Tutela Salumi DOP Piacentini e il Consorzio della Focaccia di Recco col formaggio IGP hanno organizzato degli incontri, degli showcooking, delle cene e delle gite per fare conoscere il territorio a giornalisti, influencer e blogger. Nel pomeriggio di giovedì ci imbarchiamo per andare a conoscere una perla della Liguria, l’Abbazia di San Fruttuoso di Camogli.

Alessandro Capretti del Fai

Visitiamo l’Abbazia di San Fruttuoso con l’architetto Alessandro Capretti, direttore Property Manager dell’importante monumento. Ci accoglie ricordandoci che “stiamo accedendo a un luogo incantevole gestito dal FAI, il cui scopo è ricercare strumenti per prevenire il degrado e identificare risorse da impiegare per contrastarlo nell’ambito di una conservazione programmata e preventiva”.

Il Monastero Benedettino di San Fruttuoso di Camogli

Il Monastero Benedettino di San Fruttuoso di Camogli è un magnifico edificio in pietra dotato di una piccola cupola, posizionato vicino alla spiaggia di sabbia e ciottoli bianchi. Le origini dell’insediamento religioso sembrano risalire al VI secolo d.C.

In quel periodo, nel sito dove oggi si trova l’abbazia dell’XI secolo, esisteva probabilmente un primo nucleo religioso in cui i monaci benedettini vivevano seguendo una regola che imponeva loro una vita senza eccessive comodità e li obbligava a non possedere beni personali.

Come si presenta l’Abbazia di San Fruttuoso di Camogli

scorcio dell'abbazia di san fruttuoso di camogli

L’aspetto distintivo dell’Abbazia è dato dalla sua facciata, caratterizzata da due livelli di finestre trifore che la fanno assomigliare a un palazzo nobiliare.

Elementi di pregio sono:

  • l’abside, scavato nella roccia
  • l’antica torre ottagonale
  • la cupola arricchita da decorazioni bizantine

Nel chiostro inferiore si trova il sepolcro della famiglia Doria (1275-1305), che ospita sette tombe di pietra grigia e marmo bianco.

L’importanza dei monaci per l’Abbazia di San Fruttuoso di Camogli

Di certo i primi monaci riuscirono a propagare la fede cristiane nei luoghi limitrofi fino alle invasioni barbariche. Ed è proprio in questo periodo buio che nasce la leggenda di San Fruttuoso di Tarragona, vescovo e martire catalano del III secolo, le cui reliquie sono conservate all’interno del monastero. Di tale leggenda vi parleremo però nel paragrafo successivo

Secoli dopo la scomparsa di San Fruttuoso, il Cristianesimo era diventata a Tarragona religione ufficiale dell’Impero Romano  La situazione precipita nel 700 d.C. Il vescovo San Prospero, costretto a fuggire dalle guerre musulmane in Spagna, decide di migrare con un gruppo di fedeli e religiosi. Prima della partenza, prese con sé l’urna con le reliquie dei Santi Fruttuoso, Augurio ed Eulogio per evitare che fossero profanate  Correva l’anno 716 d.C., quando San Prospero giunse nella baia dove oggi sorge l’abbazia.

La leggenda di San Fruttuoso di Camogli

spiaggia di san fruttuoso di Camogli

La leggenda racconta che nella baia si stabilì un drago feroce e minaccioso, solito divorare chiunque osasse avvicinarsi. I marinai, temendo di essere inghiottiti dal mostro, evitarono la zona.

Un giorno, a Giustino e Procopio, discepoli di Fruttuoso, apparve un angelo che li invitò a seguirlo in un luogo incantevole. Qui avrebbero dovuto erigere una chiesa in ricordo dell’amico. Guidati dall’angelo, giunsero alla baia, che il drago era determinato a difendere ad ogni costo.

Si scatenò una lotta durissima tra l’angelo e il drago, che si concluse con la sconfitta di quest’ultimo. Così, Giustino e Procopio poterono finalmente edificare la chiesa in onore del loro compagno.

La famiglia Doria e l’Abbazia di San Fruttuoso di Camogli

Abbazia San Fruttuoso di Camogli

I monaci benedettini vissero nell’ abbazia fino al 1300 circa, quando i Doria conquistarono quella parte di territorio. Col tempo, i monaci iniziarono a lasciare l’abbazia e i Doria permisero ad agricoltori, pescatori e di fabbricanti di reti da pesca e cordame per le navi di risiedervi, apportando anche significative modifiche strutturali all’edificio.

Le reti e le corde venivano prodotte lavorando l'”erba lisca”, o Ampelodesmos mauritanicus, una pianta che cresce sull’intero Promontorio di Portofino. Questa veniva ammorbidita tramite lungo ammollo e poi lavorata per ottenere le fibre necessarie alla realizzazione di reti e corde.

Durante il 1500, tra le modifiche più rilevanti, vi fu la costruzione di una “nuova” chiesa, eretta elevando il terreno della chiesa originale che si trovava direttamente sugli scogli di conglomerato.

I Doria trasformarono il chiostro, demolirono il dormitorio dei monaci, ormai vuoto, edificarono la Torre Doria e rinnovarono la facciata, decorandola con trifore ornate simili a quelle dei palazzi nobiliari di Genova.

L’alluvione del 1916 e le conseguenze subite dall’Abbazia di San Fruttuoso di Camogli

Nel 1916, un evento catastrofico colpì l’abbazia. Il fiume dietro l’edificio si gonfiò rapidamente, portando detriti da frane indotte da piogge intense. Detriti, rocce e tronchi, colpirono violentemente l’abbazia, provocando il crollo della navata principale della chiesa.

A seguito dell’impatto, la facciata dell’abbazia iniziò a distaccarsi, inclinandosi pericolosamente verso il mare, costringendo i coloni a lasciare l’abbazia. Rimasero solo quelli che vivevano negli edifici limitrofi.

Il Cristo degli Abissi

cristo degli abissi a san fruttuoso di Camogli

Il Cristo degli Abissi è una statua in bronzo a grandezza naturale posizionata al largo di San Fruttuoso di Camogli, a circa 15 metri sotto la superficie.

Se non sei un appassionato di immersioni subacquee, puoi osservare una replica della statua all’interno dell’Abbazia di San Fruttuoso di Camogli. In alternativa, durante la primavera e l’estate, è possibile ammirare la statua da una barca con il fondo trasparente.

La statua fu commissionata dal noto sommozzatore italiano Duilio Mercante in memoria dell’amico Dario Gonzatti, che perse la vita in quel luogo durante un’immersione. Fu scolpita dall’artista Guido Galletti e immersa nel Mar Mediterraneo il 22 agosto 1954.

La statua è stata replicata e immersa al largo della costa di St. George, Grenada (nel sud-est del Mar dei Caraibi) nel 1961, e successivamente nel John Pennekamp Coral Reef State Park, a Key Largo (Florida) nel 1965.

Informazioni utili per visitare l’abbazia di San Fruttuoso di Camogli

Per visitare l’Abbazia è necessario acquistare un biglietto. I biglietti possono essere comprati in anticipo online o all’ingresso.

Per evitare le lunghe code che possono formarsi all’ingresso dell’attrazione (soprattutto in alta stagione), consigliamo sempre di acquistare l’ingresso online.

Informazioni utili per raggiungere l’Abbazia di San Fruttuoso di Camogli

Il modo più facile e pratico per raggiungere San Fruttuoso è via mare, con i battelli che partono tutto l’anno da Camogli. Nei mesi estivi entrano in servizio anche i battelli che salpano da Genova, Portofino, Santa Margherita, Rapallo, Chiavari, Recco e Sestri Levante.

La stazione ferroviaria quella di Camogli-San Fruttuoso che dista solo 500 metri dal pontile da cui partono i battelli.

Per arrivare a San Fruttuoso a piedi si possono seguire diversi sentieri, ben segnalati, del Parco Naturale di Portofino.

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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