Cosa fare a marzo in Italia? Tante cose. VI suggeriamo mostre, festival enogastronomici, ristoranti, che cosa mangiare ed esperienze in nome di cibo e cultura (in continuo aggiornamento)
Aggiornato il 3 marzo 2026
Il mese più corto e intenso dell’anno, febbraio sta volgendo al termine per lasciare il posto al frizzante marzo. E allora a che cosa dedicare il mese più pazzerello dell’anno? Al gioco, al divertimento e alla fantasia. Parola d’ordine: lasciati andare.
Cosa fare a marzo in Italia in nome di cibo e cultura per lasciarsi alle spalle l’inverno e prendersi cura di sè
Pasqua solidale 2026: il cofanetto biologico di Opera Cardinal Ferrari


Prende il via Chefs For Life 2026 la nuova stagione di eventi benefici che unisce alta cucina,imprenditoria e spettacolo in un grande progetto solidale. Ideata da Diego Toscani e Ljubica Komlenic, l’iniziativa negli ultimi anni ha trasformato la classica cena di beneficenza in un’esperienza culturale e gastronomica capace di coinvolgere chef stellati, imprenditori e protagonisti della cultura italiana.
Dopo un 2025 da record e oltre mezzo milione di euro raccolti dall’inizio del progetto, la nuova edizione promette un programma ancora più ambizioso. Tra partnership prestigiose, eventi in location iconiche e un innovativo sistema digitale per le donazioni, l’obiettivo resta chiaro: mettere il talento della cucina al servizio della solidarietà e sostenere importanti progetti di ricerca e assistenza.
Che cosa mangiare a marzo: la frutta e le verdure primaverili

Marzo è il mese che dice addio all’inverno e dà il benvenuto alla primavera. Sulla tavola arrivano i colori di una natura che si risveglia. Al mercato si trovano ancora carciofi e cavoli, ma cominciano ad essere proposti piselli, asparagi e fave. La frutta si fa aspettare, ma arriverà presto. Si possono comprare ancora arance, mele, kiwi, pere e mandarini in attesa delle prime fragole e albicocche.
Quale pesce acquistare? Sgombri, branzino, merluzzo (da preparare a Pasqua e a Pasquetta!) e sardine.
Una lettura consigliata, se non l’avessi già letta: “Come foglie di tè” di Lisa See
Un libro di narrativa storica edito nel 2017

Cosa leggere a marzo? Ti proponiamo un libro ambizioso, avvincente, impegnato e, allo stesso tempo, capace di suscitare diverse emozioni. Ci troviamo nel sud-ovest della Cina, negli anni ’90. In un villaggio sperduto tra le montagne dello Yunnan. Li Yan e la sua famiglia conducono una vita sempre uguale a se stessa, i cui ritmi sono dettati dalla coltivazione del tè. Fanni parte del popolo Akha e seguono rituali ancestrali tramandati da generazioni, ma Li Yan, una delle poche giovani donne capace di leggere e scrivere, inizia a sottoporre a giudizio critico tutte quelle regole che hanno definito l’esistenza del suo popolo.
Quando rimane incinta al di fuori del matrimonio decide di infrangere le usanze e di non sacrificare la figlia. Fugge, lasciando la neonata davanti ai cancelli di un orfanotrofio, lasciandole in dono una torta di tè. Così, mentre la madre decide di studiare, avviare un’attività e iniziare una nuova vita, la figlia cresce in California, adottata da una famiglia che la cresce con amore.
Donatella Izzo alla Black Light Gallery: l’anti-ritratto tra identità, materia e nuovi paesaggi culturali


Nel 2026 Milano celebra l’arte con la grande retrospettiva “I Macchiaioli” a Palazzo Reale (3 febbraio – 14 giugno 2026). Noi abbiamo già dedicato un ampio articolo a questa bellissima mostra. Se te lo sei perso, ti invitiamo a leggerlo.
Oltre 100 opere raccontano la rivoluzione visiva di un movimento che, tra il 1848 e il 1872, ha anticipato la modernità pittorica italiana, intrecciando arte e impegno civile nel pieno del Risorgimento. Protagonisti come Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Telemaco Signorini e Odoardo Borrani trasformano la “macchia” in linguaggio espressivo, dipingendo en plein air la luce, la natura e la vita quotidiana di un’Italia in costruzione.
La mostra guida il visitatore tra cronologia, temi sociali e dialoghi con il cinema – come l’ispirazione per Senso di Luchino Visconti – offrendo un’esperienza culturale imperdibile nel cuore di Milano, tra arte, identità nazionale e contemporaneità.
Informazioni utili per la visita della mostra I Macchiaioli a Palazzo Reale a Milano
- Quando: dal 3 febbraio al 14 giugno 2026
- Dove: Palazzo Reale – Milano
- Orari: martedì–domenica 10:00‑19:30 (giovedì apertura fino alle 22:30); lunedì chiuso
- Biglietti: da €10 a €17 con riduzioni per scuole e famiglie; audioguida inclusa ove prevista.
Al via la quarta edizione di “Evoè Festival” 2026 a Recco

L’Evoè Festival è una manifestazione dedicata all’arte gastronomica e alle produzioni di qualità, organizzata dal Consorzio della Focaccia di Recco col formaggio IGP con il coinvolgimento del Comune di Recco e altri enti del territorio ligure. L’evento si svolge nella centralissima Piazza Nicoloso e trasforma la città in un palcoscenico di culture del gusto, con un focus particolare sulle eccellenze liguri e italiane.
Programma Evoè Festival
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Show cooking e dimostrazioni dal vivo con chef, maestri focacciai e produttori agroalimentari.
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Presentazioni di prodotti certificati DOP, IGP e Genova Gourmet, con possibilità di degustazioni.
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Competizione “Genova Gourmet EVOÈ Challenge” e tappa conclusiva dedicata al Campionato del Pesto Genovese al Mortaio.
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Spazi di confronto con istituzioni e operatori del settore enogastronomico.
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Protagonista indiscussa è la Focaccia di Recco IGP, simbolo gastronomico della città e della Liguria.
Perchè il Festival si chiama Evoè
Il nome “Evoè” richiama il grido di giubilo delle Baccanti (in onore di Dioniso) ed è utilizzato qui come simbolo di festa, convivialità e celebrazione del cibo e delle tradizioni gastronomiche.
- Recco (GE), Piazza Nicoloso
- Sabato 14 e domenica 15 marzo 2026Orario: circa 10:00–18:30
- Ingresso libero
Il programma completo di Evoè Festival 2025 è sul sito Focaccia di Recco.
Nuove tendenze gastronomiche a Milano: gli ‘hand roll bar’

Gli ‘hand roll bar’ catturano l’attenzione di tutti i buongustai (parola che ormai pochi usano, ma che per me ha un grande valore!), Dopo i kebab, il recupero degli hamburger, ora sta accadendo per una proposta giapponese.
Per chi non conoscesse il termine, gli hand roll bar sono ristoranti il cui spazio centrale è un bar dove uno o più chef preparano pezzi di rotolo a mano, una sorta di temaki rotondo o maki non tagliato. In Giappone, in particolare a Tokyo, sono taverne dove vengono serviti involtini fatti a mano preparati al momento, avvolgendo il riso in alghe croccanti. Questo tipo di sushi è fatto con riso, alghe croccanti, pesce fresco e gli ingredienti freschi decisi dallo chef. Si mangia in un boccone e al momento in modo che l’alga non perda consistenza.
Noi vi suggeriamo un locale a Milano, Nippoteka – The Handroll House, in Viale Monte Grappa 16, aperto poco più di un anno fa. La sua apertura e il suo successo ha fatto rumore, tanto da essere protagonista di diversi post di TikTok o Instagram.. Oltre agli involtini a mano con l’alga nori- la loro specialità – propongono Handroll Toro, con ventresca di tonno rosso, Handroll Astice, Handroll Unagi, con anguilla e Handroll Spicy Salmon. Ne vale davvero la pena.
Andare in Spagna senza passare dall’aeroporto

Per molti, a Milano Tasca è il ricordo del periodo dell’università e degli aperitivi che si trasformavano in cene. Tasca è il “santuario gastronomico” dove si può degustare la cultura e la cucina spagnola.Qui si mangia davvero bene, scoprendo i piatti della cucina spagnola: hai provato il pulpo a la plancha o il pinchos de pollo con verduras? Solo due esempi per comprendere la cultura gastronomica spagnola.
Non mancano ottimi vini spagnoli da abbinare ai piatti scelti. Accanto al locale ha da poco aperto La Gastronomia, dove si possono trovare piatti pronti d’ispirazione mediterranea per eventi, asporto, catering e per le esigenze di Tasca e del Raboucer, i due locali di Andrea Priola e Simone Di Gioia. Dove si trova Tasca? In Corso di Porta Ticinese 14 a Milano.
Il vino per trasformarti in sommelier per la Festa del Papà

Il 19 marzo si celebra la festa del papà, che coincide con il giorno di San Giuseppe, il santo patrono dei padri e una figura importante nella tradizione cattolica. Una data significativa in molte famiglie, dove si scambiano regali e si organizzano feste per festeggiarli. Se organizzi la festa a casa, oltre a preparare un’ottima cena, di certo non devi trascurare la scelta del vino. Proprio per questo ti devi trasformare in sommelier. Noi ti suggeriamo un’etichetta per deliziare i palati e far sì che ogni boccone sia accompagnato da un vino degno della tua cucina.
Sentivento – Passito di Pantelleria – Abraxas
Note di degustazione
Si presenta con un colore giallo dorato. Luminoso e pulito. Aroma di alta intensità, con sensazioni olfattive di agrumi, rosa, gelsomino ed uva passa e fichi secchi. Al palato si propone dolce perfettamente equilibrato con retrogusto di avvolgenti note di frutta secca.
Il ristorante dove andare per la Festa del Papà

La Festa del Papà si avvicina. Forse te ne sarai accorto per il bombardamento delle pubblicità televisive o per i post di Instagram che ti ricordano la ricorrenza. Che cosa regalare? E se il 19 marzo gli regalassi una serata al ristorante? Se vivi a Milano e non sai quale ristorante scegliere, ecco il consiglio di Famelici per renderlo felice. Segnaliamo un ristorante giapponese classico nello spirito, ma con un tocco d’avanguardia e una voglia infinita di farti festeggiare e divertire mangiando
Il ristorante IZU,con una storia di oltre 30 anni di attività in zona Porta Romana,è un ambiente friendly, dal tocco zen e contemporaneo, in grado di offrire un viaggio culinario unico della cucina creativa giapponese, equilibrata in ogni suo aspetto per gusto e benessere, dove si fondono ingredienti di alta qualità e tecniche di ispirazione internazionale.Il menù ricco e articolato affianca grandi classici a creazioni inedite, inclusi piatti fuori carta pensati per chi desidera lasciarsi guidare in un percorso degustazione su misura. La ricerca costante di abbinamenti originali valorizza un’eccellente materia prima, dando vita a combinazioni uniche e sorprendenti

Bolzano, il vino e Castel Mareccio: un trittico d’eccezione per celebrare l’eccellenza di una tradizione nella più antica manifestazione enologica dell’Alto Adige. La Bozner Weinkost è una storica mostra dei vini di Bolzano, tra le più importanti manifestazioni enologiche dell’Alto Adige, con una tradizione che risale a quasi un secolo fa. L’evento si svolge all’interno delle suggestive sale di Castel Mareccio (Schloss Maretsch) ed è dedicato alla degustazione dei migliori vini prodotti nella regione e al racconto della cultura vinicola locale
Come funziona la mostra?
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L’ingresso costa 25 € e include 10 voucher per le degustazioni e la prenotazione di un tavolo (massimo 3 ore).
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Degustazioni aggiuntive sul posto: circa 1 € per calice di vini bianchi/rossi/spumanti e 3 € per vini dolci usando voucher extra.
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La partecipazione richiede prenotazione anticipata (online o via contatti dell’Ufficio Turistico del Comune di Bolzano).
Perchè andarci
L’evento è un appuntamento immancabile per appassionati, professionisti del settore e turisti interessati alla viticoltura altoatesina. Oltre alle degustazioni, negli anni scorsi Weinkost è stato accompagnato da seminari, workshop, masterclass e momenti di approfondimento sulla produzione vinicola locale, contribuendo a valorizzare le denominazioni regionali e le cantine artigianali di qualità.
Pacchetti vacanza
Durante l’evento alcuni hotel della città hanno pensato ad offerte soggiorno molto interessanti. Negli speciali pacchetti vacanza sono inclusi: 3 pernottamenti con trattamento di prima colazione, la partecipazione gratuita a una visita guidata del programma settimanale (in taliano e tedesco), una bottiglia di Lagrein o Santa Maddalena omaggio e un ingresso ridotto a 15 € a persona alla Mostra dei Vini. Per informazioni: info@bolzano-bozen.it
Bolzano/Bozen (Castel Mareccio / Schloss Maretsch), Italia
26–29 marzo 2026
Orari:
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26 marzo: 15:00–22:00
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27 marzo: 15:00–22:00
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28 marzo: 11:00–22:00
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29 marzo: 11:00–20:00
L’ora del tè nel centro di Milano presso la pasticceria Mignon

Il posto migliore per una merenda è la nuova pasticceria Mignon, situata al numero 48 di Corso di Porta Romana. La sua proposta ci invita a riscoprire l’ora della merenda, ma con raffinatezza ed eleganza. Qui puoi degustare i migliori dolci napoletani in un locale che richiama i colori e le atmosfere partenopee. Il menu ti permette di accompagnare la tua scelta dolce al caffè, al tè, alla spremuta d’arancia. Per i più golosi, suggeriamo il babà mignon, la sfogliatella riccia “classica” o la zeppola alla crema. Non mancano anche alcune proposte salate.
Il Giappone nella sua forma più autentica a Milano

“Kampai” va oltre il gesto di brindare, è un modo per esprimere gratitudine, gioia e augurare prosperità ed è l’anima del ristorante Kanpai, aperto da gennaio 2018. Qui in Via Melzo 12 regna la filosofia purista della cucina giapponese, in Tokyo style, che si traduce in un’esperienza impeccabile.
Il ristorante propone una cucina onesta con piatti da street food e poi proposte gourmet. Il suo menu presenta una selezione di sashimi, nigiri, hosomakis e uramakis che conquistano i commensali più esigenti, Non c’è alcun trucco nella preparazione del sashimi, che viene spiegato rendendo partecipi delle ragioni del suo successo. Un locale dove torni volentieri e per brindare con un bicchiere di sake.
Prestare attenzione a che cosa comprare: frutta e verdura di stagione

Perchè comprare frutta e verdura di stagione?
- Gusto: buoni, preservando i nutrienti senza la necessità di un lungo trasporto o stoccaggio.
- Risparmio: economici in quanto in pieno raccolto.
- Sostenibilità: incoraggia il consumo locale, riduce le emissioni e l’energia da colture forzate.
- Salute: ricco di nutrienti essenziali per l’organismo.
Ma quale frutta e verdura scegliere?
Avocado: originario del Messico, della Colombia e del Venezuela era chiamato dagli antichi Aztechi ahuacatl (testicolo), poiché era considerato un frutto afrodisiaco. Gli spagnoli, invece, con il nome di “pera delle Indie”, per via della sua somiglianza esterna con le pere spagnole.
Contiene:
- acidi grassi monoinsaturi (acido oleico)
- magnesio
- vitamine C, E e B
- fibre
- acido oleico.
Kiwi
Di origine cinese, conosciuto come yang-tao, “frutto del fiume Yang”, il kiwi fu poi portatoin Nuova Zelanda e da lì in tutto il mondo. É così chiamato poiché assomiglia ad un uccello di questo paese.
Coniene:
- fibre
- vitamina C.
Pomopelmo
Contiene:
- vitamina C
- acido folico
- caroteni
- acqua
Carciofi
Contengono:
- potassio
- fosforo
- ferro
- fibre
- tiamina
- vitamina B6 e vitamina C.
- steroli, con la loro capacità di limitare l’assorbimento del colesterolo nell’intestino.
Spinaci
Contengono:
- fibre
- ferro
- magnesio
- folati
Bietola
Contiene:
- fibra
- vitamine (acido folico, vitamina C, provitamina A, niacina)
- minerali (iodio, ferro e magnesio).
Cosa si può fare a Carnevale?

Tutto e il contrario di tutto. Le origini del Carnevale risalgono al Medioevo, quando si sono sviluppate diverse feste il cui ingrediente principale era il ridere e il divertirsi. Un modo per creare un “secondo mondo”, un mondo alternativo rispetto a quello imposto dalla chiesa e dallo stato feudale. Il Carnevale era il tentativo di liberarsi temporaneamente dalle verità imposte da un regime opprimente. Si abolivano provvisoriamente tutti i rapporti gerarchici, i privilegi, le regole e i tabù.
Se nelle celebrazioni dello Stato e della Chiesa si ostentavano i simboli del potere, occupando il posto assegnato al proprio rango, durante il Carnevale tutti erano uguali, tutti potevano toccarsi e relazionarsi senza alcun limite di censo. Tutto era lecito in nome della possibilità di capovolgere il mondo, sfuggendo a una quotidianità fatta di fame e soprusi. Uno spazio concesso dal potere, ma certo uno spazio che faceva sognare e assaporare la libertà.
Dove è il Carnevale più bello in Italia?

Nessun dubbio, il più celebrato in Italia e all’estero è il Carnevale di Venezia. Le sue origini sono antichissime. Come attestano documenti storici, si festeggiava già con il nome di “carnevale” nel 1094. Durante questa festa era consentito di ribaltare i ruoli: le divisioni sociali venivano abbattute grazie all’anonimato garantito dai travestimenti. A Venezia ad aprire i festeggiamenti è il suggestivo Volo dell’Angelo, seguito poi da danze, spettacoli e celebrazioni con costumi d’epoca.
Cocktail da collezione: l’Americano

Il cocktail Americano ha sempre alimentato un vivace dibattito tra gli appassionati e la sua origine è avvolta in un alone di mistero e fascino con molteplici teorie che ne delineano le radici. Alcune versioni sono ormai riconosciute come errate, ma persistono tenacemente nel folklore della mixology. Una delle tante narrazioni colloca la nascita dell’Americano subito dopo l’Unità d’Italia, frutto dell’incontro tra il Bitter Campari e il Vermouth di Torino. Tuttavia, questa teoria si scontra con il fatto che fino al 1881 il Bitter Campari era conosciuto come “Bitter all’uso di Hollandia”, rendendo improbabile questa cronologia. Una narrazione più popolare vuole che il cocktail sia nato per celebrare la vittoria del pugile italiano Primo Carnera contro l’americano John Shirley nel 1933. Tuttavia, documenti storici indicano che il nome “Americano” fosse già in uso molto prima di questa data. Chi conosce la vera storia?
La ricetta dell’Americano
Eccoli gli ingredienti:
- Campari 30 ml
- Vermouth rosso 30 ml
- Soda (una spruzzata) q.b.
- Arance ½ fetta
- Scorza di limone 1
- Ghiaccio q.b.
Uovodiseppia Milano: il ristorante Bistrot di Pino Cuttaia

Uovodiseppia, il ristorante bistrot dello chef stellato Chef Pino Cuttaia e dell’imprenditore Vittorio Borgia, è il nuovo indirizzo della ristorazione milanese da scoprire e provare. In una location elegante e raffinata nel cuore di Porta Nuova, il ristorante propone un menu, che vede al centro il mare, esprimemdo una filosofia, che esalta gli ingredienti locali e sostenibili, una cucina del territorio che promuove un ritorno alle origini.
La filosofia del ristorante? Nutrire bene le persone con semplicità, esaltando il gusto dei piatti. Non mancano proposte della tradizione italiana, dalla melanzana del giorno dopo fino agli arancini. Nel menu sono presenti molte suggestioni siciliane, ma non mancano omaggi alla cucina lombarda. Ciò che rende unica la proposta gastronomica di Ovodiseppia è la capacità dello chef siciliano di rispettare l’ingrediente, esaltandone la qualità.

