Il New York Times non ha dubbi: presto l’avocado negli Stati Uniti sarà un lusso per pochi. Scordatevi di mangiare guacamole Oltre Oceano! Ecco perchè. Vi anticipiamo che c’entra la rielezione di Donald Trump
Secondo il New York Times, l’avovado negli Stati Uniti diventerà un lusso. É, infatti, uno dei possibili effetti immediati dell’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. La ragione? I prezzi potrebbero salire notevolmente a seguito di una potenziale guerra commerciale. Il rinomato quotidiano americano lo afferma con certezza, facendo riferimento alle politiche economiche del suo primo mandato. Nel 2018, gli USA introdussero dazi su diversi paesi, tra cui Canada, Cina, Unione Europea, India, Messico e Turchia, che, a loro volta, risposero con misure contro le esportazioni americane. Di conseguenza, i prezzi dei prodotti agricoli statunitensi sono cresciuti, portando a una riduzione delle esportazioni di 27 miliardi di dollari nel 2018 e 2019.
L’avocado negli Stati Uniti diventerà un lusso per pochi

Ancor prima di essere eletto Donald Trump ha dichiarato in tv, sui social e durante i comizi l’intenzione di ricorrere di nuovo ai dazi per proteggere i prodotti americani. Le risposte non si sono fatte attendere. Come riporta il New York Times: “la presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha risposto: “Per ogni dazio, ci sarà una risposta in natura”. Solo per ricordare all’amministrazione entrante, circa due terzi delle importazioni di frutta e noci negli Stati Uniti provengono dal Messico. E quanti avocado? Il novanta per cento”. E così l’avocado negli Stati Uniti diventerà un lusso!
Un altro problema che dovrà affrontare l’economia americana sarà quello del reperimento della manodopera nell’agricoltura e nell’industria della trasformazione. Il neo eletto presidente degli Stati Uniti ha, infatti, promesso di deportare in massa migliaia di immigrati privi di documenti e di togliere lo Ius Soli.
Sarà in grado l’amministrzione federale americana di risolvere i problemi occupazionali con i sussidi? La situazione economica americana lo esclude. Come conseguenza dei dazi e della difficoltà di trovare manodopera dobbiamo, dunque, aspettarci l’aumento dei prezzi dei generi alimentari e dei ristoranti. Come la prenderanno i consumatori, che fanno ancora i conti con la crisi economica post Covid? Ricordiamo che i prezzi dei generi alimentari negli USA nel 2020 sono schizzati alle stelle.Un esempio? Secondo i dati del Bureau of Labor Statistics, i prezzi della carne bovina sono aumentati di oltre il 20% in soli tre mesi da marzo 2020.
L’agricoltura e gli immigrati negli Stati Uniti

Negli Stati Uniti per interi decenni le attività agricole si sono servite di manodopera di immigrati irregolari, sottopagati e sfruttati. Secondo il National Agricultural Workers Survey. nel 2022, circa sette lavoratori agricoli su dieci erano nati all’estero. Di questi la maggior parte godeva di visti stagionali, ma ben il 44% era privo di visti o documenti regolari.Che cosa accadrà con i primi provvedimenti contro l’immigrazione non regolare dell’amministrazione guidata da Donald Trump? Quale sarà l’effetto sulla continua ricerca di manodopera a basso costo degli agricoltori americani? Quanto tutto ciò inciderà sulle tasche degli americani? Quanto aumenteranno i prezzi? L’America sarà costretta ad importare cibo?
I dazi negli Stati Uniti che effetti avranno sull’agricoltura americana?
Il New York Times pubblica dati preoccupanti: “Dal 2019 gli Stati Uniti hanno importato più cibo di quanto ne abbiano esportato in quattro dei sei anni e si prevede che il 2024 vedrà un deficit alimentare record. La carenza di manodopera e i relativi costi hanno contribuito allo spostamento della bilancia commerciale, insieme all’andamento dei tassi di cambio (il dollaro forte rende le merci americane meno competitive all’estero) e alle tariffe”.
Donald Trump ha già dichiarato che:” imporrà tariffe del 25% su tutte le merci provenienti dal Messico e dal Canada, oltre a un’ulteriore tariffa del 10% sulle importazioni cinesi”. Gli agricoltori per superare la nuova crisi chiederanno sussidi governativi, ma il governo avrà la disponibilità economica per far fronte a richieste così onerose?
E l’Europa? La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, in una recente intervista ha esortato i governi europei a non adottare politiche vendicative e di preferire il dialogo con Donald Trump. L’obiettivo è quello di evitare una guerra commerciale. La Commissione Europra accetterà i consigli di Christine Lagarde?

