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Che estate è…se non bevi almeno un Margarita!

Il Margarita è un cocktail estivo per eccellenza. Conosci la sua versione piccante?

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Il Margarita è uno dei cocktail più amati e non lo diciamo noi ma i dati, che nel 2022 è stato messo al quarto posto tra i più bevuti al mondo dopo il Negroni, l’Old Fashioned, il Dry Martini e il Daiquiri. Quest’anno è richiestissima la versione piccante. La conosci?

Aggiornato il 9 agosto 2026

Ogni estate ha la sua tendenza nei cocktail. Dopo numerose varianti dello Spritz, quest’anno è il momento di una variante del Margarita. Una versione che vede tra gli ingredienti peperoncino jalapeño, pepe o spezie. Il Margarita piccante è fresco, acidulo, leggermente piccante ed è molto facile da fare a casa, con pochi ingredienti.

Cos’è il Margarita piccante?

È una variante del tradizionale cocktail che, ricordiamo, richiede tre ingredienti: tequila, un triplo sec fatto con buccia d’arancia dolce e amara e succo di lime appena spremuto. Nella versione piccante, il bordo del bicchiere viene coperto con Tajín, una miscela di peperoncino e lime  poi decorato con una fetta di jalapeño. Il risultato: un cocktail ricco di carattere che offre una leggera sensazione di calore in bocca. Abbastanza per ravvivare i tradizionali aperitivi estivi!

La ricetta del Margarita piccante

Ingredienti

  • 2,5 cl di Cointreau L’Unique
  • 4 cl Blanco Tequila
  • 2 ml di succo di lime fresco
  • Sale Tajin (miscela di peperoncino e sale)
  • Fetta di jalapeño fresco

Preparazione

  1. Ricoprire il bordo di un bicchiere con sale Tajin.
  2. Mettere tutti gli ingredienti in uno shaker.
  3. Aggiungere il ghiaccio e agitare finché il composto non si raffredda.
  4. Filtrare finemente .
  5. Guarnire con una fetta di jalapeño

Il Margarita e le donne

É un cocktail che ha aiutato ad infrangere un tabù. Quale? Che le donne non possano bere…almeno in pubblico! Nel 1917 fa scandalo un cocktail party organizzato a St. Louis «per la prima volta» da una giovane donna dell’alta società della cittadina, Clara Bell Walsh.

6 cocktail: Margarita, l'intramontabile

Éil preferito da Jack Kerouac, è un cocktail ma anche un after dinner di origine messicana a base di tequila, l’acquavite distillata dall’agave. L’utilizzo del tequila nei cocktail  risalirebbe al 1909, dal momento che nel ricettario “Guida Pratica del Cantinero” di Jorge Gaspari, si parla di un drink preparato con tequila, curacao e angostura. Sulla paternità del drink non vi è certezza. Ci sono ben quattro candidature da parte di barman: Francisco “Pancho” Morales, Carlos Danny Herrera, Margaret Sames e Danny Negrete.

Ma a a noi piace un’altra storia: il nome potrebbe essere frutto di una dedica a Marjorie King, un’attrice americana dei primi anni del Novecento, allergica a tutti gli alcolici, con l’eccezione di Tequila. Così un barman senza nome inventò questo drink per lei.

Per lo storico dei cocktail David Wondrich, il Margarita sarebbe legato al Brandy Daisy con la tequila in sostituzione del brandy. In un appunto del 1936 di James Graham, editore di giornali dell’Iowa, si ricorda un cocktail simile assaggiato a Tijuana. Il Cafe Royal Cocktail Book del 1937 riporta la ricetta per un Picador con la stessa ricettazione. 

Il Margarita, un cocktail femminista

Jose Cuervo realizzava  campagne pubblicitarie con lo slogan «Margarita: è più del nome di una ragazza».

Ma il Margarita ha anche una storia femminista. Le donne che sorseggiavano cocktail erano malviste, nonostante molte fossero esponenti dell’alta società conosciute per essere donne emancipate, poco inclini ad accettare il moralismo vittoriano. Queste donne, facendo scandalo, organizzavano cocktail party ma addirittura inventarono o ispirarono alcuni cocktail. Sembra che uno di questi fosse il Margarita, il drink del Cinco de Mayo, festività della comunità messicano-statunitense, che  negli Stati Uniti ha una giornata dedicata – il National Margarita Day, il 22 febbraio.

Se una leggenda, come abbiamo detto, fa risalire il nome del Margarita a Marjorie King, un’attrice americana che non beveva altro che tequila essendo allergica ad altri alcolici, altri sostengono che fosse la dedica di un cameriere di Tijuana a una affascinante ballerina, Margarita Carmen Lento, che presto tutti conobbero con il nome di Rita Hayworth.

Ma molti ritengono che il Margarita abbia una sola madrina: Margherita Sames, una donna dell’alta società americana degli anni ’40, che trascorreva le vacanze in Messico, ad Acapulco, ed era solita organizzare feste in cui offriva cocktail. Come rendere più elegante l’usanza di bere tequila dopo aver prima mangiato un pizzico di sale? Mixando una parte di Cointreau, tre parti di tequila, una parte di succo di lime, servito con una crosta di sale sul bordo del bicchiere.

Il successo del Margarita

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Il 25% dei cocktail venduti nel pianeta sono Margarita, negli Usa significa 185mila drink all’ora. Nel 2022 si è piazzato al quarto posto tra i più bevuti al mondo dopo il Negroni, l’Old Fashioned, il Dry Martini e dal Daiquiri.

La ricetta del Margarita

Ingredienti

• tequila (50%)
• Cointreau (30%)
• succo di lime fresco (20%)
• una fettina di lime
• sale

Preparazione

  1. Brinare il bordo di Coppa Margarita con del sale fino. Con una fetta di lime, strofinare il fondo del bicchiere. Versare nel mixing-glass ghiaccio, Cointreau, tequila e succo di lime.
  2. Shakerare energicamente.
  3. Con l’aiuto di uno strainer e di un passino con le maglie molto fini filtrare il cocktail dai residui di ghiaccio.
  4. Versare nella Coppa Margarita 
  5. Decorare con una fettina di lime.

La ricetta tradizionale considera una quantità di 35 ml di tequila, di 20 ml di Cointreau e di 15 ml di succo di lime fresco; la gradazione alcolica del cocktail corrisponde a circa 31,4% Vol., mentre l’apporto calorico, sempre facendo riferimento alle quantità indicate, è di circa 125 kcal. Da servire rigorosamente con il sale sul bordo del bicchiere.

Una versione…un pò diversa

Per la parte dolce si può utilizzare lo sciroppo d’agave,  miele, triple sec, liquore all’arancia o zucchero liquido.

Abbinamenti

Perfetto con tutta la cucina messicana, spiedini di gamberi alla paprika e guacamole, tacos di carne, fajitas di carne, lonza di maiale con cajun rub, spiedini di pollo alle mandorle, tri tip con rub al caffè.

 

 

 

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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