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Bloody Mary, il cocktail del giorno dopo

Un cocktail che si può bere alla sera, abbinato a diversi piatti, o il giorno dopo se nella giornata precedente si è bevuto troppo

Come preparare il Bloody Mary

Il Bloody Mary è un drink serale perfetto e appetitoso, ma è anche una soluzione perfetta se la sera precedente hai ecceduto con gli alcolici

Aggiornato il 13 agosto 2026

La rivincita del Bloody Mary

Vuoi eliminare gli effetti di una sbornia? Scegli il cocktail Bloody Mary. Raymond Carver, scrittore americano del 900, lo preferiva ai pasti! Il nome? Secondo alcuni ricorda la Regina Maria I Tudor d’Inghilterra, detta “Maria la sanguinaria”. Ma chi l’avrebbe creato? Le storie sono veramente tante. La più accreditata fa risalire la sua nascita al 1920 quando Fernand Petiot, barman al New York di Parigi, frequentato da molti americani, mixò, seguendo i consigli di un cliente, il succo di pomodoro e la Vodka. Non manca chi fa risalire l’origine alla creatività di attori: Mary Pickford o George Jessel.

Come preparare il Bloody Mary

bloody mary

La base di un cocktail che è simile al gazpacho è il succo di pomodoro, a cui si aggiunge succo di limone, gocce di Worcestershire e di tabasco. Alcuni aggiungono il rafano. Per una nota calda e rustica si può unire anche un pizzico di paprika.

Ingredienti

  • 4,5 cl Vodka ghiacciata
  • 9 cl  Succo di pomodoro
  • 1,5 cl Succo di limone
  • 2-3 Gocce di Worcestershire Sauce e di Tabasco
  • 1/2 Limone spremuto
  • Sale di sedano
  • Pepe bianco (da preferire al nero)

Preparazione

  1. Mixare gli ingredienti.
  2. Decorare con sedano o fetta di pomodoro e/o limone. Per una decorazione gourmet e per raggiungere la sapidità puoi scegliere le olive ripiene al peperone.
  3. Se vuoi una versione amalcolica non aggiungere la vodka.

L’abbinamento perfetto del Bloody Mary

Il Bloody Mary racchiude molti profili aromatici del cibo

Il Bloody Mary, ricco di umami, è un cocktail che sa esaltare il cibo e che con le ostriche, i gamberi o i frutti di mare è perfetto. Una proposta più semplice è con patate lesse condite con una vinegrette al rafano.

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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