in

Il dolce dell’Epifania: la galette des rois, un dolce francese

Un viaggio tra i dolci dell’Epifania che unisce storia, tradizione e cultura a ogni fetta

Dalla Galette des Rois francese al Roscón spagnolo, dal Bolo Rei portoghese alla Rosca de Reyes messicana, fino alla focaccia della Befana piemontese: un viaggio tra i dolci dell’Epifania che raccontano storie, riti e tradizioni condivise. Un percorso gastronomico che attraversa secoli e continenti, dove un semplice dolce dell’Epifania diventa simbolo di festa, convivialità e cultura

Articolo aggiornato il 6 /12/ 2026 – un approfondimento sui dolci dell’Epifania nel mondo

Superato il Natale e il Capodanno, ci aspetta un’altra festa: l’Epifania, che ogni festa si porta via. La festa della Befana è un momento conviviale, perfetto per condividere un ottimo dolce di grande successo in Francia, la Gallette des Rois. L’origine del dolce risale all’antica Roma, ma oggi lo si può trovare persino a New Orleans, in Louisiana, dove il 6 gennaio viene mangiato in versione viola, verde e giallo

Il dolce dell’Epifania: la galette des rois, un dolce francese

Degustiamolo senza sensi di colpa, per la dieta c’è tempo fino a…Carnevale! Pronti a conoscere la galette des rois, il dolce con un ingrediente segreto racchiuso al suo interno? La tendenza di quest’anno è servirla con una tazza di cioccolata calda. In Francia sono molto richieste anche le molte morbide brioches des rois.

Il dolce dell’Epifania francese: la storia della galette des rois

Il sapore dell’Epifania in un boccone? Un dolce francese: la galette des rois

il dolce dell'epifania: la galette des rois
Il dolce dell’Epifania francese: la storia della galette des rois

Per la cronaca, sappiate che il dolce affonda le sue origini ai tempi dell’Impero Romano. Ovviamente, come potete immaginare, siamo lontanissimi dalla pasta sfoglia leggera come l’aria di Pierre Hermé. La galette des rois più che un dolce sembrava un grosso pezzo di pane duro.

Ttto inizia a Roma con i Saturnalia, le feste di Saturno

Festa pagana celebrata nell’antica Roma in onore del dio Saturno, i Saturnalia si svolgevano dopo il solstizio d’inverno. Venivano celebrati dal 17 al 23 dicembre per commemorare l’inizio dei giorni di più luce e la fine del lavoro nei campi. Durante le feste,  agli schiavi venivano donate delle torte rotonde fatte di zucca, fichi, datteri e miele  Intorno al III secolo, si iniziò a essere a nascondere un fagiolo secco, simbolo di prosperità, all’interno del dolce. Lo schiavo che lo trovava  era libero per il resto delle festività. Le celebrazioni sovvertivano anche le norme sociali: per uno o più giorni, gli schiavi erano liberi e le persone libere diventavano schiavi.

Nel IV secolo la Chiesa trasformò tutte le feste in celebrazioni cristiane e la tradizione dei Saturnalia piano piano fu persa. E con essa il dolce simile alle Galette des rois, che riapparve successivamente per celebrare l’Epifania del Bambino Gesù il 6 gennaio.

In Francia c’è la Galette des Rois

In Francia, il dolce simbolo dell’Epifania è la Galette des Rois, una preparazione tradizionale consumata il 6 gennaio e durante tutto il mese. La galette è realizzata con pasta sfoglia e un ricco ripieno di frangipane, una crema a base di mandorle, burro, uova e zucchero. La sua superficie dorata e decorata richiama la forma di una corona reale, in omaggio ai Re Magi.

Come in molte tradizioni legate all’Epifania, anche nella Galette des Rois viene nascosta una fève, originariamente un semplice fagiolo secco e oggi una piccola statuina in porcellana o ceramica, spesso da collezione. Chi trova la fève nella propria fetta viene incoronato re o regina della giornata e indossa una corona di carta dorata, seguendo un rituale conviviale molto sentito nelle famiglie francesi.

In Spagna c’è il roscón 

In Spagna, il roscón fu introdotto dalla corte di Filippo V, il primo re Borbone di Spagna. Fu introdotto un premio e una penalità simbolica legata al fagiolo. L’espressione “tontolaba” divenne popolare per riferirsi a chi lo trovava, poiché doveva pagare il roscón o inventare un gioco. Poco a poco, e grazie alla moda della gastronomia francese, divenne undolce natalizio iconico.

Il roscón è realizzato con un impasto dolce, è simile a un panino, disposto in forma circolare. È decorato con frutta caramellata o candita, zucchero e mandorle. Il roscón tradizionale non ha ripieno, ma dalla fine del ventesimo secolo viene servito con crema, tartufo o marzapane. All’interno è nascosto un fagiolo secco e la statuetta di un re, sia in ceramica che in plastica. Chi trova il fagiolo paga il roscón, e chi la trova viene incoronato re o regina e la tradizione ordina che venga incoronato con una corona di cartone.

In Portogallo c’è il Bolo Rei 

Simile al roscón de Reyes spagnolo, il Bolo Rei portoghese è un dolce tradizionale dell’Epifania preparato con un impasto soffice che ricorda quello del pan brioche. Ha una caratteristica forma circolare ed è decorato con frutti canditi, simbolo delle gemme di una corona reale. A differenza della versione spagnola, nell’impasto viene spesso aggiunto vino di Porto, che ne arricchisce il profumo e il sapore.

Come nel roscón, anche nel Bolo Rei viene nascosto un fagiolo secco: chi lo trova diventa simbolicamente “re” della giornata e, secondo la tradizione, dovrà acquistare lo stesso dolce l’anno successivo. Il Bolo Rei non si consuma solo il 6 gennaio, ma accompagna le tavole portoghesi per tutta la durata delle festività natalizie.

Il Bolo Rei fu introdotto in Portogallo alla fine del XIX secolo, quando il Paese era ancora una monarchia. Con l’abolizione della monarchia nel 1910, il dolce rischiò di scomparire a causa del suo nome legato alla regalità. Tuttavia, la tradizione resistette e sia il nome sia la ricetta originale vennero mantenuti, diventando un simbolo della cucina natalizia portoghese.

In Messico c’è il Rosca de Reyes

Con la colonizzazione dell’America nel XVI secolo, la tradizione del roscón si diffuse in diversi Paesi dell’America Latina, tra cui Perù, Colombia, Guatemala, Ecuador e Messico, adattandosi agli ingredienti locali. In Messico, la Rosca de Reyes è uno dei dolci più rappresentativi dell’Epifania. L’impasto è simile a quello del roscón spagnolo, ma la decorazione varia e include ingredienti come miele, datteri, fichi e, tradizionalmente, acitrón, la polpa candita del cactus biznaga.

Dal 2010, tuttavia, l’uso e la commercializzazione dell’acitrón sono stati vietati per proteggere questa specie endemica a rischio, portando a varianti più sostenibili della ricetta. All’interno della Rosca de Reyes viene nascosta una statuina in plastica che rappresenta fortuna e prosperità: chi la trova dovrà offrire la rosca successiva o organizzare la festa della Candelora o del Giovedì Grasso, secondo la tradizione.

E in Italia?

In Piemonte il 6 gennaio si celebra l’Epifania con un dolce tradizionale simile alla Galette des Rois: la focaccia della Befana. Il nome richiama la figura folkloristica della Befana, l’anziana che, secondo la leggenda, vola su una scopa e porta doni ai bambini buoni e carbone a quelli meno obbedienti. Questo dolce tipico piemontese viene preparato con ingredienti semplici e genuini come farina, uova, burro e latte, facilmente reperibili nelle case contadine di un tempo. La focaccia della Befana ha una consistenza soffice, simile a una torta di Spagna, e un impasto che ricorda quello della brioche, rendendola perfetta per la colazione o la merenda dell’Epifania.

La Galette des Rois è anche un gioco

storia della galette des rois

Il dolce non è solo un dessert, è anche un gioco. Il più anziano a tavola taglia la Galette in tante fette quanti sono gli ospiti, mentre il più piccolo si nasconde sotto il tavolo e decide a chi spettano. Solo colui o colei che trovano la fève viene eletto re o regina della giornata e può indossare la corona venduta con il dolce.

La rosca è accompagnata da cioccolata calda o atole, una bevanda di origine preispanica ottenuta cuocendo mais in acqua o latte. All’interno del roscón si trovano figurine nascoste del Bambino Gesù, simbolo del bambino che doveva essere nascosto e protetto dal massacro di Erode.

In Messico, il diner che trova la statuina del bambino diventa il suo padrino e deve prendersene cura fino al giorno della Candela, il 2 febbraio. Inoltre, il padrino deve organizzare una festa, la Tamaliza, dove si mangiano tamales e atole.

King Cake negli Stati Uniti

A New Orleans, una città nello stato della Louisiana, Stati Uniti, si mangia la torta King. Questa variante del roscón, strettamente legata all’eredità francese della città, viene consumata dal 6 gennaio al Martedì Grasso.

La tradizionale King Cake è fatta di cinnamon roll, o cinnamon roll, a forma circolare. È ricoperto di zucchero a vela, solitamente viola per la giustizia, verde per la fede e oro per il potere. Di solito è ripiena di formaggio cremoso, praline, cannella o marmellate.

Il trucco per trovare la “feve” nella galette des rois, il dolce dell’Epifania

Condividere i dolci all’ Epifania è una delle tradizioni più radicate in Italia, Francia e Europa

Diciamo la verità, tanto Natale è già dimenticato e non dobbiamo essere per forza buoni, chi non ama indossare la corona, almeno per un giorno? Molti, dimenticando le regole del bon ton, prima del taglio cercano di capire dove si nasconde la feve.

C’è chi cerca di sollevare la “crosta” dorata, chi cerca di capire dal peso dove si nasconde il prezioso fagiolo. Forse non lo sapete ma molti pasticceri indicano sotto il dolce dove si trova la feve, con una piccola traccia come un punto o una croce visibile. Quindi divete solo guardare con circospezione sotto la torta e assicurarvi di essere voi a tagliare e distribuire le fette.

In effetti il segno è sempre stato anche un modo di essere sicuri di dare a un bimbo la fetta con il fagiolo. Lo si manda sotto il tavolo proprio per essere certi che non si accoga del trucco. Rimane una domanda famelica: è meglio avere la feve o la fetta più grande?

Dove comprare la galette des rois a Milano

A milano la troviamo da Egalité di Thierry Roy è dalla pasticceria Pavé che propone una versione rivisitata, con confettura di albicocche e  mandorle in superficie.

…a proposito di Pierre Hermè: il nuovo libro “Dictionnaire amoureux de la pâtisserie” (Dizionario amoroso della pasticceria)

dolce pierre hermè
Un dolce al cioccolato di Pierre Hermè, che pubblica in Francia un dizionario di pasticceria

Il grande maestro pasticciere francese ci ha messo tre anni per completare il “Dictionnaire amoureux dela pâtisserie” scritto con con la giornalista Julie Andrieu, che ha raccolto oltre 120 parole, tra cui alcune ovvie come zucchero, farina e cioccolato, ma altre meno come la voce Giappone. Pierre Hermé in diverse interviste ricorda il terrore di dimenticarsi di una parola importante. Ricorda ancora con terrore che stava dimenticandosi di riportare la parola ganache!

Il grande pasticciere francese, testimonial dell’azienda Valhrona, è noto in tutto il mondo, in particolare, per le sue creazioni al cioccolato. Non solo, ha sempre mostrato grande attemzione alle suggestioni dolciarie giapponesi. In Giappone, dovei la pasticceria francese è apprezzata fin dalla fine degli anni ’50.,Pierre Hermè ha aperto nel 1997 la sua prima boutique dolce al New Otani Hotel di Tokyo. Nel paese del Sol Levante biscotti di pasta frolla, torte e macaron sono apprezzati come regalo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

le ricette del vin brulé: da quella tradizionale a quella gourmet

Le ricette del vin brulé: dal classico all’insolito

benefici dei cibi fermentati

Quali sono i benefici dei cibi fermentati?