Cibo e cultura: 10 libri da regalare scelti in base a quei gusti che a tavola ci fanno impazzire

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Cibo e cultura, la parola d’ordine di Famelici. Per Natale vi abbiamo consigliato diverse ricette, offerto qualche spunto culturale. Un’anteprima? Per la settimana natalizia aspettatevi un’intera pagina dedicata all’arte. Per i ritardatari dei regali natalizi ecco una short list di libri o di autori al sapore di…cucina. Naturalmente i suggerimenti valgono per regali, autoregali, letture e riletture.

Haruki Murakami: per chi ama la cucina giapponese…soprattutto quando è fusion!

Storie tra sogno e realtà, tra Oriente ed Occidente. L’autore giapponese, amato dai runner e con un passato da barista, scrive spesso di cibo. La grande arte di Haruki Murakami  è rappresentare la bellezza attraverso la descrizione di piccoli gesti quotidiani, capaci di provocare emozioni, ora piacevoli, ora dolorose. Tra questi gesti non mancano continui riferimenti all’enogastronomia. L’autore perfetto per chi aspira a costruirsi un piccolo mondo dove eros e innocenza famelicamente si divorano a vicenda.

Virginia Woolf: una scrittrice senza tempo

Natale è la festa giusta per regalare i grandi classici, quei libri che hanno superato il giudizio del tempo. Il cibo per le donne, da sempre, non è solo sinonimo di nutrizione. Per molte è stato strumento di ribellione, di espressione creativa, di potere. In Virginia Woolf il cibo rappresenta l’aspirazione a raggiungere la possibilità di sapersi godere la vita. I suoi libri sono tutti da rileggere per riflettere, per fare emergere tutte le ragioni del nostro svilimento, per poi tornare al mondo più forti.

“Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi: ritornare a sperare nel futuro

Concludere il 2017 con la lettura di un libro come “Sostiene Pereira” significa compiere un atto di speranza. Sempre, anche quando non ci credi più, puoi conquistare una presa di coscienza politica ed esistenziale del valore del futuro. In questi anni intere generazioni si sentono come Pereira prima dell’incontro con il giovane Monteiro Rossi. A proposito, se qualcuno di voi lo incontra…me lo fa conoscere?

“Bread is gold” di Massimo Bottura and friends: per chi ama cucinare

Famelici non può permettersi di non segnalare almeno un libro di ricette. Tra i tanti editi quest’anno, in questa short list vi segnalol’ultima fatica di Massimo Bottura, un libro scritto con Daniel Humm, Mario Batali, René Redzepi, Virgilio Martínez e altri chef gourmet. Un ricettario che sa di rivolgersi a chi cucina tra le mura domestiche, a chi può avere difficoltà a trovare ingredienti “fuori mercato” e a chi è consapevole che cucinare è anche un gesto etico. Dunque, ricette anti-spreco.

Amélie Nothomb: fame di cultura

Una scrittrice da continuare a leggere. É la dimostrazione che si può parlare di cibo e cultura, soprattutto quando diventano metafora di altri desideri: amore, bellezza, avventure. Amélie Nothomb è anche la testimonianza di come si possa sconfiggere l’anoressia cibandosi di parole, trasformando il corpo in carta. Quella della scrittrice belga è la storia di una fame che non può sopirsi: ogni appetito ne richiama un altro. É il racconto di una marcia trionfale di una donna che ha compreso che la fame è quell’aspirazione che ti porta a implorare, che laddove sembra non esserci niente ci sia qualcosa.

“Afrodita” di Isabel Allende: eros e cibo

L’ho ritrovato in libreria, ho scoperto tracce di una vecchia lettura, qualche appunto a matita sul margine delle pagine. Quando penso all’America Latina, mi sovviene il legame dei romanzieri con il cibo. Per Isabel Allende “Nel cibo il linguaggio è afrodisiaco”, parlarne  è stimolare i cinque sensi, è assaporare il gusto della vita. Il cibo come l’erotismo entra negli occhi, nelle narici, nelle carezze, nei gemiti e sulle labbra. Ne sanno qualcosa le donne: i più grandi amanti sono coloro che usano le parole come afrodisiaci!

“Alla ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust:  cibo e ricordi

Natale, vacanze, forse più tempo libero. Perché non rileggere un “voluminoso” classico come “Alla ricerca del tempo perduto?”. Chi non ricorda il potere delle madeleine? Proust ci racconta come un alimento, i suoi profumi, i suoi colori, possano fare emergere frammenti di vita dimenticati ma capaci di spingerci a compiere un’indagine introspettiva. Un sapore o un profumo possono farci perdere in un mare di pensieri, di emozioni e di memorie che ci aiutano a costruire la nostra identità.

Alda Merini: “riempio spesso di cibo la bocca per non parlare”

Alda Merini, la grande poetessa del Novecento, offre emozioni che non hanno bisogno di spiegazioni, perché toccano il cuore. E allora lasciamo parlare i suoi versi: “Dio della pace, quanto cibo ormai / io Ti ho offerto negli anni! Dammi un segno / di probabile quiete».  ” E mentre gli uomini mangiano cibo e sesso congiunti, il dolore atterra su queste crapule e diventa una sterminata pianura entro cui cade la voce dell’uomo Dio. Ecco la Terra santa, ecco il deserto della fede, ecco lo strapiombo della luce, perché il Verbo, la parola, la poesia, e persino gli angeli e persino le mosche, nascono unicamente da quella terra tragica e possente che è il dolore dell’uomo”.

“Ricette immorali” di Manuel Vàzquez Montalbàn: mangiare bene equivale a saper comunicare

Lo ammetto, me lo hanno regalato, non l’ho letto subito, ho pensato: il solito ricettario. Mi sono ricreduta. Le ricette sono una scusa per parlare di sesso e di relazioni. A ogni ricetta è accostato un rapporto amoroso. Tanti i piatti descritti a seconda del tipo di partner scelto: per la bionda con il culo grosso, per lo stewart, per il borghese adultero, per la ragazza ecologista…Un libro da regalare come antidoto all’ondata di conservatorismo in un’epoca in cui un Presidente proibisce l’uso di parole come feto, transessuale, diversità nei documenti della Sanità.

“Satyrycon” di Petronio Arbitro: cibo e potere

Concludo la mia short list con una dedica personale. Pensando alla collega e amica “famelica” Daniela Ferrando, vi consiglio un libro di un autore latino, Petronio. Questi, attraverso la descrizione dei banchetti romani, esprime una caratteristica del cibo spesso sottovalutata, la sua natura legata al potere. Non solo: il rapporto potere/morte. É proprio la paura della morte a stimolare il desiderio di ricchezza, o meglio di abbondanza.

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Leggere Amélie Nothomb attraverso il cibo: “Biografia della fame” oltre al mangiare la ricerca della propria identità

Si può raccontare la propria vita attraverso il desiderio, la fame di cibo e cultura? Sì, soprattutto quando questa diventa metafora di altri desideri: amore, bellezza, avventure. Il romanzo autobiografico "Biografia della fame" della scrittrice belga Amélie Nothomb è una testimonianza di come sconfiggere l'anoressia cibandosi di parole, trasformando il corpo in carta. Il libro pubblicato nel 2004 è un romanzo senza tempo che vale la pena...Leggere Amélie Nothomb attraverso il cibo: “Biografia della fame” oltre al mangiare la ricerca della propria identità ultima modifica: 2017-10-22T23:24:12+00:00 da Monica Viani


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