La biorivoluzione è vicina e passa attraverso il piatto

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Famelici aderisce all’Earth Day, perchè cibo è cultura! Con un’offerta in costante crescita, il cibo biologico è ormai una realtà che coinvolge numerosi consumatori. Un fenomeno non solo italiano. Se entriamo in un qualsiasi supermercato, ci accorgiamo che numerosi scaffali sono dedicati alla promozione e alla vendita di prodotti biologici. Quanto diventerà importante nel futuro questo settore? Lo sarà solo dal punto di vista economico o investirà anche aspetti etici e sociali? Assisteremo a una biorivoluzione gentile? Ridefiniremo il ruolo del cibo nella nostra dieta?

La biorivoluzione è vicina e passa attraverso il piatto…e il carrello della spesa

Troppo grasso”, “troppo sale, “troppo zucchero”, “troppi additivi”, “troppi pesticidi”…Ecco alcune espressioni che popolano diversi talk show, dibattiti o semplici conversazioni quotidiane. Tutto questo mette in discussione il nostro modo di mangiare. Di certo è aumentata la nostra attenzione che rivolgiamo a quello che mettiamo nel piatto. Secondo l’ultimo rapporto Fipe, il 97% degli italiani sa che è importante ciò che mangiamo. Nonostante questo solo il 53% degli intervistati dichiara di consumare verdure e ortaggi quotidianamente. Per il biologico l’anno del boom è stato il 2017: +15% rispetto al 2016 e +153% sul 2008. I dati di Nomisma ottenuti incrociando le vendite realizzate nel 2018 nella Gdo e nel canale specializzato in tutta Italia ci dicono che la prima colazione è sempre più bio. Nel 2018 le vendite dell’intero comparto bio superano infatti i 3,5 miliardi di euro, con una crescita dell’8%. Nella Gdo il bio rappresenta circa il 45% del totale, con un tasso di crescita del 14%.

Al di là degli acquisti, aumenta il numero dei consumatori che prestano attenzione alla lettura delle etichette, così come all’introduzione nella dieta settimanale di una giornata senza carne o pesce. “Star” di tutto il mondo, da Isabelle Adjani a Juliette Binoche, invitano a prestare attenzione a ciò che si mangia per preservare la propria salute e quella del Pianeta. Tutto ciò non basta, il cammino è lungo, ma ormai è un tema dibattuto. L’importanza di fare fronte alla deforestazione o alla perdita della biodiversità, come l’attenzione ai problemi di salute generati dall’obesità o del diabete, sono temi che non possono più essere elusi.

Conosci ciò che mangi per sapere chi sei

Secondo una recente indagine Nomisma emerge che nel 2019 il 25% degli italiani si dice sicuro di spendere di più nell’acquisto di prodotti a base di farina integrale, il 21% nei tradizionali e il 19% nei bio salutistici. Rallentano  i consumi per i prodotti ‘veg’, per i senza glutine e lattosio e per i senza sale. Secondo un sondaggio Swg il 16% degli italiani acquista sempre o spesso biologico e il 54% qualche volta. Se il biologico non ha ancora conquistato posizioni di vendita altissime, è dovuto al fatto che tali prodotti sono considerati eccessivamente costosi. Non dimentichiamo poi che molti consumatori nutrono dubbi sulla veridicità del termine “biologico”.

biorivoluzione in nome di salute e rispetto del pianeta

Il desiderio di mangiare bene e sano non è una novità. Da Ippocrate – “del tuo cibo farai le tue medicine” – a oggi tutti vogliono sapere che cosa c’è nel piatto. Al di là del gusto e della salute, il cibo è anche un modo per sapere chi sei. Sono tantissime le diete, come quella vegana o crudista, protagoniste di una scelta etica che guida gli stili di vita.

Il biologico, a quale prezzo?

La nostra aspettativa di vita cresce senza sosta. E per vivere a lungo e in salute occorre prestare attenzione all’alimentazione. Sorge a questo punto spontanea una domanda: per mangiare sano occorre avere una certa disponibilità economica? Ritorna il tema della povertà e della ricchezza. Non tutti però sono d’accordo nel ritenere la green economy un lusso. C’è chi crede che si tratti di cambiare le regole del mercato. Chiariamo subito un punto importante: deve cambiare anche l’atteggiamento del consumatore. Mangiare è un atto agricolo, fare la spesa è un atto politico. Più che il reddito sembra più importante la consapevolezza culturale.

Come sostenere un’economia green? Acquistando dai piccoli produttori. Non è impossibile. In un recente viaggio in Abruzzo, ho conosciuto Maria José Moraza, titolare con il compagno Maurizio della Fattoria Gioia a Valviano e tra le ideatrici del Mit, una comunità di donne e di uomini liberi, che credono possibile un modello di sviluppo economico diverso, basato su un concetto di agricoltura e allevamento opposto a quello intensivo. L’ho interpellata per chiedere come fare a promuovere un’economia rispettosa dell’ambiente. “Primo presupposto metterci impegno. Per sostenere un’economia attenta al territorio  e ai suoi abitanti occorre mettere a disposizione parte del proprio tempo per informarsi. Perchè farlo? Per sostenere i piccoli produttori e le comunità. Come farlo? Frequentando gli autentici mercati contadini agroecologici e avvalendosi dei GAS (gruppi d’acquisto solidali). Una modalità di acquisto che contribuisce a socializzare, a creare rete tra produttori e consumatori, a conoscere la storia dei prodotti che mangiamo, a risparmiare e a non sprecare. L’acquisto presso piccole realtà produttive consente a comunità destinate a essere abbandonate di vivere e di trasmettere la cultura contadina. É un aiuto concreto all’ economia familiare, tanto che oggi si comincia a parlare dell’importanza economica e sociale dell’agricoltura familiare. Non sottovalutiamo poi il sostegno morale, soprattutto nel momento in cui le comunità sono colpite da calamità naturali. Gli scambi consapevoli aiuta a ottenere finanziamenti statali, soprattutto relativamente alle infrastrutture. Lo posso dire in prima persona, la rete di sostenitori di Fattoria Gioia ha contribuito al ripristino della strada che ci permette di collegarci con i centri più grandi“.

Come mi racconta Gigi Scarone, Presidente di Gallura Turismo, conosciuto in un recente press tour alla scoperta della Gallura dell’entroterra (di cui vi parlerò presto con Daniela Ferrando): ” il territorio per mantenere la sua autenticità deve essere rispettato e promosso attraverso quel turismo esperienziale, che assicura una buona possibilità di crescita economica in armonia con l’ambiente e rispettosa della cultura degli abitanti. Non bisogna inseguire il turista alla ricerca di qualche souvenir e di foto da condividere solo per dire “io esisto”. Esperienza significa emozioni, ricerca di tracce culturali, di rispetto di un territorio che non deve né trasformarsi in museo né essere depredato. Living culture è ciò che può combinare rispetto della cultura autoctona, della Terra e dell’economia sana. Senza dimenticare l’importanza del recupero dell’agricoltura, della pastorizia e di quell’economia rurale che è alla base della cultura di molte regioni italiane”.

A tal proposito ricordiamo che nove su dieci delle 570 milioni di aziende agricole esistenti al mondo sono gestite da famiglie, rendendo quella familiare la forma prevalente di agricoltura, e di conseguenza anche un fattore potenzialmente cruciale di cambiamento verso il raggiungimento della sicurezza alimentare e dell’eliminazione della fame. La FAO, per sensibilizzare l’opinione pubblica, promuove la Giornata mondiale dell’alimentazione (16 ottobre) e le Nazioni Unite il Decennio sull’agricoltura familiare (2019-2028).

La Generazione Z a tavola

biorivoluzione

Prima di tutto chi è la Generazione Z? La Generazione Z o Centennials o iGen o Post-Millennials o Plurals identifica le persone nate dopo i Millennials, ovvero chi è nato tra il 1997 fino al 2010.

Secondo la ricerca dell’Osservatorio PwC, il 78% della Generazione Z è attento al binomio cibo/qualità. Preferiscono acquistare prodotti sostenibili (37%), sono curiosi nei confronti della dieta vegetariana, disposti a rinunciare o a diminuire il consumo di carne.

Che la Generazione Z cominci ad influenzare le scelte dei colossi della ristorazione, ce lo conferma la scelta di McDonald’s. Addio pollo, benvenute verdure con i McNuggets vegani! Per ora solo in Norvegia, dove sono già proposti hamburger vegetariani. Qui si possono trovare patate con ceci, cipolle, broccoli, carote e mais, fiocchi di riso, impanate e fritte per renderle croccanti.

22 Aprile: Earth Day

In tutto il mondo il 22 aprile si celebra la Giornata della Terra per ricordarci che la terra non è un nostro possesso, così come la abbiamo ricevuta in dono dalle generazioni che ci hanno precedute, così abbiamo il dovere di regalarla alle generazioni future. Il più possibile vivibile!

É stata istituita nel 1970 su iniziativa di Gaylord Nelson, senatore del Wisconsin. Sono coinvolti 172 Paesi con manifestazioni dedicate alla salvaguardia dell’ambiente. Famelici aderisce perchè chi non rispetta la Terra non ha capito che da essa dipendiamo e che le dobbiamo amore e rispetto! Solo dopo aver fatto proprio questo concetto, si può parlare di cibo e cultura!

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