In Umbria la Pasqua inizia a tavola con una colazione ricca di simboli e sapori della tradizione. Tra salumi, torta al formaggio, uova e specialità locali, non può mancare la Ciaramicola, il celebre dolce perugino all’alchermes. Un viaggio nella cultura gastronomica umbra tra storia, ricette e antiche usanze.
Un nuovo appuntamento: istantanee #foodcultural di colazioni in Italia e nel mondo.
La colazione pasquale umbra non è una prima colazione. In realtà, è una seconda (senza essere il pranzo). Infatti la prima, quella colazione fatta appena svegli, è frugale. Poi si va a messa per i riti pasquali. Ed è al ritorno da questi che si apparecchia e si consuma una colazione rinforzata, dopo. Dolce e salata. Benedetta e desiderata. Tradizionale e tipica umbra, ma carica di simboli più universali – della Passione, della Resurrezione, dei luoghi e della stagione.
La colazione pasquale umbra

A tavola ci sono, variabilmente:
- Capocollo, che a seconda della zone si chiama anche scammarita o scalmarita.
- Salame nostrano.
I salumi sono un sapido reincontro con la carne, dopo l’astinenza della Quaresima. Ma la carne richiama la Passione e riporta anche al sacrificio. - Frittata di asparagi, ortaggio di primavera – verde tenue, come la natura che si risveglia.
- Uova sode. L’uovo, oggetto perfetto e simbolo della Resurrezione per eccellenza. Immancabile, ma anche strumento di una disfida a colpi di guscio. Ci si scontra tra amici e parenti e il trofeo sono le uova rotte degli avversari che ci si porta a casa per condividerle in famiglia.
- Pane fatto in casa, primario alimento, simbolo di Gesù come pane di vita.
- Torta pasquale, salata, al formaggio e di salumi, tipica della zona di Terni e nota con altri nomi – crescia, per esempio – in altre aree regionali.
Il dolce dell’Umbria che non puà mancare a colazione
E dolci! Torta dolce, speziata e punteggiata di canditi, e la Ciaramicola, una ciambella attorcigliata, imbevuta di Alchermes, ricoperta di glassa bianca e di confettini multicolore. Rosso e bianco, i colori dell’Alchermes e dela meringa, sono anche gli stessi della città di Perugia.
La ricetta della Ciaramicola

Si tratta di una soffice ciambella dal caratteristico colore rosso, ottenuto grazie all’alchermes, ricoperta da una golosa meringa bianca e confettini colorati.
Ingredienti
Per l’impasto
- 500 g di farina 00
- 200 g di zucchero
- 100 g di burro morbido
- 4 uova
- 100 ml di alchermes
- 100 ml di latte
- 1 bustina di lievito per dolci (16 g)
- Scorza grattugiata di 1 limone non trattato
- Un pizzico di sale
Per la meringa
- 2 albumi
- 100 g di zucchero a velo
Per decorare
- Confettini colorati (tradizionalmente rossi, bianchi e verdi)
Preparazione
- Preriscalda il forno a 180°C.
- Monta il burro con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso.
- Aggiungi le uova una alla volta continuando a mescolare.
- Unisci la scorza di limone e l’alchermes.
- Incorpora la farina setacciata con il lievito, alternandola al latte.
- Versa l’impasto in uno stampo a ciambella imburrato e infarinato.
- Cuoci per circa 35-40 minuti. Verifica la cottura con uno stecchino.
- Lascia raffreddare completamente il dolce.
Preparare la meringa
- Monta gli albumi a neve ben ferma.
- Aggiungi gradualmente lo zucchero a velo fino a ottenere una meringa lucida e compatta.
- Distribuisci la meringa sulla superficie della ciaramicola.
- Decora con i confettini colorati.
Finitura
Inforna nuovamente a 100-120°C per circa 10 minuti, giusto il tempo di asciugare leggermente la meringa senza farla colorire.
Consigli per una Ciaramicola perfetta
- Per una versione ancora più tradizionale, utilizza un alchermes di buona qualità.
- La ciaramicola si conserva morbida per 2-3 giorni sotto una campana per dolci.
- Servila a colazione, a merenda o come dessert delle festività pasquali.
Commento famelico: la colazione umbra per tutti i giorni
Molte di queste specialità umbre, anzi tutte, si trovano non solo a Pasqua ma tutto l’anno nelle belle città e nei borghi di questa regione di cammini, di arte, di musica, di paesaggi incomparabili.
Da programmare, un viaggio in Umbria.

