in

5 vini rossi da bere anche in estate

Si dice che il vino bianco sia la scelta giusta per l’estate, ma ne siamo sicuri? In realtà si possono scegliere anche vini rossi. Te ne proponiamo cinque che troviamo particolarmente adatti ad accompagnare piatti estivi.

Vini rossi da bere anche in estate? Oltre ai bianchi, si possono scegliere dei vini rossi in base a ciò che si mangia. Ecco 5 vini rossi estivi

I luoghi comuni sono difficili da morire. Molti credono che il vino rosso non si addica all’estate e al gran caldo, Si ritiene che il clima torrido non aiuti ad apprezzare il carico di tannini. Il calore delle temperature altererebbe il sapore, facendo scomparire o diminuendo l’aromaticità. In realtà è una generalizzazione che altera la verità. Esistono rossi poco corposi e, per la loro freschezza, adatti ad essere abbinati ai piatti estivi, in genere più leggeri di quelli invernali. Un vino rosso può ben adattarsi anche ad essere servito come aperitivo accompagnato da finger food. Così Famelici ti propone 5 vini rossi da bere in estate.

5 vini rossi da bere in estate

Lambrusco, il vino dell’estate

vino da bere in estate Lambrusco brut ceci

Il Lambrusco, un tempo considerato il vino dei contadini, assai apprezzato dagli americani negli anni 70, è la risposta più semplice per chi cerca un vino rosso fresco ma mai banale. Un’unica avvertenza: va tenuto in fresco e stappato quando lo si condivide con gli ospiti. Ha un grande pregio: è versatile negli abbinamenti. Dal gusto piacevole, con poco tannino e una bassa gradazione alcolica, accompagna soprattutto i piatti della cucina emiliana, ma anche i formaggi stagionati Un consiglio famelico? Provatelo nella versione brut.

Il Lambrusco Spumante Brut Ceci rilegge le linee guida originali di Bruno Ceci con carattere e passione. Un vino rosso con una schiuma fine e brillante con un’etichetta che, grazie al tratto di Riccardo Guasco, diventa evocativa e raffinata. Dal colore rosso rubino, compatto e con lieve perlage, presenta sentori di di marasca, ciliegia, prugna e frutti di bosco, con una nota speziata e balsamica. La presenza tannica non è evidente, risulta essere un vino fresco e con una piacevole sapidità.

Primitivo, il vino di una delle regioni più amate

leone de castris primitivo di manduria

Il successo della Puglia ha portato alla ribalta il Primitivo. Avvolgente, rotondo, gradevole con sentori che richiamano le confetture di ciliegia, amarena e frutti di bosco, corposo e vellutato si presta ad essere abbinato con risotti, formaggi stagionati, carne alla griglia o selvaggina. La sua gradazione alcolica lo rende una perfetta scelta per un aperitivo al tramonto o per accompagnare una cena gourmet. Un consiglio famelico? Un Primitivo di Manduria.

Il Villa Santera Primitivo Manduria Doc della Cantina Leone De Castris alla vista si presenta rosso scuro, quasi violaceo. Al naso rivela un profumo ricco di note fruttate di prugna e visciole ma anche speziato di zenzero e vaniglia. In bocca è caldo, pieno e vellutato.

Roccese, il vino che pochi conoscono

roccese

Il Roccese è considerato dagli enologi il “papà” del Rossese, un vino che rappresenta al meglio la viticoltura dell’estremo Ponente Ligure. La sua particolarità è quella di crescere tra le rocce e le piante officinali. Proprio il rosmarino, la salvia, il finocchio selvatico e le piante officinali gli conferiscono quell’aroma che lo rende unico. Dal colore rosso rubino, presenta un sapore intenso, che ti permette di “assaporare” il gusto di vigne che crescono su ripidi terrazzamenti. Le radici delle viti conquistano spazio sottraendolo alle rocce, accontentandosi di poca acqua. Il metodo di coltivazione è antichissimo: risale al 1200. Garantisce un ottimo abbinamento con carni rosse, formaggi stagionati e piatti liguri come carne di coniglio e lo stoccafisso. Un consiglio famelico? Il roccese “A Trincea” prodotto a Airole.

Il Roccese Rosso, vinificato in botti d’acciaio per 12 mesi, è di un bel colore rosso rubino, con forti sentori di erbe aromatiche e piante officinali. Presenta tannini ben levigati. Vino equilibrato, è intenso e molto persistente

Pinot Nero, la scelta per chi non vuole rischiare

pinot nero giannitessari

Un vino elegante, con sentori speziati e di frutta rossa, ha una gradazione alcolica ridotta e una elevata acidità, il Pinot Nero è un’ottima proposta per un aperitivo o una cena estiva. L’abbinamento perfetto è con un pollo marinato all’agrume, piatti con le melanzane, salmone, baccalà o formaggi stagionati. Un consiglio famelico? Il Pinot Noir Veneto Rosso IGT di GianniTessari.

Il Pinot Noir Veneto Rosso IGT di GianniTessari è un vino rosso veneto giovane, elegante, di grande equilibrio, vinificato in acciaio e maturato brevemente in botti grandi di rovere. Presenta sfumature floreali, e speziate, sentori di ciliegie e piccoli frutti rossi. Offre un sorso rotondo, fruttato, fresco, piacevole e armonico,

Merlot e Cabernet Sauvignon, l’alternativa più corposa

brentino maculan 2020 46781

É estate, ma non per questo non vuoi rinunciare ad un vino rosso che presenti un po’ di corposità? Allora un Merlot e Cabernet Sauvignon è la scelta giusta. Se il Merlot regala ricchezza di colore, tannini eleganti, gusto morbido e rotondo, il Cabernet Sauvignon dà corpo e struttura. Si tratta di vini intensi e con sentori profumati complessi che richiamano ribes, mirtilli, prugne. Si abbinano soprattutto con piatti di carne, tra cui le grigliate. Un consiglio famelico? La proposta di Maculan, il Brentino.

Il Brentino di Maculan è un vino a taglio bordolese dell’area veneta di Breganze, in provincia di Vicenza. Affina per 12 mesi in vasche d’acciaio e in barrique di rovere francese. Presenta un bouquet aromatico con sentori di ciliegie, prugne, spezie orientali e vaniglia. Si tratta di un vino di medio corpo, il cui sorso è avvolgente, con una trama tannica fine. Un vino davvero equilibrato.

Ecco i nostri 5 vini rossi da bere in estate!

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

"Conversazioni dopo un funerale"

“Conversazioni dopo un funerale” e la strategia del porro. Storia di 3 fratelli

Il gelato di Riccardo Barbarossa

Il gelato di Riccardo Barbarossa racconta la Sardegna