Il racconto di una giornata particolare: la vendemmia di un grande classico senza tempo, il vino Fratta. Un taglio bordolese, prodotto dal 1977, dall’azienda Maculan di Breganze (Vi).

“Nel 1977, oltre quarant’anni fa, volevo fare un grande vino che portasse il nome della vigna come avevo visto fare in Borgogna e a Bordeaux” racconta Fausto Maculan, l’imprenditore del vino che ha portato al successo il Torcolato, il vino dolce di Breganze, e il Fratta, uno tra i più importanti vini prodotti dall’azienda Maculan.
“Il terreno vulcanico permetteva di fare un vino molto buono e io desideravo produrre un grande Cabernet, che fosse espressione della realizzazione del sogno di un giovane enologo. Volevo produrre un vino elegante, moderno e classico nello stesso tempo. Un vino che fosse considerato il signore dei Bordolesi”, confessa Fausto, mentre ci dirigiamo verso i filari nel vigneto Fratta, scelti per farmi diventare raccoglitrice d’uva per un giorno.

La realizzazione di un sogno: la vendemmia di Fratta
“Per realizzare il mio sogno – continua Fausto Maculan – ho vendemmiato l’uva in cassette, selezionando i grappoli migliori di Cabernet Sauvignon e lasciandoli appassire lievemente. Dopo una breve fermentazione e macerazione, ho fatto affinare il vino in barrique di rovere francese. In questo modo ho ottenuto un vino rosso elegante, capace di regalare molte emozioni. Ma io non mi accontento mai, il vino migliore è sempre quello delle annate successive. Così nel 1997 ho deciso di unire il Merlot, che proveniva da vigne più giovani, allevate in un terreno tufaceo posto sulla sommità della collina della via Fratta. Era proprio in quelle vigne che avevo deciso di produrre un vino capace di entrare nel Gotha dell’enologia. La nuova proposta aveva guadagnato in rotondità e morbidezza. Era finalmente nato un grande rosso da invecchiamento”.
…e ora al lavoro in vigna per la vendemmia di Fratta
Finita la piacevole chiacchierata con Fausto e le figlie Angela e Maria Vittoria, mi ricordano che è giunto il momento di mettermi alla prova. Cappello, grembiule, forbici e due cassette da riempire di grappoli. Parto spedita, ma presto capisco che non sarà un lavoro semplice. Il sole settembrino è ancora cocente. Ora finalmente capisco perchè il Fratta è un vino intenso, capace di mostrare i muscoli!

Tornata in azienda mi aspetta un gioco divertente: creare il “mio Fratta”. Sono io a scegliere il blend di Cabernet Sauvignon e Merlot. Che soddisfazione, mi sembra di essere un compositore che cerca la sua sinfonia di profumi e di gusti! Orgogliosa del mio vino, mi accingo a una verticale che prevede l’assaggio di tre annate: 2018, 2017 e 2010. So di non essere originale, ma l’annata 2017 è davvero strepitosa. Un vino che ti seduce immediatamente grazie al suo colore rosso rubino, ricco di sfumature violacee,dal profumo intenso, dove spiccano note intense di bacche rosse, mirtillo e lamponi che sfumano in sentori di spezie e caffè. Il vino è equilibrato, ma audace, ricco di tannini dolci, che si fondono per dare struttura ed eleganza. Un amore al primo sorso!




Gli abbinamenti dei vini dell’azienda Maculan
È arrivata l’ora di pranzo ed è la volta di assaggiare i vini prodotti da Maculan in abbinamento ai piatti. Il risotto ai porcini e capesante è accompagnato dal Valvolpara Vespaiolo 2021, un vino prodotto da una riproduzione massale di vecchie viti di Vespaiola, che in bocca è fresco, strutturato e particolarmente aromatico. A seguire una guancia di vitello servita con il Fratta 2018. Conclude il pranzo uno spettacolare panettone al Torcolato di Pasticceria Filippi abbinato al Torcolato 2019, un vino bianco, passito e dolce, vinificato da uve Vespaiola, caratterizzato da un giusto tenore zuccherino e alcolico e da buona acidità, che contribuisce ad esaltarne i profumi e a mantenerli nel tempo.



Ma la giornata non è finita. Tenetevi forte… un’altra emozione: ho pigiato l’uva in un piccolo tino. E ve lo dico senza vergogna: una fatica, ma che spasso! Me la sono dovuta vedere con un fondo che sotto i miei piedi diventava sempre più scivoloso. Ma che soddisfazione lasciare poi l’impronta dei miei piedi su una stoffa bianca! Un ricordo indelebile della mia vendemmia di Fratta!



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