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Ricette regionali: taralli pugliesi

Se dici Puglia dici cucina. Qualche suggerimento? Taralli pugliesi, panzerotti, zuppa di fave, fave e cicoria, linguine con le cozze. Ti stiamo già prendendo per le gola? E se diciamo orecchiette che cosa succede? Ogni cittadina della Puglia ha il suo piatto, la sua ricetta.

É la terra dello street food, la cui punta di diamante è la focaccia con pomodori e olive. Ma i pugliesi amano anche le anchesgagliozze baresi (fette di polenta fritta), le bombette di carne, le pettole o popizze (frittelle di pasta lievitata), gli gnummareddi (gli involtini di interiora di agnello), i rustici leccesi e il panino col polpo e il pasticciotto.

Gargano, Salento, Valle d’Itria, Alta Murgia sono il regno dei primi piatti. Oltre le famosissime orecchiette, vi segnaliamo i maccheroni di San Giovanni, la minestra di fave e cicoria, i pizzarieddi al sugo, il pancotto, la pasta con le cozze alla tarantina, i cavatelli con le cozze, la pasta con il cavolo, la pasta con cozze e fagioli, gli spaghetti con salsa e salsiccia di cavallo.

I taralli pugliesi hanno un’origine antichissima, una volta erano prodotti dalle donne nei forni comuni. Alla ricetta si possono aggiungere altri ingredienti quali i semi di finocchio, il sesamo, l’origano… I taralli si accompagnano bene ai vini, in particolare al Moscato di Trani.

Taralli pugliesi

Ingredienti

Per circa 500 g di taralli

Farina 200 w 1000 g

Sale 35 g

Olio extravergine d’oliva 150 g

Vino bianco 250 g

Semi di finocchio

Procedimento (senza planetaria)

Formare con la farina la tipica fontana sulla spianatoia. Nel buco centrale, versare l’olio ed il sale e impastare. Aggiungere i semi di finocchio.

Unire poco per volta il vino e lavorare l’impasto fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo. Lasciare riposare ricoperto con pellicola per almeno 20 minuti.

Ricavare una pallina dal peso tra 7 e 9 g. Procedere allungandola ricavando un bastoncino lungo tra gli 8 e i 10 cm massimo e attorcigliarlo su sé stesso sovrapponendo le estremità.

In un tegame, portare a bollore l’acqua e immergervi i taralli uno per volta. Farli salire a galla, scolarli e lasciateli asciugare su un canovaccio. Una volta che saranno ben scolati, metterli su una placca da forno e infornarli a 200°C per circa 30 minuti, fino a quando saranno dorati.

Conservare in barattoli di latta o di vetro.

Taralli pugliesi (ricetta per professionisti)

Ingredienti

Per circa 500 g di taralli

Farina 200 w 1000 g

Acqua +\- 50 g

Sale 35 g

Olio extravergine d’oliva 150 g

30 g baking

Vino bianco 250 g

Semi di finocchio

Procedimento con planetaria

Impastare tutti gli ingredienti, aggiungendo, 10 minuti in prima velocità, 2 minuti in seconda velocità.

Temperatura impasto: 24°C.

Cilindrare subito fino ad ottenere una pasta omogenea ed estensibile.

Tagliare delle strisce, allungare e formare i taralli (vedi sopra) e integliare.

Infornare con immissione di vapore a 230 °C per 13 minuti In forno statico. Fare attenzione alla temperatura del fondo del forno che non deve essere troppo caldo (max 200°C).

Per allungare la conservazione del prodotto finito è consigliabile biscottare.

La variante (per professionisti)

Taralli pugliesi con vino

Ingredienti

Per circa 1000 g di taralli

Farina 00 10000 g

Olio extravergine di oliva 3000 g

Vino bianco 4 lt

Sale 200 g

Procedimento con planetaria

Impastare la farina, l’olio, il vino bianco e il sale con l’impastatrice a spirale per 4 minuti in I° velocità e per altri 4 minuti in II° velocità. L’impasto deve risultare elastico ed omogeneo.

Far riposare per 15 minuti e formare dei filoni. Utilizzando una spatola, tagliare della pasta in modo da ricavare dei bastoncini di circa un centimetro di diametro e di circa 8-10 centimetri di lunghezza.

Chiuderli su se stessi, sovrapponendo le estremità e schiacciandoli con il dito in modo da sigillarli. Infornare a 220 °C per 30 minuti.

 

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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