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Il Moro a Monza trasforma la cucina della tradizione siciliana in proposta gourmet

Il Moro a Monza propone una cucina siciliana rivisitata

Sono solo un ricordo gli anni in cui Monza era considerata una città dove era impossibile cercare interessanti rivisitazioni in chiave gourmet della cucina regionale italiana. Oggi Monza, a pochi chilometri da Milano, non è più vissuta come una triste appendice del capoluogo lombardo. Dopo Expo, Milano è diventata il vero cuore pulsante del Belpaese e soprattutto è diventata centro di un fermento enogastronomico che ha coinvolto le località più vicine. Così Il Moro a Monza è uno di quei ristoranti che contribuisce a fare crescere la cultura enogastronomica capace di attirare il popolo gourmet. Un ristorante da provare per assaporare i piatti che interpretano i sapori e i profumi del mare e per comprendere quanto è vero che cibo è cultura.

E così Monica Viani ha deciso di provare un ristorante che ha saputo trasformare la cucina della tradizione siciliana in una proposta gourmet. Storie di famiglia, di coraggio, di passione, quelle piccole grandi storie italiane che sommate costituiscono la grandezza della cultura gastronomica del nostro paese. Un contributo riconosciuto internazionalmente. Ci sono ristoranti che diventano un punto di riferimento per chi crede che cibo è cultura.

Il Moro a Monza: la cucina della tradizione siciliana in veste gourmet

Il Moro a MonzaLa storia del ristorante il Moro è la storia della famiglia Butticé, una storia segnata da una passione che non si è mai esaurita nemmeno di fronte a grandi sacrifici o a rinunce. Tutto parte da una piccola azienda agricola nell’agrigentino, a Raffadali, dove i genitori di  Salvatore, Antonella e Vincenzo coltivano mandorle, pistacchi, olive e uve da vino. I fratelli Butticè maturano diverse esperienze professionali. Dal 1992 in un piccolo ristorante di provincia, passando poi da Napoli, dalla Versilia, dal Piemonte, dalla Valle d’Aosta e dalla Sardegna, fino ad arrivare a Il Moro di Monza. Decidono di rilevarlo il 1 Marzo 2007 con Vincenzo in cucina, Salvatore sommelier e Antonella, la più piccola, in sala. Nel 2015 cambiano i ruoli, Salvatore, forte delle competenze acquisite con la sommellerie e sfruttando soprattutto il rapporto di grande empatia con suo fratello, prende in mano la cucina, Antonella inizia a guidare la sala e la sommellerie e Vincenzo si dedica e si specializza nella governance aziendale. Il risultato? La valorizzazione dell’enogastronomia siciliana.

Il ristorante Il Moro interpreta a Monza il ruolo che molti locali della ristorazione hanno interpretato in altre parti d’Italia: ridisegnare e riconvertire aree diventate marginali in luoghi che diventano poli d’attrazione. Questo è l’aspetto del cibo che forse meno si sottolinea ma che risulta importante per il suo valore culturale e sociale.

A mio parere Il Moro rappresenta per Monza la possibilità di uscire da quel provincialismo che l’ha trasformata nella Bella Addormentata nel Bosco. Che dire del ristorante? Un luogo accogliente, con alle parete opere che riprendono i disegni di Gillo Dorfles, piatti di facile comprensione, senza inutili fronzoli, in cui lo stesso impiattamento ti aiuta a comprendere l’eccellenza dell’ingrediente e la maturazione di un progetto che è in continua evoluzione.

La carta varia stagionalmente e propone novità ogni 30-40 giorni, accanto ai piatti simbolo come i Paccheri con pesto di pistacchi e gamberi e l’Aragosta alla  catalana, sono diversi i menù degustazione. Oltre all’iconico “Viaggio in Sicilia”, quello dedicato alla “Tradizione” accoglie i piatti storici della cucina de Il Moro, “i Sentieri d’Autunno” sposa la stagionalità e “La mano libera” è lo spazio di maggiore creatività dello chef. Particolari per la loro originalità sono l’ostrica con nutella di mandorla di Raffadali, la zuppetta di frutti di mare accompagnata da una granita sapida di limone, il gambero in intingolo condito con olio e sale, maionese del suo corallo e polvere dell’estratto della testa. Un ricordo personale indelebile: la migliore cassata siciliana della mia vita. E ve lo dice una che fu giurata in un concorso dove ne assaggiò 75!!!

Il Moro a Monza

 

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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