Le emozioni in viaggio…andar per borghi II° parte

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Cibo e cultura, un binomio che riscopriamo spesso nei nostri viaggi. Nell’anno dei borghi, Famelici vi accompagna alla scoperta di alcuni piccoli centri, spesso più conosciuti dagli stranieri che da noi. Da Nord a Sud, se ne contano oltre 1.000. Noi abbiamo deciso di proporvene 10. Ecco la seconda puntata del nostro percorso: le emozioni in viaggio…andar per borghi.

  • Santa Maria Maggiore Tra le Alpi, a nord del Piemonte, si apre la Valle Vigezzo, un territorio ricco di una vegetazione rigogliosa e di una forte tradizione culturale. Terra di grandi flussi migratori, è stata attraversata da spazzacamini, fumisti e pittori. Le emozioni in viaggio...andar per borghi II° parteLa Valle è percorsa dalla storica ferrovia Vigezzina, che collega Domodossola a Locarno, snodandosi tra le due nazioni con un suggestivo percorso di 55 km. Nota come Valle dei Pittori, ha come grande centro attrattivo il borgo alpino di Santa Maria Maggiore. Vicoli da scoprire, piccole piazze, ville storiche e scorci indimenticabili, ma anche la Scuola di Belle Arti, una scuola alpina di pittura unica nel suo genere. Qui sono conservati esempi di pittura devozionale, che arricchiscono le chiese e le cappelle votive di tutta la valle, fino ad arrivare all’imponenza del Santuario di Re, dedicato alla Madonna del Sangue e al miracolo del 1494. Suggestivo poi il Museo dello Spazzacamino, testimonianza di un antico mestiere. Ricca la tradizione artigianale e eenogastronomica, che offre un’ampia scelta di salumi, tra cui il Crudo di Vigezzo, primi e secondi piatti, mieli, confetture, dolci, digestivi e grappe. Nel mondo del dolce freddo invitante è il gelato ai biscotti vigezzini, un prodotto tradizionale della Valle Vigezzo, la cui antica ricetta è stata rivisitata dalla gelateria e pasticceria “Delicati Equilibri” per la produzione artigianale degli stessi e del gelato arricchito. I biscotti vigezzini sono frollini al burro e farina di mais profumati al limone.
  • Ravello Antico borgo medievale, è famoso perché offre un incantevole panorama della Costa Tirrenica e del Golfo Salentino. Fu definita da illustri viaggiatori “Patria dello Spirito”. É ricco di attrazioni culturali e storiche, monumenti e stradine medievali. Nel centro del paese, sulla destra del Duomo dedicato a S. Pantaleone, una torre quadrata segna l’ingresso a Villa Rufolo, le cui meraviglie artistiche e architettoniche la incorniciano come un luogo fuori dal tempo.Le emozioni in viaggio...andar per borghi II° parte Il Boccaccio la decanta nei suoi versi, Richard Wagner ne trae ispirazione per il secondo atto del “Parsifal” e oggi, nella magnifica terrazza a lui dedicata si svolge ogni anno, nel periodo estivo, il Ravello Festival, rassegna di musica classica che ospita musicisti da tutto il mondo. Sulla punta del promontorio sorge la maestosa Villa Cimbrone, un complesso di epoca romana costruita su antiche fondamenta di una villa patrizia, che ha ospitato sovrani e nomi illustri dell’arte, della scienza e della politica. Il lussureggiante giardino della villa culmina nella scenografica “Terrazza dell’Infinito”, da cui la vista spazia ed amplia fino a cogliere il panorama che Gore Vidal ha definito “il più bello del mondo”. Uno degli alberghi più seducenti di Ravello, da cui si gode un panorama suggestivo, è Palazzo Avino con il ristorante Rossellinis, dove lo chef Michele Deleo, una stella Michelin, prepara piatti partenopei rivisti con creatività, rispettando l’ingrediente. Le sue proposte colpiscono per l’equilibrio, la voglia di stupire senza eccedere, i giochi di consistenze, di caldo freddo, di progressione.
  • Torgiano Ci sono tante ragioni per scegliere questo borgo, a breve distanza da Perugia e Assisi, fuori dalle consuete  rotte turistiche. Siamo nel cuore dell’Umbria, in un piccolo paese dove si conserva la viticoltura e la pratica della vinificazione. La parte più alta del territorio comunale è costituita dalla collina di Monte Rosciano, a 464 metri dal livello del mare.Le emozioni in viaggio...andar per borghi II° parte Ci sentiamo in obbligo di segnalarvi che qui il terremoto non ha lasciato alcun segno. Un piccolo centro, non solo suggestivo per il paesaggio e la natura, ma anche per scoprire la cultura del vino. Imperdibile è la visita al Museo del Vino, aperto al pubblico dal 1974 e diretto dalla Fondazione Lungarotti. Allestito nel 600esco Palazzo Graziani-Baglioni, ci racconta il fascino misterioso del mito dionisiaco e l’articolato sistema di simboli e significati che il vino riveste nel corso dei secoli. Tra i pezzi da ammirare: il piatto di Mastro Giorgio Andreoli, raffigurante l’infanzia di Bacco; la coppa in vetro soffiato dalle sembianze umane disegnata da Cocteau; le creazioni di Gio Ponti e la raccolta di oltre 600 incisioni che vanno da Mantegna a Picasso. Torgiano è una vera sorpresa anche a tavola. Una cucina che vede spesso come protagonista il vino, come vuole la tradizione contadina. Così il nettare di Bacco lo troviamo anche nell’impasto della pasta all’uovo (per darle consistenza), nel sugo con l’oca, nel risotto con ruchetta e pecorino o agli spinaci, nell’impasto del torquelo, dolce rustico fatto con uova, zucchero e vino o nei tozzetti, dolci con mandorle o nelle cialde, da fare la sera prima di Ognissanti e della Madonna Immacolata.

Che dire? I borghi sono una vacanza alternativa, capace di coniugare cibo e cultura!

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