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Si beve meno e meglio: la nuova cultura dell’happy hour tra autenticità e mindful drinking

Mindful drinking: perché l’happy hour 2025 è più autentico, sostenibile e NoLo

Il Bacardi Cocktail Trends Report 2024 racconta un cambiamento profondo: si beve meno per bere meglio, alla ricerca di autenticità, qualità e connessioni vere. L’happy hour si trasforma in un rituale più consapevole, dove mocktail raffinati, distillati premium e scelte NoLo riscrivono il modo in cui viviamo la convivialità. Dunque, si beve meno e meglio. Non è una moda, ma un nuovo linguaggio sociale del gusto. In aggiornamento

Il mondo del bere sta vivendo una trasformazione profonda. Non si tratta di una semplice moda, ma di un vero cambio culturale che ridisegna il nostro modo di vivere l’aperitivo e le serate fuori. Il Bacardi Cocktail Trends Report 2024 parla chiaro: l’era dell’eccesso lascia spazio a una nuova ritualità fatta di qualità, sostenibilità e connessioni autentiche.

Il nuovo happy hour non è più solo un calice da sorseggiare velocemente, ma un momento in cui stare bene, scoprire ingredienti sostenibili e scegliere drink che raccontano storie. La convivialità diventa più intima, più significativa, più… vera.

NoLO, la rivoluzione silenziosa

La tendenza attuale vede l’imporsi di bevande salutari con poco o nessun contenuto alcolico

fermentazione e kombucha
Aumenta l’attenzione per il mondo della fermentazione

Il movimento NoLO (No and Low Alcohol) è la nuova tendenza nel mondo del beverage, Barman e imprenditori concordano sul fatto che il consumo consapevole stia trasformando i bar. I cocktail ordinati sono sempre più leggeri. La presenza dell’alcol è sempre meno importante. Il gusto è sempre più determinata dlla presenza di frutta o verdura. Si impongono fermentazioni, infusioni di erbe.

Sebbene in Italia NoLO sia ancora un mercato di nicchia, ha mostrato una crescita eccezionale, passando da circa 8 milioni di euro nel 2021 a 55 milioni nel 2024, con previsioni di un ulteriore aumento del 60% per il 2025. Il fenomeno riguarda soprattutto i giovani. La Generazione Z e i Millennials stanno ridefinendo il tempo libero. Bevono alcolici, ma in modo diverso: con moderazione, alternando mocktail con vini o birre. 

Non ci sono solo birre analcoliche o vini dealcolizzati,ma anche birre fermentate, tè frizzanti, kombucha o kefir. La scienza si impegna nella definizione di bevande con una propria identità, spesso legata al territorio nel rispetto dell’identità culturale.

Non manca chi cerca di legare le nuove bevande al tema della salute, con una particolare attenzione all’esaltazione del gusto.

JNPR: la rivoluzione degli spiriti e dei cocktail analcolici eleganti e sostenibili

JNPR non è solo una tendenza, è il futuro del bere consapevole e sostenibile

spritz analcolico la nuova tendenza
Preparare uno spritz analcolico non è mai stato così semplice

Nel panorama delle nuove tendenze nel mondo del beverage, JNPR emerge come un esempio emblematico di come l’innovazione possa sposarsi con la tradizione, senza compromessi sulla qualità. Fondata da Valérie De Sutter, l’idea di JNPR prende vita durante un viaggio a New York, dove la fondatrice scopre un mondo di bevande analcoliche sofisticate, ancora poco conosciuto in Europa. Il nome stesso, JNPR, richiama l’ingrediente distintivo di molti distillati: il ginepro.

In Normandia, JNPR ha piantato centinaia di piante di ginepro, parte integrante del suo impegno per la sostenibilità e per garantire una fornitura diretta e responsabile delle bacche. Ma JNPR non è solo un brand: è una vera e propria rivoluzione nel settore dei distillati, proponendo prodotti analcolici che evocano il sapore di gin e altre bevande alcoliche, senza l’aggiunta di alcol e zuccheri. Attraverso un processo di distillazione di erbe, spezie e bacche di ginepro, JNPR cattura l’essenza dei distillati, mantenendo l’eleganza e la complessità del sapore, ma senza il “peso” dell’alcol.

Un esempio pratico del cambiamento che sta avvenendo nel mondo del bere è lo Spritz analcolico JNPR. Con una semplice ricetta che prevede 60 ml di SPRZ n°1, 90 ml di acqua frizzante o tonica, una fetta d’arancia e ghiaccio, è possibile gustare un cocktail fresco, elegante e privo di alcol, perfetto per chi desidera un’alternativa consapevole ma senza rinunciare al piacere del gusto.

Mindful drinking: bere con consapevolezza è il trend che sta cambiando tutto. Si beve meno e meglio

Cambiamenti del modo di bere alcolici
Il mondo del bere sta cambiando, e non è solo una questione di gusti o mode passeggere. C’è una vera e propria rivoluzione in atto, guidata dalla ricerca di autenticità e dalla consapevolezza che “meno è meglio”.

Al centro di questa rivoluzione c’è il mindful drinking, un approccio che non demonizza l’alcol ma lo colloca in un contesto più maturo e responsabile. Non si beve di più: si beve meglio.

I consumatori vogliono sapere cosa c’è nel bicchiere, da dove arrivano gli ingredienti, se sono sostenibili. Cresce l’interesse per cocktail artigianali, distillati premium e – soprattutto – per l’universo NoLo, le opzioni no-alcol e low-alcol che stanno conquistando anche i puristi del drink.

Un mocktail ben studiato, equilibrato e curato nella presentazione oggi offre la stessa esperienza sensoriale di un drink alcolico. E, spesso, anche un racconto più ricco.

I numeri che confermano il cambiamento secondo il Bacardi Cocktail Trends Report

dati forniti dal Bacardi Cocktail Trends Report 2024
I dati forniti dal Bacardi Cocktail Trends Report 2024 non lasciano spazio a dubbi e confermano questa direzione in modo lampante: ben il 58% dei consumatori a livello globale afferma di bere meno alcol rispetto all’anno precedente

I dati del Bacardi Cocktail Trends Report non lasciano spazio ai dubbi:si beve meno e meglio.

  • 58% dei consumatori globali afferma di bere meno rispetto all’anno precedente.

  • 46% ha provato almeno una bevanda NoLo nell’ultimo anno.

  • 40% dei bartender prevede una crescita significativa dei cocktail analcolici e low alcol nei prossimi 12 mesi.

Sono percentuali che raccontano non un capriccio, ma un nuovo modo di intendere il piacere. Un piacere più consapevole, più etico, più vicino alla nostra idea di benessere quotidiano.

E i clienti sono disposti a spendere di più, purché ciò che sorseggiano sia trasparente, sostenibile e di qualità superiore.

Il ruolo dei locali: spazi che educano al gusto e alla consapevolezza

Questa trasformazione non riguarda solo i consumatori, ma anche i locali che diventano veri e propri laboratori di nuove abitudini. Cocktail bar, ristoranti e wine bar stanno ripensando le loro carte, affiancando ai classici drink proposte NoLo curate con la stessa attenzione riservata ai signature cocktail. Crescono le degustazioni guidate, le serate dedicate ai distillati artigianali e ai mixer naturali, gli abbinamenti cibo-bevanda pensati per valorizzare sapori meno alcolici ma più complessi.

È una nuova forma di ospitalità, che premia la narrazione, l’artigianalità, la ricerca. I bartender diventano storyteller, capaci di accompagnare il cliente in un viaggio nel gusto che non ha bisogno di eccessi per essere memorabile. Questo approccio più lento, più intimo, più elegante si traduce in un modo diverso di vivere la notte: meno rumore, più relazioni; meno “shots”, più scoperte; meno ostentazione, più cultura del bere.

Conclusione famelica: meno alcol, più gusto. Meno quantità, più cultura

In questa evoluzione del bere, dove si beve meno e meglio, Famelici ritrova la sua parola chiave: fame. Fame di storie, di autenticità, di esperienze che lasciano tracce, non postumi.

Il nuovo happy hour parla a chi cerca un gusto che non si limita al palato ma che attraversa i sensi, la mente, le relazioni. Che sia un gin artigianale o un mocktail botanico, ciò che conta non è la gradazione, ma la connessione che crea. Perché oggi, più che mai, non beviamo per riempire un bicchiere, ma per riempire un momento.

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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