Tik Tok ha lanciato una nuova moda. Non dirmi che non sai che cos’è il cioccolato di Dubai? La barretta di cioccolato ripiena di un cremoso di pistacchio è diventata incredibilmente popolare dopo una serie di video clip condivisi sulla popolare piattaforma. Non solo, è uno strumento degli Emirati Arabi per superare il pregiudizio occidentale nei confronti di un paese arabo
Oggi le tendenze alimentari non nascono più dalle cucine di chef stellati o pasticcieri rinomati, ma dai video virali su piattaforme social come TikTok e Instagram. Gli algoritmi di questi social media determinano quali contenuti raggiungono milioni di utenti, influenzando profondamente non solo la moda e la musica, ma anche il nostro modo di mangiare.
Le tendenze food virali hanno un impatto immediato sui supermercati, che devono adattare la propria offerta in tempi record per soddisfare la domanda. È così che prodotti come il matcha latte, bevanda a base di tè verde giapponese, o il sempre più richiesto cioccolato di Dubai, sono diventati protagonisti sugli scaffali dei negozi.
L’influenza degli algoritmi social nel mondo del cibo è ormai evidente: ciò che diventa popolare online viene letteralmente “servito” al grande pubblico, trasformandosi in fenomeni di massa e modificando abitudini di acquisto e consumo.
E ora ti spieghiamo anche che cos’è il cioccolato di Dubai, il nuovo trend dolciario che sta conquistando il web e che regala l’illusione di un lusso accessibile.Attenzione perchè il cioccolato di Dubai non sembra essere molto salutare. Contiene, infatti, più zucchero che cacao e una quantità irrisoria di pistacchio.
Che cos’è il cioccolato di Dubai, l’ultima moda di lusso accessibile? Cibo o esperienza?
Il cioccolato di Dubai conquista i social network, le gelaterie, i negozi gourmet e persino gli scaffali dei supermercati
Perchè tutti parlano del cioccolato di Dubai? Sembra essere diventato il capriccio degli Dei più ricercato nel mondo. Un boccone lussurioso capace di farci accedere in Paradiso. Come accade sempre più spesso, c’entra il potere delle piattaforme social.
Il video del goloso “cioccolato di Dubai” è stato pubblicato alla fine del 2023 dall’influencer Maria Vehera ed è stato visto più di 120 milioni di volte. Il successo è stato decretato poi da tanti successivi video seguiti al primo. Ovviamente molte persone, incuriosite, lo volevano assaggiare. E che cosa è successo? Il pistacchio, in gran parte coltivato negli Stati Uniti e in Iran, è diventato introvabile. In un anno i prezzi sono saliti da 7,65 dollari a 10,30 dollari la libbra.
Storia di un successo globale: che cos’è la tavoletta di Dubai?
Il successo della tavoletta di Dubai è forse dovuto anche al suo colore, essendo decorato con tocchi di giallo brillante e verde elettrico

Si tratta di una tavoletta che mixa cioccolato al latte, pasta fillo nota come kataifi simile ai “capelli d’angelo” e un ripieno di crema al pistacchio. Chi l’ha ideata? La storia narra che l’anglo-emiratina Sarah Hamouda, durante una gravidanza, è stata assalita da un’irresistibile voglia di knafeh, un noto dolce mediorientale. Incece di comprarlo, decise di fare in casa una barretta che lo richiamasse. Le piacque e decise di metterlo in commercio. Così è nata la tavoletta di Dubai.
Mancava solo il nome per lanciarlo. Eccolo: Can’t Get Knafeh of It, un nome che mantiene il riferimento al dolce tradizionale arabo. Sarah e il marito hanno poi lanciato uno shop online, FIX Dessert Chocolatier (dove FIX sta per Freaking Incredible eXperience), che vende solo negli Emirati Arabi Uniti, a ridosso del Golfo Persico. Prima che Tik Tok facesse conoscere la tavoletta di Dubai nel mondo, l’impresa stentava a decollare e sembrava destinata al fallimento. Ma poi…
La riscossa culturale di Dubai passa attraverso il cioccolato di Dubai
Il cibo è diventato uno dei più potenti veicoli di soft power nell’era moderna

Per decenni, gli Emirati Arabi hanno lottato contro un problema di percezione dell’ Occidente. Dubai, in particolare, è stata dipinta come non autentica, una “bolla urbana” costruita grazie alla ricchezza petrolifera, dove la tradizione è stata sacrificata sull’altare del commercio. Da molti descritta come la città del vuoto, la si considera una città con una linea di credito illimitata, ma senza anima.
Anche progetti culturalmente ambiziosi come il distretto culturale di Saadiyat Island ad Abu Dhabi , che ospita sedi locali del Louvre, del Guggenheim, del Berklee Museum e del Museo di Storia Nazionale, sono spesso accolti con scetticismo. Il pregiudizio di fondo è sempre lo stesso: con i soldi del petrolio si possono comprare molte cose, ma non si possono comprare autenticità, cultura
Il cioccolato di Dubai sfida questa narrazione in modo sorprendente. Il cibo si dimostra, ancora una volta, la forma più democratica e autentica di espressione culturale. Le persone non mangiano cose che non apprezzano veramente, indipendentemente da quanti soldi vengano spesi in marketing. Il successo virale del cioccolato di Dubai non è stato guidato da campagne pubblicitarie, ma da un entusiasmo genuino che si è diffuso di video in video, da papilla gustativa a papilla gustativa.
Il cibo riesce a realizzare ciò che le iniziative convenzionali di soft power spesso non riescono a fare: creano autentiche connessioni emotive. Quando qualcuno a Milano o a Madrid addenta il cioccolato di Dubai, non pensa alla geopolitica o ai proventi del petrolio. Sta semplicemente gustando qualcosa di delizioso che è nato negli Emirati Arabi. Questa associazione positiva, ripetuta milioni di volte in tutto il mondo, crea la base per costruire una buona reputazione.
Il cioccolato di Dubai incorpora con orgoglio kunafa e pistacchi, ingredienti profondamente radicati nella tradizione culinaria mediorientale, in un formato accessibile ai palati di tutto il mondo, facendo conoscere con orgoglio la propria cultura. La domanda da porsi è se il cioccolato di Dubai sarà una moda passeggera o se riuscirà a raggiungere quella longevità che gli consentirà di diventare un prodotto dolciario riconosciuto nel panorama della pasticceria internazionale.
Il successo di quell’oggetto oscuro del desiderio che è la tavoletta di Dubai: il trionfo del marketing emozionale
Il cioccolato di Dubai sembra essere diventato irrinunciabile per chi ama concludere la propria cena con il cioccolato
Visto il successo ottenuto in tutto il mondo, altri importanti produttori di cioccolato, come Läderach e Lindt, hanno rapidamente creato propri prodotti di cioccolato al pistacchio che richiamavano il cioccolatodi Dubai. Anche i pasticceri ovviamente hanno lanciato le loro tavolette al pistacchio. In Italia ci ha pensato Ernst Knam con la tavoletta Unika a base di cacao peruviano, pasta di pistacchio e pasta fillo.
La ricerca di proposte che prevedano la combinazione cioccolato e pistacchio ha ingenerato una spasmodica ricerca dei pistacchi, sempre più difficili da rinvenire sul mercato, tanto che la difficoltà a trovarli ha fatto sì che alcuni negozi inglesi stiano razionando il numero di prodotti di cioccolato al pistacchio venduti contemporaneamente.
Perchè il pistacchio piace tanto e ha successo

C’era un tempo in cui il pistacchio era un frutto poco considerato rispetto all’altra frutta secca. Non era apprezzato come la mandorla, che ricorda il Natale e il torrone; o come la noce o la nocciola, che si facevano amare in creme e cioccolatini. Il pistacchio è differente: ha un colore verde discreto, un prezzo un po’ alto e una presenza, fino a qualche tempo fa, limitata al gelato artigianale italiano, al baklava, a poche proposta di torrone natalizio e a poco altro. Si comprava con il guscio, lo si sbucciava pazientemente – o no, lottando con quelli che insistevano a rimanere chiusi – e lo si mangiava con calma, assaporando quel sapore burroso e leggermente dolce che non si poteva confondere con nessun altro.
Poi sono arrivati i social media e il pistacchio, come il té matcha, è diventato una star. Oggi lo troviamo in numerose proposte: creme, cioccolatini, torte, aromi e persino profumi. Sembra essersi trasformato in un filtro di Instagram! Il termine pistacchio si è trasformato in breve tempo nel sinonimo di “speciale”.
Il vero sapore e colore del pistacchio
I pistacchi di qualità presentano un tocco di grasso, una dolcezza naturale e un colore verde tenue, a volte con sfumature marroni.I pseudo pistacchi hanno un aroma industriale e il sapore dello zucchero o del cioccolato bianco, con quel colore che sembra uscito da un pennarello fluorescente. Non serve essere esperti per distinguerli: basta assaggiarli. Il problema è che, come per la vaniglia, il caffè o il cioccolato, ci siamo abituati alla versione “industriale” e abbiamo dimenticato il sapore del prodotto originale. I pistacchi autentici sono costosi e questo porta molti a optare per le imitazioni.
La scarsità, i prezzi alle stelle del pistacchio per colpa della golosa tavoletta di Dubai
Prezzi alle stelle per il pistacchio per colpa di una barretta “inventata” da una mamma anglo-emiratina

La produzione di pistacchi era già limitata a causa dello scarso raccolto dell’anno scorso negli Stati Uniti, il principale esportatore mondiale. Nonostante fosse di qualità superiore, c’era già una grossa difficoltà a rispondere alle richieste di chi produceva i classici prodotti in cioccolato, come le tavolette. I produttori iraniani, nel frattempo, hanno esportato il 40% in più di pistacchi negli Emirati Arabi Uniti. La nuova tendenza del cioccolato di Dubai ha, dunque, accresciuto le difficoltà a trovare i pistacchi.
Quanto costa la tavoletta di Dubai in Italia?
Il costo della tavoletta di Dubai? 3,99€ per una tavoletta da 122 grammi, commercializzata con il marchio “J.D. Gross”. Ciò che è costoso o ben presentato non è sempre sinonimo di qualità nutrizionale.
Come i supermercati si adeguano alle nuove tendenze dettate da Tik Tok e IG

Oggi i supermercati, per venire incontro al cambiamento dei mercati e delle scelte dei consumatori, utilizzano strumenti di intelligenza artificiale che tengono traccia delle ricette online, delle discussioni sui social media e delle recensioni dei ristoranti. Se fino a qualche anno fa i progetti di sviluppo di un prodotto richiedevano mesi, attualmente i prodotti possono arrivare sugli scaffali in poche settimane.
Tutto ciò apre un problema di costruzione di strategie industriali e agricole. Questi fenomeni, in genere, non durano a lungo.i produttori stanno, infatti, lottando per far fronte ai picchi improvvisi ed enormi causati dalle rapide tendenze alimentari. La popolarità della tavoletta di cioccolato di Dubai ha già contribuito a una carenza di pistacchi.
Non solo si va incontro a problemi ambientali. Il pistacchio è una coltura ad alta intensità idrica. L’aumento della domanda da parte del mercato internazionale mette a dura prova i sistemi idrici dei luoghi dove viene prodotto.La crescente diffusione della coltivazione di una singola coltura, spesso alimentata dalle tendenze virali sui social media, solleva preoccupazioni per il rischio di deforestazione legato all’agricoltura monocolturale, con gravi conseguenze per la biodiversità e la fauna selvatica
Il quesito famelico sul cioccolato di Dubai: moda o amore per il cioccolato?
La ricerca disperata dei pistacchi per produrre il cioccolato di Dubai testimonia il potere degli influencer di TikTok o il fascino piuttosto consolidato del Cibo degli Dei? A te l’ardua sentenza..

