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Attenti la cucina vegetariana, ora è glam

Molte industrie alimentari si fingono attente all’ambiente, promotrici della sostenibilità e della cucina vegetariana. Ma è vero?

La cucina vegetariana ha sempre più successo

La cucina vegetariana rappresenta un approccio rivoluzionario o è una tendenza trasformatasi in una leva del marketing per fare crescere i vantaggi dell’industria degli alimenti ultra – processati? L’industria condivide davvero i principi di chi ha scelto di essere vegetariano o vegano per motivi etici?

 Articolo aggiornato il 21 settembre 2025

La cucina vegetariana non è più una proposta di nicchia, ma una tendenza che coinvolge molte persone. E c’è chi dice che cambierà il mondo. Protagonisti sono i giovani che stanno ripensando a ciò che mangiano e da dove proviene ciò che consumano. Gli imprenditori capitalizzano su questo interesse, ma senza condividere gli stessi principi.

La cucina vegetariana o vegana, una scelta consapevole?

Il flusso di notizie spacciate per sorprendenti, bufale e disinformazione, la percezione di qualsiasi soggetto cambia segno. Così ci scopriamo intolleranti, allergici, vegetariani o vegani senza avere fatto una scelta consapevole. Sostenibilità, rispetto dell’ambiente e degli animali sono diventati slogan e per molte perone, soprattutto giovani, dichiararsi vegetariani o vegani è diventato identitario. E allora ecco spiegato il successo della cucina vegetariana.

Tutto ciò all’industria non poteva sfuggire. E così è fiorito il business delle buone intenzioni. Quanti cibi vegani rispettano davvero l’ambiente? Il “cibo della compassione” soggiace alle leggi dell’interesse economico che il movimento vegano, che in origine non è stato adottato per motivi economici, ma per motivi etici e per vivere secondo sani principi, oggi promuove riviste e fiere xommerciali, investimenti milionari e raccoglie milioni di investimenti che attendono di far guadagnare tanti soldi. E così sono proposti prodotti ultra processati.

Il successo di prodotti che imitano carne, pesce e salumi

carne vegetale
La carne vegetale proposta dallo storico ristorante vegetariano di Zurigo Hintl

Gli interessi economici, invece di promuovere un’alimentazione basata sull’utilizzo dell’ampia ricchezza del mondo vegetale e del ricco ricettario spesso legato al territorio, promuovono l’acquisizione di prodotti che cercano di assomigliare a preparati composti da proteine animali, invece di proporre alternative che si allontanino da prodotti che vengono disapprovati.

Un’occasione perduta, anche per salvare o recuperare antiche colture. Ancora una volta, la battaglia per un mondo diverso e più giusto è persa. Come ormai accade spesso vince la cultura della voracità degli interessi economici in nome del comfort food.

La ricetta vegetariana: crepes di lenticchie rosse con ragù di verdure, feta e chips di zucchine

La ricetta vegetariana: crepes di lenticchie rosse con ragù di verdure, feta e chips di zucchine
La ricetta vegetariana: crepes di lenticchie rosse con ragù di verdure, feta e chips di zucchine

Tempo di preparazione: 40 minuti più 2 h per ammollare le lenticchie.

Ingredienti

per 8 crepes da circa 16 cm

Per l’impasto delle crepes

  • 200 g lenticchie rosse decorticate
  • 150 ml acqua
  • 2 cucchiai di Passata con datterino Agromonte
  • un pizzico di sale e pepe
  • 1 cucchiaino di fecola di patate

Per il ragù di verdure

  • 1 carota (250 g)
  • 1 zucchina (250 g)
  • 2 coste di sedano
  • ½  cipolla
  • 200 ml Passata con datterino Agromonte
  • ½ bicchiere d’acqua
  • q.b. olio Evo
  • q.b. sale
  • un pizzico di spezie (curcuma, paprika dolce o curry)
  • 80 g formaggio Feta
  • 1 zucchina tagliata a rondelle
  • foglioline di basilico fresco per decorare

Preparazione

  • Sciacquare sotto l’acqua corrente le lenticchie rosse precedentemente tenute in ammollo almeno un paio d’ore o tutta la notte. Scolarle bene, versarle dentro al bicchiere del frullatore ad immersione insieme agli altri ingredienti: l’acqua, la passata con datterino Agromonte, la fecola, il sale e il pepe.
  • Frullare fino ad ottenere una pastella come quella delle classiche crepes (se occorre aggiungere un altro goccino d’acqua).
  • Ungere una padella antiaderente e farla riscaldare bene. Distribuire un mestolo di pastella facendo roteare delicatamente la padella allontanandosi dalla fiamma fino a quando la crepe è formata.
  • Quando si sarà creata una bella crosticina dorata sul fondo girarla, aiutandosi con una spatolina in silicone, e cuocere l’altro lato. Procedere così con tutte le crepes.

Per il ragù di verdure

  • Iniziare a lavare e pulire le verdure. Affettare la cipolla e farla insaporire in un tegame con un filo d’olio d’oliva. Unire le verdure grattugiate a julienne con un mixer da cucina.
  • Fare rosolare per dieci minuti, aggiungere infine la passata, l’acqua, il sale e le spezie. Abbassare la fiamma e fare cuocere per altri 15 minuti.

Per le chips di zucchina

  • Affettare a rondelle sottili la zucchina, friggerle in olio bollente, sgocciolarle su carta assorbente e salare.
  • Farcite le crepes con il ragù di verdure estive, la feta, qualche fogliolina di basilico fresco e le chips di zucchina.

Consumare le crepes di lenticchie rosse sia tiepide che fredde.

I dati che fanno della cucina vegetariana una tendenza di successo

  • L’8% della popolazione in Italia rinuncia alla carne. La cucina vegetariana avanza! Coloro che hanno rinunciato alla carne erano nel 2013 il 6%, nel 2014 il 7,1% e lo scorso anno l’8%. Dal 2010 la vendita di carne ha registrato un calo costante del 5% (dati Nielsen).
  • L’Italia è sempre più veg. Secondo l’AVI (Associazione Vegetariana Italiana), coloro che hanno escluso carne e pesce dalla dieta sono circa il 10% dei cittadini. I dati dell’Eurispes (Rapporto Italia 2012), sono più contenute, ma registrano più del 3% di vegani, pari ai cittadini di Milano e Firenze messi insieme.
  • Aumentano le pubblicazioni vegane. A testimoniare l’interesse verso il mondo vegetariano, l’aumento delle pubblicazioni: se nel 2013 erano 41 nel giro di due anni sono quasi quintuplicate (193).
  • Il mondo vegetariano sempre più appetibile…anche per la GD e l’industria. Il fatturato dato dai vegetariani è di 320 milioni di euro. Così aziende, una volta lontane da questo mondo, hanno cominciato ad interessarsene. Un esempio è la Granarolo, che oggi realizza anche bevande a base di soia, riso e mandorla. Una scelta che è valsa 14 milioni di euro.

Perché vegani?

La cucina vegetariana ora è glam!

Secondo l’Eurispes, le motivazioni della scelta vegetariana o vegana riguardano l’attenzione per la salute (43,2% dei casi), il rispetto per gli animali, contro il loro sfruttamento da parte dell’uomo (29,5%), e la tutela dell’ambiente (4,5%).

E l’Europa?

  • Austria Abitanti: 8,1 milioni Vegetariani: 4% (Fonte: Vegane Gesellschaft Österreich) – (Aprile 2005)
  • Belgio Abitanti: 10,2 milioni Vegetariani: 2% (sondaggio eseguito per conto di GAIA) – (Aprile 2005)
  • Francia Abitanti: 60 milioni Vegetariani: meno del 2% (Fonte: Alliance Végétarienne) – (Aprile 2005)
  • Germania Abitanti: 82 milioni Vegetariani: circa l’8% (sondaggio – Fonte Vegetarier-Bund Deutschlands e.V.) – (Aprile 2005)
  • Irlanda Abitanti: 3,7 milioni Vegetariani: circa il 6% (stima) – (Fonte: Vegetarian Society of Ireland) – (Aprile 2005)
  • Norvegia Abitanti: 4,6 milioni Vegetariani: 2% (Fonte: Norsk Vegetarforening) – (Aprile 2005)
  • Paesi Bassi Abitanti: 16,3 milioni Vegetariani: 4,3% (stima) – (Fonte: Nederlandse Vereniging voor Veganisme) – (Aprile 2005)
  • Spagna Abitanti: 40,5 milioni Vegetariani: circa 4%

(Fonte: Asociacion Vegana Espanola [AVE]) – (Aprile 2005)

N.B. Il superamento dei vegetariani sugli onnivori è stimato intorno al 2050, forse anche prima, in funzione della massa critica.

 

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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