Ci sono sempre dei validi motivi per assaggiare vini che non conoscevi. Tra il Nobile di Montepulciano e il Brunello di Montalcino vi invitiamo a provare i vini della Val d’Orcia. Il vino è cultura, è scoperta di sapori che ti portano a conoscere nuovi territori. Il vino Orcia è una piacevole sorpresa!
Fa sempre piacere contribuire a far conoscere un vino che ha dovuto lottare per emergere. Non è facile quando la scena è occupata da vini quali il Nobile di Montepulciano e il Brunello di Montalcino. Nonostante le difficoltà, alla fine il successo è arrivato. In effetti il vino Orcia non è secondo a nessuno.
I suoi vitigni si trovano su colline da dove si può godere un paesaggio mozzafiato, su un territorio che racchiude ben 18 città di arte e il cui parco dal 2004 è Patrimonio dell’Umanità Unesco. Bellezze paesaggistiche e culturali, ma anche eccellenze alimentari:
- vino Doc Orcia
- olio extravergine
- tartufi bianchi
- salumi
- zafferano
- allevamenti bradi di maiali medievali “Cinta senese”, di buoi chianini- “il gigante bianco” amato anche dagli antichi romani– e di pecore per la produzione di cacio pecorino.
Orcia, un vino da assaggiare
La denominazione Orcia, nata nel 2000, comprende la varietà Orcia ottenuta da uve rosse con almeno il 60% di Sangiovese e Orcia “Sangiovese” con almeno il 90% di questo vitigno, entrambe anche nella tipologia “Riserva”. La denominazione Orcia comprende le tipologie Bianco, Rosato e Vin santo. In un’epoca fatta di globalizzazione è ancora un prodotto familiare, prodotto da chi vive in mezzo alle vigne, rispettando la natura.
“I vini della Val d’Orcia nascono in un territorio a vocazione contadina, un patrimonio che intendiamo preservare. Non vogliamo trasformarci in una Disneyland. Per questo abbiamo deciso di valorizzare il vino, che meglio ci rappresenta. Il nostro obiettivo è quello di farci conoscere da un turista consapevole capace di comprendere che cosa significhi bere un buon bicchiere di vino”- ci dice Donatella Cinelli Colombini.
L’Orcia è prodotto sulle colline del Sud della Toscana in 13 comuni: Buonconvento, Castiglione d’Orcia, la “città utopica” Pienza, Radicofani – cantata da Dante che racconta del ghibellino ribelle e ladro gentiluomo Ghino di Tacco che le guide anglosassoni chiamano il «Robin Hood» della Val d’Orcia – San Giovanni d’Asso, San Quirico d’Orcia, Trequanda e parte di Abbadia San Salvatore, Chianciano Terme, Montalcino, San Casciano dei Bagni, Sarteano e Torrita di Siena.
Il vino Orcia: un vino non globalizzato che racconta il suo territorio
Il Consorzio del Vino Orcia ha voluto intraprendere una strada impervia per fare conoscere un vino prodotto da circa 40 cantine, ognuna delle quali ha scelto un modo originale di intendere il suo lavoro. “E io lo faccio a modo mio”, potrebbe essere il manifesto di una filosofia basata sul rispetto di regole, che prevedono un’ interpretazione personale. E i risultati cominciano a vedersi.
Il successo del vino ha portato con sé una riscoperta turistica del territorio, che sembra uscita da un quadro del Rinascimento. Un’occasione per pernottare nei numerosi agriturismo che sorgono in questa splendida valle.
