Nel Salento il Parco dei Paduli: vivere l’ulivo

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In un mondo veloce, spesso fatto di cemento, chi non sogna un ritorno ai ritmi lenti della natura con quei colori e profumi  spesso solo trasformati in ricordo? Fuga dalla città, ricostruirsi una vita più autentica altrove…per molti solo un sogno, per altri un obiettivo e per altri ancora la meta di una vacanza rigenerante. Ci vuole curiosità, coraggio ad abbandonare abitudini che ci hanno fatto dimenticare la bellezza di paesaggi incontaminati e voglia di avventura prima di tutto culturale. E se una volta tanto osassimo e rompessimo quegli schemi che ci costringono alla “solita vacanza”?Simona, di Abitare i Paduli, ci racconta l'esperienza del parco dei Paduli Noi abbiamo provato un’esperienza davvero emozionante presso il Parco dei Paduli, vicino a Botrugno, in provincia di Lecce. Vi assicuro che si può fare, ci si può credere e soprattutto riconquistare una sana pratica: sapersi meravigliare! Prima di scalare montagne o solcare mari, si può iniziare a vivere l’esperienza di dormire piacevolmente cullati in un “nido” sospeso tra secolari ulivi. Di notte, potete ammirare le stelle e, se siete capaci, farvi sussurrare dal vento storie incredibili! Noi per saperne di più abbiamo intervistato Simona dell’associazione di promozione sociale Abitare i Paduli.

La storia del Parco dei Paduli

Che storia si nasconde dietro Parco dei Paduli?

“Nel cuore del Salento, dove un tempo prosperava il Bosco Belvedere, il Parco Agricolo dei Paduli si estende per ettari di uliveti, tra piccoli borghi rurali, torri di avvistamento e masserie, casini di caccia, frantoi ipogei, chiese, pajare, dolmen e menhir, serre, canali e canneti, boschetti di querce imponenti, vore e laghetti temporanei. Nel salento il Parco dei PaduliL’associazione di Promozione Sociale Abitare i Paduli lavora nel Laboratorio Urbano dell’Unione dei Comuni delle Terre di Mezzo, nato nel 2011 grazie alle politiche di Bollenti Spiriti. Il Laboratorio continua un processo di animazione territoriale iniziato nel 2003 dall’associazione Lua, che sta portando alla costituzione del Parco dei Paduli, tra i primi Parchi Agricoli Multifunzionali della Regione Puglia, coinvolgendo le istituzioni in un processo di riflessione sulla sostenibilità ambientale ed economica della produzione agricola, che diventa “multifunzionale”, con un valore aggiunto legato alla cultura e alla creatività.  Le attività dell’associazione ruotano attorno a servizi per il turismo responsabile, alla produzione culturale e alla comunicazione territoriale rivolta anche ai bambini attraverso i laboratori didattici Creature dei Paduli, integrando agricoltura, mobilità lenta, ospitalità diffusa e gusto. Simbolo del Parco Agricolo è l’Uliveto pubblico, luogo in cui si da esempio di “multifunzionalità in agricoltura”, tra la produzione dell’olio d’oliva Terre dei Paduli di alta qualità nel rispetto dell’ecosistema, attività didattiche e gli esempi di land art del progetto “Nidificare i Paduli” legati all’abitare sostenibile. In questo piccolo appezzamento di terreno in località “Rene”, tra San Cassiano e Botrugno, si condensano le attività del progetto, per condividere con le comunità modelli di sviluppo legati all’agricoltura e al turismo responsabile, dove alla produzione di beni agro-alimentari ne corrisponda anche una culturale e sociale, per nuovi abitanti più “consapevoli” e “custodi attivi” del luogo in cui vivono”.

Nel segno della tradizione

Il recupero di vecchie tradizioni e del sapere agricolo che rischiavano l’abbandono sono una tendenza che sembra vincente. Che significato ha per te il recupero di un uliveto?

“Torti e ritorti, da secoli gli ulivi albergano in questo lembo di terra, il Salento, e ne rappresentano il polmone verde. Sono ombra in cui ripararsi sotto la calura estiva, sono ripari per gli animali e nido per gli uccelli, sono il canto delle cicale che qui si posano.Nel Salento il Parco dei Paduli L’ulivo è rugoso e resistente e genera il prezioso olio che condisce ed insaporisce le pietanze sulle tavole salentine. L’ulivo è l’anima di questo territorio, è la nostra anima. Oggi più di ieri, abbiamo il dovere di prenderci cura dell’ulivo, che tra i tanti malanni, resiste in una terra spesso inaridita da cattive pratiche agricole. Il “ritorno alla terra”, dopo anni di abbandono, è segno di un desiderio di riprendersi cura della terra in maniera consapevole e sana, senza veleni che fruttificano morte, cercando di limitare l’alterazione dei fragili equilibri naturali continuamente minacciati dall’uomo”.

Quale è il futuro dell’ulivo?

“Purtroppo, negli ultimi mesi stiamo assistendo al disseccamento rapido che sta indebolendo il patrimonio arboreo del territorio, risorsa primaria per la produzione di olio. Ogni famiglia ha un uliveto nei Paduli ed è impensabile arrivare a non avere più olio sulle nostre tavole, frutto di una secolare cultura agricola. Nel Salento c’è un acceso dibattito sulla gestione di questa emergenza e la situazione è veramente incerta. In ogni caso la questione ambientale deve essere centrale nel dibattito pubblico, per trovare un modello sostenibile in tutti i campi della produzione agricola. In fin dei conti il disseccamento degli ulivi è solo una dei tanti episodi con cui si manifesta il disequilibrio del sistema generale”.

Parco Paduli: tra natura, olio e cultura

Le persone stanno riscoprendo sempre più uno stile di vita agricolo. Ci racconti due progetti che Abitare Paduli sta portando avanti?

Ragia e Res.Ort sono i due ultimi progetti sviluppati dall’associazione Abitare i Paduli, attraverso ricerche sul campo per aumentare scoperta e conoscenza del territorio del Parco Paduli.

  • Con Res.Ort abbiamo immaginato i Paduli come una grande cucina, un luogo fatto di dispense in cui crescono e si conservano le materie prime (le piante spontanee e gli orti) da poter riconoscere e raccogliere, di piccole fucine dove un fuoco arde per cuocere e contaminare, infine di spazi accoglienti dove degustare e incontrare. Nel Salento il Parco dei Paduli organizza numerose attività turisticheRes.Ort è una scuola di cucina “rurale”, che valorizza gli orti e i luoghi risorti, la biodiversità, l’importanza della stagionalità e le storie dei contadini. Luogo di formazione e di crescita, dove la pratica diventa “il valore aggiunto” che trasmette al meglio l’identità del Parco dei Paduli. In un territorio pregno di tradizioni popolari, seguire il calendario dei riti religiosi è il miglior modo per raccontare le stagioni che cambiano, e con loro i prodotti dei campi e le pietanze della cucina. Per questo, in ciascuno degli otto appuntamenti del laboratorio sono state proposte 3 ricette, realizzate direttamente dai partecipanti insieme a maestri di cucina di volta in volta diversi, chiamati a interpretare il tema del periodo, dialogando con i “cuochi custodi”.
  • Il progetto “La ragia dei Paduli” contribuisce alla costruzione dell’identità territoriale dei Paduli realizzando un profumo, attraverso una Geografia a tratti fantastica dei profumi del Parco.
    Partendo da un’antica ricetta alchemica riportata nel 1786 da Giovanni Presta, un agronomo salentino, si scopre come l’ulivo salentino fosse utilizzato, in passato, per l’estrazione di una resina emessa in seguito a ferite prodotte da insetti. Tale resina, profumatissima, era già in uso, con scopi medicali, dai greci e latini, infine, inviata dallo studioso a Sua Maestà Imperiale Caterina II, la Pallade delle Russie che la utilizzava nella cosmesi.
    Ogni luogo ha un odore, di ogni luogo conserviamo una memoria olfattiva, che lo identifica che lo condensa. Attraverso il coinvolgimento degli abitanti si cercherà di ricostruire la quinta essenza del Parco Paduli, l’odore, il profumo, che lo identifica, in grado di raccontare le molteplici sfaccettature olfattive di un luogo così intricato di odori. Il profumo è l’occasione per conoscere e indagare da un punto di vista inedito il complesso paesaggio del Parco, un originale percorso di scoperta, un modo nuovo per raccontare un territorio”.

Che tipo di esperienza fate vivere ai vostri ospiti?

“Abitare i Paduli sperimenta una fruizione dei luoghi multidimensionale, dove l’idea di “Abitare” sottintende una reale empatia con il territorio, che va attraversato con il fisico e la fantasia, educando tutti i sensi, connettendo insieme i diversi spunti che appaiono, apprezzando i beni materiali ma anche le suggestioni immateriali. Proponiamo innanzitutto dei servizi di mobilità lenta.Salento A piedi e in bicicletta una guida accompagna il visitatore lungo diversi itinerari tematici, alla scoperta di un suggestivo paesaggio rurale e del progetto che portiamo avanti. Abbiamo anche attivato un servizio di noleggio biciclette per muoversi in libertà. City bike per attraversarne il paesaggio, i vicoli dei centri storici, le chiese e i palazzi storici, le stradine che scivolano nella campagna tra ulivi e muri a secco. La vallata dei Paduli, il suo bosco di ulivi e il suggestivo Uliveto Pubblico, dove l’atmosfera è resa sognante dalla Land Art dei Nidi d’Artista; oppure il “paesaggio delle pietre” che si apre lungo la serra di levante, con l’affascinante geomorfologia della collina di Giuggianello, il suo giardino megalitico e le testimonianze archeologiche custodi del tempo. Non solo:

  • Laboratorio del Gusto. Il cibo è uno dei primi traduttori del territorio. Specie se il ricettario segue le stagioni e i produttori artigianali del territorio, valorizza la biodiversità dei campi, la ricchezza degli orti e le storie dei contadini. Il laboratorio del gusto coordina le degustazioni e gli aperitivi durante una serie di eventi organizzati, cura la cena e la colazione dei visitatori che pernottano nei “rifugi d’artista” ed è a disposizione dei visitatori che ne fanno richiesta.
  • L’ Olio Terre dei Paduli. É il nostro piccolo orgoglio. Nel Salento la raccolta delle oliveNato da uliveti in abbandono con il progetto Lampa!, si propone di recuperarli per produrre olio di alta qualità, secondo un modello di agricoltura naturale e con un valore capace di remunerare il lavoro dei contadini. L’Italia si è dimenticata per lungo tempo la sua tradizione contadina.
  • L’ospitalità diffusa del Parco Paduli è un sistema di ricettività “permanente e temporaneo” che porta il visitatore al centro della vita dei luoghi. Si può alloggiare nel Parco in diversi modi. Nei centri storici o immersi nella campagna, riparati dalla “casa” dell’ecoturista o dai nidi d’artista dell’albergo “biodegradabile” dell’Uliveto pubblico dei Paduli.
  • Gli alloggi nei centri storici. Vecchie abitazioni, collocate nel cuore dei centri storici dei piccoli comuni del Parco, adibite per offrire un’ospitalità genuina. Il visitatore potrà riscoprire la vita quotidiana del paese e la sana interazione con il vicinato. L’accoglienza e la cortesia della gente saranno le chiavi per entrare in contatto con gli usi e le tradizioni locali.
  • La casa del cicloturista. A pochi passi dal centro storico di San Cassiano un vecchio immobile popolare, ristrutturato e valorizzato, è usato oggi, come accadeva in passato, come foresteria per dare ospitalità “alle genti di passaggio”. Una struttura accogliente e intima, immaginata come punto d’appoggio durante la sosta nel Parco Paduli.
  • La casa dell’ecoturista. Tra gli alberi dell’Uliveto pubblico del Parco, la casa dell’ecoturista è nata dal recupero di un vecchio riparo agricolo, che in dialetto leccese si chiama “caseddha”. Oggi è una piccola abitazione ecologica e autosufficiente, che rispetta la natura e usa energie alternative. È alimentata da un generatore micro-eolico e da moduli “ibridi” termico e fotovoltaico e unisce servizi e comodità, in un’esperienza turistica rispettosa delle risorse che la Terra concede.
  • I nidi d’artista. L’Uliveto pubblico del Parco dei Paduli è un museo a cielo aperto.Nidi d'artista nel salento: Parco dei Paduli L’albergo diffuso biodegradabile dei Paduli nasce infatti tra installazioni di Land Art che inducono ad una naturale contemplazione del paesaggio. Dopo un’escursione guidata tra i sentieri dei Paduli, i visitatori sono accolti nell’uliveto con un aperitivo stagionale e a chilometro zero. Tra la luce fioca delle lanterne ad olio, un “nido” a scelta è predisposto per la notte. Il risveglio è accompagnato da una colazione con i prodotti freschi del territorio.  La casa dell’ecoturista è, in ogni caso, a completa disposizione del visitatore per i servizi”.

Quali luoghi, oltre il vostro, suggerite ai vostri ospiti di visitare?

“I piccoli paesi dell’entroterra dove scorre la vita quotidiana degli abitanti, lontani dal ritmo frenetico della città, e dove il tempo cede il passo alla lentezza. Nel Salento il faro di PalasciaL’ideale è muoversi in bici, lungo le vie rurali che resistono all’espansione urbanistica, tra cui si scoprono lembi di un paesaggio rurale ancora e per fortuna armonici, tra chiese rupestri, frantoi ipogei, ulivi secolari, orti, chiese e vicoli accarezzati dalla mielosa luce salentina. Qui, spesso si scoprono piccole aziende agricole che sperimentano un approccio sano alla terra, attraverso pratiche agricole innovative che riprendono la cura impiegata un tempo dai contadini del posto. E poi la costa adriatica nel tratto Otranto-Santa Maria di Leuca, dal 2006 Parco Naturale Regionale, la cui linea rugosa e a strapiombo sul mare disegna un Salento ancora intatto e selvaggio. E poi Otranto, Galatina, Gallipoli, Lecce tra le mete turistiche più ambite.  Negli ultimi anni sono nate diverse associazioni che organizzano escursioni naturalistiche e passeggiate culturali volte alla riscoperta del territorio”.

Il tuo sogno relativamente al Parco dei Paduli?

“Il nostro sogno è il nostro lavoro: svelare la complessità di un paesaggio e raccontarlo significa conoscerlo. Conoscerlo significa creare una consapevolezza del suo valore, significa proteggerlo e creare la condizioni affinché la conoscenza sia il presupposto per il suo sviluppo e la sua innovazione. E ci auguriamo maggior rispetto della natura e delle tracce di un passato che hanno modellato la nostra identità e che ci permettono di capire di che pasta siamo fatti”.

Per saperne di più: http://www.parcopaduli.it/parco/parcopaduli.php

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