Le emozioni in viaggio… andar per borghi III°parte

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Concludiamo il nostro viaggio: le emozioni in viaggio… andar per borghi. Un percorso che ci ha portati a conoscerne 10, ognuno con i suoi tesori e le sue vicende storiche. Vi abbiamo suggerito un itinerario in un’ Italia “minore” ma non per questo priva di piacevoli sorprese. Famelici continuerà a raccontarvi le attrattive delle aree interne italiane, senza nascondervi  una triste realtà: il rapporto Istat sulle povertà ci rivela che le regioni dove crescono in misura significativa le povertà assolute e relative sono i borghi del Centro Italia. Le Marche, la “regione artigiana” d’Italia, paga il prezzo più alto. Perché continueremo a proporvi i borghi come meta turistica? Perché crediamo che sia necessario difendere quella identità culturale, che preservando il tessuto sociale, consente la sopravvivenza di un’unicità che non teme il confronto con culture di altri paesi. Un’utopia? Forse…ma noi ci crediamo!

Montefalco Dalla sommità del colle sant’Elia il borgo domina le piane del Topino e del Clitunno.le emozioni in viaggio... andar per borghi Definito la “ringhiera dell’Umbria” per i suoi panorama mozzafiato, Montefalco, Bandiera Arancioneè una vera sorpresa. La cittadina, che prende il nome dalla passione per la caccia al falcone di Federico II di Svevia, è un importante centro d’arte. Famelici vi suggerisce di non perdervi la visita alla Chiesa di San Francesco, dove si trova il bellissimo ciclo di affreschi eseguiti dal maestro rinascimentale Benozzo Gozzoli, allievo del Beato Angelico, con le storie di “Vita di San Francesco”. Nell’edicola a sinistra del portale principale è conservata la Natività (1503) di Pietro Vannucci detto “Il Perugino”. Altra meta suggerita è il Complesso di Santa Chiara, dove si trovano affreschi trecenteschi di scuola umbra e, nel monastero di clausura,  un ritratto affrescato da Benozzo Gozzoli di Santa Chiara. Dal punto di vista enogastronomico? Caratteristica è la produzione di vini rossi: il Sagrantino di Montefalco secco, Docg ottenuto con le sole uve sagrantino, dalle quali si ottiene anche il Sagrantino Montefalco Passito Docg e il Montefalco Rosso Doc a base di uve sangiovese. La cucina è contadina. Qualche esempio? Risotto montefalchese, strangozzi o pappardelle al Sagrantino. Tra i dolci della tradizione: maritozzi al mosto, tozzetti e rocciata.

Pigna Aggrappato alla collina, con stradine strette sormontate da archi tra una casa e l’altra, il piccolo borgo, in provincia di Imperia, è sorto, tra il XII e il XIII secolo, intorno a un castello.le emozioni in viaggio... andar per borghi Scenografico, Bandiera Arancione, è una meta ideale dove trascorrere gli ultimi scampoli dell’estate. Si respira una quiete, ideale per passeggiate e per scoprire tesori artistici, come la parrocchiale di San Michele con il Polittico cinquecentesco del Canavesio, il santuario della Madonna del Passoscio, la cappella rurale di San Lorenzo e la chiesa di S. Bernardo. La tradizione enogastronomica? La capra e fagioli e il gran pistau (“grano pestato”), fra i formaggi il bruss. Tra gli eventi a fine settembre c’è la Sagra del Fungo, con degustazione, esposizione di funghi porcini e premio al miglior piatto. Da non perdere il 10 ottobre la Raviolata di San Tiberio.

Scarperia  Dici Scarperia e pensi ai coltelli. Delle 450 botteghe di coltellinai che si trovavano qui nel periodo di massimo splendore, oggi ne restano solo cinque.le emozioni in viaggio... andar per borghi Siamo nella  conca del Mugello, ai piedi dell’Appennino, a 30 km da Firenze. Imperdibile il Palazzo de’ Vicari, con la sua torre merlata con l’orologio costruito da Brunelleschi e la facciata decorata dagli stemmi dei vicari. In passato, residenza nobiliare e fortezza, oggi è sede di mostre, collezioni temporanee e del Museo dei Ferri Taglienti, dove è conservata una collezione di coltelli da offesa, per gioco e per difesa e diverse tipologie di forbici. Proposte enogastronomiche? Ribollita, zuppa rustica, tortelli di patate, tagliolini ai funghi o al tartufo, i tortelli con ripieno di castagne, capriolo alla crema, daino in umido, anatra alla mugellana o tagliata di manzo con rucola. Da assaggiare il liquore gemma d’abete, prodotto dai frati del convento di Monte Senario.

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