Che cosa fare a Torcello, un’isola dell’arcipelago di Venezia

Torcello, l’isola della laguna più a nord di Venezia, è una terra che non solo racconta imprese e leggende, ma che soprattutto custodisce un gioiello, l’Abbazia di Santa Maria Assunta. Ecco alcuni must da visitare, approfittando di un soggiorno a Venezia.

Torcello, l’isola dei torchi e delle fascine (turse, tursèi, turseli), poteva essere quello che nei secoli ha rappresentato Venezia. Così non è stato. Strano destino, oggi è per molti una scoperta! Scoprire Torcello, nella parte nord-orientale della laguna di Venezia, è percorrere strade verdeggianti che corrono lungo canali e orti, conoscere l’antica storia del vino di Venezia e scoprire i sapori della cucina veneziana. Con il Consorzio dei Vini di Venezia è stata anche l’occasione di degustare alcuni rinomati vini veneziani come lo Chardonnay Ai Galli, il Manzoni Reichsteiner e il Venezia Doc Col De Mar.

Torcello: culla della civiltà veneziana

1500 anni fa Torcello fu la culla della civiltà veneziana. Nell’anno 638, a causa dell’invasione dei barbari, il vescovo cattolico di Altino, la più importante città romana della zona, si trasferì con buona parte della popolazione altinate a Torcello, dando vita al primo grande insediamento lagunare. Il suo maggiore splendore l’isola lo conobbe tra il VII e il X secolo grazie ad un florido commercio. La lavorazione della lana e del vetro aumentarono i profitti e così l’economia decollò. Ma con il crescere dell’importanza di Venezia, Torcello perse sempre più potere. Il diffondersi della malaria le dette il colpo di grazia. I palazzi, caduti in rovina, si trasformano in cave di pietre trasportate a Venezia per essere utilizzate nella costruzione di nuovi edifici.

La leggenda del Ponte del Diavolo

Lungo il percorso che ti porta in visita all’Abbazia di Santa Maria Assunta tappa immancabile è il Ponte del Diavolo, luogo avvolto dal mistero di un’antica leggenda che ancora affascina molti turisti.
I protagonisti? Una strega, una giovane donna, un soldato austriaco e il diavolo in persona.

La leggenda narra che, durante l’invasione austriaca, una ragazza si innamorò perdutamente di un militare austriaco. La storia d’amore era malvista dalla famiglia della giovane. Allontanata da Torcello, la donna fu raggiunta dalla triste notizia della morte dell’ufficiale. Un amico di famiglia, la convinse a rivolgersi ad una strega per poter richiamare in vita l’innamorato. La megera le propose un patto con il diavolo: la consegna delle anime di 7 bambini morti prematuramente in cambio di una vita da condividere con il giovane austriaco. Lo scambio? Sul ponte di Torcello. La ragazza si ricongiunse al suo amato, ma la strega. uccisa da uno sconosciuto, non rispettò il patto. Il diavolo attende ancora che venga rispettato l’accordo e ogni anno, il 24 dicembre, si presenta nei pressi del ponte sotto forma di gatto nero.

Che cosa fare a Torcello

Cattedrale di Santa Maria dell’Assunta

Nel centro dell’isola, lasciandosi alla sinistra il Trono di Attila, il Palazzo del Consiglio e il Palazzo dell’Archivio, sedi del Museo provinciale di Torcello, si erge, con il suo altissimo campanile, la Cattedrale di Santa Maria dell’Assunta. Costruita nel 639, l’edificio a pianta basilicale, importante esempio dello stile veneto-bizantino, è divisa in tre navate da 18 colonne di marmo greco, con capitelli in stile corinzio.

Battistero

Un tempo il Battistero, insieme alla Cattedrale, il Campanile e il martyrium, era uno degli elementi paleocristiani di Torcello. Oggi rimangono pochi resti. Probabilmente in origine conteneva una bacinella di acqua benedetta che sgorgava dalle bocche di animali simbolici.

Chiesa di Santa Fosca

Contigua alla Cattedrale sorge la Chiesa di Santa Fosca, che custodisce le ossa della martire Fosca e di Santa Maura. Di forma ottangolare, custodisce mosaici che rapiscono la vista e il cuore! Sull’abside è raffigurata la Madonna Odigitria (“la Madonna che conduce“) databile alla seconda metà del XII secolo e ascrivibile a maestranze bizantine. La Madonna indica con la mano il Bambino Gesù che tiene in braccio. I suoi occhi indicano la luce di Dio. Al di sotto della Vergine sono rappresentati i 12 Apostoli, la cui rappresentazione è datata alla fine dell’XI secolo per mano di mosaicisti veneziani.

il trono di Attila

La controfacciata, divisa in sei livelli, vede rappresentata la Crocefissione e il Giudizio Universale. L’opera è attribuita a maestri veneziani, a cavallo tra l’XI ed il XII secolo. Interessante un particolare: dal costato di Gesù, da cui esce sangue e acqua. È un richiamo bizantino alla lettura della Crocefissione che non viene mai rappresentato nel suo realismo della carne né nell’agonia. Cristo morto non perde la sua divina nobiltà.

Il Trono di Attila

Il trono di pietra, che si trova davanti alla Chiesa dell’isola, secondo una leggenda, sarebbe stato usato da Attila, re degli Unni, dopo aver invaso Torcello. In realtà noi sappiamo che l’avanzata degli Unni si fermò ad Aquileia. Il trono di Attila risale al V secolo dopo Cristo ed era usato dal governatore dell’isola di Torcello quando amministrava la giustizia e durante le riunioni del consiglio.

Dove mangiare a Torcello

Locanda Cipriani

Di proprietà della famiglia Cipriani dal 1934 la celebre locanda ospitò, nell’ottobre del 1948, Ernest Hemingway, che qui si dedicò alla caccia alle anatre e alla stesura del romanzo “Di là dal fiume e tra gli alberi”. Qui si fermarono la Principessa Maria José da Savoia, il Principe del Galles Carlo e Lady Diana, la Regina Elisabetta d’Inghilterra, Maria Callas, Marc Chagall, Max Ernst, Winston Churchill, Liza Minelli e la lista potrebbe continuare! Si possono assaporare piatti tipici della cucina veneziana.

Osteria al Ponte del Diavolo

Adatta per festeggiare eventi e feste, l’Osteria al Ponte del Diavolo serve ottimi piatti di pesce. In particolare vi segnaliamo l’immancabile piatto tipico veneziano: la sarde in saor, il piatto della Festa del Redentore, che si tiene ogni anno la terza domenica di luglio. Noi abbiamo gradito un ottimo risotto alla pescatora. E non dimenticate di ordinare i dolci!

Che cosa vedere nei dintorni di Torcello

Murano

Nota per la produzione del vetro, a Murano è ancora possibile ammirare la tecnica utilizzata nel processo di lavorazione del vetro soffiato, tramandata di padre in figlio dagli artigiani. L’isola si contraddistingue per le sue case variopinte e i piccoli canali d’acqua. Alla fine delle Fondamenta dei Vetrai, poco prima del ponte Longo, si trova la Chiesa di San Pietro Martire. All’interno si trovano alcune interessanti opere d’arte messe in salvo dalle razzie di Napoleone Bonaparte. In particolare, soffermati sulla “Madonna col bambino in trono tra angeli e santi” di Giovanni Bellini e sul “San Girolamo nel deserto” opera di Paolo Veronese. Attraversando la sponda opposta di ponte Longo e dopo una passeggiata per Riva Longa, si erge Palazzo Giustinian che ospita il Museo del Vetro, dove sono custoditi 700 anni di storia del vetro. Al termine delle Fondamenta troverai il Duomo di Murano, dedicato ai Santi Maria e Donato, esempio di arte Veneziana-Bizantina. Esternamente l’abside è circondata da due linee di archi a tutto sesto su colonne gemelle, abbellite con splendidi capitelli.

Burano

Famosa per il merletto e le case colorate, dimora di grandi artisti come Baldassare GaluppiRemigio Barbaro e Pino Donaggio, è un’isola che ha conservato la placidità della vita veneziana. Appena scesi dal traghetto, si può ammirare un prato dove è posta una solenne scultura dell’artista Remigio Barbaro. Giunti nella piazza principale si ha subito un’assaggio dell’arte del merletto. Immancabile la pausa pranzo per degustare il “risotto di gò“. L’origine del nome? Il brodo in cui viene cucinato e mantecato il riso è ricavato dal “gò”, un pesce tipico della laguna di Venezia, più conosciuto con il nome di “ghiozzo“. Tra i dolci, il classico bussolà, un biscotto a forma di esse. In Piazza Galuppi è visitabile la Chiesa di San Martino Vescovo. Qui puoi ammirare la tela di Gian Battista Tiepolo. Nella medesima piazzetta trovi il Museo del Merletto e il Palazzo del Municipio.

Come arrivare a Torcello

Da Venezia partono diversi battelli pubblici che fanno servizio verso Burano, con fermata intermedia a Torcello.

Monica Viani e Roberto Rossi

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