Di cosa abbiamo paura quando parliamo di Cibo e Paura?

Share on FacebookTweet about this on Twitter

Cibo è Cultura”, ripetiamo noi Famelici come un mantra.
Ma in qualche modo anche “Cibo è Paura”.
“Può la paura fare rima con il cibo?” con questa domanda Annalisa Andreini, foodblogger e scrittrice enogastronomica, approccia il tema in un breve saggio contenuto del volume “Le vie della paura” realizzato a più voci dal Gruppo Antropologico Cremasco, un excursus tra varie forme di questa emozione primordiale.

cibo, cultura, paura

Il cibo fa paura?

Quale paura, quale cibo? Un aspetto è la questione della sicurezza alimentare – la provenienza degli alimenti, il modo in cui sono trattati, le verità delle etichette, gli inganni del mercato, le “leggende metropolitane” (sì, insomma quelle che adesso chiamiamo “fake news”). Sappiamo cosa mangiamo veramente? La non-conoscenza genera paura.

Un altro aspetto è la natura delle impressioni rispetto a ciò che mangiamo, la riscoperta dei sensi, l’iter di conoscenza e accettazione ed esperienza del cibo, che poi è conoscenza, accettazione ed esperienza di noi stessi. Siamo quello che mangiamo (con Feuerbach), mangiamo ciò che siamo?

Gourmet anoressici

C’è anche un paradosso: quello di diventare dei gourmet anoressici, in un contesto sempre più disorientante, sempre più affollato di contraddizioni alimentari. L’ossimoro non è dell’autrice, ma coglie bene la condizione di noi consumatori golosi e curiosi sospesi tra paura di morire di fame e orrore di essere soffocati dalla sovrabbondanza. Un inizio, una soluzione è l’educazione. Intesa come cultura del cibo, amore per la vita, consapevolezza, ascolto della natura, spirito critico. E forse neanche questo basta.

Verso l’indicibile

Il saggio lascia fuori il tema buio, scomodo e doloroso di quando il cibo fa paura di per sé. Cioè il tema dei comportamenti alimentari come anoressia, bulimia di cui il nostro tempo ha un morboso, forse ipocrita, pudore. Su Famelici vogliamo parlare di queste relazioni indicibili con il cibo, invece, grazie anche a tutti questi spunti che ci portano al confine con l’argomento.

“Le vie della paura”
Gruppo Antropologico Cremasco
www.facebook.com/antropologiacremasca/
Per acquistare il libro:
gac1980@libero.it
oppure in tutte le librerie di Crema

[Immagine in evidenza: Donata Ricci]

Potrebbe interessarti anche:


Leggere Amélie Nothomb attraverso il cibo: “Biografia della fame” oltre al mangiare la ricerca della propria identità

Si può raccontare la propria vita attraverso il desiderio, la fame di cibo e cultura? Sì, soprattutto quando questa diventa metafora di altri desideri: amore, bellezza, avventure. Il romanzo autobiografico "Biografia della fame" della scrittrice belga Amélie Nothomb è una testimonianza di come sconfiggere l'anoressia cibandosi di parole, trasformando il corpo in carta. Il libro pubblicato nel 2004 è un romanzo senza tempo che vale la pena...Leggere Amélie Nothomb attraverso il cibo: “Biografia della fame” oltre al mangiare la ricerca della propria identità ultima modifica: 2017-10-22T23:24:12+00:00 da Monica Viani


Potrebbe interessarti anche:


Leggere Virginia Woolf attraverso il cibo: ritratto di una donna che fa ancora paura

Leggere Virginia Woolf attraverso il suo rapporto con il cibo: un tentativo di comprendere la personalità di una scrittrice governata da impulsi spesso opposti. Un'ulteriore dimostrazione che cibo e cultura possono essere chiavi di lettura per cercare di dare risposte a domande complesse. Ma chi è Virginia? Una donna nevrotica, taciturna, depressa, scorbutica, frigida, con un naso pronunciato e...Leggere Virginia Woolf attraverso il cibo: ritratto di una donna che fa ancora paura ultima modifica: 2017-09-04T00:04:15+00:00 da Monica Viani

Di cosa abbiamo paura quando parliamo di Cibo e Paura? ultima modifica: 2018-01-15T18:36:02+00:00 da Daniela Ferrando FamFriend

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *