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Ròdon Chiaretto di Bardolino DOP: il gusto del rosa, tra agrumi e mineralità del Garda

Nel nome del rosa un vino sorprendente, fresco con un’essenza fedele al territorio

Ottenuto da uve autoctone del territorio di Bardolino – Corvina e Rondinella – il Ròdon Chiaretto di Bardolino DOP si distingue per la sua spiccata mineralità e vivace acidità. La nostra degustazione di tre diverse annate ne conferma lo straordinario potenziale di invecchiamento

Se stai cercando un vino elegante, biologico e ricco di storia, il Chiaretto di Bardolino è una scelta eccellente. In particolare, il Ròdon Chiaretto di Bardolino DOP della cantina Le Fraghe rappresenta un perfetto equilibrio tra tradizione, qualità e rispetto per l’ambiente.  

Ròdon Chiaretto di Bardolino DOP: un rosato autentico e biologico

Il Ròdon Chiaretto di Bardolino è un rosato ottenuto da un blend di uve autoctone: 80% Corvina e 20% Rondinella. Le uve provengono da vigneti di circa 12 anni situati nei comuni di Affi e Cavaion Veronese, nel cuore del Veneto, a 190 metri di altitudine e con esposizione sud. Questa zona, di origine glaciale, è caratterizzata da terreni morenici ricchi di ciottoli e ghiaie, che conferiscono ai vini una spiccata mineralità e freschezza. Noi lo abbiamo degustato e conosciuto attraverso le parole della vignaiola Matilde Poggi, la “signora in rosa” che ha sempre rifiutato di seguire le mode:

  • Ròdon Chiaretto di Bardolino DOP 2023
  • Ròdon Chiaretto di Bardolino DOP 2022
  • Ròdon Chiaretto di Bardolino DOP 2021

La storia della cantina Le Fraghe

La storia della cantina Le Fraghe

Matilde Poggi è nata in una famiglia attiva nella produzione di vino sin dagli anni ’60. All’epoca, però, fare il vignaiolo non era l’attività principale del padre. Così, nel 1980, le vigne di famiglia vennero suddivise tra lui e i suoi due fratelli, e le uve iniziarono a essere conferite a una cantina sociale.

Con il tempo, Matilde ha voluto valorizzare direttamente il frutto del proprio lavoro. Ha cominciato a vinificare in proprio una parte delle uve, fino ad arrivare, nei primi anni ’90, a trasformare completamente la produzione. Il suo percorso è iniziato con il Bardolino, ma presto ha deciso di dedicarsi anche al Chiaretto, un vino rosato legato a una lunga tradizione nel territorio.

Determinata a creare un vino che rispecchiasse pienamente la sua idea di “vino rosa”, Matilde ha esplorato diverse strade, sperimentando con costanza. Solo dopo molte prove è riuscita a raggiungere un risultato che la soddisfacesse davvero: un Chiaretto capace di raccontare il territorio, il vitigno e la sua visione personale del vino.

Profilo organolettico del Ròdon Chiaretto di Bardolino DOP, un vino elegante e delicato e con una gradazione gentile

Il nome del vino, che in greco antico significa rosa, è un omaggio alla mamma

"Rodon" Chiaretto di Bardolino DOP della Cantina Le Fraghe

Il Ròdon si presenta con un colore rosato volutamente scarico, trasparente. Già il colore dà un’idea della leggerezza e della delicatezza del vino.Al naso offre un bouquet elegante con note di rosa canina, fragoline di bosco e ribes rosso. In bocca è fresco e armonico, con una buona struttura, una piacevole sapidità e una lunga persistenza.

Nel calice un rosa pesca tenue, un naso giocato su note di frutta polposa tra il tropicale e l’agrumato, fragolina, papaia, lime, quasi un mandarino, estremamente piacevole. L’assaggio è avvolgente, fresco, ritorna il frutto e l’agrume, e la mineralità mixata alla salinità tipica del territorio.

La degustazione  del Ròdon Chiaretto Bardolino DOP: 3 annate e tra agrumi diversi

Come sottolinea Matilde Poggi: “Come per tutti i miei vini, io cerco la facilità di beva”

Ròdon Chiaretto di Bardolino DOP 2023

Il Ròdon Chiaretto di Bardolino DOP 2023 è un vino che racconta, fin dal primo impatto olfattivo, tutta la vivacità e la freschezza della sua terra. Al naso è un’esplosione di frutta polposa tropicale matura con sentori agrumati che ricordano pompelmo rosa e scorza d’arancia..

Al palato è ampio, fresco, con un’acidità ben integrata e una mineralità sottile ma persistente. Il finale è lungo, sapido, e lascia in bocca un ricordo elegante e piacevolmente salino. Da sottolineare l’equilibrio tra nota sapida e leggerezza. Un compagno ideale per la sua freschezza e bevibilità per piatti estivi, crudi di pesce o un aperitivo al tramonto, magari con vista sulle sponde del Garda.

Ròdon Chiaretto di Bardolino DOP 2022

Il Ròdon Chiaretto di Bardolino DOP 2022 si presenta con un bouquet raffinato, intenso e immediato: note agrumate fresche si intrecciano a delicate sfumature di piccoli frutti rossi e rosa canina. Al palato è rinfrescante e armonioso, con una texture morbida che avvolge senza appesantire. Il finale, asciutto ma persistente, rivela una piacevole nota di mandorla che aggiunge profondità e carattere. Un vino rosato, riflessivo, che si distingue per espressività e coerenza territoriale

Ròdon Chiaretto di Bardolino DOP 2021

Nel calice,il Ròdon Chiaretto di Bardolino DOP 2021, dal colore rosa salmone, annuncia già la sua personalità evoluta, elegante in modo austero,succosa e minerale. Al naso emergono note agrumate , tra cui pompelmo rosa e cedro, accompagnate da un accenno di nota idrocarburica – tipico segno di evoluzione – che si integra con una base fruttata e floreale.Al palato si distingue per la sua freschezza, mineralità ed eleganza, con un profilo completamente secco, privo di residuo zuccherino.

Abbinamenti gastronomici

Traccia di Rosa Chiaretto di Bardolino 2021

Il rosa è il terzo colore del vino, anche se in Italia è ancora poco conosciuto. Presenta la caratteristica della longevità, anche se molti lo desiderano giovane. É avvolgente, polposo.

Il Ròdon Chiaretto di Bardolino si presta a numerosi abbinamenti: antipasti, piatti di carni bianche dai sapori delicati, zuppe a base di pesce di mare o di lago, uova e formaggi freschi. Può essere scelto per accompagnare i piatti di un intero menu.

Che cos’è il vino chiaretto di Bardolino? E perchè non va chiamato rosato

Il Chiaretto è un vino rosa prodotto principalmente nella zona del Lago di Garda, in particolare nelle denominazioni Bardolino Chiaretto (sponda veneta) e Valtenesi Chiaretto (sponda lombarda).

Il Chiaretto è frutto della vinificazione in rosato, cioè una macerazione molto breve delle bucce del vitigno rosso, per ottenere colore e aromi delicati, senza tannini marcati. Negli ultimi anni, grazie a vignaioli come Matilde Poggi, il Chiaretto ha conosciuto una vera e propria rinascita qualitativa, puntando su eleganza, finezza e territorialità, conquistando anche un pubblico internazionale.

Caratteristiche principali:

  1. Colore: rosa tenue, spesso con riflessi buccia di cipolla

  2. Vitigni principali:

    • Corvina (vitigno base, dà struttura e frutto)

    • Rondinella, che si distingue per la sua resistenza

    • Altri vitigni autoctoni, a seconda della zona (es. Molinara)

  3. Profilo aromatico: sentori di frutti rossi (fragoline, ciliegie), agrumi, talvolta note floreali e leggermente speziate.

  4. Gusto: fresco, sapido, con una buona acidità, secco. Perfetto come vino da aperitivo o da abbinare a piatti leggeri.

Perchè chiamare il Chiaretto vino rosa e non rosato

Ce lo racconta Matilde Poggi: “I Romani lo descrivevano utilizzando il termine “Vinum claretum” che indicava un vino chiaro, leggermente rosato.

Due zone principali

  1. Bardolino Chiaretto DOC – prodotto sulla sponda orientale del Lago di Garda, in Veneto.

  2. Valtenesi Chiaretto DOC – prodotto sulla sponda occidentale, in Lombardia, con base Groppello (un vitigno diverso rispetto alla Corvina usata nel Bardolino).

Credit Photo: Mauro Fermariello

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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