Degustazioni, masterclass e cena a The House of Mediterraneo per scoprire il vino Lugana DOC e la sua versatilità gastronomica
A fine gennaio, Milano ha ospitato una serata dedicata al Lugana DOC, il vino bianco del Lago di Garda che unisce Lombardia e Veneto in un sorso elegante e versatile. L’evento, organizzato dal Consorzio Tutela Lugana, si è svolto nella suggestiva cornice della location The House of Mediterraneo, in un ambiente che ha saputo coniugare degustazione, cultura e cucina d’autore. L’occasione ha permesso agli ospiti di conoscere le varie declinazioni della Turbiana, l’autoctona che dà vita al Lugana, e di scoprire come un territorio unico possa esprimersi in vini straordinari.
Il Consorzio Tutela Lugana, attivo dal 1967, promuove la conoscenza del vino e del territorio, sostenendo iniziative di enoturismo e valorizzando le cantine storiche e le giovani realtà produttive.
Il Lugana DOC: un vino dalle mille sfumature

La serata ha preso il via con un’introduzione sul Lugana DOC, un vino che ha conquistato i giovani senza mai imporre la propria presenza: dal fresco spumante alla vendemmia tardiva più complessa. La Turbiana, uva autoctona del territorio, sprigiona mineralità, sapidità e acidità bilanciate, riflettendo i venti e la natura del Lago di Garda. Grazie alla sua morbidezza, il Lugana si sposa con la cucina tradizionale ma regge anche abbinamenti più creativi, rivelandosi un vino versatile e di grande bevibilità.
Il territorio di produzione, compreso tra la provincia di Brescia e Verona, ha un clima mediterraneo grazie alla presenza del lago, che favorisce anche coltivazioni insolite per la zona come limoni e olive. I terreni argillosi e calcarei conferiscono al vino una mineralità distintiva, rendendolo unico rispetto ai parenti stretti come Verdicchio o Trebbiano di Soave.
La Masterclass: alla scoperta delle cantine e delle annate

La serata è proseguita con una masterclass guidata dai sommelier del Consorzio, che hanno presentato alcune delle migliori etichette di Lugana:
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Montonale Millesimato 2020: uno spumante metodo classico con due fermentazioni naturali, leggero e fresco, ideale come aperitivo o accompagnamento a tortelli al burro. Un vino che esprime perfettamente la filosofia della cantina che rispetta in modo rigoroso i cicli della natura.
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FronteLago 2024: vino elegante e leggiadro, con note di mandorla fresca e ananas, espressione di una cantina giovane e innovativa a Sirmione.
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Ottella Lugana DOC: la cantina della famiglia Montresor, che da generazioni valorizza la Turbiana. Con sentori di pesca, banana, arancia candita e mandorla, l’Ottella accompagna bene piatti aromatici o leggermente speziati. La storia della cantina affonda le radici nel territorio che ha conosciuto, essendo zona di passaggio, diverse guerre e nella leggenda di otto gemelli, che ancora oggi campeggia nel logo.
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Demessevecchie Lugana DOC: vendemmia tardiva, più alcolica e profumata, ideale con risotti alla parmigiana, tagliolini al limone o branzino alle mandorle.
Degustazione Lugana a Milano: cucina tradizionale e innovazione

La degustazione è stata accompagnata da una cena pensata da due chef d’eccezione:
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Vladimiro Poma, maestro della cucina della tradizione, ha proposto piatti autentici come la ribollita toscana e la lasagna con coniglio alla ligure, senape e olive taggiasche.
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Tommaso Zoboli, interprete della cucina contemporanea, ha stupito con creazioni innovative come la Spagyria con indivia belga, mandarino, alici e spezie, e una rivisitazione della zuppa inglese con panettone di Longoni.
Tra un assaggio e l’altro, la serata ha offerto approfondimenti sul territorio, con racconti sulla storia del Lago di Garda, dei vigneti e delle cantine, trasformando il vino in un viaggio sensoriale e culturale.
Enoturismo: il Lugana non è solo vino, è una destinazione
Oltre al vino, il Lugana è anche una destinazione: iniziative come “Lugana On Foot”, un percorso di 45 km tra i vigneti del sud Lago di Garda, uniscono cultura, natura e degustazioni, promuovendo un turismo lento e consapevole. Le cantine, tra tradizione e arte contemporanea, offrono esperienze che vanno oltre la semplice degustazione, raccontando storie, terre e persone.
Credit Photo: Daniela Martin

