Terra di storia e di buon cibo, il territorio di Alba, in Piemonte, è una parentesi di autenticità in un mondo sempre più artificiale. Per una fuga alla ricerca di verde, cibo e cultura, vi proponiamo di andare alla scoperta del Castello di Monticello d’Alba
Se stai cercando un’esperienza autentica tra cibo tipico piemontese, paesaggi naturali e patrimonio culturale, le Langhe e il Roero sono una destinazione imperdibile. Situati in Piemonte, a poco più di un’ora da Torino e due ore da Milano, questi territori rappresentano il cuore pulsante del turismo enogastronomico e culturale in Italia.
Tra le colline disegnate dai vigneti e i borghi medievali, si erge il Castello di Monticello d’Alba, una delle fortezze medievali meglio conservate del Piemonte. È il luogo perfetto per chi desidera vivere un viaggio nel tempo, immerso nella storia del Piemonte, nella sua tradizione nobiliare e nelle sue eccellenze gastronomiche.
Alla scoperta del Castello di Monticello d’Alba: un gioiello storico nel cuore del Roero
Un patrimonio vivente per immergersi nella cultura del Roero
Il Castello di Monticello d’Alba è un esempio straordinario di architettura medievale trasformata in elegante residenza signorile. Dal 1376 è di proprietà della nobile famiglia Roero, che ancora oggi lo abita: il conte Aimone con la moglie Elisa Ricardi di Netro e le figlie Lucrezia, Domitilla e Clotilde.
Oltre alla sua imponenza architettonica, il castello conserva arredi storici originali, testimonianza dell’antica vita aristocratica piemontese. Il parco che lo circonda, il celebre Giardino di Kurten, progettato in stile inglese, offre una cornice naturale di rara bellezza.
Il Castello di Monticello d’Alba: tra paesaggio, parco e gusto

Le Langhe e il Roero sono terra storia e di sapori. In particolare, il Castello di Monticello d’Alba è un esempio di castello medievale ben conservato e trasformato in residenza signorile. Di proprietà da sempre della famiglia Roero di Monticello dal 1376, oggi il Castello è di proprietà di Aimone, 24° conte di Monticello, che con la moglie Elisa Ricardi di Netro e le tre figlie, Lucrezia, Domitilla e Clotilde fanno vivere e conservano l’autenticità di questa testimonianza di storia d’Italia.
Oltre alla sua imponenza architettonica, il castello conserva arredi storici originali, testimonianza dell’antica vita aristocratica piemontese. Il parco che lo circonda, il celebre Giardino di Kurten, progettato in stile inglese, offre una cornice naturale di rara bellezza. I sentieri nei pressi della proprietà permettono di esplorare il paesaggio del Roero tra boschi di castagni, colline vitate e panorami mozzafiato. Un luogo perfetto per una gita sostenibile, tra slow tourism e bellezza autentica.
Grazie ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nell’ambito del progetto “Il parco del Castello di Monticello d’Alba: valorizzazione e fruizione di un luogo da sette secoli simbolo del Roero”, si è potuto mettere in sicurezza le scarpate, recuperare terrazzamenti e piantumare nuovi alberi. La rete dei sentieri è stata ridefinita con pannelli informativi e QR code.
La Storia Nobile della Famiglia Roero al Castello di Monticello d’Alba
Un viaggio tra storia, cultura e tradizioni nel cuore del Piemonte
Il castello mantiene la pianta quadrilatera, le torri agli angoli e la facciata medievale con merlature

Il Castello di Monticello d’Alba, situato tra le dolci colline delle Langhe e del Roero, non è solo una delle dimore storiche meglio conservate del Piemonte, ma è anche custode di secoli di storia nobiliare, cultura e leggende. A guidarne il destino per quasi mille anni è stata la famiglia Roero, casata nobiliare piemontese di origini antichissime, ancora oggi legata al territorio e alle sue tradizioni.
Le origini: Ghilione, l’eroe crociato
Uno degli antenati più leggendari della famiglia è Ghilione Roero, anche noto come Gillon, celebre condottiero della Prima Crociata del 1099, promossa da Papa Urbano II. Secondo la tradizione, Ghilione si distinse per coraggio e ardore bellico, sfidando in duello un capo nemico e vincendo con onore. Per questo gesto eroico, fu celebrato con un trionfo a Gerusalemme, simbolicamente rappresentato nel blasone della famiglia Roero: tre ruote d’argento su sfondo rosso, e la figura mitologica di Ercole con clava, accompagnata dal motto “A bon rendre” (A buon rendere).
La conquista di Monticello d’Alba
Nel 1376 la famiglia consolida il proprio legame con il territorio: Percivalle Roero, banchiere nei Paesi Bassi e mercante presso la Curia romana, insieme al fratello Aimonetto, acquisisce la signoria di Monticello d’Alba e parte del feudo di Castellinaldo. È da questo momento che i Roero ricevono il titolo di Conti di Monticello, dando inizio a una lunga e affascinante storia familiare, intrecciata alla cultura e all’arte del territorio.
Il Castello si trasforma in dimora nobile
Tra i personaggi più influenti spicca Francesco Gennaro Innocenzo Roero (1758-1842), generale e viceré di Sardegna, che nel 1787 sposa Paola Del Carretto di Gorzegno. In occasione delle nozze, commissiona importanti interventi architettonici all’architetto Rangone, trasformando il castello medievale in una dimora elegante e raffinata, oggi visitabile. Nel 1827, affida al celebre paesaggista Xavier Kurten il progetto del giardino all’inglese, attualmente oggetto di restauro grazie a fondi europei.
Eroi del Novecento
La storia della famiglia Roero si estende fino al XX secolo, con figure di rilievo come Aimone Manfredo Roero (1918–1942), tenente d’artiglieria caduto eroicamente in Libia durante la Seconda Guerra Mondiale, decorato con due medaglie di bronzo al valor militare e una croce di guerra. Suo fratello, Percivalle Rainero Roero (1922–1999), ha continuato a preservare e valorizzare l’eredità storica e culturale della casata.
Il Castello di Monticello d’Alba: una destinazione naturale ricca di storia

Le Langhe e il Roero sono terra storia e di sapori. In particolare, Castello di Monticello d’Alba è un esempio di castello medievale ben conservato e trasformato in residenza signorile. Oltre alla sua imponenza architettonica, il castello conserva arredi storici originali, testimonianza dell’antica vita aristocratica piemontese. Il parco che lo circonda, il celebre Giardino di Kurten, progettato in stile inglese, offre una cornice naturale di rara bellezza.
Perché visitare il Castello di Monticello d’Alba: 5 motivi per andarci

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Immersione nella storia medievale del Piemonte
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Scoperta di un castello abitato da una famiglia nobile dal 1300
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Passeggiata nel suggestivo Giardino di Kurten
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Esperienza tra cultura, natura e tradizione enogastronomica
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Vicinanza a città d’arte come Alba, Barolo, La Morra e Torino
Informazioni per la visita al Castello di Monticello d’Alba
Visite guidate:
individuali, in orario di apertura
per gruppi, tutto l’anno, su prenotazione.
Laboratori didattici per scolaresche o gruppi, su prenotazione
Ingresso:
7,00 € intero
6,00 € gruppi (min. 15 persone)
4,00 € ridotto: bambini e ragazzi 6-14 anni
2,50 € visita libera al Parco
gratuito per bambini fino a 5 anni, disabili, accompagnatori gruppi, giornalisti e guide professioniste
Per maggiori informazioni: www.roerodimonticello.it
Langhe e Roero: tra castelli, vigneti e sapori autentici
Visitare il Castello di Monticello d’Alba è anche un’occasione per esplorare i sapori delle Langhe e del Roero, famosi in tutto il mondo per vini pregiati come il Barolo, il Barbaresco e il Roero Arneis, oltre a specialità come il tartufo bianco d’Alba, la carne cruda all’albese, e i formaggi d’alpeggio.
Questa zona è perfetta per chi ama unire turismo culturale ed enogastronomia, grazie alla presenza di ristoranti tipici, cantine storiche e percorsi tra i vigneti riconosciuti Patrimonio UNESCO.
Dove mangiare la cucina piemontese

A Monticello d’Alba, dopo aver visitato il Castello di Monticello d’Alba, pranzate o cenate presso il Ristorante Conti Roero Qui scoprirete tutta la bontà della cucina piemontese e del tartufo. Un consiglio famelico? Non perdetevi il vitello tonnato e i tajarin al tartufo.
Come arrivarre al Castello di Monticello d’Alba
In auto da Milano occorre percorrere 160 km, da Torino 50 Km. In treno si può arrivare alla stazione di Monticello d’Alba (poi la distanza è di 1,6 km.)

