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5 motivi per andare a Bra’s: dalla salsiccia alla cucina gourmet in nome di cibo e cultura

Presentata a Milano la 4° edizione di Bra’s. Perchè andarci e il programma per godersi ogni momento

Perché andare a Bra’s al festival della salsiccia, del formaggio, del pane e del riso di Bra dal 19 al 22 settembre 2024? Vi anticipiamo un motivo: grandi chef stellati celebrano il prodotto simbolo della piccola cittadina piemontese in abbinamento alle specialità locali

Dopo aver partecipato a Milano presso il Mudec alla presentazione della 4° edizione di Bra’s, il festival della salsiccia, del formaggio, del pane e del riso di Bra, possiamo senza timore di smentita dire che sarà un evento gourmet eccezionale, capace di sedurre e deliziare tutti i presenti. Protagonista della manifestazione? La salsiccia di Bra, ma anche le eccellenze locali braidesi quali il formaggio, il pane e il riso.

L’anteprima milanese è culminata con la nomina di ambasciatore della Salsiccia di Bra all’Executive Chef del ristorante tre stelle Michelin Enrico Bartolini al Mudec Davide Boglioli, che delizierà i nostri palati giovedì 19 settembre durante il Gran Galà. Ma ora è giunto il momento di presentarvi i 5 motivi  motivi per andare a Bra’s

5 motivi per andare a Bra’s: dalla salsiccia da degustare cruda alla raffinata cucina gourmet

salsiccia di bra's

  1. La salsiccia di Bra: la storia racconta che veniva prodotta solo con carne di vitello per soddisfare le esigenze della comunità ebraica di Cherasco, che richiedeva prodotti senza carne di maiale. La sua vendita, però, era proibita per legge nei territori del Regno di Sardegna. Nel 1847 Casa Savoia concesse un permesso speciale, firmato dal re Carlo Alberto, per non pregiudicare gli interessi della comunità ebraica.
  2. Le eccellenze locali di Bra: Bra è famosa anche per la produzione di formaggio, pane e riso. Il Bra è un formaggio di montagna o d’alpeggio, prodotto principalmente con latte vaccino e una piccola percentuale di latte caprino o ovino. Si presenta in due varietà, entrambe con denominazione di origine protetta (DOP): tenero e duro. La cittadina piemontese si fregia di un pane caratteristico, noto per l’uso di lievito naturale e per i lunghi periodi di lievitazione, che arrivano fino a 15 ore. Vi è poi una piccola prduzione di riso. Il riso Carnaroli Classico di Bra è rinomato per il suo chicco allungato e la consistenza robusta, che assicura un’ottima tenuta di cottura.
  3. Gli chef: sono predenti sette gli chef stellati a cominciare dallo chef più stellato d’Italia, Enrico Bartolini, dell’omonimo ristorante del Mudec*** di Milano. I resident chef saranno capitanati da Massimo Camia (Ristorante Massimo Camia*-La Morra). Al suo fianco a cucinare Pasquale Laera (Ristorante Borgo Sant’Anna*-Monforte d’Alba) e Filippo Oggioni (Vecchio Ristoro*-Aosta).
  4. Il territorio di Bra: Bra, culla del barocco piemontese, riflette il grande fervore religioso che, tra il Seicento e il Settecento, combinato con un grande interesse per le arti, indusse molte famiglie locali a investire in chiese e palazzi di valore.
  5. Gli spettacoli musicali: grande attesa per Max Casacci con “Bra’s In Consolle” che non mancherà di coinvolgere migliaia di giovani e non solo. Fondatore dei Subsonica, è stato l’anima della band torinese, attraversando quasi trent’anni di musica all’insegna dell’innovazione e della sperimentazione.

Perchè andare a Bra’s? Ce lo raccontano i protagonisti

andare a Bra's

Ma ora è arrivato il momento di dirvi perchè andare a Bra’s, anzi ve lo facciamo dire da chi a Milano ha presentato la manifestazione.

Il direttore di Ascom Bra e del consorzio della Salsiccia, Luigi Barbero

L’evento, in continua espansione mira a diventare il corrispettivo di Cheese negli anni pari, con un format che fin dall’inizio si prefigge di rendere accessibile a tutti l’alta cucina di chef stellati, in un’atmosfera gioiosa e di festa. Desidero evidenziare l’eccellente lavoro di squadra nell’organizzare il festival e nel promuovere i prodotti locali, offrendo al pubblico una vasta gamma di attività e degustazioni“.

Davide Boglioli, Executive Chef del ristorante tre stelle Michelin, Enrico Bartolini al Mudec

Il menù di giovedì prevede una sorpresa che precede il sandwich Milano-Bra e il  risotto In-Bra-nato, prima del filetto di vacca e nocciola e del dolce La Zizzola

Davide Boglioli e il suo amore per le eccellenze di Bra

Davide Boglioli

Davide Boglioli è nato 33 anni fa a Bra e ne rivendica con orgoglio le origini. Con il sorriso sulle labbra, esordisce dicendo: “io sono un in-bra-nato e a Bra’s proporrò il risotto in-bra-nato“. Come è nata la tua passione per la cucina? “Vi stupirò, nessuna nonna o mamma, ma uno zio, che mi ha fatto amare l’orto, i prodotti della terra e gli animali. Il mio primo amore sono state le materie prime. L’interesse per la cucina è nato quando ho frequentato l’istituto Velso Mucci, dove ho avuto ottimi professori“.

Nel 2012 è arrivata la grande occasione con la chiamata di Enrico Crippa. “Un maestro di vita, un uomo eccezionale – racconta Davide Boglioli –  mi ha fatto capire come si lavora e come si rispetta la materia prima“. É la volta poi del “Trivet”, ristorante londinese due stelle Michelin. Tornato in Italia, fatale è l’incontro con Enrico Bartolini, che lo vuole con sé. “Bartolini – conclude il giovane chef –  è uno chef- imprenditore, un uomo colto che punta sui giovani e che gestisce i suoi ristoranti rispettando la territorialità e dando a ciascuno dei suoi locali una propria personalità“.

Noi possiamo solo dirvi che con il “Rocher piemontese” con salsiccia di bra, tartare di manzo piemontese con foie gras, lardo di maiale, con spezie dolci, in foglia d’oro, da mangiare in un solo boccone, Davide Boglioli ha fatto goal!

Tutte le informazioni utili su Bra’s

  • Quando: dal 19 al 22 settembre 2024
  • Dove: Bra, corso Garibaldi e Corso XX Settembre
  • Info: 0172/430185

Qui il programma aggiornato

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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