in

Il galateo del gelato: come si mangia

Arriva l’estate e chi non cede alla tentazione del gelato? Sorge spontanea un’altra domanda (questa senza stagione!): chi non conosce le regole del galateo? Che siano tratte da Monsignor Della Casa o da Donna Letizia, tutti ne abbiamo un’idea. Ma il gelato come si mangia? Esiste il galateo del gelato? Abbiamo cercato “famelicamente” testi che ci potessero aiutare. Ahimè abbiamo trovato solo qualche articolo di giornale. Che cosa abbiamo scoperto?

Galateo del gelato: come si mangia

Partiamo da un’ovvietà: la coppetta non presenta grandi handicap, è il cono quello difficile da affrontare!

Come si tiene in mano? É consigliata una certa delicatezza per evitare che il cono si rompa. Il galateo imporrebbe di astenersi sia dal leccarlo che dall’addentarlo. Questione di stile! Che fare? Chiedere in cucchiaino e mangiarlo come se fosse un dessert. Si eviterebbe anche l’inevitabile macchia sull’abito provocato dallo scioglimento del gelato…

Ma che gusto c’é? Se soprassediamo alla precedente indicazione per godere del gelato fino in fondo, lecchiamo il gelato prima ai lati per poi aumentare l’intensità procedendo verso la sommità.

Se proponi il gelato come dolce a fina pasto, i cucchiaini a forma di paletta o a spatola vanno posizionati sopra il piatto e con il manico verso destra sostituendo le forchette per la frutta. Il gelato si serve sempre dopo il formaggio e prima della frutta.

Non si dovrebbe scrivere, dovrebbe essere chiaro a tutti, ma ricordarlo non fa mai male: la carta del gelato (se confezionato) o la coppetta non va gettata a terra! É da incivili!

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

Vero Taleggio Dop: la storia culturale di un formaggio con nome recente ma dalle antiche origini

Se cibo è cultura, che c’è di culturale nel vero Taleggio DOP?

Sardegna & olio

Sardegna & olio: radici, sapori e orizzonti