Una meta perfetta per chi ama natura, cibo e cultura? Una vacanza in Valcamonica. Partendo da Brescia arriviamo a Ponte di Legno, fermandoci ad Aviolo per vivere un’esperienza unica: il recupero delle bottiglie di Adamadus Zero Estremo, lasciate ad affinare nel laghetto alpino.
Il territorio bresciano ha molto da offrire. Borghi in prossimità del lago d’Iseo, tranquilli villaggi di montagna, paesaggi che non hanno nulla da invidiare alle mete montane più gettonate. E ciò che non va sottovalutato, un verde che rinfresca solo a contemplarlo! Ecco i motivi per cui Famelici ha inserito la Valcamonica nei luoghi del cuore da visitare.
Un luogo ideale per scoprire la storia dei camuni, dei Romani, delle piccole chiesette che nascondono tesori inestimabili, ma anche di chicche enogastronomiche ancora poco conosciute. C’è veramente tanto da vedere! Per organizzare una vacanza in Valcamonica consigliamo di partire da Brescia, città che dista meno di un’ora da Milano, facilmente raggiungibile anche in treno. Pronti a organizzare una vacanza in Valcamonica con noi?
Brescia, Boario e … una vacanza in Valcamonica
Valcamonica, vallata della Lombardia orientale, famosa per le pitture rupestri preistoriche, le tracce di storia romana, il formaggio di capra fatulì e i casonsei, testimonia il suo passato e nello stesso tempo ricerca il suo futuro sviluppando un turismo sostenibile in nome di cibo e cultura
Punto di partenza per una vacanza in Valcamonica: Brescia
Prima di partire alla scoperta della Valcamonica ci vogliamo fare un’idea di una città che, con Bergamo è capitale della cultura 2023. La cosa migliore è fare una passeggiata nel centro storico. Circondata da verdi montagne, scopriamo che anche Brescia ha la sua movida. Basta fare un giro al Carmine, la zona riqualificata vicina alla parte più a nord di via San Faustino. Qui sono stati aperti diversi pub e locali dove ascoltare musica bevendo un calice di vino, una birra o sorseggiando un cocktail.
Inevitabile una sosta a Piazza della Loggia, una delle più belle piazze d’Italia, realizzata in epoca rinascimentale. Qui si erge il il Palazzo della Loggia, edificio rinascimentale in marmo di Botticino con un elegante porticato ed una maestosa cupola; la rinascimentale Torretta dell’Orologio; il monumento alla Bella Italia, regalato alla città da Vittorio Emanuele II in memoria dei caduti delle Dieci Giornate di Brescia; il Palazzo Monte di Pietà Vecchio e la stele che ricorda le vittime dell’attentato fascista del 28 maggio 1974, compiuto durante una manifestazione sindacale. Una piazza che attrae dal punto di vista architettonico e che ricorda una delle pagine più tristi della nostra storia più recente.
Il suggerimento di un giornalista bresciano? Visitare la Basilica longobarda di San Salvatore che custodisce gli affreschi del Romanino. Da segnalare poi, dal 12 luglio fino al prossimo 29 ottobre, la possibilità di ammirare due capolavori, due bronzi dell’età ellenistica, per la prima volta insieme: la Vittoria Alata e il Pugilatore in riposo. Le due statue saranno esposte nell’aula del Capitolium di Brescia, con uno spettacolare allestimento curato dall’architetto Juan Navarro Baldeweg.
Purtroppo il tempo è tiranno, dobbiamo lasciare Brescia, ripromettendoci di tornare presto per visitarla meglio. Il nostro viaggio ci conduce a scoprire il lato green di una provincia che non ha nulla da invidiare a regioni più conosciute per il loro essere considarate “verdi”.
Le meraviglie camune e romane di Cividate Camuno, primo sito Unesco italiano
Quando visiti il Museo Archologico di Cividade Camuno, non stai solo visitando uno dei tanti musei italiani. Stai tornando indietro di migliaia di anni in un mondo congelato nel tempo.
Una sorpresa davvero inaspettata è Cividate Camuno, piccolo comune bresciano, diventato nel 1979 il primo sito Patrimonio Unesco italiano. Il gioiellino da visitare con calma è il Museo Archeologico della Val Camonica, inaugurato nel 1981 e ampliato negli anni successivi. Qui è custodita la storia di una terra che ha origini antichissime. La civiltà dei Camuni ne ha caratterizzato per lungo tempo la cultura, lasciandoci diverse incisioni rupestri. Tutto termina con la conquista romana. Una testimonianza del passaggio da un’epoca preistorica alla civiltà romana è testimoniata proprio dalla costruzione di Cividate Camuno, edificata secondo i canoni della città romana ad impianto centuriato e con edifici pubblici quali il teatro, l’anfiteatro e le terme.
Il Museo Archeologico della Val Camonica e l’Anfiteatro

La sala del museo che maggiormente attrae i visitatori è la Sala Minerva. Il reperto principale è la sorprendente statua di Minerva, copia romana in marmo greco di un originale di V secolo a.C, proveniente dal santuario di Minerva di Breno. Una statua che ben spiega il sincretismo religioso adottato dai Romani. La dea Minerva, infatti, eredita e interpreta i caratteri delle divinità indigene con un forte significato propagandistico che sottolinea la forte presenza romana nel territorio.
Presso il museo si può ammirare anche una statua frammentaria di nudo eroico con panneggio che potrebbe rappresentare un membro della famiglia imperiale giulio-claudia. Visitabile è anche l’anfiteatro di Cividate Camuno, che presenta una struttura piena su terrapieno. Fu costruito nel I secolo d.C., durante la dinastia dei Flavi, o all’inizio del II secolo, durante il regno di Traiano. La parte a monte è realizzata sfruttando il pendio della collina sulla quale poggiano le gradinate, mentre quella in corrispondenza dell’asse maggiore è costruita in muratura. La guida che ci accompagna a Cividade Camuno, Stefano Damiola, che conosce ogni angolo del museo e della cittadina – non importa quanto nascosto -ci ha regalato una visita indimenticabile!
Qualche suggerimento goloso
E se dopo la visita di Cividade Camuno, volete fare una passeggiata, non vi resta che infilare le scarpe da trekking. Per mangiare ci si può poi fermare a Lozio (il paese senza cartelli stradali!) alla Trattoria Alpina, dove gustare i piatti tipici della cucina della Valcamonica. Dai casoncelli alle lumache in guazzetto con spinaci!
A Esine in nome di cibo e cultura

Dopo il piacevole tour di arte preistorica e romana – carico di grandi scoperte – ci accorgiamo che è arrivato il momento di pranzare. Arrivati a Esine, all’imbocco della Valle del Grigna, raggiungiamo il centro e ci fermiamo alla Trattoria Stella. Entriamo in una fresca taverna, in un ambiente dal tono rustico ma ricercato. Lo sguardo corre alle pareti realizzate con pietre di fiume, decorate con diversi utensili usati per lavorare in campagna o per cucinare.
Il pranzo è ricco e soprattutto ci fa conoscere i sapori della cucina della Valcamonica. Imperdibili i salumi, un ingrediente che ha un ruolo importante nella cucina camuna. Ricordiamo che la cultura contadina prevede che del maiale non si butta via niente! I camuni sostenevano che il salume va mangiato a foi (fogli) non a liber (libri), cioè a fettine sottili per apprezzarne il gusto. Va poi servito con riccioli di burro casereccio. Ottimo anche da spalmare sopra ad una fetta di spongada, il dolce non delce della zona. Dopo aver degustato la carne salada e una tartare di puledro, è la volta di una favolosa polenta servita con funghi porcini.
Gli affreschi di Santa Maria Assunta di Esine, la cappellla Sistina della Valcamonica

Dopo il profano, tocca al sacro. Visitiamo la chiesa di Santa Maria Assunta, la Cappella Sistina della Valcamonica, edificata nel VI o VII secolo e decorata con uno dei più suggestivi affreschi di Pietro Da Cemmo, che raffigura la storia della salvezza (1491). Gli affreshi, di ispirazione francescana, si impongono per la finezza teologica e la complessità del racconto. Suggestivo il Cristo Pantocratore di oltre 3 metri circondato dai Santi del paradiso. Della scuola del Da Cemmo appartengono anche gli affreschi della cappella di San Rocco, annessa alla chiesa romanica della SS.Trinità.
Da Boario Terme alle acque ghiacciate del lago d’Aviolo per degustare uno spumante
La nostra giornata all’insegna di natura, cibo e cultura è terminata. Per riposarci e cenare soggiorniamo all’Hotel Sorriso a Boario Terme. Un albergo accogliente, dove si presta molta attenzione alla cucina. Qui, dopo aver passeggiato per le vie di Boario, noto centro termale, ci prepariamo ad assaggiare i casonsei, ravioli a forma di mezzaluna, serviti in una versione opulenta nelle corti rinascimentali e in una versione più povera sulle tavole dei giorni di festa dei contadini. Per alcuni studiosi è il piatto di pasta ripiena più antico d’Italia.
Una passeggiata per raggiungere il lago d’Aviolo

La mattina prevede una passeggiata che ci porta sulle sponde del suggestivo laghetto di Aviolo, un bacino d’acqua semi artificiale all’interno del Parco dell’Adamello. Ci rechiamo presso il borgo di Vezza d’Oglio. Da lì seguiamo le indicazioni per il Rifugio Aviolo, per imboccare la strada che porta verso la Val Paghera. Dopo aver raggiunto il Rifugio della Cascata parcheggiamo l’auto e proseguiamo a piedi. Da lì procediamo per il sentiero n° 21, lambito da un bosco di abeti. Dopo aver raggiunto il Rifugio Aviolo arriviamo presso le rive del laghetto, dove assistiamo al recupero di 2.240 bottiglie dello spumante Adamadus Zero Estremo lasciate affinare per 2 anni in una vera “cantina naturale”.
Una vacanza in Valcamonica si conclude a Ponte di Legno

Ponte di Legno è una nota meta turistica invernale ed estiva della Valcamonica caratterizzata dai numerosi ponticelli di legno, numerose chiese, facciate di case dipinte con toni pastello e balconi fioriti. Numerosi sono poi i caffé, i ristoranti e le botteghe di artigiani che lavorano il legno. Noi abbiamo degustato un tagliere di salumi e di formaggi stagionati in grotta presso il Wine Bar “La Rasega”. Li abbiamo accompagnati con il Rosso Somnium, un vino elegante e delicato; il Bianco dell’Annunciata IGT, un vino di montagna che nasce da uve incrocio Manzoni in purezza e il Nautilus CruStorico, uno spumante metodo classico, prodotto da uve a bacca nera. Tutti vini prodotti dall’Azienda Agricola Vallecamonica.

