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Adamadus Zero Estremo, il vino affinato in alta quota in un lago alpino

Vini che realizzano le sfide e i sogni di un visionario: Alex Belingheri

Sabato 24 giugno, nel cuore del Parco dell’Adamello, sono state recuperate 2.240 bottiglie di Adamadus Zero Estremo lasciate affinare per 2 anni in una “cantina naturale” a 1.930 metri di quota e 10 di profondità.

 Alex Belingheri non ha alcun dubbio: un grande vino può nascere solo da un’attenzione meticolosa per ogni aspetto della vinificazione. Il suo progetto si basa sull’impegno per l’ambiente, l’espressione del terroir e un’ attenta cura che parte dalla vigna per arrivare alla cantina.

Recupero delle bottiglie di Adamadus Zero Estremo

Un elicottero, le acque gelide di un piccolo lago alpino, i sommozzatori, alcuni palloni galleggianti e casse di vino sospese in aria. No, non è la trama di un film d’avventura. É lo spettacolo a cui abbiamo assistito sabato 24 giugno presso il piccolo lago alpino di Avolo, nel cuore dell’Adamello. Siamo nell’alta Val Paghera, una valle che che si immette nella Valcamonica e che deve il suo nome alla presenza dell’abete rosso, chiamato nel dialetto locale “paghèr”.

Quando e dove

Al laghetto ci si arriva dopo una camminata di circa un’ora e mezza sul Sentiero 21 Val Paghera di Vezza d’Oglio. Ed è qui che abbiamo assistito al recupero delle 2.240 bottiglie da 0,75 cl e 20 magnum dell’annata 2019 dello spumante metodo classico Adamadus Zero Estremo, finita in acqua nel 2021. Nel contempo si sono calate nel bacino cinque cassoni in acciaio contenenti 2.400 bottiglie da recuperare nel 2025.

Adamadus Zero Estremo e i sommozzatori che recuperano le casse di spumante
Lo spumante Adamadus Zero Estremo, affinato in montagna a condizioni estreme, ha riposato in una “cantina naturale” alpina

Lo spumante, affinato in montagna a condizioni estreme, ha riposato in una “cantina naturale” alpina, sostenibile che ha mantenuto il vino a pressione costante, grazie alla combinazione tra altitudine ed immersione. Adamadus Zero Estremo è un vino che richiama la sua “natura” già dall’etichetta che, oltre alla sua modalità di affinamento, riporta alla memoria il primo nome dato dagli austriaci all’Adamello.

Un’impresa tra natura e avventura

Vini che realizzano le sfide e i sogni di un visionario: Alex Belingheri

L’Azienda Agricola Vallecamonica, fondata nel 2003, è un progetto di Alex Belingheri, creato con l’obiettivo di produrre vini unici e di qualità capaci di rappresentare il territorio della Valcamonica. Alex Belinghieri, un “angelo matto” come lo avrebbe definito Luigi Veronelli, ha da sempre un sogno: recuperare e valorizzare antichi vitigni a bacca rossa originari della Valcamonica e, allo stesso tempo, sperimentare nuovi vini con vitigni a bacca bianca.

La filosofia di Alex Belingheri

Alex pratica una viticoltura a lotta integrata, naturale, che va oltre il biologico. Il PIWI, acronimo della parola tedesca Pilzwiderstandsfähig, “viti resistenti ai funghi”, è per lui, un passo avanti verso una viticoltura più green e sostenibile.

Elemento comune è che i vini della sua cantina debbano riflettere il carattere unico della Valcamonica, una vallata della Lombardia orientale, in provincia di Bergamo e Brescia. Il terroir consente di lavorare con varietà sia locali che internazionali, poiché le piante non conoscono confini, ma climi e terreni.

L’Azienda Agricola Vallecamonica, un progetto di Alex Belingheri
L’Azienda Agricola Vallecamonica, fondata nel 2003, è un progetto di Alex Belingheri

Adamadus Zero Estremo: lo spumante “estremo … e non solo

I vini di Alex: dal Ciass Negher all’Adamadus Zero Estremo

La meticolosa attenzione alla vigna e al vino sono gli elementi che hanno consentito ad Alex di creare vini con uno stile personale inconfondibile. Il lavoro di Alex presuppone un grande rispetto per la terra, una passione per il vino e il desiderio di creare qualcosa di speciale. E questo lo si capisce già assaggiando il suo primo vino: il “Ciass Negher”, che nel nome richiama sia uno dei vitigni utilizzati per produrlo sia un’espressione dal dialetto bornese (“Mi piace il vino nero”).

Estremo Adamadus 2

Tra gli altri vini di Alex che abbiamo assaggiato spicca il Rosso Somnium, un vino elegante e delicato; il Bianco dell’Annunciata IGT, un vino di montagna che nasce da uve incrocio Manzoni in purezza e il Nautilus CruStorico, uno spumante metodo classico, prodotto da uve a bacca nera, che provengono da biotipi locali di piante vecchie, molte a piede franco, coltivate in località Ruk di Cividate Camuno (Bs) in Valle Camonica a 450 metri slm. La sua particolarità? Stare 65 mesi sui lieviti, di cui 48 nelle profondità del lago d’Iseo. E poi, ovviamente, l’anteprima del metodo classico Adamadus Zero Estremo, prodotto da uve riesling renano, affinato per 12 mesi nelle profondità gelide del lago d’Aviolo.

 

Contatti e informazioni

Agricola Vallecamonica

Artogne (Bs) – Via Fornaci, 34

Cell. 335 5828410

alex@vinivallecamonica.com – www.vinivallecamonica.com

Credit Photo: Alessandra Iannello

 

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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