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Vini della Valpolicella e Parmigiano Reggiano si incontrano a Milano: l’abbinamento vincente

Roma e Milano brindano all’eccellenza italiana con i vini della Valpolicella e il Parmigiano Reggiano

Degustazioni, masterclass e incontri a Roma e Milano per celebrare l’incontro tra i vini della Valpolicella e Parmigiano Reggiano. L’eccellenza DOP italiana con una storia secolare alle spalle incontra i vini veneti che si stanno imponendo in tutto il mondo

Dal 20 al 22 ottobre 2025, Roma e Milano hanno ospitato D’OPERA – Quality Heritage of Europe, un progetto triennale cofinanziato dall’Unione europea, che celebra due autentici simboli del Made in Italy: i vini della Valpolicella e Parmigiano Reggiano.

Noi di Famelici abbiamo partecipato alla masterclass con degustazione organizzata a Milano nella sede Signorvino in via Dante. A guidarci in questo viaggio tra calici e forme, tra cultura e gusto, è stato Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del bere, che ha condotto due sessioni molto partecipate alle 11 e alle 15.30.

In degustazione, otto espressioni di Valpolicella delle annate 2021, 2022 e 2023, accostate a quattro stagionature di Parmigiano Reggiano — 24, 48, 60 e 90 mesi — e otto preziosi Amaroni (2013, 2015, 2018, 2021 e 2023). Un percorso sensoriale che ha unito il carattere delle vigne al tempo lento delle forme, per raccontare il rispetto della natura e la sapienza del fare. Un’esperienza da cui trarre ispirazione per nuovi abbinamenti, perfetti per un aperitivo che è insieme gastronomico e culturale.

La Valpolicella, dove il vino incontra la poesia del paesaggio

Il successo dei vini della Valpolicella è merito di una generazione di produttori brillanti e dinamici

alla scoperta della Valpolicella e dell'Amarone

Tra le dolci colline e le valli che si distendono a nord di Verona, la Valpolicella è un mosaico di vigne, borghi e muretti a secco che raccontano secoli di lavoro paziente e di passione per la terra. Qui, ogni filare segue il ritmo della natura, incastonato tra suoli diversi — argillosi, calcarei, vulcanici — che regalano personalità e sfumature a uno dei vini più amati d’Italia.

L’altitudine, che varia dai 100 ai 600 metri, disegna un microclima unico: le brezze fresche che scendono dai Lessini si mescolano all’aria mite della pianura veronese, creando le condizioni perfette per la maturazione dei vitigni autoctoni — Corvina, Rondinella e Molinara. Da queste uve nascono vini iconici come l’Amarone e il Valpolicella Classico, capaci di racchiudere nel bicchiere la storia e l’anima di un territorio.

Passeggiando tra le vigne, si scopre un paesaggio modellato dall’uomo ma ancora profondamente naturale: terrazze scoscese, muretti a secco e antiche corti rurali custodiscono la memoria di una tradizione che continua a evolversi, nel segno della qualità e del rispetto per l’ambiente.

Amarone: l’anima più autentica della Valpolicella

«L’Amarone della Valpolicella è una delle espressioni più affascinanti del vino italiano. La sua complessità nasce dall’incontro tra tradizione e innovazione: l’appassimento delle uve dona ricchezza e profondità, ma ciò che lo rende unico è l’anima del territorio e la passione dei suoi produttori», ha spiegato Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del bere, introducendo la masterclass.

Il tempo come ingrediente segreto del Parmigiano Reggiano

Parmigiano Reggiano e parmesan
Il Parmigiano Reggiano, simbolo del Made in Italy nel mondo

Tra i simboli più autentici della tradizione italiana, il Parmigiano Reggiano è un capolavoro di semplicità e pazienza. Nasce da soli tre ingredienti — latte crudo di alta qualità, caglio naturale e sale — ma è il tempo a fare la differenza, trasformando ogni forma in un piccolo miracolo di gusto.

La stagionatura è il cuore della sua evoluzione:

  • 12–18 mesi: giovane e morbido, conserva una dolcezza delicata e una consistenza elastica, perfetta per chi ama sapori gentili o per ricette cremose.

  • 24 mesi: il “classico” per eccellenza, dove sapidità e dolcezza si bilanciano e la granulosità inizia a farsi sentire.

  • 36–48 mesi: il carattere si fa più deciso, gli aromi si moltiplicano e compaiono i cristalli di tirosina, segno di maturità.

  • 60 mesi: la complessità cresce, il gusto si fa intenso e stratificato, con sentori speziati e una lunga persistenza.

  • 90 mesi: il tempo diventa protagonista assoluto. Il formaggio è friabile, cristallino, dal sapore profondo e persistente — una rarità per veri intenditori.

Ogni stagionatura racconta una diversa sfumatura del territorio e del lavoro dei casari. Dall’assaggio giovane e gentile fino alla versione estrema e meditativa, il Parmigiano Reggiano è una lezione di pazienza, cultura e rispetto per la materia prima.

Vini della Valpolicella e Parmigiano Reggiano: quando il gusto diventa cultura

Vini della Valpolicella e Parmigiano Reggiano
L’inconro tra due eccellenze: i cini della Valpolicella e il Parmigiano Reggiano

C’è un filo invisibile che lega i calici della Valpolicella alle forme di Parmigiano Reggiano: il tempo. Tempo che affina, matura, trasforma. Nel progetto D’OPERA – Quality Heritage of Europe, questi due simboli del Made in Italy diventano ambasciatori di un patrimonio che va oltre il sapore. Raccontano la storia di uomini e territori, di saperi tramandati e di paesaggi che continuano a ispirare. Un dialogo tra vigne e pascoli che diventa cultura da degustare.

Ma ora è tempo di darvi un assaggio della nostra degustazione. Abbiamo scelto tra i sei Amarone proposti tre etichette.

Tre Amaroni e tre stagionature di Parmigiano Reggiano: un viaggio tra intensità e armonia

Vini della Valpolicella e Parmigiano Reggiano: l’incontro tra due eccellenze italiane

degustazione muilano amarone e parmigiano reggiano
Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del Bere, e Alessandro Stocchi, assaggiatore ​

Un percorso di abbinamenti che racconta il tempo, la terra e la mano dell’uomo. Tre Amaroni della Valpolicella — diversi per annata, stile e interpretazione — si sono incontrati con tre stagionature di Parmigiano Reggiano, in un dialogo di sapori e consistenze.

  • Amarone della Valpolicella DOCG Classico 2021 – Santa Sofia

Giovane, vibrante, con note di ciliegia matura, spezie e un accenno balsamico. La sua freschezza accompagna con eleganza un Parmigiano Reggiano 24 mesi, ancora umido ed elastico, dal colore giallo paglierino e dai profumi di latte, burro fuso e panna. Al palato mostra equilibrio tra dolcezza e una lieve nota acida che ricorda lo yogurt, mentre la presenza dei cristalli di tirosina — amminoacido del latte — regala una piacevole croccantezza. È la stagionatura che meglio conserva la memoria del latte e la morbidezza della giovinezza.

  • Amarone della Valpolicella DOCG Classico Riserva “Corte Brà” 2017 – Sartori di Verona

Più maturo e strutturato, con profumi di frutta sotto spirito, tabacco e cioccolato fondente. Si abbina perfettamente a un Parmigiano Reggiano 48 mesi, dove la sapidità si intensifica e la granulosità diventa più evidente. Il gusto si fa complesso, lungo, con sentori di frutta secca e brodo, ideale per esaltare la morbida potenza dell’Amarone.

  • Amarone della Valpolicella DOCG “Morar” 2013 – Valentina Cubi (vino biologico)

Un Amarone di grande eleganza, profondo e armonico, in cui le note di prugna, spezie e liquirizia si fondono con una freschezza sorprendente. Con un Parmigiano Reggiano 90 mesi, friabile e cristallino, dal gusto intenso e persistente, nasce un abbinamento per veri intenditori: la concentrazione aromatica del formaggio incontra la complessità del vino, creando un equilibrio tra forza e finezza.

Un viaggio che dimostra come il tempo sia il vero filo conduttore di questi due capolavori italiani: più gli anni passano, più il gusto si fa profondo, sincero, memorabile.

degustazione vini della valpolicella e parmigiano reggiano

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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