Il futuro? Agroalimentare, web e tecnologia

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Futuro? Agroalimentare, web e tecnologia: tra le aziende agroalimentari italiane (la maggioranza a gestione familiare), solo il 10% è presente sul web!

É il risultato che emerge dall’Osservatorio permanente sull’agroalimentare italiano Fine – Food in the net all’interno di “Registro.it” (che censisce le realtà del settore  che hanno un dominio.it), operante nell’Istituto di informatica e telematica del Cnr (in collaborazione con l’Università di Pisa e Infocamere), di cui ha scritto anche un articolo di Nova 24 di fine 2016. Risulta che su 1,2 milioni di aziende agroalimentari italiane (di cui la maggioranza a gestione familiare; dati Infocamere) solo il 10% è presente sul web. A fine dicembre 2016 erano infatti censiti 94.000 siti web, di cui il 36,9% appartiene al settore della ristorazione, l’11,5% ad agriturismi, l’11,1% ad imprese vinicole e il 9,5% ad aziende di farinacei. La Lombardia è quella più presente in Internet con 1.600 siti, seguita da Toscana ed Emilia Romagna con circa 9.000.

Agroalimentare: web e tecnologia possono mettere le ali alle realtà imprenditoriali del settore

Agroalimentare, web e tecnologia possono essere benzina pura nel motore dell’industria agroalimentare e mettere le ali alle realtà imprenditoriali del settore, soprattutto se si considera che il comparto in Italia gode di ottima salute: i consumatori di tutto il mondo desiderano consumare buon cibo Made in Italy e il modo più facile sarebbe trovarlo sul web, se disponibile e accessibile.

Agroalimentare,web e tecnologia ormai sono fondamentali nei processi produttivi, nella comunicazione e nel rapporto con la clientela

L’agroalimentare italiano dovrebbe affidarsi all’information technology ormai  fondamentale per avere successo e per assicurarsi un ottimo futuro. Sia nei processi produttivi- dal controllo della filiera, alla tracciabilità, fino alla sicurezza alimentare- sia a valle- dalla comunicazione al rapporto con la clientela. Dichiara Filippo Maria Renga, direttore dell’Osservatorio smart agrifood del Politecnico di Milano: “ Non sottovalutiamo l’ecommerce, possibile chiave di successo ai mercati internazionali anche per le piccole imprese. In questo scenario, internet e la presenza sul web sono addirittura prerequisiti, l’abc per cominciare a competere”.

L’assenza nel web delle aziende agroalimentari è un problema culturale, che può pregiudicare il futuro

Le aziende agroalimentari italiane sono presenti in Internet in modo differente: ci sono casi di forte presenza e altri di completa assenza, aspetto dovuto anche alle ridotte dimensioni e di conseguenza alle limitate possibilità di investimento. Al di là di ciò, come afferma Roberto Reali del Dipartimento di scienze bio-agroalimentari del Cnr: “il problema di fondo rimane culturale. Chi è inserito nel circuito della qualità e dell’innovazione considera il web come uno strumento base per il proprio business”.

Luca De Biase: “non c’è alcuna contraddizione tra innovazione e tradizione, tra valore e cultura, tra profitto e qualità ambientale”

Chiudiamo con le parole di Luca De Biase:“non c’è alcuna contraddizione tra innovazione e tradizione. Non c’è contraddizione tra valore e cultura, nell’epoca della conoscenza. E ancora, non c’è contraddizione tra profitto e qualità ambientale. Se c’è un settore nel quale tutto questo è palesemente vero, ebbene, quel settore è l’agricoltura. Proiettata nella contemporaneità, l’agricoltura sta ridefinendo il suo ruolo”.

Il mantra da ripetersi sempre più spesso: agroalimentare, web e tecnologia.

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