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Perchè la lenticchia di Onano è davvero speciale (+1ricetta)

La ricetta della zuppa di lenticchie e alcuni consigli per renderla più saporita

La lenticchia può essere davvero buona. Basta saperla scegliere. É uno di quei cibi voluttuosi che, oltre ad essere golosi, fanno bene anche alla salute. La lenticchia di Onano, la lenticchia dei Papi, non ha rivali in quanto a goduria.

La lenticchia di Onano, che non ha rivali nella categoria dei cibi buoni e sani, è prodotta in un piccolo centro del viterbese, in quel Lazio, lontano dal mare, ma che merita una visita se ami l’autentico entroterra Made in Italy. Riconosciuta come uno dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani da Slow Food, è diventata famosa in tutto il mondo. Giulio Andreotti, nel libro La sciarada di Papa Mastai, sostiene addirittura che papa Pio IX, dopo la perdita del potere temporale, si sia consolato con un piatto di lenticchie di Onano donate dal cardinale Prospero Caterini.

La lenticchia di Onano: perchè sceglierla e come cucinarla

Coltivata in piccoli appezzamenti di terreno, si distingue dalle altre specie per il suo sapore particolare che la rende piacevole al palato. Ma anche per forma e colore. In particolare il colore è simile a quello del piombo. La forma è rotondeggiante, un poco più grande della lenticchia di Castelluccio e più piccola della turca.

Nasceva come piatto povero, destinato agli uomini che lavoravano nei campi per garantire l’energia sufficiente per sopportare un lavoro duro. Oggi le abitudini alimentari e fisiche sono cambiate e così la lenticchia di Onano è diventata protagonista di tanti piatti più elaborati.

Il modo migliore per mangiare le lenticchie di Onano è accompagnarle al pane sciocco, il tipico pane toscano privo di sale. Noi, dando ragione a papa Pio IX, che le amava cucinate in modo semplice, vi regaliamo la ricetta della zuppa di lenticchie di Onano, vera goduria per il palato.

La ricetta della zuppa di lenticchie di Onano

la lenticchia di Onano
Gustatevi le lenticchie di Onano in una zuppa di lenticchie o magari con le salsicce!

Ingredienti

  • 400 g Lenticchie di Onano
  • 500 g Pomodori pelati
  • Sedano
  • Aglio rosso di Proceno
  • Pane raffermo
  • Sale
  • Pepe
  • Olio extra vergine di oliva
  • Brodo

Procedimento

  • Fare il soffritto con olio, aglio e pomodoro passato.
  • Aggiungere qualche foglia di sedano a pezzi, le lenticchie, sale, pepe e brodo.
  • Aggiungere durante la cottura del brodo se serve. Ultimata la cottura, regolare di sale e sistemare nei piatti di portata fette di pane.
  • Aggiungere la zuppa calda.

Come migliorare la zuppa di lenticchie

Lenticchie a Capodanno: perchè si mangiano?

Base di sapori (soffritto arricchito)

Non limitarti al classico trito di carota, sedano e cipolla.
Prova ad aggiungere:

  • Un po’ di finocchio tritato o del porro: dona dolcezza e profondità.

  • Un pizzico di concentrato di pomodoro o pomodori secchi nel soffritto per dare corpo e colore.

  • Aglio intero schiacciato e poi rimosso, per un profumo più delicato.

 Cuoci lentamente le verdure per 10–15 minuti: è lì che si costruisce il sapore.

Erbe e spezie

Le lenticchie assorbono bene gli aromi:

  • Rosmarino, alloro, salvia (per la versione classica italiana)

  • Curry, cumino, coriandolo, zenzero (per una variante più orientale o mediorientale)

  • Peperoncino affumicato o paprika dolce per dare profondità.

  • A fine cottura, un tocco di timo fresco o prezzemolo tritato per ravvivare il piatto.

Struttura e consistenza

  • Frulla una parte della zuppa (un mestolo o due) e reincorporala: otterrai una crema più vellutata senza perdere texture.

  • Se vuoi una consistenza più ricca, aggiungi patate a cubetti, zucca, o un po’ di orzo/farro.

  • Per un tocco gourmet: qualche goccia di aceto balsamico o di vino rosso a fine cottura, per bilanciare la dolcezza naturale delle lenticchie.

Finitura e contrasto

  • Un filo di olio extravergine crudo di qualità, o anche olio al rosmarino.

  • Una spolverata di pecorino o parmigiano (solo se non vegana).

  • Crostini di pane tostato all’aglio o con un filo d’olio e rosmarino.

  • Per contrasto e acidità: qualche goccia di limone o yogurt greco sopra la porzione.

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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