Una giornata a Modena alla scoperta di Sciocolà, la manifestazione dedicata al cioccolato artigianale che unisce gusto, spettacolo e tradizione. Dopo la conferenza stampa di presentazione e il pranzo al ristorante Il Fantino, la visita al Museo Civico svela il mondo di Giorgio Scapinelli e le sue illustrazioni di Pinocchio, Don Chisciotte e altri personaggi. Un itinerario tra gastronomia e cultura che racconta l’anima creativa della città
A Modena il gusto incontra la cultura. La conferenza stampa di presentazione di Sciocolà 2026, il pranzo al ristorante Il Fantino e la visita alla mostra “Buoni di cuore, sventati di testa”, dedicata a Pinocchio e all’illustratore Giorgio Scapinelli diventano l’occasione per scoprire una città capace di raccontarsi attraverso il cibo, l’artigianato e la memoria.
Sciocolà 2026: Modena celebra cibo e cultura

Modena si racconta atrtraverso cibo e cultura. E lo dimostra Una giornata trascorsa nella città emiliana, tra la presentazione di Sciocolà, un pranzo nel cuore del centro storico e una mostra che riporta alla luce un capitolo sorprendente della storia dell’illustrazione italiana.
Dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, il centro storico di Modena ospiterà l’ottava edizione di Sciocolà, la manifestazione dedicata al cioccolato artigianale che negli anni si è affermata come uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati di dolci e dai visitatori interessati al turismo gastronomico.
La presentazione ufficiale, ospitata nella Sala di Rappresentanza del Comune di Modena, ha restituito il senso di un evento che va ben oltre la degustazione. Sciocolà è una vetrina per i maestri cioccolatieri, un’occasione di incontro per le imprese artigiane e un modo per valorizzare il centro storico attraverso il linguaggio universale del gusto.
L’ingresso gratuito e un programma che combina degustazioni, show cooking, musica e incontri promettono quattro giornate in cui il cioccolato diventa protagonista di un’esperienza collettiva.
Il cioccolato incontra la musica e l’arte
Il tema scelto per Sciocolà 2026 è la musica, un filo conduttore che attraversa le proposte della manifestazione e trova una delle sue espressioni più spettacolari nelle sculture di cioccolato dedicate a Benji e Fede.
A realizzarle è Mirco Della Vecchia, maestro cioccolatiere e scultore, che ha impiegato circa 250 ore di lavoro per trasformare il cacao in opere monumentali. Il punto di partenza sono stati modelli realizzati con la stampa 3D, seguiti da un lungo lavoro manuale. Per le sculture è stato scelto il cacao del Gabon, caratterizzato da un gusto intenso, note amare e sentori di frutta secca.
Il programma annuncia anche proposte che incuriosiscono per la loro originalità: cioccolato al Lambrusco, torrone alla crema di pistacchio, distillati alla frutta, praline e specialità che dialogano con la tradizione emiliana. Accanto ai sapori, spazio ai protagonisti del mondo gastronomico e culturale, tra cui il maestro pasticcere Sal De Riso e lo chef Mattia Trabetti.
Sciocolà 2026, una manifestazione che racconta il territorio
Sciocolà 2026 è uno strumento per raccontare l’identità di un territorio, mettendo in relazione produttori, artigiani, istituzioni e pubblico.

Durante la conferenza stampa di presebtazione di Sciocolà 2026 è emerso con chiarezza il valore economico e culturale della manifestazione. Il cioccolato artigianale non è soltanto un prodotto da degustare: rappresenta il lavoro di piccole imprese, la trasmissione di competenze e la capacità di costruire esperienze capaci di attrarre visitatori.
Modena possiede un patrimonio gastronomico che non si esaurisce nei suoi prodotti più conosciuti. Il suo carattere nasce dalla convivenza tra tradizione e innovazione, tra una cultura del fare profondamente radicata e la curiosità verso nuove forme di espressione.
Sciocolà si inserisce in questa storia, trasformando per quattro giorni le vie del centro in un itinerario dedicato al gusto. E invita a guardare alla città non soltanto come destinazione turistica, ma come luogo da vivere con lentezza, fermandosi a tavola e lasciandosi guidare anche dalle sue proposte culturali.
Il Fantino: una pausa a tavola nel centro di Modena

Dopo la conferenza stampa, il percorso prosegue a tavola. La destinazione è il ristorante Il Fantino, nel centro storico di Modena, dove il pranzo diventa una pausa per entrare in sintonia con i ritmi della città. In tavola non mancano i salumi e i formaggi della tradizioni accompagnati da tigelle e gnocco fritto. Il tutto accompagnato da un calice di Lambrusco.
“Buoni di cuore, sventati di testa”: Pinocchio e la riscoperta di Giorgio Scapinelli
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L’esposizione “Buoni di cuore, sventati di testa. Pinocchio, Don Chisciotte e altre storie di Giorgio Scapinelli”, ospitata al Museo Civico di Modena, a Palazzo dei Musei, conduce nel mondo di Giorgio Scapinelli, artista modenese nato nel 1926, illustratore e protagonista di una stagione creativa che ha contribuito a definire la grafica pubblicitaria, il fumetto e l’illustrazione italiana del dopoguerra.
La mostra si inserisce in un contesto particolarmente significativo per la storia di Pinocchio e per la valorizzazione dell’opera di Carlo Collodi. Il percorso non si limita a presentare un personaggio celebre della letteratura per ragazzi, ma invita a comprendere come le immagini abbiano trasformato una storia in un patrimonio condiviso da generazioni di lettori.
Il risultato è un viaggio nella memoria visiva italiana, tra tavole originali, illustrazioni, pubblicità e testimonianze di un’epoca in cui disegnatori e grafici contribuivano a costruire un nuovo immaginario collettivo.
Giorgio Scapinelli, un protagonista della creatività modenese
Il nome di Giorgio Scapinelli merita di essere conosciuto anche da chi non frequenta abitualmente il mondo del fumetto e dell’illustrazione. Formatosi all’Istituto d’Arte Venturi di Modena, Scapinelli iniziò giovanissimo a lavorare nel campo della grafica. Nel 1946, insieme a un compagno di studi, partecipò alla fondazione di uno studio dedicato alla cartellonistica pubblicitaria. Erano anni in cui molte professioni creative dovevano ancora trovare una propria identità: il grafico, l’illustratore e l’animatore costruivano il loro mestiere attraverso la sperimentazione, l’osservazione e il lavoro quotidiano.
Il dopoguerra rappresentava un momento di profonde trasformazioni. L’Italia usciva dalla tragedia della guerra e cercava nuove energie per ricostruire l’economia e la società. Anche Modena cambiava volto, grazie alla ripresa produttiva, alle fiere, alle imprese locali e a una crescente domanda di immagini capaci di comunicare prodotti, idee e stili di vita.
In questo scenario la grafica aveva un ruolo decisivo. Manifesti, cartelloni cinematografici, dépliant e materiali pubblicitari non erano semplici strumenti commerciali: raccontavano i desideri e le aspirazioni di una società che voleva lasciarsi alle spalle il passato. Scapinelli lavorò proprio in questo contesto, sviluppando una sensibilità che lo avrebbe portato a muoversi tra pubblicità, illustrazione e fumetto.
Dalla pubblicità al Carosello: quando Modena era un laboratorio creativo
La mostra indaga anche il legame tra il lavoro di Scapinelli e la nascita dell’animazione televisiva italiana.
Modena fu infatti uno dei centri importanti di una stagione pionieristica, legata anche alla figura di Paul Campani e alla sua attività nel campo dei cartoni animati pubblicitari. In un’epoca in cui la televisione cominciava a entrare nelle case degli italiani, la creatività degli illustratori e degli animatori contribuì a dare forma a personaggi destinati a diventare familiari a milioni di spettatori.
Con l’arrivo di Carosello nel 1957, la pubblicità televisiva divenne un fenomeno culturale. I personaggi animati non si limitavano a promuovere un prodotto: entravano nelle conversazioni, nella memoria e nell’immaginario delle famiglie.
Scapinelli partecipò a questa stagione, lavorando anche alla realizzazione di prodotti editoriali collegati all’universo dell’animazione, dai fumetti ai libri illustrati. Un’attività che mostra quanto fossero fluidi, in quegli anni, i confini tra grafica commerciale, narrazione per immagini e intrattenimento.
Le tavole originali di Pinocchio e la magia dell’illustrazione

Il cuore dell’esposizione è il dialogo tra il lavoro di Scapinelli e il personaggio di Pinocchio. Le tavole originali raccontano un modo di illustrare che richiede attenzione, precisione e una straordinaria capacità narrativa. Il disegno non è soltanto decorazione: interpreta il testo, dà corpo ai personaggi, costruisce atmosfere e accompagna il lettore nella storia.
Osservare da vicino queste opere significa anche comprendere il lavoro materiale che si nasconde dietro un libro illustrato. La china, la tempera e l’acquerellatura restituiscono una dimensione artigianale che la riproduzione stampata spesso non riesce a comunicare pienamente.
Colpisce inoltre la capacità dell’artista di sviluppare un linguaggio personale, capace di allontanarsi dai modelli più immediatamente riconoscibili per trovare soluzioni espressive originali.
Pinocchio, in questo contesto, diventa molto più di un personaggio letterario. È un terreno di sperimentazione artistica, un racconto che attraversa le generazioni e che ogni illustratore può reinterpretare attraverso il proprio sguardo.
Non solo Pinocchio: la memoria di un’intera epoca
La ricchezza della mostra sta anche nella possibilità di allargare lo sguardo oltre il burattino di Collodi. Le opere e i documenti esposti ricostruiscono un mondo in trasformazione: la ricostruzione del dopoguerra, il boom economico, l’arrivo della televisione, il successo della pubblicità e la diffusione di nuovi linguaggi visivi.
Accanto ai materiali legati all’illustrazione emergono manifesti, bozzetti pubblicitari, progetti grafici e testimonianze della cultura popolare. Sono frammenti di una storia in cui Modena non fu soltanto una città produttiva, ma anche un laboratorio di idee e sperimentazioni.
Una mostra accessibile anche ai bambini: imparare attraverso le storie

Il Museo Civico di Modena accompagna la mostra con strumenti didattici pensati per rendere la visita accessibile anche ai più piccoli. I pannelli utilizzano un linguaggio semplificato, senza rinunciare ai contenuti, mentre un gioco invita i bambini a osservare le opere e a raccogliere gli ingredienti necessari per inventare una propria storia.
L’attività prende spunto proprio dal nome di Scapinelli e dalla sua immaginazione visiva. Attraverso elementi come un imprevisto, un luogo del desiderio, un avversario immaginario, un compagno di viaggio, un paesaggio e un protagonista, i giovani visitatori possono costruire nuove avventure.
È un modo intelligente di avvicinare i bambini all’arte: non chiedere soltanto di guardare, ma invitarli a partecipare, interpretare e creare.
Modena una città da visitare in nome di cibo e cultura: da Sciocolà 2026 a Pinocchio

Modena è la città ideale per un visggio in nome di cibo e cultura. Sciocolà 2026 racconta la vitalità del cioccolato artigianale e delle imprese che lo trasformano in un prodotto di qualità. Il pranzo al ristorante Il Fantino offre una pausa nel percorso dedicato alla gastronomia locale. La mostra “Buoni di cuore, sventati di testa” su Pinocchio e Giorgio Scapinelli, infine, restituisce profondità storica a una città che ha saputo esprimersi anche attraverso la grafica, il fumetto e l’animazione.
Sono esperienze diverse, ma unite da un elemento comune: la creatività. La ritroviamo nelle mani dei maestri cioccolatieri, nel lavoro dei professionisti della ristorazione e nelle tavole di un illustratore che ha contribuito a costruire l’immaginario di un’intera generazione.
Per chi ama il turismo gastronomico e culturale, Modena offre quindi un itinerario che va oltre la semplice degustazione. È una città da attraversare senza fretta, alternando una sosta a tavola alla scoperta di un museo, una passeggiata nel centro storico alla curiosità per le storie meno conosciute.
Informazioni utili su Sciocolà 2026 e la mostra “Buoni di cuore, sventati di testa”
Sciocolà 2026
- Modena – Centro storico – Ingresso libero
- Per consultare il programma completo www.sciocola.it
“Buoni di cuore, sventati di testa”
- La mostra è visitabile al Museo Civico di Modena fino al 10 gennaio 2027.
- Per i dettagli aggiornati puoi consultare la scheda ufficiale di VisitModena
