Caffé: quanta dipendenza crea? Una riflessione sociologica

Un must della colazione italiana, ma la caffeina è accusata di creare dipendenza, tanto da causare irritazione se non si soddisfa la voglia.

Il re della dipendenza da caffé? Voltaire beveva 40 – 50 caffè al giorno

«Che dolce gusto ha il caffè, più amabile di mille baci, più soave del moscato». Così canta Lieschen, la protagonista della Cantata del Caffè”, il cui vero titolo è “Fate silenzio, non chiacchierate”, composta nel 1734 da Johann Sebastian Bach. Il compositore tedesco con ironia descrive una giovane donna dipendente dal caffè. “Se non posso bere tre volte al giorno la mia tazzina di caffè, divento per mia sventura come un arrostino di capra rinsecchito”. Dunque per il compositore tedesco, come per molti estimatori dell’oro nero, la dipendenza dal caffè avrebbe delle conseguenze sul carattere e sui comportamenti.

La psico-dipendenza da caffè

Molti di noi senza almeno un caffè al mattino si sentono stanchi, irritabili, incapaci di instaurare relazioni con gli altri. Un’abitudine che si trasforma alla lunga in dipendenza. La molecola 1, 3, 7-trimetilxantina ci spinge a rinnovare il  consumo di caffeina ogni giorno. E può accadere di non saperne controllare il consumo. C’è chi addirittura arriva ad essere vittima di mal di testa se la tazzina non viene in suo soccorso.

Lavoro e caffè: un legame indissolubile

Chi non ricorda l’iconica situation comedy fine anni 90 “Camera Caffè”? Tutte le vicende dei protagonisti erano narrate durante le pause caffè, che si trasformavano in socializzazione, ma anche in un irrinunciabile momento sinonimo di brainstorming con i colleghi. Il caffè assume così una funzione stimolante e ci aiuta ad essere maggiormente produttivi. 

La sociologia del caffè

Sembra che molti di noi abbiano il caffè nel loro DNA. In effetti chi non ricorda i propri genitori assaporare un buon caffè caldo? Un bambino di 3 anni è in grado di associare il caffè alla sua funzione tranquillizzante sui comportamenti dei genitori e facilmente da adulto ne replicherà il comportamento. Se troppi caffè possono portare alla disbiosi, ovvero ad uno squilibrio della flora intestinale, per il suo potere acidificante sul nostro sistema digestivo, è vero che l’oro nero è molto ricco di antiossidanti, in particolare polifenoli, che proteggono il corpo dai radicali liberi e dall’invecchiamento precoce. E allora gustiamoci il caffè..con moderazione!

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