“Vi racconto come si crea una torta delle rose con zabaione” (e tanto altro!)

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In occasione dell’8 marzo Famelici vi presenta storie di donne che hanno una storia da raccontare. Nel recente press tour organizzato da Experiencemilia alla scoperta delle eccellenze del mangiare piacentino, ho conosciuto Luciana Tiramani, una rossa che ha lasciato una carriera nell’organizzazione eventi in importanti catene alberghiere per inseguire un sogno: aprire un ristorante a Morfasso, un piccolo borgo in montagna. Ti verrebbe da dire: chi glielo ha fatto fare? É impazzita? No, ha quella forza che solo le donne hanno: seguire i loro sogni. Costi quel che costi.

Se varchi la soglia dell’ Osteria di Zia Valentina, sei investita da un’ondata di energie positive. Sei accolto in un ambiente curato nei minimi particolari, in un ristorante dove puoi mangiare piatti della tradizione e alcune chicche che non trovi neppure nei migliori ristoranti milanesi e, se vuoi, puoi dormire nelle tre camere arredate con semplicità ma con il lusso dell’eleganza.

torta delle rose con zabaione presso Zia valentina a Morfasso

L’intervista a Luciana Tiramani: la libertà di essere chi voglio

Dopo un corso per imparare a fare i turtei con la cua, con esiti surreali (non rivelo il nome di chi si è vantato di avere creato turtei con la cua futuristi!), ho chiesto a Luciana di raccontarmi come si gestisce un ristorante in un piccolo borgo di montagna.

torta delle rose con zabaione

Qual è la differenza tra gestire un ristorante di un piccolo borgo di montagna e un ristorante di una cittadina?

La risposta è semplice e visibile, la montagna trasversalmente dalla Val d’Aosta alla Sicilia è soggetta ad un inesauribile spopolamento a favore delle città. Un territorio che non produce economia è vissuto con estrema difficoltà, gli spostamenti verso località dove vi è lavoro e scuole è faticoso in termini di tempo e costo. I residenti sono pochi e le attività lavorative sono pressochè inesistenti, pertanto soprattutto durante la settimana e per 9 mesi all’anno, l’osteria spesso apre i battenti senza che varchi la soglia un solo cliente. Per quanto riguarda il weekend la situazione migliora ma mai a sufficienza per una gestione tranquilla del bilancio economico dell’azienda.

Come hai superato le difficoltà?

Non le ho superate. Mi do comunque molto da fare, devo faticare senza paragone rispetto ad un’azienda situata in città per farmi conoscere e per attirare clientela. Quando ho deciso di aprire l’Osteria Zia Valentina 2 anni fa ho preparato un progetto che tenesse in conto un ragionamento lucido: siamo lontani dai centri importanti, operiamo in un territorio definito depresso, dove non è mai stato fatto marketing territoriale da parte delle amministrazioni locali e dei governi che si sono succeduti, non siamo in una destinazione conosciuta. Quindi faticherò molto di più. Devo fare mangiare bene, genuino utilizzare materie prime eccellenti, il locale deve essere accogliente e il personale gentile e preparato. Insomma il tutto per giustificare il viaggio! 

Inoltre grazie anche al mio background, invento puntualmente eventi che intrattengano: concerti dal vivo, presentazioni di libri, mostre di artisti, caccia al tesoro, show cooking, maghi, xfactor. I miei ospiti si divertono e custodiscono un buon ricordo.

Da chi è composta la tua squadra e come l’hai formata?

Mia sorella (strappata alla famiglia), i miei figli nelle giornate di punta, il primo chef Fabio Bulgari, l’aiuto cuoca Graziella Zanazzi (insostituibile per il bagaglio culturale di ricette vecchie che possiede) e la social manager Valentina Schiavi.

Come proponi i piatti delle tradizione? E quelli più creativi?

I piatti del territorio li ripropongo nel rispetto della tradizione in termini di realizzazione ma utilizzando tecniche nuove e con un occhio di riguardo all’impiattamento.

I piatti che ami proporre?

Tutti, ma in particolare:

  • I salumi con la nostra giardiniera, gnocco fritto con farina integrale
  • I ravioli Valentina 
  • Il baccalà cotto al forno con cip0olle di tropea, pomodorini, olive taggiasche e polenta grigliata
  • La torta delle rose con zabaione tiepido.

torta delle rose con zabaione

Il piatto di cui vai fierissima?

Il piatto studiato e proposto dallo chef Fabio Bulgari di origine rinascimentale: batù d’oca del 500 con polenta appassita al forno. Per noi cibo è cultura, solidarietà, amore della convivialità. 

Quanto conta l’istinto e quanto la ragione nella tua professione?

L’istinto conta poco se non nel riconoscere un cliente  troppo esigente o nervoso o antipatico, allora faccio un respiro profondo e mi doto di una calma che non possiedo a livello caratteriale, è una bella terapia!! La ragione è tutto ma è anche frutto di anni di lavoro con esperienze straordinarie che mi hanno aiutata a raggiungere una certa conoscenza.

Ci racconti il prossimo piatto che proporrai presso Zia Valentina?

Anolini in brodo di verza con ripieno di formaggio o carne, sempre attuali nel nostro territorio!

Ricetta della torta delle rose con zabaione

Ci sono numerose ricette di torte delle rose. Famelici vi propone quella che puoi trovare presso Zia Valentina. Perfetta per concludere un lauto pasto, ottima per ogni occasione, golosa. Ogni fetta sa di ospitalità. Allora che cosa aspettate? Andate ad assaggiarla da Zia Valentina, carpitele i segreti e poi riproponetela a casa.

La torta delle rose con zabaione

torta delle rose con zabaione presso zia valentina a morfasso

Ingredienti 
Farina
Uova
Burro
Zucchero
Vaniglia
Miele
Rhum
Lievito di birra
Latte

Procedimento
Impastare la farina con il latte, il lievito di birra, il miele e lo zucchero.
Ad impasto formato, aggiungere il burro e far lievitare.
Realizzare la crema della farcia con burro montato e zucchero.
A lievitazione ultimata stendere l’impasto, spalmare la crema all’interno e formare le rose.
Cuocere a 180° per 20 minuti.

OSTERIA ZIA VALENTINA
Località Cà Negri, 129
29020 Morfasso (Piacenza)

Credit Photo: Giorgio Bertuzzi

Monica Viani e Roberto Rossi

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