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Differenza tra mozzarella e burrata, simili ma non uguali (+ 2 ricette)

Regine delle insalate estive, non sono uguali. Ecco le differenze e come portarle in tavola

Ecco la differenza tra mozzarella e burrata, simili nell’aspetto, ma diverse per origine, consistenza e gusto. La mozzarella ha una pasta compatta e può essere di bufala o vaccina, mentre la burrata nasconde un cuore cremoso di stracciatella. Due formaggi freschi italiani protagonisti della cucina estiva

Il piatto estivo per eccellenza? Pomodoro, baslico fresco, un filo d’olio e al centro una mozzarella o una burrata, a seconda dei gusti personali. Non solo la caprese, ma anche panini e insalate vedono la mozzarella o la burrata protagonista di ricette mediterranee. Capita spesso: al ristorante, davanti a un antipasto, ci chiediamo se quella delizia bianca sia mozzarella o burrata. Stesso colore, forma simile, entrambi cremosi… ma c’è una differenza – e non solo di gusto.  Conosci la differenza tra mozzarella e burrata?

La differenza tra mozzarella e burrata

Viaggio enogastronomico nell'Alto Casertano
Mozzarella da non confondere con la burrata

La mozzarella e la burrata hanno molto in comune. Innanzitutto, sono entrambi formaggi italiani. Ma non è tutto. Sono entrambe prodotte con il latte, che conferisce loro un interessante contenuto di proteine e grassi.

La mozzarella, disponibile in versioni di latte vaccino o di bufala, è un formaggio a pasta filata compatta, dal gusto delicato e leggermente acidulo. La burrata, invece, è un involucro di mozzarella che racchiude al suo interno la stracciatella, un mix cremoso di panna e sfilacci di mozzarella.

Origini e territorio che segnano la dirrerenza tra mozzarella e bufala

Quando nasce la mozzarella? Non si sa. Il primo documento scritto che la cita risale al 1570. Lo scrive un cuoco della corte Papale. Il suo nome deriva  dal “gesto” del mastro casaro che “mozza”, ossia spezza la pasta filata con le mani.

  • Mozzarella di bufala campana DOP: originaria della Campania, in particolare della zona di Caserta e Salerno.

  • Burrata: nasce in Puglia, precisamente ad Andria, nel primo ‘900.

Ingredienti e tecnica di lavorazione

  • Mozzarella: latte di bufala o vaccino, pasta filata, tagliata (“mozzata”) a mano.

  • Burrata: involucro di pasta filata come la mozzarella, ma all’interno ha stracciatella (panna + sfilacci di mozzarella).

Come si serve la mozzarella: mai fredda e non si congela

La mozzarella va servita a temperatura ambiente. Se ancora nel sacchetto con il suo siero, può essere messa a mollo in acqua calda mezz’ora prima di servirla in tavola.Si tratta di un formaggio fresco, perciò va consumato entro tre giorni. Non si congela!  Ma vi abbiamo raccontato ogni dettaglio in un precedente articolo.

Tutte le mozzarelle

  • Bufala: protetta dal marchio Mozzarella di Bufala Campana DOP, è prodotta con latte di bufala rigorosamente proveniente dalla zona di origine, più ricco di proteine, grassi e calcio rispetto a quello di vacca
  • Latte vaccino: nasce in Puglia ed è realizzata con latte vaccino fresco crudo, fermenti lattici, caglio e sale. Si presenta al palato in modo delicato.
  • Pecorina: tipica di Sardegna, Abruzzo e Lazio, viene realizzata con latte di pecora
  • Caprina: è una mozzarella per gli intolleranti al lattosio prodotta con latte di capra

Le forme e i nomi della mozzarella

Visitare Agricola Casearia Lupara per imparare a fare la mozzarella di bufala e...degustarla!
Mozzarella di bufala
  • Fiordilatte: tonda realizzata con latte di vacca
  • Provola affumicata: tipica della Campania, è una mozzarella dalla forma sferica con una leggera affumicatura
  • Nodini: di diverse dimensioni, hanno origini pugliese
  • Ciliegine: versione mini del fiordilatte
  • Treccia: intreccio di pasta filata
  • Stracciatella: di origine pugliese, si tratta di traccetti di pasta filata con panna
  • Burrata: di origine pugliese, di Andria, è un guscio o sacchetto di mozzarella sottile cheracchiude un cuore di stracciatella. Prodotto tipico di Andria, in Puglia

Ricetta estiva: mozzarella, feta, anguria e lamponi

Insalata mozzarella e anguria
Variante della ricetta mozzarella e anguria: Insalata verde con anguria, mozzarella e crostini di focaccia alle olive. Condita con olio EVO, sale e pepe

Una ricetta che permette di non buttare via niente dell’anguria. Ricordi i nostri suggerimenti anti- spreco per usare tutta l’anguria?

Ingredienti

  • 1 anguria
  • 200 g di feta
  • 300 g mozzarella
  • 200 g di lamponi
  • 2 cucchiaini di miele
  • 1/2 limone
  • 1/2 arancia
  • zenzero
  • foglie di salvia
  • foglie di menta fresca
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe

Preparazione

  • Tagliate 1/4 dell’anguria e svuotatela con un tirascarpe, riservando le palline estratte in una ciotola. Non buttare via l’anguria vuota.
  • Preparate una vinaigrette con lo zenzero grattugiato, il miele, l’olio d’oliva, il pepe nero macinato, il succo di mezzo limone e il succo di mezza arancia, un trito di menta e foglie di salvia fresca e un pizzico di sale. Mescolate con una frusta e mettete da parte.
  • Sbriciolare la feta e mescolarla con le mozzarelle. Condire questo composto di formaggio con metà della vinaigrette.
  • Per presentarla in modo scenografico, riempite l’anguria vuota alternando le palline di anguria con il composto di formaggio. Terminate irrorando con il resto della vinaigrette, grattugiando un po’ della buccia di un limone o di un’arancia. Completate con qualche foglia di salvia e menta fresca.

La ricetta della mozzarella in carrozza, un antipasto  della tradizione napoletana

Mozzarella in carrozza
Mozzarella in carrozza, antipasto napoletano

Ingredienti

Per 4 persone

  • 8 fette di pane in cassetta (meglio se raffermo o del giorno prima)

  • 250 g di mozzarella fiordilatte o di bufala ben scolata

  • 2 uova

  • 100 ml di latte

  • Farina q.b.

  • Pangrattato q.b.

  • Sale e pepe q.b.

  • Olio di semi per friggere

Procedimento

  • Prepara la mozzarella: Taglia la mozzarella a fette non troppo sottili e lasciala scolare bene (anche per qualche ora), per eliminare il siero in eccesso ed evitare che inumidisca troppo il pane.

  • Assembla i sandwich: Disponi una o due fette di mozzarella tra due fette di pane. Premi leggermente i bordi per sigillare bene.

  • Passaggi per la panatura: Passa i sandwich prima nella farina, poi nel latte sbattuto con le uova, sale e pepe, e infine nel pangrattato. Per una panatura più croccante, puoi ripetere il passaggio in uovo e pangrattato.

  • Friggi: Scalda abbondante olio in una padella dai bordi alti. Friggi i sandwich pochi minuti per lato, finché saranno dorati e croccanti. Scola su carta assorbente.

  • Servi caldissima, con la mozzarella filante all’interno.

Varianti: puoi aggiungere acciughe sott’olio, prosciutto cotto o un pizzico di origano per personalizzare la ricetta.

Come servire la burrata

Nel modo più semplice, ricordandosi di toglierla dal frigo una mezz’ora prima di consumarla, lasciandola nel suo liquido di governo. Si può mettere in tavola con verdure fresche, come cime di rapa, pomodori, insalata, zucchine, finocchi, carote, melanzane e peperoni o con lampascioni, pomodori secchi, zucca e fave. Un consiglio gourmet? Ricavare una salsa, frullandola con del latte. É perfetta per accompagnare insalate miste e verdure alla griglia.

La differenza calorica tra mozzarella e burrata

Differenza tra mozzarella e burrata
Una ricetta con la mozzarella

Gustare una burrata o una mozzarella come antipasto, accompagnata da pomodori maturi, un filo d’olio d’oliva ed erbe fresche, può essere un piatto gourmet e relativamente salutare. Ma solo se gestisci bene il resto del tuo menu. Ottima la scelta di proseguire con un piatto di pesce o di verdure.

 

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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