8 marzo: l’enologia d’autore si tinge di rosa

Share on FacebookTweet about this on Twitter

L’8 marzo è la festa delle donne, un festa importante che ci deve ricordare che le donne sono diventate protagoniste indiscusse di molti ambienti giudicati fino a qualche tempo fa a forte impronta maschile. Ebbene il mondo dell’enologia è da anni che si è tinto di rosa. Un incoraggiamento per tutte quelle donne che vogliono gettarsi in avventure impervie per dimostrare il loro valore. A noi non piace l’8 marzo, che, come tante altre feste, è diventato o retorico o vittima del marketing di un iper-capitalismo che spesso dimentica di raccontare la fatica, le sconfitte e la capacità di rialzarsi di molti imprenditori. Noi crediamo che l’8 marzo conservi il suo valore se ci restituisce il valore di voler essere riconosciute per quello che siamo: donne che vogliono affermarsi per il loro valore, per la propria capacità di lasciare una traccia nel mondo.

Abbiamo scelto tre donne del vino che lo producono quotidianamente. Quando si beve uno dei loro ottimi vini, si assapora la gioia che una donna capace, che non rinnega la sua femminilità, abbia creato un capolavoro di gusto!

Marina Cvetic, la regina del vino abruzzese

Una donna forte, ma dal sorriso dolce. Approdata in Italia dalle vigne del nonno sulla costa dalmata, vive una grande storia d’amore e di complicità con Gianni Masciarelli, il visionario del vino d’Abruzzo. Raccoglie, dopo la morte improvvisa del marito, la sfida imprenditoriale e diventa con la figlia Miriam ambasciatrice del vino abruzzese in Italia e all’estero. Considera la terra, la vigna e il vino vere terapie di vita. Una grande donna a cui l’Abruzzo e l’Italia deve molto.

L'enonolgia d'autore si tinge di rosa: Cerasuolo di MasciarelliIo ho assaggiato all’evento Simply The Best di Civiltà del Bere, il Cerasuolo, Villa Gemma, Cerasuolo d’Abruzzo Doc 2018 (Montepulciano 100%). Ottenuto da uve 100% Montepulciano vinificate in bianco, provenienti dal cru di Cave, a San Martino sulla Marrucina (CH). Fresco ma di corpo, si caratterizza per il colore rosso ciliegia carico e profumi intensi. La sua caratteristica, per me, assai femminile, è quella di unire la struttura caratteristica di un vino rosso con la freschezza e l’acidità propria di un bianco. Si abbina con piatti a base di carne, salumi e formaggi, fritture di pesce, pasta e verdure ed è perfetto con la pizza. Un vino a tutto pasto!

Donatella Cinelli Colombini, la Presidente delle Donne del Vino

Confermata per un altro triennio come Presidente delle donne del vino, Donatella Cinelli Colombini  discende da uno dei casati storici del Brunello di Montalcino. Per prima ha intuito il potenziale turistico dei luoghi del vino e, nel 1993, ha inventato “Cantine aperte”, la giornata che in pochi anni ha portato al successo l’enoturismo in Italia. Durante un viaggio stampa in Val d’Orcia ci aveva detto: ” Voglio che questo territorio sia conosciuto da un turista consapevole che sia conscio che bere un buon bicchiere di vino significa conoscere meglio il luogo che sta visitando”. Nel 1998 ha lasciato l’azienda di famiglia per crearne una sua composta dal Casato Prime Donne a Montalcino dove produce Brunello e dalla Fattoria del Colle a Trequanda con cantina di Chianti e centro agrituristico.

L'enologia d'autore si tinge di rosa: Donatella Cinelli ColombiniIo ho assaggiato il “Cenerentola”, un vino che rappresenta il coraggio o l’incoscienza di un vino che nel suo nome nasconde la sua storia. L’etichetta, non a caso, riprende il nome di una delle più celebri favole. La DOC Orcia, a cui il vino Cenerentola appartiene, è nata per ultima fra le storiche denominazioni del Brunello e del Nobile di Montepulciano. Giovane e con due sorelle ambiziose coltiva il desiderio di arrivare sulla tavola del principe e farlo innamorare. E noi sappiamo come andò a finire!

Cenerentola è prodotto con due vitigni autoctoni: il Sangiovese (65%) e Foglia Tonda (35%), varietà antica abbandonata da circa un secolo. Il vitigno Foglia Tonda è tipico del Sud della Toscana, un tempo era molto diffuso ma ora è rarissimo, in totale esistono meno di venti ettari di questa varietà. Produce vini potenti e per questo è il compagno ideale del Sangiovese che ha eleganza ma non potenza. Insieme creano un vino unico, diverso da tutti gli altri ma dai caratteri assolutamente toscani.

Marisa Vecchi e l’amore per il vino dell’Oltrepò pavese

In occasione della conferenza stampa e della degustazione organizzata l’8 febbraio a Palazzo Bovara a Milano per far conoscere il Buttafuoco storico  ho conosciuto un vino dell’Oltrepò pavese: il Buttafuoco, un vino da riscoprire e valorizzare. L‘azienda agricola Diana si distingue per la sua proposta.

L'enologia d'autore si tinge di rosa: buttafuoco

La vignaiola Marisa Vecchi ha proposto Il Passionale, prodotto dalle vigne sotto una torre su un terreno con piena esposizione a sud. Maturo e caldo, dal corpo robusto: al naso è profumato, in bocca è morbido, rotondo e persistente. Si riconoscono note speziate di pepe nero e cuoio e rimandi aromatici di erbe officinali che raccontano la permanenza in legno (24 mesi) e poi in bottiglia. A sorpresa al palato è  molto fresco, con tannini equilibrati.

Potrebbe interessarti anche:


8 marzo: iniziamo a riflettere sulla natura del potere?

Che cosa fare per la Festa delle Donne? Difficile non cadere nel banale, nello scontato. Una festa che io non ho mai amato, non mi è mai parsa capace...8 marzo: iniziamo a riflettere sulla natura del potere? ultima modifica: 2018-03-07T17:55:25+00:00 da Monica Viani

Che cosa fare per la Festa delle Donne? Difficile non cadere nel banale, nello scontato. Una festa che io non ho mai amato, non mi è mai parsa capace di affrontare in modo approfondito tematiche che le donne vivono...8 marzo: iniziamo a riflettere sulla natura del potere? ultima modifica: 2018-03-07T17:55:25+00:00 da Monica Viani

Che cosa fare per la Festa delle Donne? Difficile non cadere nel banale, nello scontato. Una festa che io non ho mai amato, non mi è mai parsa capace di affrontare in modo approfondito tematiche che le donne vivono tutti i giorni. Eppure tacere non si può. Riflettere ha sempre senso. Soprattutto per rifiutare quella gabbia costruita intorno all'essere...8 marzo: iniziamo a riflettere sulla natura del potere? ultima modifica: 2018-03-07T17:55:25+00:00 da Monica Viani


Potrebbe interessarti anche:


8 marzo: la maternità negata. Un dolore segreto

Dire addio a un figlio che si perde in gravidanza è una ferita che non si cicatrizza mai. Trovare le parole per tradurre un dolore così profondo è quasi impossibile. Un dolore di cui poco si parla, quasi fosse un tabù. Un dolore che viene liquidato con poche parole di circostanza. Al dispiacere si aggiunge un grande senso di solitudine,...8 marzo: la maternità negata. Un dolore segreto ultima modifica: 2018-03-05T20:04:54+00:00 da Monica Viani

8 marzo: l’enologia d’autore si tinge di rosa ultima modifica: 2019-03-07T17:08:50+00:00 da Monica Viani

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *