Nel Sud Milano esiste una filiera alimentare sociale dove ogni prodotto racconta una storia di qualità e inclusione
Un pomodoro raccolto nel Parco Agricolo Sud Milano diventa una passata artigianale, finisce nella cucina di un bistrot milanese e viene servito durante un catering aziendale. Potrebbe sembrare una normale filiera agroalimentare. La differenza è che, lungo quel percorso, crea lavoro stabile per persone con disabilità e fragilità.
Il valore sociale del lavoro
Quando si parla di filiera corta si pensa subito alla provenienza delle materie prime, alla sostenibilità ambientale o alla valorizzazione del territorio. Nel Sud Milano, però, esiste un progetto che amplia questo concetto e aggiunge un ingrediente spesso dimenticato: il valore sociale del lavoro.
Dal campo alla tavola, passando per laboratori artigianali, panifici, bistrot, catering e punti vendita, il Gruppo L’Impronta ha costruito negli anni una vera filiera alimentare integrata che oggi dà lavoro stabile a 125 persone con disabilità, dimostrando che inclusione e qualità gastronomica possono crescere insieme. Non è assistenzialismo. È impresa.
Una filiera che parte dalla terra e arriva alla tavola

Il primo tassello è Agrivis, cooperativa agricola sociale che coltiva ortaggi e piccoli frutti biologici all’interno del Parco Agricolo Sud Milano.
Qui nascono pomodori, verdure e frutta destinati a diventare passate, sughi, confetture, marmellate e nettari realizzati nel laboratorio di trasformazione. Una parte della produzione arriva anche dal recupero di frutta destinata allo spreco alimentare, trasformando quello che sarebbe uno scarto in nuove conserve.
Dal 2025 la filiera si è arricchita anche con Formand, laboratorio specializzato nella produzione di fermentati vegetali a base di mandorle italiane. Non imitazioni del formaggio, ma una categoria gastronomica autonoma ottenuta con pochi ingredienti naturali e un processo produttivo brevettato. Una scelta che unisce innovazione alimentare, sostenibilità e nuove opportunità di inserimento lavorativo.
Dal pane al catering: quando il sociale entra nella ristorazione

La materia prima coltivata in cascina continua il proprio percorso nelle diverse attività gastronomiche del Gruppo. Ci sono il ristorante Gustop, i servizi catering, il laboratorio Gustolab dedicato alla panificazione e alla formazione professionale e soprattutto BUM – Buoni Un Mondo, uno degli esempi più interessanti di impresa sociale milanese.
Qui si producono pane, focacce, grandi lievitati, dolci, pasta fresca e pasta essiccata, ma BUM non è soltanto un laboratorio. È un luogo aperto al quartiere, con bistrot, aperitivi, corsi di cucina, eventi privati e percorsi di formazione per persone con fragilità che vengono accompagnate gradualmente verso un vero inserimento lavorativo. Negli ultimi anni il laboratorio è cresciuto fino a diventare un punto produttivo capace di servire anche aziende e attività esterne. A raccontarci l’essenza della Cooperativa Sociale L’Impronta è il Presidente Andrea Miotti.
Andrea Miotti: “non basta essere sociali, dobbiamo essere bravi”

Andrea Miotti, che ha iniziato il suo percorso come volontario prima di diventare uno dei protagonisti della crescita dell’organizzazione, racconta come il passaggio dai servizi educativi alle imprese sociali abbia rappresentato un cambio di mentalità.
All’inizio sapevamo lavorare con le persone, non con il mercato. Abbiamo dovuto imparare da zero cosa significa fare impresa.
Dal 2012 il Gruppo ha iniziato a sviluppare attività economiche vere, confrontandosi con aziende e professionisti del settore.
Una cosa l’abbiamo capita subito: non basta essere un progetto sociale. Dobbiamo produrre cose che abbiano la stessa qualità del mercato. Che sia un pranzo, un pane o una confettura.
Una sfida che significa investire su professionisti, formazione, organizzazione e ambienti di lavoro curati.
“Per anni – racconta Miotti – nel sociale ci si è accontentati di spazi improvvisati. Noi abbiamo scelto di fare luoghi belli, perché anche la bellezza è rispetto per le persone.”
Il rapporto con le aziende? “Come un matrimonio”

Uno degli aspetti meno conosciuti del progetto riguarda il dialogo con il mondo imprenditoriale. Secondo Miotti non tutte le collaborazioni funzionano.
Le aziende sono un po’ come i matrimoni: o ci si piace oppure no.
Quando però nasce la sintonia, il rapporto diventa qualcosa di molto più profondo di una semplice fornitura. È il caso della collaborazione con Universal, dove il Gruppo gestisce uno spazio di ristorazione inclusiva.
Loro oggi raccontano il nostro progetto ad altre aziende. Il nostro miglior commerciale, dopo Andrea, è proprio il loro direttore finanziario.”
Un esempio concreto di come il Terzo Settore possa diventare partner credibile anche per grandi realtà aziendali.
Il clima di lavoro come valore produttivo
Chi visita i laboratori del Gruppo nota subito un aspetto che difficilmente emerge nei bilanci. L’atmosfera. Tra forni, impasti e cucine il clima è quello di una squadra affiatata, dove il lavoro mantiene ritmi professionali ma lascia spazio anche alla relazione umana. Andrea Miotti lo considera uno degli elementi fondamentali.
Il lavoro è fatica, è normale che ci siano momenti di tensione. Ma una persona deve vivere il proprio posto di lavoro come un ambiente sostenibile, dove si possa anche sorridere.
Una cultura organizzativa costruita negli anni e condivisa da educatori, cuochi, panificatori e professionisti che affiancano quotidianamente i lavoratori.
Un modello che dimostra come il sociale possa fare impresa

La crescita del Gruppo L’Impronta racconta anche le difficoltà di chi sceglie di fare impresa sociale. Burocrazia, investimenti, concorrenza con operatori tradizionali e la necessità di mantenere elevati standard qualitativi sono sfide quotidiane. Eppure il progetto continua ad espandersi.
Accanto alle attività alimentari stanno nascendo nuove iniziative dedicate alla sartoria sociale, alle bevande naturali e ai servizi digitali, confermando una visione che non separa sostenibilità economica e impatto sociale. La vera innovazione non è produrre un buon pane o una buona confettura. È dimostrare, ogni giorno, che un’impresa può competere sul mercato creando contemporaneamente opportunità di lavoro per chi troppo spesso ne resta escluso.
Nel Sud Milano questa non è più un’idea. È una filiera che funziona, cresce e produce valore, dentro e fuori dalla tavola.
I numeri del Gruppo L’Impronta
- 1999 nasce L’Impronta
- dal 2012 sviluppa imprese sociali
- 125 persone con disabilità lavorano stabilmente
- 6 realtà non profit
- una filiera che va dall’agricoltura alla ristorazione

