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Nel Salento il Parco dei Paduli: vivere l’ulivo

Il Salento da abitare, non solo da visitare

Il Parco dei Paduli, nel cuore del Salento, è un luogo dove natura, agricoltura e cultura si incontrano in un paesaggio ancora tutto da scoprire. Tra ulivi secolari, borghi rurali e antichi sentieri, il viaggio diventa un modo per rallentare e ritrovare un rapporto più autentico con il territorio. Dormire tra gli ulivi nei Nidi d’Artista, pedalare lungo le strade di campagna e assaporare i prodotti locali significa vivere il Salento oltre i percorsi più conosciuti. Un’esperienza di turismo responsabile che invita soprattutto a una cosa: riscoprire il piacere di meravigliarsi

In un mondo veloce, spesso fatto di cemento, chi non sogna un ritorno ai ritmi lenti della natura con quei colori e profumi spesso solo trasformati in ricordo? Fuggire dalla città, ricostruirsi una vita più autentica altrove, o semplicemente concedersi qualche giorno lontano dalle abitudini. Per qualcuno è un sogno, per altri un obiettivo, per altri ancora la meta di una vacanza diversa.

Ci vuole curiosità, forse anche un po’ di coraggio, per abbandonare gli schemi che ci hanno abituato alla “solita vacanza” e provare a guardare un luogo con occhi diversi. Noi ci abbiamo provato nel Parco Agricolo dei Paduli, nel cuore del Salento, tra gli ulivi secolari della provincia di Lecce.

Qui abbiamo scoperto che si può viaggiare senza limitarsi a visitare un luogo: si può attraversarlo, ascoltarlo, assaporarlo e, per una notte, persino abitarlo. Si può dormire in un “nido” sospeso tra gli ulivi, guardare le stelle, ascoltare il vento e lasciarsi sorprendere da un paesaggio che racconta storie antiche.

Per saperne di più abbiamo incontrato Simona dell’associazione di promozione sociale Abitare i Paduli.

Una terra da conoscere: la storia del Parco dei Paduli

Che storia si nasconde dietro il Parco dei Paduli?

Simona, di Abitare i Paduli, ci racconta l'esperienza del parco dei Paduli

«Nel cuore del Salento, dove un tempo prosperava il Bosco Belvedere, il Parco Agricolo dei Paduli si estende tra ettari di uliveti, piccoli borghi rurali, torri di avvistamento, masserie, casini di caccia, frantoi ipogei, chiese, pajare, dolmen e menhir. Ci sono inoltre serre, canali e canneti, boschetti di querce, vore e laghetti temporanei.

L’associazione Abitare i Paduli lavora all’interno del Laboratorio Urbano dell’Unione dei Comuni delle Terre di Mezzo, nato nel 2011 grazie alle politiche di Bollenti Spiriti. Il Laboratorio prosegue un processo di animazione territoriale iniziato nel 2003 dall’associazione Lua, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione del Parco dei Paduli, tra i primi Parchi Agricoli Multifunzionali della Regione Puglia.

L’idea è quella di coinvolgere le istituzioni e le comunità in una riflessione sulla sostenibilità ambientale ed economica della produzione agricola, che diventa “multifunzionale”: non produce soltanto beni, ma genera anche cultura, relazioni e creatività.

Le attività dell’associazione riguardano il turismo responsabile, la produzione culturale e la comunicazione territoriale, anche attraverso laboratori didattici dedicati ai bambini. Agricoltura, mobilità lenta, ospitalità diffusa e cultura del gusto diventano così parti di un unico progetto. Uno dei simboli del Parco è l’Uliveto Pubblico, dove la produzione dell’olio Terre dei Paduli convive con attività didattiche e interventi di land art legati al progetto “Nidificare i Paduli”.

In questo piccolo appezzamento di terreno, tra San Cassiano e Botrugno, si concentrano molte delle attività del progetto: un modo per condividere con le comunità modelli di sviluppo legati all’agricoltura e al turismo responsabile, dove alla produzione agroalimentare corrisponda anche una produzione culturale e sociale, capace di formare nuovi abitanti più consapevoli e custodi attivi del territorio».

Nel segno dell’ulivo

Salento

Da secoli l’ulivo appartiene al paesaggio e alla cultura salentina. È ombra durante la calura estiva, rifugio per gli animali, luogo di nidificazione per gli uccelli e, naturalmente, origine di quell’olio che accompagna la cucina di questa terra.

Che significato ha per te recuperare un uliveto?

«Torti e ritorti, da secoli gli ulivi abitano questo lembo di terra, il Salento, e ne rappresentano il polmone verde. Sono ombra in cui ripararsi sotto la calura estiva, riparo per gli animali e nido per gli uccelli. L’ulivo è rugoso e resistente e genera il prezioso olio che condisce le pietanze sulle tavole salentine. È l’anima di questo territorio, è la nostra anima.

Oggi più di ieri abbiamo il dovere di prenderci cura dell’ulivo, che tra tanti malanni continua a resistere in una terra spesso inaridita da cattive pratiche agricole.

Il “ritorno alla terra”, dopo anni di abbandono, esprime il desiderio di prendersi nuovamente cura del territorio in maniera consapevole e sana, cercando di limitare l’alterazione dei fragili equilibri naturali continuamente minacciati dall’uomo»

Quale futuro per gli ulivi del Salento e del Parco dei Paduli?

Negli ultimi tempi abbiamo assistito al disseccamento rapido che ha indebolito il patrimonio arboreo del territorio, una risorsa fondamentale anche per la produzione di olio. Ogni famiglia ha un uliveto nei Paduli ed è impensabile arrivare a non avere più olio sulle nostre tavole, frutto di una secolare cultura agricola.

Nel Salento c’è un acceso dibattito sulla gestione di questa emergenza e la situazione è incerta. In ogni caso, la questione ambientale deve essere centrale nel dibattito pubblico, per individuare un modello sostenibile nei diversi ambiti della produzione agricola. Il disseccamento degli ulivi è, in fondo, soltanto uno dei segnali con cui si manifesta un disequilibrio più generale del sistema».

Tra olio, cucina e profumi

parmigiana ricci
La Parmigiana di melanzane, un piatto della cucina tradizionale pugliese

Il progetto dei Paduli non si ferma alla tutela del paesaggio. Recuperare un territorio significa anche riscoprirne i sapori, i saperi e le storie.

Quali progetti state portando avanti?

“Ragia e Res.Ort sono due dei progetti sviluppati dall’associazione Abitare i Paduli attraverso ricerche sul campo dedicate alla conoscenza e alla scoperta del territorio.

Con Res.Ort abbiamo immaginato i Paduli come una grande cucina: un luogo fatto di dispense dove crescono e si conservano le materie prime, piante spontanee e orti da riconoscere e raccogliere; piccole fucine dove il fuoco serve a cuocere e contaminare; infine spazi dove degustare e incontrarsi.

Res.Ort è una scuola di cucina rurale che valorizza gli orti e i luoghi risorti, la biodiversità, la stagionalità e le storie dei contadini. La pratica diventa così uno strumento per trasmettere l’identità del Parco dei Paduli. In ciascuno degli otto appuntamenti del laboratorio sono state proposte tre ricette, realizzate direttamente dai partecipanti insieme a diversi maestri di cucina, chiamati a interpretare i prodotti e le tradizioni del periodo, dialogando con i “cuochi custodi”.

Il progetto “La ragia dei Paduli” nasce invece dall’idea di costruire l’identità del territorio attraverso il profumo. Si parte da un’antica ricetta alchemica riportata nel 1786 da Giovanni Presta, agronomo salentino, che racconta l’utilizzo dell’ulivo per l’estrazione di una resina prodotta in seguito alle ferite provocate dagli insetti. Questa resina, profumatissima, era già utilizzata in epoca greca e romana e fu successivamente inviata dallo studioso a Caterina II di Russia, che la utilizzava anche nella cosmesi.

Ogni luogo ha un odore e ogni luogo conserva una memoria olfattiva capace di identificarlo. Attraverso il coinvolgimento degli abitanti si cercherà quindi di ricostruire la quinta essenza dei Paduli: il profumo capace di raccontare le molteplici sfaccettature di un paesaggio così ricco e complesso. Il profumo diventa così un modo inedito per conoscere il territorio».

Che tipo di esperienza proponete ai vostri ospiti?

paduli in puglia

«Abitare il Parco dei Paduli sperimenta una fruizione multidimensionale dei luoghi, dove l’idea di “abitare” sottintende una reale empatia con il territorio. Il paesaggio va attraversato con il corpo e con la fantasia, educando tutti i sensi e mettendo insieme gli elementi materiali con le suggestioni immateriali.

Proponiamo innanzitutto servizi di mobilità lenta. A piedi e in bicicletta, una guida accompagna i visitatori lungo itinerari tematici alla scoperta del paesaggio rurale e dei progetti che portiamo avanti. Abbiamo inoltre attivato un servizio di noleggio biciclette.

In bici si possono attraversare i centri storici, le chiese e i palazzi, oppure seguire le stradine che scivolano nella campagna tra ulivi e muri a secco. C’è la vallata dei Paduli, con il suo bosco di ulivi e l’Uliveto Pubblico, dove la presenza della land art rende il paesaggio ancora più particolare.

E poi c’è il “paesaggio delle pietre”, lungo la Serra di Levante, con la geomorfologia della collina di Giuggianello, il giardino megalitico e le testimonianze archeologiche».

Il gusto del territorio

Anche la cucina diventa un modo per conoscere i Paduli. «Il cibo è uno dei primi traduttori del territorio, soprattutto quando il ricettario segue le stagioni, valorizza la biodiversità dei campi e degli orti e racconta le storie dei contadini. Il Laboratorio del Gusto coordina degustazioni e aperitivi durante gli eventi organizzati, cura la cena e la colazione per chi soggiorna nei rifugi d’artista ed è a disposizione dei visitatori che ne fanno richiesta».

C’è poi l’olio Terre dei Paduli, nato dal recupero di uliveti abbandonati attraverso il progetto Lampa!. «È il nostro piccolo orgoglio. L’obiettivo è recuperare gli uliveti per produrre olio di qualità, secondo un modello di agricoltura naturale e con un valore capace di remunerare il lavoro dei contadini. L’Italia si è dimenticata per lungo tempo della propria tradizione contadina»       

Dormire tra gli ulivi

Salento-Parco-dei-Paduli

L’ospitalità è il modo più concreto per trasformare una visita in esperienza. Nei Parco dei Paduli è possibile soggiornare nei centri storici dei piccoli comuni oppure immergersi nella campagna, scegliendo tra diverse forme di ospitalità.

Ci sono vecchie abitazioni recuperate nel cuore dei paesi, dove il visitatore può entrare in contatto con la quotidianità locale, e la Casa del Cicloturista, un vecchio immobile popolare ristrutturato e trasformato in foresteria. C’è poi la Casa dell’Ecoturista, nata dal recupero di un antico riparo agricolo, la “caseddha”. Oggi è una piccola abitazione ecologica e autosufficiente, alimentata da un generatore micro-eolico e da moduli ibridi termici e fotovoltaici. E infine ci sono i Nidi d’Artista.

L’Uliveto Pubblico diventa un museo a cielo aperto, dove le installazioni di land art dialogano con gli ulivi e con il paesaggio. Dopo un’escursione guidata, si torna nell’uliveto per un aperitivo stagionale e a chilometro zero. Quando scende la sera, tra la luce delle lanterne a olio, si sceglie il proprio “nido”. Poi arriva la notte. E il cielo stellato prende il posto delle pareti. Al mattino, la colazione con i prodotti freschi del territorio completa un’esperienza che ha qualcosa di semplice e, proprio per questo, di sorprendente.

Oltre il Parco dei Paduli

Quali luoghi suggerite ai vostri ospiti di visitare?

Nel Salento il faro di Palascia

“I piccoli paesi dell’entroterra dove scorre la vita quotidiana degli abitanti, lontani dal ritmo frenetico della città, e dove il tempo cede il passo alla lentezza. L’ideale è muoversi in bici, lungo le vie rurali che resistono all’espansione urbanistica, tra cui si scoprono lembi di un paesaggio rurale ancora e per fortuna armonici, tra chiese rupestri, frantoi ipogei, ulivi secolari, orti, chiese e vicoli accarezzati dalla mielosa luce salentina.

Qui, spesso si scoprono piccole aziende agricole che sperimentano un approccio sano alla terra, attraverso pratiche agricole innovative che riprendono la cura impiegata un tempo dai contadini del posto. E poi la costa adriatica nel tratto Otranto-Santa Maria di Leuca, dal 2006 Parco Naturale Regionale, la cui linea rugosa e a strapiombo sul mare disegna un Salento ancora intatto e selvaggio. E poi Otranto, Galatina, Gallipoli, Lecce tra le mete turistiche più ambite.  Negli ultimi anni sono nate diverse associazioni che organizzano escursioni naturalistiche e passeggiate culturali volte alla riscoperta del territorio”.

Il vostro sogno per il Parco dei Paduli?

«Il nostro sogno è il nostro lavoro: svelare la complessità di un paesaggio e raccontarlo significa conoscerlo. Conoscerlo significa creare consapevolezza del suo valore, proteggerlo e creare le condizioni perché la conoscenza diventi il presupposto per il suo sviluppo e la sua innovazione.

Ci auguriamo maggiore rispetto per la natura e per le tracce di un passato che hanno modellato la nostra identità e che ci permettono di capire di che pasta siamo fatti».

Prima ancora di scalare montagne o attraversare mari, può bastare una notte tra gli ulivi per riscoprire una pratica che avevamo quasi dimenticato: sapersi meravigliare.

Per saperne di più: http://www.parcopaduli.it/parco/parcopaduli.php

 

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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