Il grande classico del Capodanno: panettone e champagne. Se lo champagne è un perfetto sconosciuto, questi suggerimenti ti interessano. 12 consigli per conoscere la bevanda più glamour del mondo: dal bicchiere per assaporarne al meglio i sentori a cosa “leggere” nelle sue bollicine
A chi non piace lo champagne? A Capodanno è una scelta irrinunciabile. Te lo diciamo subito, quest’anno è uno sfizio costoso a causa della siccità e -ahimè – non per tutte le tasche. Così non stupisce che si stimi un calo delle vendite dell’8%.
Dunque, lo champagne ci piace, ma questo non significa che lo conosciamo. Spesso la nostra passione non va oltre “I love Moët Chandon“. E allora Famelici ti viene in aiuto per non darti fare brutta figura nella notte più attesa dell’anno.
Con quali uve si produce lo champagne? I tre grappoli che lo hanno reso celebre

Lo Champagne è prodotto con Pinot Noir, Pinot Meunier e Chardonnay, insieme o separatamente. Ad esempio, se vedi sull’etichetta la definizione“blanc de blancs” significa che è prodotto esclusivamente con uve Chardonnay.
Le tre uve con cui si produce lo chmpagne:
- Il Pinot Nero è un’uva rossa con la buccia sottile e con scarsa alcolicità. É un vitigno insidioso, che può giocare brutti scherzi.
- Il Pinot meunier, presente prevalentemente in Francia, è a bacca nera, più intenso del noir, di cui è una mutazione, ma con più carattere e corpo.
- Lo Chardonnay è un’uva a bacca bianca, una delle più utilizzate al mondo per fare gli spumanti.
Come evitare gli errori più comuni nel servire lo champagne: 12 suggerimenti

A Natale o a Capodanno, tra tutti i preparativi e l’arrivo degli invitati, è facile dimenticarsi di mettere lo champagne in frigo. Chi non ha mai pensato di accelerare il raffreddamento di una bottiglia di champagne mettendola in freezer per qualche minuto? Sebbene la tentazione sia grande, questa soluzione è fortemente sconsigliata dagli esperti.
Mai lo champagne in freezer: grave errore
Contrariamente alla credenza popolare, lo champagne non deve essere consumato ghiacciato, ma piuttosto bevuto a una temperatura molto fresca, di solito intorno agli 8°C. Si sconsiglia quindi di mettere la bottiglia in freezer, in quanto temperature troppo basse possono comprometterne la delicatezza e la finezza.
Ciò è dovuto al fatto che uno champagne molto freddo ha l’effetto di anestetizzare le papille gustative, portando a una perdita di sapore. Inoltre, l’utilizzo del congelatore impostato tra -18°C e -24°C presenta il rischio di shock termico, che può compromettere la qualità dello champagne.
Inoltre, le bibite gassate e i vini spumanti contengono gas e il congelamento non si mescola bene con questi ultimi. Se la bottiglia viene lasciata nel congelatore, potrebbe scoppiare, poiché i liquidi, solidificandosi, occupano più spazio.
Consigli per raffreddare la bottiglia di champagne
La temperatura perfetta per bere lo champahne è di 8º
Per raffreddare una bottiglia di champagne, si consiglia di metterla in frigorifero o in un secchio contenente acqua e cubetti di ghiaccio
Se hai bisogno di raffreddare rapidamente lo champagne, immergi la bottiglia in un secchio pieno di acqua fredda e cubetti di ghiaccio e aggiungi sale all’acqua per accelerare il processo.
Un altro consiglio, avvolgere la bottiglia in un asciugamano umido prima di metterla in frigorifero o nel secchiello del ghiaccio. Assicurati che l’asciugamano copra bene la bottiglia, in particolare la parte del collo. Grazie all’evaporazione dell’acqua, questa tecnica permette alla bottiglia di raffreddarsi più rapidamente.
Quale bicchiere scegliere?
Se una volta era di moda il flûte, la tendenza di oggi è quella di scegliere bicchieri da vino, alti ma più larghi nel terzo inferiore e più chiusi in bocca. Per non riscaldare lo champagne il bicchiere va tenuto dallo stelo, non dal calice.
E il tappo?
Mai farlo partire come un razzo!
Dessert e champagne, unica soluzione? Con quali piatti abbinarlo?
Assolutamente no. Un buon champagne è molto più gustoso e molto più leggero prima del dessert.. Con cosa abbinarlo? Con qualsiasi piatto. Lo champagne si abbina bene con tutto, sia ai piatti a base animale o vegetale che con i gusti salati, dolci o umami. È una bevanda perfetta che non maschera il sapore di ciò che mangiamo, rinfrescando molto la bocca ad ogni sorso.
Come leggere lo champagne? Interpretando le bollicine
Puoi capire l’eccellenza di uno chamopagne dalle bollicine. Quando uno champagne è buono, le bollicine sono minuscole e salgono lentamente attraverso il bicchiere. Lo fanno in file sottili, più file ci sono, migliore è lo champagne. Per quanto riguarda la schiuma che lo champagne forma quando lo si versa, ha anche lei qualcosa da dire. Lo champagne che non fa schiuma in superficie quando viene servito è scadente.
Agitalo, ma non maltrattarlo!
Se dai una piccola torsione al contenuto, rilascerà composti volatili che altrimenti non si staccheranno dal liquido.
…e sel la Denominazione d’Origine non è dichiarata?
L’origine, il modo di produzione e la qualità dello Champagne si esprimono in altri modi. Per cominciare, dal ‘cru’, che corrisponde ad un comune vitivinicolo. Si tratta della particolare combinazione di un vitigno, di un terroir e di un clima.
In Francia ci sono 319 “crus” e 280.000 appezzamenti di identità specifiche. Una particolarità della produzione di champagne è che spesso assembla vini di annate diverse. I «cru» possono anche essere miscelati.
Quando si legge che uno champagne è millesimato significa che tutte le uve con cui è stato prodotto sono dello stesso anno. La definizione “brut” si riferisce al dosaggio e indica uno champagne secco non dolce (con zucchero inferiore a 12 g/l). Lo champagne meno zuccherino è il “brut nature”.
Un assaggio di Capodanno: panettone e champagne…e altri abbinamenti

E allora ho accettato di buon grado un invito per scambiarsi gli auguri di Natale da parte di Comte de Montaigne. Un’occasione per imparare come scegliere lo Champagne giusto per ogni occasione. Anche con il panettone. Senza champagne che Capodanno è?
- Il Brut, perfetto per l’aperitivo: prodotto con uve provenienti da diversi vitigni e annate differenti, si presenta come un vino fresco e leggero e, soprattutto, non dolce. Queste sue caratteristiche lo rendono perfetto per un aperitivo. Si sposa divinamente con scampi, salmone, tartare di pesce e parmigiano, oltre che con le lumache.
- l’Extra Brut, ideale per un antipasto ai frutti di mare: champagne dai sapore naturali, unisce con armonia acidità, lunghezza e mineralità. Gli aromi al primo sentore svelano gli agrumi di pompelmo, limone e poi si percepiscono gli aromi di frutta come la pesca, la pera e la mela. Si abbina alla perfezione alle ostriche, ai crostacei, ai frutti di mare e ai formaggi affinati.
- Champagne rosé, consigliato con il sushi: o Champagne rosé è perfetto con un’insalata di salmone o con le ostriche per la sua acidità. Fruttato e vinoso, si sposa anche con dolci a base di frutta rossa, carpacci di carne, tonno e Sushi.
- Champagne Blanc de Blancs, quintessenza della finezza e dell’eleganza: prodotti esclusivamente con uve a bacca bianca, gli Champagne Blanc de Blancs, sono ideali per momenti speciali. Esaltano la raffinatezza dello Chardonnay, con gusto leggero, delicato e molto elegante. Il Blanc de Blancs accompagna in modo particolarmente sfizioso l’anatra, il pesce, l’astice, l’aragosta, le tartare di pesce e di carne.
- Champagne Cuvée Spéciale, il Top di gamma: è il top degli champagne. Si tratta della selezione migliore di ogni cantina produttrice, che racchiude le uve dei vitigni più esclusivi. In abbinamento a crostacei e pesce garantisce un abbinamento gourmand. E ancora: la Cuvée Speciale, quintessenza del Pinot Noir, è ideale con selvaggina, foie gras, e formaggi.
Come ricorda Stéphane Revol, Ceo di Comte di Montaigne, “lo champagne che proponiamo è un vino che parla. Lo definirei: goloso, elegante e complesso“.

