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La vigilia di Natale è pesce: pacòte con totano, #tumapersa, bieta croccante

Pacòte con totano, #tumapersa, bieta croccante. Una ricetta ottima per la vigilia o il pranzo di Natale proposta dalla giovane chef Martina Caruso, la migliore chef donna dell’anno per la Guida Michelin Italia 2019. Il suo albergo-ristorante, Signum, è a Salina, in Sicilia. Dopo aver lavorato  a Londra, da Jamie’s Italian di Jamie Oliver, da Antonello Colonna e da Pipero al Rex a Roma, alla Torre del Saracino di Gennaro Esposito a Vico Equense, è ritornata al ristorante di famiglia per proporre una cucina dal sapore di macchia mediterranea e di sicilianità. Poteva mancare la pasta e il pesce? Di certo no. Sono andata ad assistere ad un suo showcooking presso l’hub internazionale di Identità Golose, organizzato da Monograno Felicetti alla scoperta della pasta d’autore.

Un suggerimento famelico per Natale: pacòte con totano, #tumapersa, bieta croccante

La vigilia di Natale si cucina pesce. Ma come sceglierlo? L’importante è preferire quello di stagione e l’inverno è la stagione migliore per mangiarlo. Alici,  calamari, cefali, mormore, naselli, pagelli, piovre, ricciole, rombi, sardine, scorfani, seppie, triglie, vongole veraci, ma soprattutto totani. E allora per Natale cuciniamo pesce per un pranzo o una cena regale! Non sto scherzando… il pesce è una proposta talmente ghiotta che imbandiva anche le tavole dei re inglesi!

Il pesce e le sue stagioni

Per chi vive sulle sponde del Mediterraneo è un invito a nozze, soprattutto nella stagione autunnale/ invernale. Molti  non lo sanno, ma anche i pesci vanno acquistati e cucinati a seconda della stagione. La stagionalità dipende dalle fasi riproduttive. E rispettarle è una scelta etica che aiuta la sostenibilità.

Mangiare i pesci del Mediterraneo seguendo la loro stagionalità ci consente di evitare di fargli fare lunghi viaggi inquinanti, che incidono sulla loro freschezza. Ma come fare a controllare che il pesce che acquistiamo sia del Mare Mediterraneo? La sigla FAO 37 sulle etichette identifica la loro provenienza.

Pesce e pasta per un piatto perfetto

Il miglior modo di mangiare pesce alla vigilia di Natale è prepararlo con la pasta. Se il pesce deve essere fresco, la pasta deve essere di qualità!

Pacòte Monograno Felicetti con totano, #Tumapersa e bieta croccante

Di Martina Caruso

500 g Pacòte Il Cappelli Monograno Felicetti

Brodo di totano

2 lt acqua
500 g gambi di bieta
1 kg totano pulito
50 cl Olio extra vergine d’oliva
50 cl vino bianco

Ragù di interiora di totano

500 g interiora di totano
300 g tentacoli
50 cl succo di limone
600 g pomodori pelati
50 cl vino bianco
2 cipolle rosse

Bieta croccante

500 g di bieta
200 cl succo di acetosella
Olio extra vergine d’oliva

Battuto per il soffritto

100 g prezzemolo
3 coste di sedano
2 cipolle bianche
Olio extra vergine d’oliva

Procedimento

Per il brodo di totano

Tostare a lungo la bieta e i totani, sfumare con il vino bianco e infine aggiungere l’acqua.

Per il ragù di totano

Tostare bene i tentacoli, interiora e cipolla, sfumare prima con il vino e poi con il limone, infine aggiungere i pelati e frullare tutto.

Per la bieta croccante

Mettere la bieta a marinare nel succo di acetosella per due giorni. Stendere la bieta in teglia e infornare a 180°C per 2 minuti e poi a 90 °C per 25 minuti.

Per il battuto

Pulire tutto e frullare aggiungendo l’olio a filo. Ottenere una consistenza cremosa.

Preparazione della pasta

Cuocere i mezzi paccheri in una pentola d’acqua salata.

In padella mettere un cucchiaio di battuto e un filo d’olio, far soffriggere e sfumare con il vino bianco.

Aggiungere il brodo di totano. Mantecare con il formaggio #tumapersa.

Nel piatto mettere i mezzi paccheri, un cucchiaio di ragù e la bieta croccante.

 

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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